L’occhio delle conseguenze.

Nei post che scrivo tendo a non tenere in alcuna considerazione le ragioni delle cose, ma semplicemente i meccanismi che vedono le cose in azione. Il motivo e’ che non credo che la dialettica possa inficiare i processi relativi allo svolgimento dei fatti. Posso fare un esempio.

Il partito di Berlusconi ha proposto numerose leggi a vantaggio personale di Silvio Berlusconi, e ogni qual volta si sia fatto la sinistra ha obiettato sempre con la stessa frase: “e’ anticostituzionale! e’ anticostituzionale!”. La cosa si e’ dimostrata falsa, dal momento che le leggi sono poi diventate esecutive: il problema pero’ e’ che non si sono tenute nella debita considerazione le conseguenze di questo modo di operare.

 

Usare un bene comune come la costituzione come scudo per interessi di parte (1) significa persuadere, lentamente, un partito ed i suoi elettori che la Costituzione sia parte del patrimonio del partito avverso, e solo quello. Ora, nel momento in cui il 51% della popolazione si convince del fatto che la costituzione sia solo un ostacolo che impedisce riforme urgenti, che cosa succedera?

Succedera’ che l’istituto della costituzione diverra’ sempre piu’ debole sul piano del consenso, e molto facilmente potra’ essere modificato ed emendato: questo e’ un semplice meccanismo del consenso, ed esula completamente dalle ragioni e dai torti. Il dato di fatto e’ che , se per opporci all’operato dell’avversario politico ci nascondiamo dietro un bene comune, il bene comune entrera’ a far parte del patrimonio dell’avversario politico, venendo mano a mano delegittimato dal partito che lo subisce.

Lo stesso dicasi per la legge: uno dei commenti piu’ comuni a quanto ho scritto sulla liberazione dello stupratore di Roma e’ che e’ stato liberato perche’ cosi’ vuole la legge. A prescindere dal fatto che non e’ vero, nel senso che la legge concedeva fin troppa discrezionalita’ al magistrato, il problema e’ che nascondere le proprie malefatte dietro questo orpello otterra’ come risultato una percezione della legge come strumento che ostacola la giustizia.

Ora, il problema e’: cosa succede nel momento in cui le masse si persuadono che la legge sia avversa alla giustizia? Ovviamente, succedera’ che ogni forma di giustizia slegata dalla legge, o contrastante con la legge, sara’ considerata lentamente sempre piu’ legittima.

Il problema in termini militari si riassume semplicemente cosi’: se ti sparano , e tu ti nascondi dietro qualcosa, la cosa dietro la quale ti nascondi verra’ bersagliata a sua volta.

Supponiamo (per rispondere ad un altro post sulla mafia) che un agente dei servizi segreti, infiltrato nella mafia, sia riuscito ad avvicinare qualche capo mafioso poi risultato impossibile da catturare.Immediatamente si obiettera’ che sarebbe stato meglio se il nostro agente avesse sparato sul capomafia, uccidendolo.

Dall’altro lato si obiettera’ che mancando la pena di morte in Italia questo sarebbe un atto illegale: il risultato di questo conflitto, pero’, sara’ di persuadere la popolazione dell’idea che la legge sia un ostacolo e non uno strumento.

Questo vale, in sostanza, per ogni cosa: in questo senso ho sempre detto che ogni giorno di cattiva democrazia ci avvicina di piu’ ad una dittatura. Maggiormente si usano le regole della democrazia per impedire che sia fatto qualcosa che i cittadini vogliono, maggiormente prendera’ piede una cultura che vuole distruggere la democrazia e che lo trova sensato.

Questo ragionamento, attenzione, non tiene ovviamente conto di ragioni e torti, come non ne tiene conto nessun ragionamento che intenda osservare una qualche fisica delle cose: in un sistema basato sul consenso, come un sistema che prevede le elezioni politiche, e’ ovvio che ogni cosa impopolare trascinera’ con se’ tutti i valori che vengono usati per difendere la tal cosa impopolare; questo non c’entra nulla con le ragioni o coi torti, ma e’ solo parte della fisica del sistema.

In seguito alla scarcerazione dello stupratore di Roma, sul Corriere si sono affrettati a dire che comunque i guai di quel delinquente non sono finiti, e che la sua scarcerazione in fondo non e’ un’assoluzione. Questa strategia per difendere un provvedimento da censurare sembra intelligente, ma non lo e’: sappiamo bene che essendo la pena per lo stupro di soli 7 anni di carcere (2) , essendo il ragazzo giovane ed incensurato, ed essendo la pena minima scontabile in carcere di 3 anni e mezzo, il risultato sara’ che il criminale non fara’ mai nemmeno un giorno di galera.

A questo punto, la nostra geniale strategia di difesa del magistrato che ha preso un’iniziativa infelice e’ destinata al disastro, perche’ tra qualche mese vedremo il ragazzotto uscire senza un giorno di carcere dal processo, bello tranquillo e libero come l’aria. A quel punto, aver difeso il magistrato idiota nascondendosi dietro il diritto (o dietro la logica del quale) produrra’ semplicemente un moto di disgusto verso il diritto stesso.

Ancora una volta, questo meccanismo non tiene conto di ragioni e torti, ed e’ assolutamente vero. Tuttavia, tiene conto di come probabilmente andranno le cose: negli ultimi anni abbiamo visto Berlusconi schiacciare ripetutamente , a fior di maggioranza, tutto cio’ che gli si opponeva. Questo e’ stato dovuto al fatto che anziche’ opporre idee e azioni politiche, a Berlusconi si sono volute opporre delle resistenze: se il partito di maggioranza vuole fare una legge e gli si oppongono centinaia di emendamenti in parlamento, con il classico metodo ostruzionista, il risultato e’ che la maggioranza dei cittadini (elettori di Berlusconi) si persuadera’ che il parlamento sia un luogo di ostruzionismo e difficolta’ di azione. Verra’ cosi’ applaudito l’uso sistematico della fiducia.

Nemmeno questo tiene conto di ragioni e torti: e’ solo l’enunciato di una fisica delle cose.

In definitiva, per rispondere alla domanda che mi viene fatta , il “segreto” per fare analisi e’ quello di dimenticare il problema “ragioni” e “torti”, cosi’ come dimenticare tutto cio’ che e’ dialettico, e basarsi solo sulla fisica delle cose: solo da quella e solo con quella sara’ possibile fare previsioni.

Lo stesso dicasi dell’abitudine che ha la sinistra di stigmatizzare ogni dichiarazione di Berlusconi, qualora sia di cattivo gusto. Il risultato sara’ non solo che il cattivo gusto verra’ sdoganato, ma che si perderanno di vista i momenti di cattivo gusto reali: Berlusconi ha detto che non puo’ mettere un soldato a guardia di ogni bella donna, e su questo si sono scatenati gli strali delle femministe. Bene: il problema e’ che Berlusconi voleva (probabilmente) dire che non si puo’ controllare ogni metro quadro di territorio, ed ha usato un metodo improvvido e stupido per dirlo. Se pero’ qualcuno e’ piu’ focalizzato sul contenuto che sulla forma, tutto il can can risultera’ un fastidioso tentativo di attaccare bottone usando un pretesto dialettico: il risultato sara’ che la maggior parte del paese percepira’ le questioni di principio come questioni ipso facto pretestuose e strumentalizzate.

La fisica della politica richiede che di ogni questione di principio e di ogni dialettica si debba fare l’uso piu’ saggio possibile, dove per “piu’ saggio” intendo un uso conservativo: se usiamo troppo la costituzione come arma per contrastare un avversario politico, possiamo vincere indebolendo l’avversario, o perdere rimettendoci la costituzione.

Se usiamo il presunto codice per giustificare un magistrato che lavora male, possiamo vincere mettendo a tacere chi si lamenta, o possiamo persuadere la popolazione di avere una magistratura che lavora per l’insicurezza del paese,secondo un disegno politico che vuole mettere in difficolta’ chi aveva promesso sicurezza. E perderemo l’autorevolezza del codice.

E tutto questo, come ho gia’ detto, prescinde da ragioni e torti: e’ semplicemente la fisica della democrazia.

Tutto qui: non e’ questione di essere a favore o contro, e’ solo questione di constatare come le cose andranno se ci ostiniamo ad operare male.

Uriel

(1) Fermare Berlusconi e’, per lasinistra, interesse di parte quanto per Berlusconi il non essere fermato. NESSUN partito rappresenta TUTTI i cittadini.

(2) Per come la vedo io, “reato penale” dovrebbe essere di per se’ un reato, e costare 25 anni di carcere in se’, dopodiche’ si aggiungono gli anni relativi al reato materialmente commesso. Insomma, credo che la pena per qualsiasi reato penale dovrebbe partire da 25 anni, i primi 25 dovuti solo perche’ si e’ violata una legge penale.

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