Lo sciopero che non si puo’ dire.

In questi giorni sto lavorando da casa per via dello sciopero dei macchinisti. Forse qualcuno pensera’ che io sia seccato, ma le cose non stanno cosi’. Il motivo per il quale non mi secca non sta tanto nel telelavoro (che comunque devo fare due giorni a settimana da regole interne) , ma nelle ragioni dello sciopero stesso: un aumento di stipendio del 5%.

Questo e’ quello che i macchinisti vogliono: un aumento di stipendio. Siccome DB (Deutsche Bahn) ha i soldi in cassa e festeggia i buoni risultati, (2.1 Miliardi di euro di margine operativo) , che potevano essere 2.3 senza scioperi, i sindacati hanno detto: ma non ti conviene dare a noi i soldi anziche’ perderli in scioperi?

Insomma, il sindacato sta scioperando per fare avere PIU’ SOLDI IN BUSTA PAGA per i lavoratori.

Ed e’ per questo che non sono seccato: che altro dovrebbe fare un sindacato? E specialmente: e’ cosi’ strano che i lavoratori – dopo tutto, padri di famiglia – chiedano un salario piu’ alto?

Per la verita’, da quando sono qui ho visto diversi scioperi. Dal momento che il sindacato diversamente che in Italia paga gran parte della giornata persa ai lavoratori (motivo per il quale la tessera costa molto) in genere gli scioperi sono concentrati e molto duri: essi costano molti soldi al sindacato.

Ma TUTTI gli scioperi che ho visto erano sempre per la stessa cosa: alzare gli stipendi.

E alzare gli stipendi viene detto proprio cosi’: “ALZARE-GLI-STIPENDI”

Non viene detto “rinnovo del contratto di lavoro”, che non e’ un problema se non in Italia: se vai al lavoro, HAI un contratto. E non puo’ essere differentemente: il lavoro senza contratto e’ vietato.

Detto questo la seconda domanda e’: per che cosa hanno scioperato i sindacati italiani , che io ricordi?

  • Rinnovi del contratto.
  • Contro la tale riforma del governo.
  • Contro la tale azione di Marchionne.
  • Contro la tale nuova legge del governo.
  • Contro le politiche di austerity.
  • Per difendere la costituzione.
  • Questioni di principio.

niente di tutto questo si chiama “aumento di stipendio”. Si, il “rinnovo del contratto” a volte implica sino a 10, 15 euro lordi all’anno di aumento , ma non si sono ancora viste azioni che si CHIAMINO “vogliamo un aumento dello stipendio”, “vogliamo piu’ soldi” o simili.

A quanto pare, cioe’, i sindacati italiani si occupano poco degli stipendi delle persone, e anche quando se ne occupano, si danno un gran daffare per nasconderlo, chiamando la cosa “rinnovo del contratto” oppure che so io “contro l’austerity”. Ma non si sono visti, a memoria d’uomo, scioperi di sindacati italiani per motivi che, chiaramente ed esplicitamente, e pubblicamente, si chiamino “chi lavora deve guadagnare di piu’ “.

Questo strano “pudore” si riflette anche sui partiti politici italiani. Quanti partiti politici vanno in giro a dire “chi ha un lavoro deve guadagnare di piu’”?

Se osserviamo il panorama politico, osserviamo che:

  • A destra si dice che bisogna abbassare gli stipendi per competere coi cinesi.
  • Al centro si dice che bisogna essere piu’ flessibili, ovvero abbassare gli stipendi ma chiamarlo in un altro modo.
  • M5S propone un reddito minimo per chi NON lavora, propone di abbassare il reddito dei politici, ma non ha nulla come “chi lavora deve guadagnare di piu’ “
  • A sinistra si lotta per i gay, per gli immigrati, per l’articolo 18, ma la frase chiara ed esplicita “piu’ soldi a chi ha un lavoro” non si sente dire neanche li’.

Dove voglio andare a parare? Voglio andare a parare sul fatto che la cosiddetta “politica dei redditi” e’ scomparsa dalla scena politica italiana. Se in Germania un tizio che lavora volesse piu’ soldi in busta paga, saprebbe bene a chi rivolgersi: Ver.dio IGM. E lo saprebbe perche’ questi sindacati finiscono sui giornali con una richiesta che si pronuncia tipo “mehr geld”: piu’ soldi.

Del resto, in tutta europa il lavoratore che voglia PIU’ SOLDI sa anche a quali partiti appoggiarsi: Linke normalmente sta coi sindacati, e lo stesso fanno i Verdi, e spesso la SPD. E quando questo succede, sui giornali si scrive “aumento di stipendio per i lavoratori”, “piu’ soldi per i lavoratori”, eccetera.

Adesso mettiamoci nei panni del lavoratore italiano. Se desidera una formazione politica o sindacale di spessore nazionale che lo appoggi nella richiesta di piu’ soldi in busta paga, a chi puo’ rivolgersi? Quale partito dice, a chiare lettere, esplicitamente e chiaramente, che “lo stipendio di chi lavora deve aumentare”? Quali azioni di protesta ricordate , diciamo negli ultimi dieci anni, che siano finite sui media come “lottiamo per avere piu’ soldi nella busta paga?”. Nessuna.

Idem per i partiti. Quale partito lotta perche’ “chi lavora abbia piu’ soldi in busta paga?”. Qual’e’ l’ultima azione politica o l’ultima rivendicazione politica che si chiama “vogliamo piu’ soldi per chi lavora?”. Nessuna.

Quello che voglio dire e’ che in Italia si verifica una vera e propria “conventio ad excludere” , ma ad essere escluso non e’ un partito. E’ una specifica frase, un tema molto puntuale: “piu’ soldi in busta paga per chi lavora”

Se ponete il problema, spesso i partiti e i sindacati ve lo incistano dentro qualche altro tema, dicendo cose come:

  • Piu’ soldi fa parte del “rinnovo del contratto di lavoro”. Insieme al sesso degli angeli, e magari vi caliamo lo stipendio se insieme ci offrono angeli con piu’ tette. Utilissimi.
  • Piu’ soldi fa parte dei diritti dei gay, dei diritti degli immigrati. Non e’ esplicito, ma se Vendola parla per due ore ve lo potra’ mostrare. E comunque, se danno il matrimonio gay agli immigrati, allora possiamo in cambio venire a patti sul vostro stipendio.
  • Piu’ soldi fa parte della lotta contro la globalizzazione e la TAV. Non si capisce perche’, ma se poi non fanno la tav, siamo tutti d’accordo che in cambio non vi aumentano lo stipendio, vero? Non vorrete mica barattare la TAV con del vile denaro, vero?
  • Piu’ soldi fa parte della nostra lotta contro l’austerity tedesca. Che poi il vostro datore di lavoro tira un sospiro di sollievo in tedesco. Chissa’ come mai per lottare contro Berlino la prendono nel culo in Italia.
  • Piu’ soldi fa parte della lotta X,Y,Z, per il Sacro Principio K,I,J. Ma se ci danno il Sacro Graal, in cambio rinunceremo volentieri al vostro aumento.
  • Piu’ soldi fa parte della lotta partigiana per la Costituzione. Bellaciao. E se non toccano la virgola 15 del comma 2 dell’articolo 117, in cambio possiamo venire a patti sullo stipendio.

Il fatto di annegare SEMPRE il tema “piu’ soldi a chi lavora” dentro un tema piu’ complesso, fa si che il tema “piu’ soldi” sia diventato, ad ogni trattativa, un tema di “quid pro quo”. E consente ai sindacati ed ai politici di non pronunciare mai questa frase , tipo “vogliamo piu’ soldi in tasca a chi lavora”.

Se io lotto per “piu’ soldi in busta paga” e per “parcheggio piu’ grande” , in trattativa saro’ molto tentato di rinunciare ad un pochino di soldi in cambio del parcheggio. Cosi’ il trucco dei sindacati italiani e’ quello della “Grande trattativa”, dove mettiamo l’aumento di stipendio e i diritti degli animali. Alla fine della Grande Trattativa, il gatto aziendale sara’ trattato molto meglio, ma in cambio avrete rinunciato all’aumento, oppure si sara’ abbassato l’importo.

Se invece io porto sul tavolo UNA SOLA questione in agenda, ovvero SOLO “aumento dello stipendio”, non c’e’ nessun altro argomento con cui fare lo scambio. Ed e’ per questo che e’ importante che i sindacati tedeschi stiano scioperando SOLO per l’aumento di stipendio. Se avessero scioperato per l’aumento di stipendio e contro l’effetto serra, avrebbero ottenuto che l’azienda avrebbe ridotto le emissioni e zero soldi in busta paga. Solo che, magari , la riduzione delle emissioni era gia’ in coda da mesi e sarebbe stata fatta comunque.

Anche la storia del precariato pesa poco: un precario che guadagna bene si chiama “professionista”, e il fatto di non avere un contratto fisso non ha mai pesato a nessuno. Se invece di lottare contro la precarieta’ nei contratti si lottasse per alzare lo stipendio ai precari, molti di loro potrebbero considerare accettabile la precarieta’, se pagata adeguatamente.

Quello che manca in Italia, sia ai partiti che ai sindacati, e’ un tema chiaro, semplice ed esplicito che sia portato avanti DA SOLO. Senza complesse piattaforme contrattuali che poi lo diluiscono. Il tema della politica dei redditi.

Ma se io parlo di politica dei redditi, arrivano i professori e mi dicono che e’ tutta colpa del “costo del lavoro”. No, il problema non e’ il “costo del lavoro”: questo e’ un problema degli imprenditori e del governo. Il problema e’ “quanti soldi ricevono ogni mese i lavoratori”. Che poi sia il governo ad abbassare la pressione fiscale o il datore di lavoro a pagare di piu’, non e’ rilevante per i lavoratori.

E quindi ritorno al punto: lo sciopero di oggi e’ dovuto al fatto che queste persone chiedono di avere piu’ soldi in busta paga. Siccome non posso lamentarmi del servizio, e quindi del loro lavoro (ho avuto due ritardi in 3 anni, di cui uno dovuto ad una tempesta che ha fatto crollare alberi sui binari) , mi va bene che guadagnino piu’ soldi.

E siccome il tema dello sciopero e’ chiaro, esplicito e si pronuncia proprio “mehr geld”, me sta bene che questi signori guadagnino di piu.

In generale, sono d’accordo con CHIUNQUE voglia guadagnare di piu’ per il proprio lavoro, non trovo nulla di male nel lottare per questo , trovo BUONO che il sindacato (e alcuni partiti) lo facciano, e secondo me sarebbe ora che sui mass media italiani cominciasse a comparire la seguente frase:

“noi vogliamo che vadano piu’ soldi in tasca a chi ha un lavoro”.

Poi quale partito, movimento, sindacato avra’ il coraggio di dirlo, e’ tutto da vedersi.

Ma sino a quando tale taboo non sara’ rotto, credo che mi accontentero’ di ammirare i sindacati locali.