L’inutilita’ storica di Prism

Con la storia di Prism tutti mi chiedono come mai tengo un gruppo di google per i commenti, proprio sapendo che e’ sorvegliato dal governo americano, e come mai tengo il blog su Blogger, proprio sapendo che e’ una piattaforma americana, e perche’ io abbia un account su Twitter e perche’ ne abbia uno su Facebook. La risposta potrebbe essere che non sto organizzando proprio nulla di male (vero) ma questo non dovrebbe far stare tranquillo nessuno: neanche Karl Marx organizzo’ mai una rivoluzione.

Qui siamo, appunto, ad un problema piuttosto comune, ovvero il fatto che raramente chi decide in politica legge libri di storia.

Iniziamo con l’esempio di cui sopra. Karl Marx era sorvegliatissimo dalla polizia tedesca del periodo, la sua casa veniva perquisita continuamente, e passava il tempo con un agente in borghese che lo seguiva. Lo stesso dicasi per Engels. Il problema e’: questo cambio’ qualcosa nel destino del comunismo?

La risposta e’ – e col senno di poi e’ facile – non fece alcuna differenza. Non fece alcuna differenza che l’attivita’ ideologica di Marx fosse pubblica e conosciuta per la semplice ragione che Marx non organizzo’ mai personalmente NULLA di quanto sarebbe stato il comunismo. Sorvegliare lui fu fatto, e fu perfettamente inutile, dal momento che prevenire le azioni di chi NON agisce non serve a nulla.

Anche se torniamo alla rivoluzione francese , o torniamo ancora piu’ indietro, non troviamo quasi mai dei leader ideali che non siano tenuti d’occhio dalla polizia. Gli inglesi sapevano benissimo dei capetti che avrebbero organizzato la rivoluzione americana, e i gendarmi francesi sapevano benissimo di tutti i filosofi illuministi che contestavano l’idea di un re per volere di Dio e che predicavano la repubblica.

L’ Ochrana, la polizia zarista, sapeva benissimo di tutti i focolai di rivolta che covavano in Russia. Non erano scemi e facevano il loro lavoro.

La CIA, e’ dimostrato , sapeva dei terroristi che organizzarono l’ 11 settembre, sapevano di avere una cellula terroristica in casa e sapevano che stavano organizzando un attentato con degli aerei.

Allora, direte, ma se tutte le polizie e tutte le intelligence sapevano tutto, come mai sono avvenuti terrorismo e rivoluzioni?

La risposta e’ che tutte le rivoluzioni e tutti gli atti sovversivi riusciti e tutti i grandi eventi terroristici sono riconducibili, libri di storia alla mano, AD ERRORI DI VALUTAZIONE DELL’ INTELLIGENCE.

L’ Ochrana scateno’ il finimondo credendo di avere di fronte un branco di straccioni e caricandoli con la cavalleria, trasformando una manifestazione in ecatombe, e dando poi inizio al disastro. Ma gli stessi nobili di Francia sottovalutarono la dimensione del problema portando in citta’ i fucilieri e lasciando sguarnite le campagne, e sappiamo bene come sia finita l’11 settembre. I servizi che inviarono Lenin in Russia dentro un vagone piombato credevano che fosse solo un agitatore capace di portare il caos nelle piazze, ma non supponevano di poter generare una rivoluzione simile. Batista sottovalutava Castro e Guevara. Hitler veniva considerato un ciarlatano

Cosa ci insegna questo?

Ci insegna che l’intelligence ha un piccolissimo problema, che e’ quello di credersi piu’ intelligente della minaccia. Chi crede di poter garantire l’ordine politico o di fermare i terroristi con l’intelligence pervasiva dimentica che storicamente l’intelligence non e’ MAI riuscita a fermare rivoluzioni o sommovimenti, e non solo: TUTTI i sommovimenti e le rivoluzioni iniziano o hanno successo per colpa di un errore di valutazione (di solito sottovalutazione) dell’intelligence in se’.
Il verdetto storico e’ chiaro: l’intelligence e’ di grande utilita’ quando si gioca “nazione contro nazione”, ma quando si gioca “nazione contro bande”, “nazione contro rivoltosi” , “nazione contro rivoluzionari”, l’ultima cosa che dovete fare e’ di affidarvi all’intelligence.
Semplicemente: non funziona. E non ha mai funzionato.

Questa e’ la ragione per la quale posso scrivere un post come quello sui diecimila barbari QUI.

Essenzialmente, portare diecimila persone armate con la moto vicino a Roma e’ facile, basta organizzare un motoraduno. E se gia’ una moto si muove in fretta, basta scrivere sul programma “visita in moto alla Citta’ Eterna” e avvisare il prefetto, ed avrete pure la polizia che NON entra in allarme quando i cittadini chiamano dicendo di vedere un esercito minaccioso muoversi verso Roma.

Diecimila persone a Roma non sono nulla, si perdono nel flusso turistico, e anche se fanno un corteo di motociclette, si perdono nell’ n-esima manifestazione di Coldiretti. Diecimila persone in piazza, quando un solo FlashMOB per ballare Gangnam Style he ha fatti 35.000, per una citta’ come Roma non sono nulla.

Allo stesso modo, nella notte prima dell’elezione del Presidente, la piazza di fronte al Colle era gremita da 1-2 mila persone. Se se ne fossero aggiunte altrettante armate, e avessero sparato, la folla di persone non armate si sarebbe trasformata in una selva di proiettili umani che avrebbero travolto la polizia, incompetentemente messa alle entrate della piazza.

Che competenze occorrono per causare un panico simile e indirizzarlo ? Quella di un buttafuori in una grande discoteca o di un servizio di security da concerto rock. Dove allenarsi a farlo? Allo stadio.

Una volta entrati nel palazzo, il secondo passaggio e’ di eliminare l’intera classe politica in poco tempo, diciamo mezz’ora. Fatto questo, i militari non hanno piu’ nessuno da riportare al potere, e devono decidere sul da farsi. Se prendono loro il controllo vengono accusati di colpo di stato militare, quindi possono farlo solo se indicono delle elezioni. Ma se VOI indicete le elezioni prima di loro, di fatto non possono rischiare una guerra civile solo perche’ non gli piace la vostra faccia.

Allora, la domanda e’: come mai posso dare i piani per un colpo di stato, E contemporaneamente sviluppare un software che permette di costruire una rete di comunicazioni crittata, usando blogger, e poi discuterne su un gruppo google, tutti spiati dalla NSA?

La risposta e’ quella che ho dato sopra: essenzialmente, non solo l’intelligence NON sa (e storicamente non ha MAI saputo) respingere minacce simili, ma quando si e’ impicciata di queste cose, ha agito peggiorando la situazione.

Dove sbaglia, di preciso, l’intelligence? Chiamiamo “rivoluzione” un evento traumatico per il potere, includendovi quindi terrorismo organizzato, rivolte e grandi attentati. Definito questo:

  • Il primo errore e’ quello di cercare i capi, e spesso di confonderli con gli ideologi. Marx non era “il capo del comunismo”, anche se sicuramente lo ha inventato lui.
  • Il secondo errore e’ quello di pensare che i capi siano in carica sin dall’inizio. Ma Lenin non era proprio nessuno, in Russia, prima che qualcuno lo recapitasse su un vagone piombato.
  • Il terzo errore e’ pensare che esistano i capi. Nel caso della rivoluzione francese, se vi chiedessi chi fossero gli ideologi bofonchierete di filosofi illuministi, se vi chiedessi chi sia stato “il capo” andreste fuori strada indicando persone come Robespierre.
  • Il quarto errore e’ di credere che le rivoluzioni siano organizzate. Definire organizzata la rivoluzione sovietica e’ eccessivo almeno sino a Trotzky, e anche dopo, la strategia non era altro che una carica di mucche (contadini/operai) prima dell’arrivo dei fucili.
  • Il quinto errore e’ credere che la rivolta sia pianificata. Essa scoppia in seguito ad eventi di solito minori, che per un qualche motivo assumono significati simbolici: casse di the scaricate in mare in un porto, una carica dell’ Ochrana su una folla, eccetera. Niente di pianificabile, un evento come ne succedono tanti, ma per qualche motivo produce effetto butterfly.
  • Il sesto errore e’ quello di cercare la rete. Gli ideologi lavorano in senso statistico: Marx non organizzo’ proprio niente, si limitava a parlarne a tanta gente. Poi, su grandi numeri, emergeranno quelli che le cose le FANNO.
  • Il settimo errore e’ quello di credere che sia necessario fomentare. A fomentare la rabbia non e’ mai l’ideologia, che invece trova gia’ pronto il capitale di odio pronto da investire. L’ideologia infonde identita’ , unita’ e speranza, ma mai rabbia o odio: a quello basta lo status quo.
  • L’ottavo errore e’ di non capire lo status quo: l’intelligence guarda solo sovversivi e rivoltosi, e non vede il resto. Un agente della CIA puo’ entrare in una bidonville con dieci milioni di maschi giovani alla fame, e credere che se si arruolano in Al Qaeda e’ perche’ un imam fa la predica. Per loro il contesto e’ uno sfondo irrilevante, e vedranno solo l’imam.
Di conseguenza, posso tranquillamente scrivere quel che scrivo. Perche’ NON STO organizzando proprio nulla, esattamente come non organizzo’ mai nulla Marx. Non sto facendo proprio nulla, e nella mia mail non c’e’ niente. Non sto nemmeno seminando odio, dal momento che a quello basta il catastrofico governo e i risultati economici del momento. Non esiste alcuna organizzazione e non conosco nessuno che lo faccia.

Ovviamente, seminare una simile prospettiva a 200.000 persone produce un rischio alto che qualcuno inizi a pensarci, MA l’intelligence non e’ disposta a credere che le cose succedano per caso.E quindi non la considera nemmeno una strategia, in quanto non leggono mai libri di storia.

Guardate con le primavere arabe varie. NESSUNA intelligence le aveva previste. Come mai? Semplice.

Non hanno capi. Il capo al massimo emerge durante gli scontri, ma difficilmente esiste un capo, solo pochi partiti lo hanno, e non sempre. E in genere entra davvero in scena alla fine. Molto spesso il capo viene deciso durante gli scontri, o si fa largo, quindi non si puo’ notare in anticipo.Essi non hanno mai notato la costruzione di alcuna organizzazione, perche’ nelle primavere arabe non ne esiste alcuna, come un qualsiasi rivoluzione della storia. (1) Tali rivolte non sono pianificate: se pensate che un parco pubblico sia una buona ragione per fare una rivoluzione, ditelo pure, tanto nessuno ci crede. Non esiste alcuna rete, che nelle rivoluzioni si costruisce durante gli scontri. Individuarla in anticipo e’ impossibile. Non era possibile trovare fomentatori, perche’ in turchia basta il governo a costruire il capitale di odio che serve. Tutto si poteva capire esaminando lo status quo, ma ovviamente questo i servizi segreti non lo fanno MAI.

Allora, questo e’ il punto. CI sono migliaia di blog e di pagine con idee di rivolta. Ci sono milioni di lettori. Statisticamente, qualcuno di questi dara’ il via. Inizialmente non ci saranno capi,ne’ rete, ne’ pianificazione, ne’ organizzazione. Succedera’ in un posto qualsiasi per un pretesto qualsiasi. Non e’ necessario fomentare.

E specialmente, l’intelligence non ci puo’ fare nulla.

Prism e’ solo l’ennesimo appalto corrotto dell’amministrazione militare statunitense.

Storicamente inutile. Con molto meno avrebber potuto usare google per trovare libri di storia sulla rivoluzioni e della sovversione, e capire che roba simile non ha mai prevenuto niente. E anzi, la fiducia nell’intelligence ha sempre SCATENATO le rivoluzioni, attraverso sistematici errori di valutazione.

Uriel
(1) Lo so, comunisti e fascisti hanno il loro feticismo del capo in divisa e vi raccontano delle sue eroiche gesta in prima linea. Vi raccontano balle.

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