Letture.

Ci sono moltissimi intellettuali che stanno iniziando a lamentarsi per l’eccesso di informazioni. La cosa e’ buffa, perche’ in fondo loro stessi occupano il posto che occupano proprio perche’ dovrebbero essere quelli che spiegano cosa fare delle informazioni. Quindi, la cosa che mi chiedo e’: perche’ mai sono cosi’ allarmati? Personalmente ho alcune risposte a riguardo.

 

La bassa qualita’. Intellettuali come Bobbio, Eco,  Vattimo, Pera, Cacciari, in realta’ hanno scritto molto ma hanno sempre detto molto poco. Se leggo un panettone di Bobbio sull’identita’ di sinistra, finisco il libro e penso “bella, la prefazione. Adesso, aspetto che Bobbio scriva il resto del libro”. La verita’ e’ che tutti questi “intellettuali” stanno producendo polistirolo, cioe’ una materia composta in gran parte di aria, di nulla, di vuoto. Quando si riduce al contenuto quello che scrivono, il peso reale di questi prodotti diafani e’ quasi nullo.

 

Insomma, che cosa ha detto mai Eco?  Nulla, ma scritto molto bene.

 

In ultima analisi, questi “intellettuali” hanno sempre spacciato per raffinato prodotto della loro mente qualche barlume di informazione che la media delle persone non aveva. E’ ovvio che se una gigantesca marea di informazione piomba sulle persone, il loro ruolo e’ del tutto azzerato. Se con due fesserie sulla solidarieta’ e sull’antifascismo Bobbio puo’ scrivere un pamphlet politico, e’ chiaro che un cittadino investito da gigabyte di discorsi su solidarieta’ e antifascismo trovera’ inutile leggere Bobbio.

 

Un altro discorso e’ legato al fatto che una delle maggiori difficolta’ dell’intellettuale, ovvero il valore aggiunto del suo lavoro, era la ricerca del sapere. Egli accumulava sapere , ottenendo una discreta collezione di sapere , durante una vita di studi. LA qualita’ dell’intellettuale era legata all’abilita’ nel trovare, in giro per il mondo, nelle biblioteche o altrove, una collezione notevole di conoscenze.

 

Ora, voi moderni direte:  “embeh? Una ricerca con Google e hai finito”.

 

Ecco il problema. I computer, maneggiando informazione, hanno automatizzato il lavoro che agli intellettuali prendeva il 90% del tempo. Google ha vinto diversi concorsi fornendo a svariati enti dei motori per l’indicizzazione dei dati: il fisco di due paesi europei sta usando software made in Google per fare ricerche significative sui dati fiscali degli utenti. Lo stesso sta facendo una telco europea, che usa google come modulo del proprio ERP, in modo da nuotare tra immense quantita’ di dati sugli utenti: per quanto performante sia il mainframe, una strategia di ricerca comune (basata su normali queries, di fatto clausole di Horn) non sarebbe efficiente.

 

Se automatizziamo la conoscenza e le biblioteche in questo modo, viene meno una quantita’ enorme del lavoro dell’intellettuale, ovvero la selezione delle letture e la ricerca dei contenuti notevoli.

 

Di conseguenza, gli intellettuali “vecchio stile” si trovano in difficolta’, perche’ scoprono che quanti sanno usare bene un motore di ricerca posso accedere molto bene ai contenuti. Il dramma e’ che , per esempio in Italia, la loro arretratezza e’ tale che ancora poche universita’ usano software per determinare se la tesi sia copiata o meno. Stimo che l’ 80% delle tesi di laurea presentate oggi in Italia sia “made in google”, un patchwork di copia-incolla. Il menefreghismo dei professori fa il resto.

 

Anche agli intellettuali “nuovo stile” le cose non vanno meglio. Il motivo e’ che sono, in qualche modo, cresciuti sotto il cappello del pensiero debole. Mi spiego meglio: la prima domanda che una persona si fa di fronte ad una informazione e’ : l’accetto o meno? I figli del pensiero forte non si sono mai fatti dei problemi a censurare e bruciare libri, il che per loro e’ uno svantaggio, ma avevano un grosso vantaggio: erano abituati a chiedersi , prima di acquisire l’informazione, se essa fosse accettabile o meno, ovvero erano abituati a farsi un giudizio sull’informazione PRIMA di darla per buona.

 

Se voi prendete un libro di storia delle religioni di Donini e lo fate leggere ad un cattolico, la prima cosa che il cattolico fara’ sara’ di classificarlo come “marxista”. Dando un giudizio a priori, il cattolico ha classificato l’informazione e a quel punto l’ha contestualizzata. Egli, cioe’, ha dato una chiave di lettura. Sebbene la chiave di lettura sia ostile, il cattolico ha STRUTTURATO l’informazione mediante una tassonomia, che lo ha portato alla classificazione del libro.

 

Questo semplifica notevolmente il lavoro dell’intellettuale, ma richiede il cosiddetto “pensiero forte”. Certo non e’ saggio bruciare i libri di Donini come vorrebbero mfare molti cattolici, ma d’alto canto leggere Donini senza sapere nulla del suo approccio e’ come non leggerlo.

 

Qui c’e’ il problema del relativismo filosofico, o del pensiero debole in generale: il relativista ha difficolta’ a produrre una classificazione del pensiero, perche’ essa richiede un giudizio, e il relativista rifiuta ogni giudizio sull’informazione ritenendolo per forza di cose viziato dal punto di vista.

 

Il risultato e’ che il relativista leggera’  , che so io, Frazer , Propp e Donini allo stesso modo, cioe’ non leggera’ alcuno di questi libri.

 

Voi direte: ma effettivamente li legge. E qui andiamo ad un’altra grave carenza della scuola, ovvero il fatto di non insegnare piu’ a leggere. Oh, direte voi, ma la gente SA leggere.

 

La verita’ e’ che non e’ vero. Diciamo che la stragrande maggioranza delle persone sa decifrare l’alfabeto fonetico in uso, ma la lettura e’ un processo molto piu’ complicato.

 

La prima cosa che ho notato, avendo un blog ormai da 7 anni, e’ che voi non leggete davvero. Vi limitare  a fare quello che in informatica si chiama “pattern recognition”.  Leggete le cose scorrendo il testo senza percepirlo sinche’ non trovate un pattern che riconoscete. A quel punto, con due o tre informazioni sul testo, tendete a rispondere, ignorando il resto del testo.

 

Perche’ dico “voi”? Perche’ io soffro di una malattia professionale legata ad un certo background. Ho passato anni a scrivere e leggere cose cosi’:

 

A1) ( p Þ ( q Þ p ))
A2) ( p Þ ( p Þ r )) Þ (( p Þ q ) Þ ( p Þ r ))
A3) ( – q Þ – p ) Þ (( – q Þ p ) Þ q )
A4) p Ç q Þ p
A5) p Ç q Þ q
A6) ( p Þ q ) Þ (( p Þ r ) Þ ( p Þ ( q Ç r )))
A7) p Þ p È q
A8) q Þ p È q
A9) ( p Þ r ) Þ (( q Þ r ) Þ (( p È r ) Þ r ))
A10) ( p Þ q ) Þ (( – p Þ – q ) Þ (( p È q ) Þ r ))
A11) p Þ – – p
A12) – – p Þ p 
R1) RS (Regola di Sostituzione)
R2) MP (Modus Ponens) (2

 

Ora, capite che perdere un solo simbolo significa non capire nulla. Se io dimentico , soprassiedo oppure ignoro il simbolo che ho sottolineato in rosso, tutto il mio discorso assiomatico cade. Cosi’, esistono “deformazioni” che ti obbligano a leggere TUTTI i simboli di un discorso. Se io cambio le cose cosi:

 

A1) ( p Þ ( q Þ p ))
A2) ( p Þ ( p Þ r )) Þ (( p Þ q ) Þ ( p Þ r ))
A3) ( – q Þ – p ) Þ (( – q Þ p ) Þ q )
A4) p Ç q Þ p
A5) p Ç q Þ q
A6) ( p Þ q ) Þ (( p Þ r ) È ( p Þ ( q Ç r )))
A7) p Þ p È q
A8) q Þ p È q
A9) ( p Þ r ) Þ (( q Þ r ) Þ (( p È r ) Þ r ))
A10) ( p Þ q ) Þ (( – p Þ – q ) Þ (( p È q ) Þ r ))
A11) p Þ – – p
A12) – – p Þ p 
R1) RS (Regola di Sostituzione)

R2) MP (Modus Ponens) (2

Sto dicendo una cosa completamente diversa. Per un solo simbolo.

 

E quindi, noto con particolare forza quando voi sembrate ignorare, saltare, soprassedere ad una grande quantita’ di simboli: per ragioni di studio sono stato indottrinato a scandire i simboli uno ad uno.

 

Questo e’ quello che fa l’italiano medio: non leggere davvero, perdendo l’ 80% del testo.

 

Un altro errore e’ quello di non mettere in relazione le notizie, il che impedisce la lettura. Faccio un esempio: Fiat ha comprato Chrisler , e tutti hanno insistito sul fatto che Fiat cedera’ tecnologia a Chrisler. Tutti siamo molto scettici su questo, ma basterebbe mettere in relazione le informazioni per capire il perche’.

 

Vediamo questi dati sul motore, che so io, della Crysler Voyager:

 

3. 1. Engines

 

  • 1996-2000: 3.3 L EGA V6, 158 hp (118 kW) and 203 ft·lbf (275 N·m).
  • 1996-1997: 3.8 L EGH V6, 166 hp (124 kW)
  • 1998-2000: 3.8 L EGH V6, 180 hp (134 kW)

 

Andiamo al motore montato sul ford galaxy:

 

  • Potenza:  85 cv – Motore:  1896 cc

 

Ora, guardate bene: per avere 158 cavalli, hanno usato un tre litri. Tremila CC per centocinquanta cavalli. Questo vi chiarisce diverse cose: quando si dice che gli americani stanno usando (sprecando) il 70% delle risorse del pianeta si intende questo: 150 HP ottenuti con un 3300cc. E questo vi spiega uno dei perche’ quella casa sia stata cosi’ vicina al fallimento. Ovviamente non si trattera’ dell’unico motivo (anche il pianale fa abbastanza cagare) ma il concetto e’ che abbiamo, in brevissimo tempo, un’informazione che unita alle altre ci chiarisce le idee.

 

Con una sola informazione prendono piu’ senso (anche se non costruiamo un’intera teoria)  sia l’affermazione sull’uso delle risorse che fanno negli USA che sul discorso tecnologico: un modesto motore FIAT, montato sull’ ulysse, fa 136 HP cavalli con 1900 CC.In proporzione, farebbe piu’ di 200 CC.

 

Nel confronto col Ford, siamo ancora piu’ impietosi, perche’ il motore dell’ulysse fa, con gli stessi 1900cc, 136 HP contro gli 85 del galaxy.(3)

 

Morale: occorre anche collegare le notizie e leggerle nei numeri. In questo modo si capisce molto facilmente perche’ si presuma che FIAT possa portare tecnologia a Crysler ed ingenerale negli USA: da quel punto di vista, persino i motori FIAT sembrano un’astronave aliena costruita con tecnologie avanzatissime.

 

Capite che questo e’ un problema degli intellettuali stessi, visto che sono a loro volta professori universitari, e LORO dovevano insegnare a leggere. Invece oggi si perde tempo nello sforzo di portare conoscenze avanzate a studenti che non sanno quando sia il caso di utilizzarle perche’ non sapendo leggere non sanno interpretare il problema che leggono.

 

La maggior parte dei neoassunti che vedo, nonostante copiose presentazioni e lauree altisonanti, e’ incapace di prendere una decisione, anche piccola. Queste persone sono incapaci perche’ non sanno leggere il problema: esso appare distribuito come una serie di informazioni prive di classificazione, prive di relazione, quasi del tutto ignorate se non per pochi pattern riconosciuti.

 

Il risultato di questo e’ che queste persone sanno , ma siccome sono accecate dalla loro incapacita’ di leggere. Non sanno leggere.

 

Cosi’, a volte mi snerva lo scarsissimo livello di lettura che usate. Mi snerva spesso vedere gente che per discutere va su google, cerca il primo dato utile che trova e viene a far polemica.

 

Ho postato una discussione sul ruolo femminile in europa, e un tizio e’ andato a prendere le statistiche sulla differenza di reddito, che in Olanda sembra enorme, come fosse un paese islamico. Ma leggendo le note allo stesso rapporto, era chiaro che le donne olandesi in media lavorano 26 ore la settimana, perche’ il part-time e’ particolarmente favorevole con le donne che hanno figli. Morale: in realta’ quello che sembra uno squilibrio maschilista  e’ un vantaggio di una societa’ progredita.

 

Ma chi ha fatto questa precisazione ha usato lo stesso metodo di ricerca che probabilmente ha usato per la propria pessima tesi, e per i propri studi: cerca il primo dato che sembri una prova a fortiori della tua tesi, trasformalo in una prova sperimentale, e abbi cura di tenerlo stralciato dal resto del lavoro cui appartiene.

 

Anche se la cosa mi ha seccato, non credo fosse fatto in cattiva fede: la scuola vi ha abituati a lavorare cosi’.

 

Tuttavia, quello che dovreste chiedervi quando vi rispondo “e’ scritto nel post”, e’ quanto cattivo sia il vostro livello di lettura, se nel post e’ specificato che sto parlando di quantita’ di potere e di un potere evidentemente esecutivo, e voi mi portate come controesempi il potere legislativo e la qualita’ , le cause o i motivi del potere.
In queste condizioni, non siete nemmeno in grado di comprendere la Gazzetta dello Sport.

 

Non ho voglia di far polemiche su questo, e’ solo qualcosa sulla quale forse vi converrebbe riflettere.

 

Tornando a bomba, gli intellettuali moderni si ritrovano a temere il proprio tramonto per due motivi:

 

  • La carente qualita’ del lavoro svolto negli ultimi 50 anni. Una schiumetta diafana che un tempo si sarebbe tollerata in un college di media qualita’.
  • La loro colpevole rinuncia alla didattica, che ha prodotto una classe di cittadini che , nonostante la laurea, non sono in grado di leggere un testo semplice e hanno bisogno di un powerpoint per leggere un documento di 50 pagine, altrimenti considerato “troppo tecnico.
Ma questo non viene da Google e non viene con Google. Google e’ semplicemente lo strumento che rende evidenti i loro errori. Non c’entra internet e non c’entrano i media: se questi signori non si fossero concentrati cosi’ tanto sul reperire informazioni piuttosto che nello strutturarle, e se si fossero degnati di insegnare questo processo a chi deve leggere, la massa di informazioni di per se’ non sarebbe un problema.

 

Il problema inizia perche’ hanno fallito sia come docenti che come intellettuali, e Google sta prendendo il loro posto. La funzione cui si sono dedicati, quella  di selezionare le informazioni puo’ essere facilmente svolta su scala maggiore da Google, e la qualita’ delle informazioni e’ la medesima, per la semplice ragione che colpevolmente hanno omesso di insegnare a leggere ai propri studenti.

 

Chi e’ causa del proprio male, pianga se’ stesso.
Uriel

 

Ora, tutti questi intellettuali del polistirolo (1)

 

(1) In realta’ se vi serve una resina indurente liquida capace di inglobare qualcosa, come puo’ succedere se volete inglobare una serie di contatti elettrici in un blocco di plastica , potete semplicemente prendere dell’acetone, del polistirolo, e sciogliere il polistirolo nell’acetone. Otterrete un liquido trasparente che solidifichera’ producendo una resina elettricamente isolante , che proteggera’ il vostro “accrocchio contatti” dall’umidita’. Va bene solo per esterni, ovviamente, perche’ la resina e’ infiammabile. La resina e’ termicamente isolante, quindi se volete usarla come supporto per un circuito elettronico autoprodotto, ricordate che i componenti si scalderanno perche’ non possono dissipare (provato con un distorsore per chitarra in classe AB : il circuito e’ diventato resistente agli urti meccanici perche’ inglobato nel polistirolo, ma i transistor sono saltati perche’ non riuscivano a dissipare calore) . Se pero’ avete una scatola esterna con dei mammuth che non presumete di cambiare, potere isolarla dall’umitida’ inglobandola nel polistirolo non espanso.

 

(2) Si tratta di alcuni degli assiomi e delle regole che possono venire usati per costruire, sul piano logico, un “linguaggio”  dotato di inferenza.

 

(3) In questo caso bisognerebbe considerare anche la coppia, etc. Se intendete fare un saggio sui motori, leggete le FAQ prima di iniziare. Si tratta di un esempio, e una cosa che la vostra penosa scuola non vi ha insegnato e’ che spostare la discussione sull’analisi degli esempi sia una scorrettezza noiosa e viziosa.

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