Lettera ad un amico : del parlare politico.

Vedo tra i referer alcuni siti strani, quindi mi affretto a chiudere ogni discussione riguardo alla questione ebraica, semplicemente chiarendo le ultime cose che mi premeva chiarire. Ovvero: caro amico, quando sei una figura religiosa sei anche una figura politica , e quando sei una figura politica tante cose non le puoi piu’ ne fare, ne’ dire.

Il motivo per il quale ho cercato di star fuori dalla diatriba in se’, tra una sostenitrice dell’ UAAR e un rabbino in carica, e’ proprio il fatto che pensavo, e penso ancora, che una figura religiosa -essendo una figura politica- certe polemiche non solo non le debba, ma non le possa fare.
Faccio un esempio molto stupido ma immediato usando proprio un’argomento che e’ nato durante la discussione nei commenti. Durante la discussione hai detto che essenzialmente la finanza anglosassone sia una creatura del popolo ebraico.
Ora, il punto e’ che se sei una persona qualsiasi puoi dire “la finanza anglosassione e’ tutto merito nostro”. Un politico invece non puo’, perche’ di fronte ha un altro politico. Il quale, se e’ abbastanza bravo da fare il sindaco di un paesello della bassa, prendera’ la frase “la finanza anglosassone e’ tutta merito nostro”, e la trasformera’ in “la finanza anglosassone e’ tutta COLPA nostra”.
Ed e’ facile a questo punto sostenere le ragioni dell’odio, perche’ in questo momento una crisi finanziaria sta lasciando senza lavoro due milioni e rotti di italiani, 24 milioni in Europa. Ora, se un ebreo qualsiasi viene a dire questo, e un fascista coglie la palla al balzo per dire “avete visto? Sono loro che stanno portando la crisi!“, chi cerca di portare il mondo alla ragione (e alla logica) puo’ dire “ehi, ma quello e’ un ebreo qualsiasi, ha detto una fesseria“.
Ma se viene a scriverlo un rabbino, cioe’ una figura autorevole, chi cerca di portare il mondo alla ragione ha, per dire, la vita un poco piu’ dura. Stranamente, chi cerca il pogrom, ha la vita molto piu’ facile. Lo hai scritto tu, che sei un rabbino.Figura autorevole, che dice di conoscere il mondo ebraico meglio di chiunque. Ok, quindi tu dici che la finanza anglosassone sia una cosa ebraica? Aha. Quale motivazione logica dovrebbe trattenere adesso due milioni di disoccupati italiani dall’andare a prendere un ebreo per la collottola e dire “di’ ai tuoi amici di piantarla con questa crisi finanziaria?“.
Sono qui a prendere il fresco al Corno , e ho sentito quelli di Casa Pound stappare lo spumante , quando hai scritto quella roba. Io stesso ero tentato di non lasciarla passare, ma dovevo rispondere per mostrare che esistono i mezzi dialettici per contrastare questa propaganda.
Esempio ancora piu’ calzante, hai detto che l’economia russa e’ crollata perche’ e quando gli ebrei russi hanno lasciato il paese. So che il tuo intento era di parlare della ricchezza umana di quella comunita’, ma si da’ il caso che ogni maledetto nazista russo sostenga che “gli ebrei sono fuggiti coi nostri soldi”.
E’ facile vedere quanto sia facile tirare un ponte tra le due frasi: non credo che i nazisti russi leggano il mio forum, ma se cosi’ fosse, diverresti l’ebreo piu’ citato dalla LORO propaganda: “il rabbino tal dei tali, capo della prestigiosa sinagoga di XYZ, conferma la nostra tesi: se ne sono andati portando con se’ la nostra ricchezza“.
In Russia ci saranno anche persone che tentano di riportare il paese alla ragione e combattono questo tipo di antisemitismi, e quindi la domanda e’: secondo te le tue parole aiutano quelli ragionevoli o quelli nazisti? Quando sei un politico pensi per la polis, e quindi per tutti. E tutti, sono anche quelli che vivono in Russia.
A quel punto avrai da specificare che intendevi una ricchezza di tipo umano, fatta di competenze, scolarizzazione e quel che vuoi, ma sara’ troppo tardi: per questo ripeto: adesso sei un capo. Sei il rabbino di una prestigiosa sinagoga.
Sei, quindi, un politico. Adesso NON PUOI piu’ dire certe cose.
Hai scritto che l’antisemitismo europeo e’ finito da quando israele hagli F-15. Insomma, gli F-15 come deterrente, in generale la nazione ed il suo esercito come deterrente. Suppongo intendessi dire che c’e’ un luogo sicuro ove fuggire, ma detta cosi’, e’ troppo facile tirare un ponte e dire “ehi, Israele si sta armando per minacciare la cristianita’”.
Quando sei un politico, non puoi semplicemente dire “ma io avevo ragione”, e anche “sono stato frainteso” e’ una cosa che non funziona. Il bravo politico dice frasi, solo frasi, seleziona le frasi che siano TROPPO distanti da altre frasi per poterci tirare un ponte.
Ripeto: ero tentato di non far passare quel post, ma poi ho deciso di farlo per mostrare ai signori di Casa Pound & co che , anche se si dicessero quelle cose, qualcuno ha le parole per combatterli.
Su questo pero’ non puoi sempre contare. Non ci sara’ sempre qualcuno che tira fuori le ragioni giuste dalle frasi deprecabili.
Come figura politica, e ripeto politica, dire alcune cose non e’ piu’ permesso.
Affrontare le persone dell’ UAAR come hai fatto, per esempio, e’ qualcosa che puoi sempre fare come singolo, che puoi fare su USENET e che puoi fare su ogni forum. Ma adesso sei una figura politica, e quel che dici comporta delle responsabilita’.
Quando ti getti in una mischia, essenzialmente non ci vai mai da solo: ci vai insieme a quelli che guidi. E non e’ detto che loro volessero buttarcisi.
Come politico hai principalmente una responsabilita’ collettiva. E quello che volevi fare viene DOPO quello che hai effettivamente fatto, o meglio degli effetti che esso ha sulle persone che ti seguono.
Quando sei un capo in una comunita’, sei particolarmente rappresentativo delle relazioni con tutte le altre comunita’. Di queste comunita’, non tutte la penseranno come te. Non tutte penseranno che gli ebrei siano un popolo, e non tutti penseranno che sia bello essere un popolo. Ora, come persona qualsiasi puoi polemizzare a piacere con chi ti pare: se quelli dell’ UAAR dicono che gli ebrei non siano un popolo e tu la pensi diversamente, puoi anche chiederti se vogliano distruggere Israele, e via dicendo.
Se invece sei un capo, cioe’ un politico, le cose stanno diversamente: Israele ha gia’ abbastanza nemici, sembra,  perche’ ci sia bisogno di inasprire rapporti con altra gente facendo polemiche. E’ vero che in politica i nemici danno potere e gli alleati indeboliscono, ma e’ anche vero che cercare nuovi nemici e’ un’attivita’ poco remunerativa. Ne vengono gia’ abbastanza senza bisogno di cercarli.
Ci sono persone che credono nell’uguaglianza e persone che credono alla tolleranza tra diversi. In genere, entrambi tentano di riportare il mondo alla ragione quando qualcuno se ne esce con delle tesi nazionalistiche ,tipo “adesso che abbiamo una nazione armata vi cagate sotto“. E’ la maniera migliore per spingere ogni testa calda a menare le mani, sai?
Certo, come singola persona puoi polemizzare e dire queste cose: “adesso che Israele ha l’atomica i fascisti in europa sono meno attivi“. Ammesso che questa frase abbia senso storico, pero’, ha un preciso senso politico: “Israele punta le atomiche sull’ Europa“.
Se non ricordo male tempo fa una persona molto autorevole, quanto tu lo sei adesso, ti disse piu’ o meno le stesse cose , anche se in maniera meno rude. Io scrivo cosi’, non ci posso fare niente, quindi le mie parole ti appaiono piu’ rudi delle sue.
Ma il significato e’ lo stesso: impara la politica se vuoi diventare un politico. Anzi: ormai lo sei. Sbrigati!
A dire il vero lo hai fatto. Avrei dovuto arrabbiarmi quando ho sentito che esistono luoghi di culto “per gay” e luoghi “per famiglie”. Avrei dovuto polemizzare , dire “ma allora una famiglia gay in quale delle due va”, o “e i gay allora possono entrare in quella -per famiglie-?”. Potevo ricordare che nel dopoguerra democristiano OGNI censura aveva, tra le sue ragioni, “la tv per famiglie”, “il giornale per famiglie”, “il luogo per famiglie”, eccetera.
Invece, ho realizzato proprio questo: sei una figura politica. Come tale devi mediare, togliere gli spigoli, rilassare i termini. E cosi’, ho capito che adesso e’ tuo dovere esprimere la questione in quel modo.
E credimi, lo e’.
Perche’ se la esprimi cosi’, possono sopravvivere due luoghi di culto, uno gay e uno per famiglie. Invece, se NON la esprimi cosi’, si arrivera’ all’aut-aut: o l’uno o l’altro.
Questa e’ politica. Lo capisco.
Adesso, devi farlo per ogni aspetto , per ogni argomento che tratti: arrotondare la verita’. Togliere gli spigoli.  Evitare l’aut-aut, la contrapposizione frontale e la polemica.
Adesso sei un politico. Hai scelto di diventare un capo religioso. Cioe’ un politico. Bene. Allora:
  • Adesso devi parlare anche con quelli che non la pensano come te. Possono essere migliaia o milioni, e dovrai parlarci. Anche se negano principi che tu insegni nelle scuole. Certo non dovrai parlare con chi vuole ucciderti -ci mancherebbe altro- ma con chi usa ancora la dialettica, dovrai proprio parlarci, dove “parlarci” puo’ voler dire “trovare un accordo“. Gli accordi li fanno i politici. E tu sei un politico.
  • Adesso non puoi dire molte cose. Tutte quelle cose che possono offrire un ponte ai tuoi nemici, non le puoi piu’ dire. Non puoi piu’ dire “storicamente la finanza e’ merito degli ebrei“, perche’ e’ molto vicina a “storicamente la finanza e’ colpa degli ebrei“, e tirare un ponte tra due cose vicine e’ facile. Anche prendere le distanze lo fanno i politici, ed e’ un’arte sottile.
Sei un politico per 24 ore al giorno. Tutto quello che dici OGGI e’ politico. In un certo senso non hai piu’ un privato, non perche’ il privato sia politico, ma perche’ adesso non parli piu’ a tuo nome, ma a nome di una comunita’.
Quindi ti ripeto -casomai fosse necessario- il consiglio che ti diede a suo tempo una persona piu’ saggia di me: se vuoi fare il politico, se vuoi essere capo di una comunita’, adesso devi iniziare a parlare in un altro modo.
Onestamente ho fiducia, e non ti preoccupare: nessuno degli amici si sentira’ tradito se qualcuno ti dice “il kosher non e’ razionale” e tu rispondi “se non ti piace non mangiarlo”.  So che adesso devi parlare cosi’.
Al contrario, molti si sentirebbero delusi nel vedere le tue parole usate contro altri. E anche non deludere la gente e’ politica.
Ripeto: ho fiducia, credo che ce la farai.
Pero’, a volte gli amici devono anche tirarti le orecchie. O se preferisci, darti dei consigli.
Uriel