Le risorse stanno finendo? Sono finite?

Ogni qualvolta si parla di economia saltano fuori i farlocchi della sostenibilita’ e delle risorse limitate. E’ vero che le risorse sul pianeta siano limitate: quello che non e’ vero e’ che siano, o saranno, insufficienti per un numero noto di persone. Intendo dire che il calcolo delle risorse del pianeta e’ semplicemente impossibile. NESSUNO sa quante risorse ci siano sul pianeta.

Mi e’ capitato di trovare, anni fa , un vecchio dizionario . Il dizionario che mia nonna ha usato per l’esame di quarta elementare (sic). Alla voce “Uranio” c’era scritto “metallo nero , pesante, tossico, di nessuna utilita’ pratica, usato nel mondo dei coloranti per fare il colore giallo”.

Ovviamente ci viene da ridere , oggi, a leggere una simile descrizione dell’ uranio. Eppure, all’epoca (1911, credo) eraesattamente quello che si sapeva. Se avessimo stimato le risorse energetiche nel 1911, che cosa avremmo calcolato? Avremmo calcolato i mulini a vento , quelli ad acqua, il carbone, la legna e i pochi giacimenti petroliferi noti.

Non si stava usando, perche’ non si conosceva, nessun’altra fonte energetica. Stando a quelle stime, pero’, non ci sarebb stata energia a sufficienza per arrivare al 1960. Le risorse erano, viste da quel livello di conoscienze tecnologiche, limitate e sulla via dell’esaurimento. Sarebbe stato corretto, nel 1911, affermare che la popolazione attuale dell’ OCCIDENTE fosse un limite impossibile da sostenere energeticamente. I 50 GWH che consumiamo oggi in Italia solo per la corrente elettrica  erano molto vicini a quello che all’epoca era considerato il limite PLANETARIO delle risorse energetiche.

Che cosa e’ successo dopo? E’ successo che abbiamo scoperto a cosa serve l’ Uranio, abbiamo scoperto come usare meglio il carbone, come fare meglio le turbine, abbiamo migliorato le tecnologie di estrazione del petrolio, e puf: alla luce delle nostre nuove conoscenze la quantita’ di “energia” sul pianeta e’ molto superiore e ha potuto mantenerci sino ora ai consumi attuali.

Lo stesso vale per il cibo. Al tempo dei pellerossa occorreva un branco di 45 bisonti pro capite/anno, dal momento che di fatto la modalita’ di uccisione dei bisonti (elementi vecchi, etc) ne rendevano disponibili uno ogni tot. Poiche’ i bisonti erano circa 75 milioni/anno, il risultato e’ negli USA c’erano risorse per meno di due milioni di pellerossa.

Una volta arrivate delle popolazioni capaci di sfruttare anche altre risorse, il limite si e’ superato di 150 volte, e gli americani sono 300 milioni, con una densita’ media che e’ circa un mezzo di quella europea. Ora, se il solito sfrangipalle ecologista pellerossa avesse misurato “le risorse” , avrebbe semplicemente dedotto che una popolazione superiore ai due milioni di pellerossa NON sarebbe stata sostenibile. L’impatto ambientale del pellerossa, infatti, era ben piu’ alto del nostro, anche se meno visibile.

Se l’attuale popolazione americana tentasse di vivere come i pellerossa , i bisonti si estinguerebbero dopo qualche secondo, e occorrerebbe un pianeta come Giove per sostenere i loro consumi di bisonti. Fortunatamente lo stile di vita americano e’ piu’ efficiente rispetto a quello dei pellerossa, e lo stesso territorio puo’ sostenere 300 milioni di persone. Non avrebbe potuto, per via dello stile di vita antiecologico, sostenere 300 milioni di pellerossa: i bisonti si sarebbero estinti molto prima di quel numero di pellerossa. (1)

Morale della storia: stimare le risorse a disposizione non e’ possibile. Oggi diciamo che l’energia sia un problema, ma e’ solo perche’ non abbiamo strumenti per la fusione nucleare. Faccio presente che la catena della fusione nucleare (con resa positiva)  non si ferma ad idrogeno ed elio. Arriva un bel pochino piu’ un alto.  Allora, se domani trovassimo il modo di fondere qualche elemento, diciamo solo l’idrogeno, come calcoleremmo le risorse energetiche sul pianeta? Oh, in maniera MOLTO ottimistica.

Cosi’ come era terribilmente pessimista la stima delle risorse nordamericane fatte con la conoscenza scientifica dei pellerossa: non avrebbero nemmeno potuto raddoppiare la popolazione dell’epoca, ed erano pochi milioni SU UN CONTINENTE. Le risorse che usavano, che conoscevano, non sarebbero bastate.

Ed ecco il problema: quando calcoli “le risorse del pianeta” calcoli quelle che conosci, le calcoli nella misura in cui le sai usare, le calcoli usando il modo che hai di sfruttarle. Il modo del momento.

Noi non sappiamo stimare le risorse presenti sul pianeta. Sappiamo quanto uranio ci sia, ma non sappiamo quanto valga in termini di risorsa, perche’ la tecnologia potrebbe raddoppiare l’efficienza delle centrali, domani. Oggi diciamo che passare al nucleare significhi avere ossigeno per 35 anni. Bene. Ma questo va bene all’efficienza attuale delle centrali.  Se raddoppiasse, parleremmo di 70 anni. Semplice. E il Torio? Nessuno lo considera mai nel computo del nucleare: la ragione e’ semplice, ovvero a torio potremmo andare avanti per 200 anni, e dire questo non piace agli antinuclearisti.

Il problema e’ sempre quello: le risorse agricole come le calcolava l’impero romano erano MOLTO inferiori a quelle odierne. Con le tecnologie agricole di Roma, in europa non si sarebbe potuta raggiungere la popolazione del 1400. Eppure, quando si e’ imparato il maggese, quando si e’ imparato ad arare piu’ a fondo attaccando l’aratro alle spalle della bestia e non alla gola, le stime per ettaro sono diventate MOLTO differenti.

Siamo all’alba di una rivoluzione tecnologica, che e’ la genetica. Quale sia la resa agricola possibile , quale sia la resa ittica, quante risorse alimentari abbiamo e’ un interrogativo lecito, ma e’ un interrogativo che ci dara’ risposte MOLTO diverse da oggi, solo tra dieci anni.

Gli OGM odierni sono imperfetti. Sono pionieristici, direi. Oggettivamente, siamo ai primi anni di una scienza che crescera’ per tutto il prossimo millennio. Hanno dei difetti, e dal punto di vista tecnologico sono l’equivalente della prima locomotiva a vapore.(2) Ma come tutte le tecnologie, prima o poi ce le avremo nel garage, nelle tasche, sul tavolo. A tavola, anche.

In definitiva, e’ vero che le risorse sul pianeta sono limitate. Cioe’ che NON e’ limitato e’ l’uso che possiamo farne. La quantita’ di terreno arabile e’ quantificabile staticamente. La quantita’ di cibo che puo’ uscirne invece NO, dipende dalla tecnologia.

Quindi no, accetto di sentir dire che la misura odierna delle risorse dice questo, e va bene. Misurare le risorse serve ad usarle meglio.

Ma NON accetto di sentirmi fare una stima della durata di tali risorse quando tale stima supera in 5 anni. Perche’ tra cinque anni avremo una nuova generazione di OGM. E la resa sara’ ancora maggiore. E quindi, le stime di sostenibilita’ cambieranno.

Noi possiamo sapere quante risorse ci siano SOLTANTO a meno dei nostri limiti: se non sai nulla di nucleare, l’uranio e’ un metallo nero, tossico, di nessun uso pratico. Cercate pure sui dizionari, nella tabella di Mendelev,  e vedete quegli elementi inutili: palladio, americio, tantalio. Roba che non serve ad un cazzo.

Bene: magari domani il palladio si usera’ per la fusione nucleare. E allora, diventera’ RISORSA. E il vostro computo delle risorse diventera’ diverso. Eccetera, eccetera, eccetera.

Le risorse sul pianeta sono una quantita’ finita. Ma se consideriamo ognuna di queste risorse come una lettera dell’alfabeto e ogni uso che ne facciamo come una formula, sono spiacente di dirvi che abbiamo di fronte una cardinalita’ *almeno* numerabile.

Uriel

(1) Faccio l’esempio del pellerossa perche’ viene proposto dagli ecologisti farlocchi come esempio di basso impatto ambientale, quando sul piano ecologico il suo legame col bisonte lo rendeva una catastrofe di Chernobyl vivente. I danni inflitti dal loro assurdo stile di vita non si vedevano perche’ avevano un territorio enorme contro poche migliaia di persone. Se fossero stati solo il doppio, avrebbero desertificato il continente. Con buona pace di toro seduto e delle altre cazzate da tovaglietta di ristorante etnico.

(2) La federazione dei fisici francesi predisse che la Tube di Londra sarebbe stata una strage, in quanto “se un treno entrasse in una galleria alla pazzesca velocita’ di 26 miglia orarie, i polmoni dei passeggeri esploderebbero”.

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