Le foglie di fico.

Ho menzionato il fatto di essere sfiduciato dalle foglie di fico che vedo in Italia, e qualcuno mi ha chiesto lumi a riguardo. Che cosa intendo per “foglia di fico”? Per “foglia di fico” intendo una presentabile bandiera sotto la quale presentare qualsiasi cosa sbagliata o dannosa, sotto forma di una dialettica apologetica, ovvero di una strategia per vincere una discussione qualora venga fatto presente che qualcosa non va.

Faccio un esempio di foglia di fico. La religione. Se siete dei miserabili bigotti che vanno in giro come la Binetti, cioe’ con uno strumento di tortura medioevale appiccicato alla coscia,  magnificandone le doti, in quasi tutta europa si conclude che abbiate bisogno di un aiuto, e sarete messi in cura, oppure sarete invitati in qualche club sadomaso.

Se pero’ vi mettete a dire anche che gli omosessuali sono malati di mente e ne proponete l’internamento, come fece la Binetti, in quasi ogni posto vi daranno dei dementi (a parte gli USA, dove la demenza e’ un punto di vista).

In italia, se siete dei bigotti ignoranti con la mente regredita al medioevo, potete sempre dire di essere cattolici. Non importa che entriate nel parlamento di un paese civile con uno strumento di tortura appiccicato alla gamba. Non importa se magnificate la tortura dell’inquisizione come tonificante per lo spirito: se dite di essere cattolici, potete farlo.

Il cattolicesimo e’ un perfetto esempio di foglia di fico: potete essere ignoranti, bigotti, arretrati quanto volete, il cattolicesimo puo’ sempre essere usato come foglia di fico e nessuno vi dira’ piu’ nulla.

Oggi il cattolicesimo e’ diventato la foglia di fico per ogni forma di bigottismo, di arrettatezza sociale e culturale, di opposizione alla pratica dei diritti umani, di oppressione delle minoranze italiane. Oggi qualsiasi bigotto chauvinista e razzista puo’ semplicemente dirsi cattolico ed essere per questo giustificato.

Lo stesso dicasi per la “tradizione”: essa viene usata come foglia di fico per l’arretratezza. La mia azienda produce con strumenti obsoleti? Noi conserviamo la tradizione. Il mio parlamentare non parla una parola di inglese ed usa un pessimo italiano? Nessun problema: il dialetto e’ una tradizione.

Anche la tradizione e’ una foglia di fico: non dovete piu’ nascondervi se siete arretrati, se dite le stesse cazzate del nonno nel 2012, se lavorate in maniera antiquata, se avete idee antidiluviane, se parlate un misto di italiano e dialetto. Comunque, potrete tirare in ballo la “tradizione”, una foglia di fico che copre ogni arretratezza, ogni idea medioevale, oscurantista, antiquata.

Oggi la tradizione e’ diventata la foglia di fico per ogni idea antidiluviana, per ogni rifiuto della novita’, per ogni rifiuto della scolarizzazione e della modernizzazione. Ogni cafone ignorante e mal scolarizzato puo’ semplicemente appellarsi alla “tradizione” per sentirsi accettabile.

Possiamo andare avanti: vi piace sputare in faccia agli ebrei ma non volete essere disprezzati come nazisti? Nessun problema: la Palestina e’ una grandiosa foglia di fico. Lottate per il popolo palestinese e via, siete a posto, la foglia di fico e’ pronta. Della Palestina non frega un cazzo a nessuno, la questione non ha alcun impatto sulla vostra vita, ma se usate questa foglia di fico, siete a posto.

Oggi la causa palestinese e’ diventata la foglia di fico dell’antisemitismo. Chiunque desideri la morte di sei-sette milioni di ebrei oggi non deve fare altro che dirsi filopalestinese e ha il diritto di auspicare un genocidio (chiamandolo “scomparsa di Israele”) in pubblico.

Siete dei trogloditi che faticano ad accettare il treno -questo strumento del demonio- nel 2012? Credete, come la commissione di fisica interrogata da Napoleone, che se un treno superasse le 30 miglia l’ora i polmoni dei passeggeri esploderebbero? Ritenete che lo spirito degli antenati possa venire disturbato dal rumore del treno? Nessun problema: per voi c’e’ l’ecologismo. Dalla corrente elettrica alla penicillina, dall’elettronica ai vaccini, dalla lampadina all’automobile, fino alla gomma vulcanizzata e all’uovo alla coque, se siete ecologisti potrete rifiutare ogni cosa. Potrete manifestare contro i treni moderni, potrete battervi contro i vaccini, potrete mobilitarvi contro l’acqua corrente nelle case, potrete fare referendum contro l’anestesia, potrete chiedere alle scuole di non menzionare i batteri nei corsi di biologia. Nessuna mozione pauperista, antimodernista e antiprogressista vi sara’ vietata, se indossate la foglia di fico dell’ecologismo.

Oggi l’ecologismo italiano e’ diventato la foglia di fico per un feroce pauperismo che si oppone a QUALSIASI innovazione tecnologica. Non v’e’ alcuna componente della vita moderna che non faccia bollire cuccioli di foca o non provochi in qualche modo l’ira degli ecologisti.

La pura e semplice verita’ e’ che stanno proliferando troppe foglie di fico , e tutte quelle foglie di fico non fanno altro che andare a sostegno di un unico disegno sociale: quello di  respingere qualsiasi novita’ richieda sforzo per essere acquisita e poi godere dei vantaggi.

Un esempio che potrei fare e’ Amazon. Amazon nasce sul web. Nasce come servizio web, cioe’ in maniera poco materiale. Oggi gli editori si lamentano del fatto che Amazon li sta schiacciando . Ma diciamoci la verita’: perche’ non esiste l’ Amazon italiana?

Qualcuno parlera’ di burocrazia. Palle. Per aprire un sito di E-commerce non c’e’ tanta burocrazia. (1)  Qualcuno dira’ che c’era il digital divide. Ma anche questa e’ una palla, visto che Amazon ce l’ha fatta e oggi minaccia di distruggerli.

Volete sapere perche’ non esiste un’amazon italiana? Perche’ gli editori italiani dormivano.

Ma oggi c’e’ la foglia di fico. Una foglia di fico molto romantica: “voglio sentire l’odore di inchiostro e toccare le pagine”. Ora, quale libidine ci sia nell’odore di inchiostro (peraltro esistono moltissimi tipi di inchiostro per stampa, quindi vorrei anche capire QUALE inchiostro: un sintetico ? Un ferrogallico del 1957 va bene come annata? E preferite il profumo della stampa offset , tipo quel retrogusto di caucciu’  e acido isopropilico?

La verita’ e’ che questa estetica “retro”, per la quale la modernita’ va bene solo se e’ gia’ antiquata, e’ un’altra foglia di fico. Intellettuali che si vantano di non aver mai usato il cellulare, scrittori che si vantano di non aver mai visto internet, imprenditori che si vantano di usare il fax, questa foglia di fico della “vecchia scuola” funziona sempre.

Ormai la “vecchia scuola”, ovvero le arcaiche cazzate di quei coglioni dei bisnonni,  sono la foglia di fico per ogni resistenza all’innovazione, per il mantenimento di ogni baronia culturale, per il rifiuto dei cambiamenti tecnologici, del progresso, della tecnica.

La verita’ e’ tutte queste dialettiche per non fare cose piu’ moderne e nuove e’ in continua ascesa. Non passa giorno senza che sui giornali italiani qualcuno non scriva una apologia dei vecchi tempi, quando potevo picchiare mia moglie. Arretrato io? Io sono solo islamico (altra bella foglia di fico per i porci comodi).

Anche nel campo economico ci sono le foglie di fico. Volete molestare liberamente la vostra segretaria? Volete sfruttare i dipendenti come schiavi? Volete farli lavorare in condizioni di rischio? Nessun problema: voi siete liberisti: e questo liberismo vi fara’ parlare di “deregulation”, e di troppi balzelli, ogni volta che qualcuno vi fara’ notare che potreste comprare una sedia nuova in azienda, anziche’ sedervi su uno stagista.

Oggi il liberismo e’ la foglia di fico per qualsiasi atteggiamento da padrone ottocentesco, per qualsiasi vessazione si voglia imporre sui dipendenti, per qualsiasi atteggiamento antidiluviano da capanna dello Zio Tom.

Ora, incontrare un nome nobile per qualsiasi vizio si incontri e’ snervante. Significa che in qualche modo l’italiano sta cercando di dare dignita’ nobiliare ai propri difetti, anziche’ tentare di migliorare.

Ho sentito gente che vuole il lavoro fisso perche’ altrimenti la banca non gli concede il mutuo casa. Vogliono il lavoro per FARE DEBITI. Non vogliono uno stipendio piu’ alto, che gli consentirebbe di pagare case in affitto, aziende di traslochi, o altro. Nono: vogliono il lavoro per FARE DEBITI.

E quando gli dici che fare 30 anni di debito non sia proprio una genialata, ti dicono che “non hai costruito niente se non possiedi una casa”. Ora, a parte che una casa ipotecata non e’ davvero tua, perche’ non ne disponi davvero come vuoi , si e’ sviluppata una dialettica dei debiti: uno potrebbe farsi una carriera o aprire un’azienda con un mutuo per la stessa cifra, comprando che so io il capannone anziche’ la casa. Ma no: se non hai casa non hai “costruito nulla”. Ovviamente avendo un’azienda avviata -e mettendo sull’azienda tutto il credito- e rimanendo in affitto forse l’azienda diventera’ piu’ grande. Ergo, potrete affittarvi l’attico che vi pare, e se alla nuova fidanzata non piace lo cambierete. Perche’ mai usare tutto il credito possibile per l’azienda e poi usare il reddito per comprare immobili sia sbagliato e’ impossibile capirlo, ma c’e’ la foglia di fico “costruire qualcosa”. Aha. Adesso hai la tua casa, ma quando chiedi un prestito per il capannone te lo negano perche’ sei gia’ troppo indebitato per il fatturato. Complimenti, genius. Tu si che hai costruito.

Ma il mito del mulino bianco, della famiglia che e’ felice solo se vive nella sua casetta di proprieta’  a due minuti dal centro ma immersa nel verde, e’ la nuova foglia di fico per una forsennata volonta’ di indebitarsi nella maniera piu’ sbagliata: quella che permette di comprare uno status symbol, la casa.

Ogni volta che si contesta, e lo vedo su questo blog, l’assurdo ammasso di cattive abitudini e di comportamenti antidiluviani che precipitano il paese nella palta, si passeranno giorni e giorni a debunkare qualche foglia di fico.

Non c’e’ modo di parlare di politica dei redditi senza che qualche “liberista” come Ferrara (il cui giornale prende allegramente sovvenzioni statali per l’editoria) a dare lezione di come il liberismo predichi la miseria dei dipendenti per la ricchezza degli imprenditori.

Non c’e’ modo di parlare di diritti delle donne , degli omosessuali, di diritti umani in genere senza che arrivi qualche “cattolico” a predicare cazzare medioevali. Non c’e’ modo di fare infrastrutture nuove senza che arrivi un ecologista a dire NO. Non c’e’ modo di portare tecnologia senza che un intellettuale si vanti di non usarla. Non c’e’ piu’ modo di fare niente senza che la parte piu’ ignorante, bigotta, tronfiamente orgogliosa della propria arretratezza non riesca a trovare una bella foglia di fico per nascondere la propria miserabile condizione e dire “NO”.

Ormai non c’e’ piu’ nessuna idea buona, progressista, innovatrice, che non venga aggredita da minchiate antidiluviane mascherate con una bella foglia di fico.

Non esiste piu’ un cammino capace di cambiare il paese. Per una semplice ragione: se sei un bigotto arretrato, devi cambiare perche’ non sei perfetto. MA se ti dici cattolico, puoi essere perfetto cosi’.

Questo e’ il motivo per cui ho detto che “ci sono troppe foglie di fico” perche’ le cose migliorino. Peggioreranno e peggioreranno ancora, sino a quando tutto quanto costruito in uno dei rari periodi di progresso non verra’ finalmente consumato e ridotto in macerie.

Questo e’ quello che intendevo quando dicevo che non ho fiducia perche’ vedo troppe foglie di fico. Come diceva Tomasi di Lampedusa, l’ Italia crede di essere perfetta , e alimenta questa credenza come scusa per non cambiare. E l’idea di perfezione arriva nascondendo i difetti sotto alcune foglie di fico.

Le foglie di fico sono il fulcro dell’involuzione culturale: esse consentono di sentirsi perfetti di fronte alle critiche, e quindi di non cambiare.

E nel mondo che si sta terminando di costruire, chi non cambia non vive.

Uriel Fanelli, 27 giugno 2012

(1) Vorrei chiedere ai nostri eroici imprenditori come mai, se la burocrazia italiana e’ il problema, essi non abbiano smaterializzato ogni attivita’ su internet, visto che li’ di burocrazia ce n’e’ poca.

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