La tromba dell’ Apocalisse.

Visto che si continua a bombardarmi di insulti per quello che penso in materia di politica, ho intenzione di continuare fino a provocare in chi perde tempo una sana repulsione verso questo blog. Voglio, cioe’, che certa gente smetta di leggermi, e scrivero’ le cose tra i miei pensieri che li urtano di piu’ esattamente allo scopo di mandarli via. Intendo cioe’ rendere sgradevole la lettura del mio blog: niente come questo tiene lontani i farlocchi. Adesso ho intenzione di dire, in poche parole, perche’ io credo che la stampa straniera odii Berlusconi. E no, non c’entra lui come politico.

Per capire le ragioni di questo odio bisogna capire quanto sia distorto e parossistico il nostro atteggiamento attuale verso la liberta’ di stampa. Occorre cioe’ capire che siamo figli di un sistema mediatico che ci ha educati a ritenere che il sistema mediatico stesso rappresenti il valore fondante di tutta la nostra vita. Voglio fare un esempio.

Supponiamo che il vostro fidanzato/a vi fotografi o vi filmi in alcuni momenti diciamo compromettenti. Compromettenti anche se siete uomini, diciamo “quella volta che avete provato a”. Allora, arrivati alla lite, il vostro ex partner pubblichi tali foto/filmati. Ovviamente lo denuncereste e chiedereste un risarcimento dei danni.

Eh, no, signori: io ho il DIRITTO di sapere.

Allora voi mi direte che, non trattandosi di stampa, non c’entra la liberta’ di stampa. Bene. Allora diciamo che questi filmati arrivino ad un giornalista della vostra citta’, il quale decida che si possano pubblicare sul giornale locale. La gente ha il diritto di sapere a chi stringe la mano. E poi, voi siete sempre camerieri di un ristorante, o medici, o autisti di autobus, o impiegati di banca la gente ha diritto di sapere che abitudini abbia quello che gli cucina il cibo (potrebbero esserci problemi igienici), o che tipo di moralita’ abbia il proprio agente di banca, o quello che porta a scuola i vostri figli.

Ovviamente mi direte che questa situazione sia abnorme, e lo e’: ma lo e’ solo perche’ IO ho deciso di fare un esempio abnorme. Non perche’ il meccanismo sia inverosimile: la pura e semplice verita’ e’ che in Italia e’ reato spiare le persone quando abbiano manifestato la volonta’ di non essere viste, come per esempio quando entrate in casa e chiudete una porta , ed e’ considerata diffamante qualsiasi notizia leda la reputazione, sia essa vera o meno.

Il concetto di base e’ che se la liberta’ di stampa fosse regolata come qualsiasi diritto civico, essa dovrebbe risentire della legge tipica di ogni diritto: i diritti altrui cessano laddove iniziano i miei. La verita’ e’ che invece questa “liberta’ di stampa” si e’ autoincensata fino ad attribuirsi il diritto di violare i diritti altrui. Cosi’, i cittadini spagnoli hanno il diritto di sapere come sia il pisello di Topolanek. Strano, perche’ non hanno eletto loro ne’ Topolanek ne Berlusconi, ergo non li riguarda sapere come l’uno e l’altro spendano i soldi pubblici di una nazione diversa.

Il principio e’ che la stampa, attraverso una minuziosa propaganda, ha dipinto se’ medesima come la paladina di ogni diritto, e quindi nel pieno diritto di violare gli altri diritti, che sono “diritti minori”, in quando dalla liberta’ di mostrarvi il pisello di Topolanek dipende l’ordine dell’universo: adesso che so come sia fatto il pisello di topolanek sono un uomo diverso. Davvero. Specialmente perche’ prima non sapevo neanche chi cazzo fosse questo cittadino di Topolinia uomo politico, e la cosa mi ha certamente cambiato l’esistenza.

Essersi spacciati come il sommo bene che sorveglia ogni altro bene ha permesso alla stampa di godere di un potere enorme: del tutto ingiustificato. Quasi sempre i giornali hanno ascendenti politici, e quasi sempre si comportano come la voce del padrone: eppure , dal diritto di “sapere” sembra dipendere la democrazia stessa. Niente di piu’ falso: i cittadini delle democrazie non sono affatto bene informati, o informati meglio. Sono semplicemente convinti di esserlo. Dopo l’11  settembre 2001, per dire, gli USA furono vittime di una coazione che portava TUTTI i giornali a parlar male della Francia; chi non lo faceva era antipatriottico, e veniva dipinto come traditore. La liberta’ di stampa , ammesso che esista negli USA, ebbe un tracollo spaventoso ed evidente: il cittadino americano era convinto di essere bene informato. Cosi’ come era convinto che l’ IRAQ stesse costruendo bombe atomiche capaci di raggiungere gli USA, cosa che non e’ mai stata vera.

Del resto, neanche nelle dittature le cose vanno meglio: Ceaucescu controllava interamente la stampa, e la notizia della rivolta non fu mai data dai giornali. Cosi’ come in URSS la stampa era sotto controllo, ma questo non impedi’ ai cittadini di abbattere il regime comunista, ai militari di non obbedire agli ordini dei comandi (ricordate Yeltsin in piedi sui carri? I russi lo hanno visto settimane dopo.) , eccetera. E tutto questo con la stampa che nascondeva tutto.

Si dice che la stampa sia essenziale alla democrazia, ma non e’ reale: l’unica liberta’ che effettivamente serve per una democrazia e’ la liberta’ di svolgere una campagna elettorale propagando il messaggio politico che si vuole, niente di piu’. L’unica liberta’ che e’ necessaria alla democrazia, dunque, e’ il semplice accesso dei partiti agli strumenti di propaganda elettorale.

Voi direte: ma chi mi informa delle magagne del politico tal dei tali se la stampa non e’ libera? Semplice: il partito avversario, che ha (come ho detto) l’accesso ai mezzi di propaganda elettorale. Niente di piu’. Tanto basta.

Ma una simile situazione toglierebbe potere alla stampa, la quale oggi gode di un potere immenso: prendiamo il caso del patron inglese della formula uno. Egli si era chiuso in un luogo privato, aveva preso accordi di riservatezza con una maitresse, e si era dedicato ad un gioco erotico. Ora: la mia intgrita’ politica di cittadino dipende dal sapere cosa faccia un tizio nel tempo libero? Ovviamente no: non e’ neppure un problema politico: tuttavia, non appena e’ finito sui giornali, nessuno ha trovato nulla da obiettare, ed il sito web coi filmati e’ stato sovraccaricato di richieste. Ora: da questa violazione palese dei diritti di piu’ persone(1) e’ dipesa la democrazia, forse? Non sapendo queste cose, o sapendole, cambiava il destino del paese? La risposta e’ “no”, i destini della democrazia italiana non dipendono, credo, dai vizi di Mosley.

Allo stesso modo, i destini della Spagna, dell’ Inghilterra, degli USA, dipendono dal diritto di sapere che cosa faccia un politico italiano nella sua casa , con qualche allegra donnina? No: non si puo’ dire che da questo “diritto” dipenda alcunche’.

Possiamo scalare un gradino piu’ in alto: il caso della Politovskaja. La Politovskaja pretendeva di intromettere in una questione di grandissimo interesse nazionale russo, cioe’ la stabilizzazione di una zona che serve alla Russia per transitarvi oleodotti, cosa dalla quale e’ dipesa la ripresa russa degli scorsi anni. Milioni di persone hanno visto migliorare le proprie condizioni di vita, tornare funzionanti gli ospedali, la polizia, eccetera, perche’ le casse dello stato trovavano sollievo dalla vendita di risorse energetiche. Stabilizzare le zone ove passano gli oleodotti era essenziale, per il bene oggettivo di 150 milioni di persone. Questa signora , invece, riteneva che il “diritto di sapere” fosse cosi’ importante da poter mettere in pericolo il bene dell’intera nazione.

E’ ovvio che sia morta: ed e’ anche giusto. Sul piano morale, intendo: il bene di uno solo non puo’ essere preferito al bene di molti.  Non era pensabile che il diritto alle cure, all’alimentazione, al reddito , alla casa,  di 150 milioni di persone fosse inficiato dal diritto di una persona a scrivere un articolo sul giornale: eppure , la questione Cecena era cosi’ vitale per la Russia che questa era la posta in palio.

Perche’ allora la questione della Politovskaja e’ cosi’ scandalosa? Perche’ la stampa occidentale ci ha lavato il cervello facendoci credere che il diritto di scrivere due righe su un giornale venga prima di qualsiasi cosa, compreso il bene della nazione intera, il benessere dei cittadini, gli interessi strategici nazionali piu’ urgenti. Il che e’ ovviamente falso, da cui la sacrosanta decisione di far fuori la farlocca in questione: non e’ nemmeno lontanamente pensabile che la vita di una persona valga piu’ degli interessi vitali di una nazione da 150 milioni di persone.

Ed e’ qui il punto: se la pensiamo diversamente e’ perche’ la stampa ci ha indottrinati accuratamente a considerare essa medesima come il bene supremo. Chi ha scritto sui giornali non ha fatto altro che incensare se’ medesimo come il supremo difensore di ogni cosa, come il titolare di un diritto che viene prima di ogni cosa, al punto che oggi moltissimi di voi si scandalizzeranno del fatto che io trovi giusto uccidere una giornalista se disturba gli interessi piu’ vitali della nazione. Vi hanno cucinato per bene.

Ed e’ qui il punto: la stampa in occidente gode di uno status abnorme, cosi’ pazzescamente esagerato che ci ha potuto raccontare che si’, e’ giusto rischiare che una nazione perda le proprie materie prime, condannando milioni di persone alla fame, al mercato della prostituzione, alla colonizzazione straniera, pur di garantire il preziosissimo diritto della giornalista a scrivere le sue due righe. Da poter violare i diritti di chiunque, in nome del diritto che avrebbe la gente a “sapere”, diritto che viene considerato addirittura superiore al diritto della persona ad avere una vita privata.

Cosi’, il quarto potere , cioe’ la stampa, e’ la lobby piu’ potente dell’occidente. E finora tutto andava bene: potevano distruggere chiunque solo parlandone male, finche’ non e’ comparso “il cigno nero”, o se siete lettori di Asimov, il Mulo.

Con il quale non funziona. Semplicemente. Credo che dei reati di berlusconi si sia parlato ovunque. Non credo sia sostenibile realisticamente che i cittadini di destra NON abbiano MAI sentito parlare dei processi di Berlusconi. Dopo decenni nei quali ogni campagna elettorale e’ stata basata solo su questo, non e’ credibile. Cosi’ come non e’ pensabile che gli elettori del PDL non abbiano saputo di Noemi, o di qualsiasi altra cosa. Qual’e’ il problema?

Che non funziona.

Ed e’ qui cio’ che atterrisce la stampa anglosassone. Essa sa che i fenomeni culturalmente degenerativi che hanno colpito l’Italia non sono diversi da quelli che hanno colpito i loro paesi, da loro propinati: il Grande Fratello, cosi’ come Amici, cosi’ come qualsiasi altra trasmissione di cui viene accusata la destra berlusconiana, non sono invenzioni italiane. Esiste un mercato dei format televisivi, e troverete piu’ o meno gli stessi format ovunque, in tutto l’occidente. Anzi: da noi sono arrivati per ultimi, o quasi.

Quello che ha fatto berlusconi e’ stato qualcosa che puo’ fare qualsiasi politico: agli USA, o all’ inghilterra, non manca l’elettore di Berlusconi, manca semplicemente Berlusconi. E non e’ necessario avere televisioni per farlo. In ultima analisi, cio’ che ha fatto Berlusconi e’ stato di propagare il seguente messaggio “chi parla male di me lo fa perche’ e’ spinto da odio, quindi e’ di parte, quindi non e’ credibile”.

Faccio notare che questo messaggio e’ estremamente semplice da propagare, Cicero pro domo sua docet, fino al piu’ recente “cui prodest”. Non e’ un fenomeno impossibile da indurre , che so io, negli USA. Anzi: se pensate ai sostenitori dell’intelligent design, o se pensate al complottismo, la prima cosa che fanno questi gruppi e’ di convincere le persone a non ascoltare il nemico, poiche’ parla in nome di un interesse e quindi non e’ credibile.

Vorrei sottolineare l’ultima affermazione: non ascoltare il nemico. Non ascoltarlo. Perche’ e’ questo il punto debole di tutto il sistema della libera stampa: tu puoi avere il diritto di parlare, ma non hai quello di venire ascoltato. E se io ti tolgo il diritto di essere ascoltato, puoi parlare quanto vuoi: se io riesco a convincere una certa quantita’ di persone a non ascoltarti, tu puoi parlare quanto vuoi.

Gli USA, l’ UK, qualsiasi nazione occidentale e’ esposta a questa tattica: e no, non servono TV. Basta radicalizzare lo scontro e contemporaneamente convincere i propri adepti che il nemico inventa menzogne, e non bisogna ascoltarlo. Una volta che la gente ha smesso di ascoltarti, puoi parlare quanto vuoi: non funziona. Non serve possedere delle TV: basta averne qualcuna a favore. Una volta indotto il primo nucleo di persone a non ascoltare la parte avversa, tale nucleo non potra’ piu’ cambiare idea. In quel momento, pero’, cosa succede? Succede che la controparte ti vede accecato e attacca ancora di piu’: nessun problema, perche’ a quel punto si grida ancora piu’ forte che il nemico ti attacca perche’ e’ pagato, prezzolato, o semplicemente ha interesse a mentire.

Si tratta di un fenomeno che una volta iniziato non puo’ piu’ venire fermato: se non e’ successo in alcun altro paese occidentale e’ perche’ gli altri paesi non sono allergici, quanto l’italiano, all’idea di cavaliere senza macchia e senza paura. Non sono scettici, cioe’, nei confronti di chiunque dica di essere vergine: la nostra prima reazione di fronte ad uno che dice “io sono il partito degli onesti” e’ quella di diffidare, perche’ non accettiamo questa idea, cioe’ non accettiamo l’idea di una verita’ assoluta , di un bene totale, di una persona o di un ente completamente benefico e benevolo, e assolutamente onesto.

Ma la crepa si e’ aperta: adesso e’ chiaro a tutto il mondo politico occidentale come sia semplice diventare insensibili a questo “quarto potere”. Basta semplicemente usarne una parte per propagare il seguente messaggio: “non ascoltate nessun altro”. Faccio notare che questo coincida con gli interessi commerciali di un singolo network di giornali: dopo l’ 11 settembre, chiunque non fosse abbastanza “patriota” era automaticamente un traditore, e il messaggio che veniva passato era “non credete ai traditori”. Semplice.

Dal punto di vista della stampa straniera, Berlusconi e’ l’angelo dell’apocalisse. La fine di un potere esagerato, la fine di un diritto superiore a tutti gli altri diritti, di un privilegio politico, sociale, economico senza confini, in nome del “diritto di sapere”.Sinora hanno potuto tutto, persino i politici dovevano scendere a patti con loro.

Cio’ che li rende furibondi di Berlusconi e’ che sia insensibile agli attacchi, anzi sembra giorarsene: se si fosse parlato di crisi economica in campagna elettorale, il PDL avrebbe perso dal 5% al 10% dei voti, come ogni partito occidentale di governo durante un periodo di crisi. E’ fisiologico ed e’ successo in tutta Europa alle ultime elezioni: la crisi ha fatto perdere consenso ai governi in carica. Perche’ il PDL ha perso cosi’ poco? Ha perso poco perche’ non c’e’ stato spazio per esaltare la crisi, e perche’ la campagna contro di lui gli ha permesso di stringere i ranghi, convinti che si trattasse di una stampa maligna e in cattiva fede. Il risultato e’ che quella italiana e’ l’unica compagine di governo a NON soffrire della crisi in termini elettorali.

Ed e’ questo che terrifica il “quarto potere”: un uomo impermeabile al loro potere. Perche’ non e’ pensabile e non e’ vero che gli italiani non abbiano saputo del divorzio di Veronica, cosi’ come dopo 20 anni tutti , anche gli elettori di destra, conoscono condanne e processi. Ma… c’e’ un ma. Che Berlusconi li ha convinti a non ascoltare. E li ha convinti a non credere nella buona fede di chi parla.(2)

Cosi’, ecco che il quarto potere ha paura: ha paura che una simile strategia possa funzionare anche da loro. Sarebbe facilissimo, se pensate alle tendenze maccartiste degli USA, o allo chauvinismo britannico, o alle manie di superiorita’ francesi e tedesche: per il tedesco e’ semplicissimo credere che le altre nazioni lo detestano per invidia, visto che e’ migliore. E anche per il francese. Per non parlare di americani e inglesi.La stampa straniera ha esaminato il fenomeno, e ha semplicemente concluso che se nascesse un Berlusconi da loro, cioe’ un individuo che puo’ contare su alcune TV , dopo un primo momento necessario alla creazione delle prime falangi di sostenitori, niente potrebbe piu’ scalfirlo. Nella Bible Belt americana credono che la teoria dell’evoluzione sia un complotto dei professori pagati per distruggere la fede: e hanno dato la vittoria a Bush. E’ cosi’ lontano Berlusconi?

Certo, alcuni giornalisti si difendono affermando che l’Italia sarebbe un paese culturalmente arretrato, ma i giornalisti che scrivono questo, avendo visitato la provincia americana , o inglese, non credono in queste affermazioni per primi. E sanno benissimo che il fenomeno non sia tanto difficile da replicare.

Cosi’, non credo che il motivo dell’avversione della stampa straniera sia dovuto a Murdoch (che e’ potente ma non cosi’ tanto) ne’ al fatto di essere “comunisti”: e’ dovuto al fatto che si rendono conto di non avere potere su di lui. Per la prima volta dalla storia della libera stampa moderna, il “quarto potere” si rende conto che qualcuno gli ha spezzato le braccia, che non ha piu’ potere.

E non vi illudete che sia una questione di TV. Lo state vedendo con queste elezioni: la sindrome del “non ascoltare quel che dice il nemico” e’ cosi’ diffusa in italia che e’ stato possibile, sino a ieri, spacciare per vittoria una sconfitta. E no, non c’era verso di farli ragionare nonostante i numeri dicessero il contrario; solo ora che si quantifica il numero di provincie “cadute” e il danno concreto allora si sono resi conto della verita’. Ma in primo approccio, e lo so dalle email di insulti, l’atteggiamento della sinistra medesima era “Uriel e’ il nemico e per questo parla cosi’, non e’ in buona fede”. Un fesso sostiene di sapere quali siano “i miei scopi” e di sapere “cosa voglio ottenere”(3), convinto che io sia parte di qualche trama: esattamente come Berlusconi ha affermato di essere vittima della “stampa mondiale comunista”. Il fenomeno, dunque, non e’ cosi’ difficile da capire: lo stesso Martin Schultz (ricordate la storia del Kapò?. Beh, i tedeschi la pensavano come Silvio, almeno alle urne) , il grande perdente delle elezioni tedesche, lascia intendere che “ci sia qualcosa” dietro la sua scofitta: anche qui si parla del corrispondente dei “poteri forti”, misteriose forze capaci di emergere dall’ Averno e colpire il Bene, che ovviamente trionfera’, trallalla’, trallalla’, e zum zum.

Quindi, essenzialmente credo che in italia sia nato questo strano mutante, che ha avuto la capacita’ di immaginare un uso della stampa che distruggesse la fiducia che la gente ha della stampa. Mia nonna si fidava della TV: oggi non se ne fida piu’. Ma non ha smesso di fidarsi solo di quelle di Berlusconi, ma di tutte. Ed e’ qui il punto: che nel momento in cui dico che le TV di Berlusconi sono sotto padrone, ho detto che la TV non dice sempre la verita’, e da quel momento il cittadino dubita di tutte: a quel punto la verita’ e’ una scelta, scelta legata alla fazione ove si sceglie di militare. Con ogni probabilita’ gli elettori del centrodestra sanno benissimo che la TV di Berlusconi parlino “pro domo sua”, ma non ci fanno caso, dal momento che hanno deciso che anche la parte avversaria lo faccia; non potrebbero dubitare dell’una senza dubitare dell’altra.

Cosi’, anche io credo che sia solo questione di tempo. Il problema dell’invincibilita’ di Berlusconi agli attacci della stampa sta venendo sicuramente analizzato dai grandi think tank e presto tutti i consulenti elettorali sapranno questo semplice fatto: una stampa squalificata ed inaffidabile  rende i politici piu’ potenti, e specialmente, avranno capito che squalificare una parte della stampa squalifica tutta, togliendo gli artigli al quarto potere. Il sogno di ogni politico: essere impermeabile alla stampa pur potendo usare la parte a se favorevole per la propaganda.

La lezione di berlusconi e’ molto semplice: quando il cittadino dubita di UN organo di stampa, smette di ascoltarli tutti, tranne un certo numero che considera affidabili, guarda caso quelli della propria fazione. Da quel momento cessa il potere della stampa. E non serve dirlgi “non fidarti di QUEI media”, perche’ in quel momento scatta la domanda “e come posso fidarmi DI QUEGLI ALTRI, allora?”.

La stampa, semplicemente e’ tutta credibile o non e’ credibile per nulla. Se Berlusconi possiede tre TV, e si dubita di quelle tre, per induzione si dubitera’ anche delle altre. Non gli serve davvero possedere la RAI. Non per nulla non ha mai smantellato Rai3, essa gli e’ funzionale.

Negli USA, in UK, e’ possibile fare lo stesso , basta possedere UNA televisione o semplicemente averne una disposta a diffindere un messaggio simile: una volta che UNA televisione passi il messaggio “tutte le altre sono corrotte, non ascoltatele”, qualcuno ci credera’, altri diranno “e perche’ dovrei fidarmi di te, invece?” e poi concluderanno “e di chi, allora?” e iniziera’ il loop: una volta posto il problema “di quale TV posso fidarmi”, il risultato sara’ che nessuno controlla il controllore, e il risultato sara’ che nessuno si fidera’ piu’ di nulla. Ottenuto questo, il berlusconi della situazione puo’ fare quel che vuole, e’ inattaccabile, perche’ la verita’ diventera’ una scelta politica, e la stampa che dice il contrario NON verra’ piu’ ascoltata. E togliendo l’ascolto, il potere della parola non serve a nulla: impedire alla gente di parlare e’ una strategia del tutto obsoleta, roba da comici dittatori del novecento. E’ molto piu’ efficace impedirgli di venire ascoltata, convincendo la gente a non ascoltare. A quel punto la controparte dira’ “non ascoltare chi ti dice di non ascoltare”, e la frittata e’ fatta, perche’ da tutte e due le fazioni arriva l’invito a non ascoltare, e la verita’ diviene una scelta politica.

Nietszche sosteneva che l’ Italia fosse un luogo meraviglioso perche’ in italia il nichilismo e la demolizione delle sovrastrutture erano un processo molto piu’ avanzato che in altri paesi, ove ancora esistevano ancora il bene, il male, la verita’, eccetera.

E’ strano che l’analisi di una mente del genere sia stata sottovalutata: Nietszche stava cercando di dire che l’ italia sia la tomba dei grandi valori considerati come “definiti positivi”. Non appena cadono nelle mani dell’italiano, lo scetticismo italiano inizia ad eroderli e trova una crepa. Dall’ italia sta venendo un antidoto al grande Dio di ogni bene, alla grande sbornia occidentale nei confronti dei propri mass media , alla gigantesca influenza che essi hanno sulla politica.E la cosa stupenda e’ che il fenomeno e’ autoreferente, perche’ Berlusconi possiede le TV che hanno permesso questo, ma poiche’ qualsiasi TV potrebbe essere al servizio di qualcuno pur senza esserne proprieta’, questo fatto non garantisce nulla a nessuno.

Forse qualcuno pensa che dopo il ritiro di Berlusconi la Fininvest smettera’ di appoggiare candidati di destra? E che differenza fara’, rispetto alla proprieta’ nuda? E se non fa differenza, quale legge straniera vieta ad una TV di schierarsi liberamente con un candidato? Quali meravigliose leggi di questi paesi “superiori” vieta a tre TV di appoggiare, per scelta o convenienza, un candidato alle politiche il quale NON le possiede, non cadendo cosi’ nella trappola dell’anti-trust?

Puo’ succedere anche a loro, basta che un partito qualsiasi si allei con un network TV, e che si usi la medesima strategia usata dal Silvio, magari promettendo a quelle TV qualche legge ad-hoc.(4)

Questo spaventa la stampa internazionale: il timore che qualche politico di casa propria faccia lo stesso, togliendo loro i privilegi che una grottesca autoesagerazione ha concesso ai giornalisti, ai mezzi di informazione, eccetera.

E no, e’ solo questione di tempo: succedera’ anche a loro. E lo sanno.

E’ la tromba dell’apocalisse, darling.

Uriel

(1) Anche le prostitute hanno lo stesso diritto.

(2) Visto chi parla, non e’ stato nemmeno difficile.

(3) Cazzo, pero’ potreste anche scrivermelo, quali siano i miei scopi. Sono anni che mi chiedo quali siano i miei scopi, porca troia. Siete proprio delle carogne, si’.

(4) per favore, non mi parlate di cazzate come il “blind trust”: sarebbe a dire che io sono un allevatore di polli, e quando vinco le elezioni mi si toglie l’allevamento perche’ io non benefici la mia azienda. Eh, cosi’ io dimentichero’ di essere un allevatore di polli, e non detassero’ le esportazioni di polli, of course. Serve un colosseo poco usato?

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