La sinistra e il mondo dei blog, un altro treno perso.

Quando ho scritto che la sinistra sia riuscita ad usare con successo cinema e musica, ma abbia perso il treno della TV , subito mi sono arrivati addosso dicendo che ci sono i blogz, e la blgosfera di qui e la blogstera di la`. Cosi’, quello che sto per scrivere e’ semplicemente come la sinistra abbia perso anche quel treno.

Che la sinistra sia in vantaggio sui mezzi piu’ moderni puo’ dirlo soltanto chi e’ arrivato in ritardo nel mondo dell’informatica. Il sottoscritto costruiva il suo primo modem ad accoppiamento acustico (si appiccicavano delle ventose alle cornette, dopo averle leccate perche’ aderissero meglio. I miei anticorpi considerano i gurkhas come un branco di bancari un poco rachitici) attorno alla meta’ degli anni ‘80. Un giornale chiamato “Nuova Elettronica” mise in circolazione un kit: dovevi prendere un apposito pennarello da serigrafia e disegnare le piste su una piastra di bachelite coperta di rame. Immergevi tale piastra in una soluzione di cloruro di ferro, e quella erodeva tutto il rame tranne la pista. Poi bucavi la piastra, ci stagnavi sopra i componenti elettronici (resistenze, diodi, il DAC, un chippino UART, etc ) e puf, avevi il tuo modem a 300 BAUD. Se non c’erano distubi di linea.  Esso era un modem, cioe’ convertiva una seriale in un analogico, non aveva niente come le stringhe Hayes. Appiccicavi le ventose sulla cornetta, facevi il numero a manina usando il disco bucato del telefono, e sul tuo AmigaTerm ti diceva che si’, effettivamente era un terminale  vt100,  e se era lussuoso anche vt220. Non  vi dico l’emozione del terminale  con gli escape ANSI: ci sono 16 colori!

A quei tempi, le BBS erano un coacervo indisciplinato con una sola eccezione, cioe’ i primi network: Aminet, Fidonet, in seguito OneNetwork, Compuserve, etc. Ma c’era un’altra eccezione: le BBS naziste. Diffusissime in Germania ma anche altrove, erano semplicemente l’esempio di come i nazi siano arrivati con 10 anni di anticipo sulle reti telematiche. Sebbene l’immagine di hacker sia fortemente legata al mondo della sinistra e dei centri sociali, la pura e semplice verita’ e’ che quelli hanno iniziato ad usare le reti telematiche quando ancora a sinistra nessuno sapeva nemmeno che cazzo fossero i computers e i Trekkers credevano che sparando su un mainframe con un taser potesse esplodere il pianeta.(1)

E la semplice verita’ e’ che i gruppi nazisti e di destra sono sbarcati anche su internet ben prima che arrivasse una qualsiasi presenza organizzata di qualsiasi gruppo di sinistra. Se io fui soprannominato come il “moderatore comunista di 400.universita`” durante la pantera, e’ perche’ i fanatici con cui avevo a che fare erano principalmente fascisti, proprio quel fascistelli borghesi che compravano il computer coi soldi di papa’ e oggi formano la compagine in giacca e cravatta di Fini.

E’ una leggenda, cioe’ , che essendo Internet un mezzo moderno, esso sia “naturalmente” di sinistra: la sinistra e’ arrivata su internet quando ormai era un fenomeno mainstream, ma la destra aveva iniziato a colonizzarla molto prima. Quando arrivarono i primi signori dei partiti di sinistra, Stormfront esisteva da anni, Holywar era una tradizione, e la usenet americana pullulava di gruppi nazisti. Sin dalla meta’ degli anni 80, OTTANTA, quasi tutte le operazioni contro gruppi di estrema destra comprendevano sequestri telematici, mentre l’estrema sinistra inizia ad usare i palmari con la Lioce, 10 anni dopo. Un’era geologica.

A tutt’oggi, la blogsfera partitica della sinistra riflette, uno ad uno, i difetti della sinistra. Se una coalizione di destra si COMPONE di molte correnti (credo che le correnti del neofascismo siano come le correnti dell’ Heavy Metal: per ogni parola del dizionario esiste un genere del metal: casseruola metal, besciamella metal, strudel metal, e adesso basta che sto scrivendo quasi ad ora di pranzo) , la sinistra ha la peculiarita’ di DIVIDERSI in molte correnti.

La processione della sinistra nel tempo e’ stata quella della fissione partitica: i partiti di sinistra di dividono meravigliosamente, emettendo energia che spinge un alternatore: un alternatore di destra. Ho calcolato che di questo passo, i partiti di estrema sinistra finiranno sotto la soglia di indeterminazione entro il 2020: avremo partiti subnucleari , e dovremo porci il problema di che cazzo dica Niki Vendola dentro una scatola chiusa. “Muoni comunisti,  “Gluoni del popolo”,  “Alternativa comunista con lo spin di -1/2″, “Antiimperialismo di Dirac”, “Costante di Immirzi per la rivoluzione” , “Laicita’ quantistica”  saranno alcuni dei nuovi nomi dei 35+E019 partiti di estrema sinistra che si porteranno alle elezioni del 2020.

Se questa fissione continua in partiti identici se non per il nome ed il capo e’ nel mondo reale, lo e’ altrettanto nel mondo dei blog. Come per il mondo reale , la forza che spinge questo fenomeno e’ il narcisismo. Ogni blogger di sinistra, cosi’ come  ogni dirigente di un nuovo partito di sinistra, aspira a diventare il leader di un partito. Egli sa perfettamente come battere Berlusconi, e ovviamente “quelli la’ non hanno capito un cazzo”. La pura e semplice verita’ e’ che i blog di sinistra, in Italia, non sono dei blog ma dei semplici zepto-partiti, ovvero la miliardesima frazione di un atto-partito, che a sua volta e’ un millesimo di un nano-partito. Insomma, un triliardesimo di partito.

Lo scopo di questi blog e’ sempre quello: dimostrare che se la persona che fa il blog dirigesse un partito allora potrebbe sconfiggere Berlusconi. Esattamente come nella vita reale ad un certo punto Vendola ha deciso che da solo poteva fare molto di piu’ : lui e’ troppo figo per stare sotto “quello la’”, che veste con quella orribile cravatta.

Allo stesso modo, il coro dei blog di sinistra e’ tutto orientato a disturbare silvio berlusconi prendendo le notizie dalla TV (che la sinistra non domina) o dai pochi giornali di centrosinistra, e facendo da amplificatore: la visione che la sinistra ha dei media, ovvero quella di sistemi di broadcasting, si ripete anche su internet. Cosi’, otterrete una distesa mainstream di blog tutti uguali, che criticano tutti insieme la pochezza del partito senza mai aver comprato una tessera ne’ aver partecipato ad un’assemblea. E lo dico perche’ dentro la sinistra il fatto che un singolo personaggio abbia un blog personale e’ visto con sospetto: chi controlla che il tuo blog dica quello che vuole il partito?

Cosi’, i blog dei candidati di sinistra , dentro il partito, vengono dispregiativamente bollate come “iniziative personali”: i blog dei grandi candidati del centrosinistra, con la sola esclusione di Di Pietro, sono dei deserti. Lo “user generated content” del Web 2.0 , sui grandi siti dei democratici, e’ molto semplicemente un “prendi quello che pensiamo e ripetilo con parole tue”. Credendo che i media siano un sistema di broadcasting, tutto quello che sanno fare e’ chiedersi come dire le cose gia’ dette, e non cosa dire di nuovo.

Cosi’, se girate per la blogfera di sinistra in Italia trovate uno sconfinato panorama di piccoli narcisismi personali: ogni blog e’ come un piccolo partito, che scrive le stesse cose che dicono tutti gli altri usando due o tre paroline diverse, riceve gli applausi dei fans, e sulla base di questo il gestore e’ convinto di poter formare un partito che sconfiggera’ berlusconi, dicendo le stesse minchiate che dicono tutti gli altri, ma precisando che  si dice “tasso usurario” e non ” tasso usuraio”, e che noi siamo il partito che sa come si dica usurario, e per questa “r” di differenza vinceremo. Noi siamo il “partito dei lavoratori che dicono usuraRio anziche’ usuraio”

Io so benissimo che scrivo in fretta e negli scampoli di tempo, e so benissimo che per questo scrivo malissimo. ma non ho per questo la pretesa di pensare che se scrivessi nel triplo del tempo, controllando e ricontrollando, potrei per questo fondare un partito di impatto devastante. La stragrande maggioranza dei commentatori di sinistra, invece, si fa censurare perche’ viene qui a correggere la forma.

Ed ecco un altro problema della sinistra che si riflette anche nel mondo dei blog: l’ossessione per la forma. Avvitati in una delirante nevrosi pseudopedagogica, (2) questi blog passano il tempo a correggere i vizi formali , prediligendoli ai problemi sostanziali. E fanno passare questo amore della forma per un amore verso la legalita’, senza rendersi conto che l’amore della legalita’ intesa come formalismo produce un concetto di legalita’ che Manzoni descrive bene parlando dell’ Azzeccagarbugli. Cosi’, delle insignificanti violazioni della forma diventano dei casi , come dire che Krushev   abbia fatto la solita gaffe togliendosi una scarpa in pubblico, cosa maleducata che porta discredito alla nazione: cosa diranno di noi i vicini di casa i giornali stranieri? Eh? Krushev avrebbe dovuto portarsi da casa una scarpa da tavolo onde percuotere i banchi dell´ONU, come fanno le vere democrazie ed i paesi normali.(3)

Questo mix di narcisismo esasperato e amore per sterili discussioni sulla forma porta i blog di sinistra ad essere originalissimi , (Il Blog di sinistra con sfondo #0a5eff, l`unico blog di sinistra tutto in font Verdana, etc etc) tutti diversamente identici tra loro, e invariabilmente dei ripetitori della stessa medesima solfa. Ma questo non inficia il fatto che il titolare si ritenga perfettamente capace di fondare un partito e demolire Berlusconi, se solo la gente capisse che per battere le destre occorre smettere di usare le immagini con lo sfondo trasparente, che fanno il gioco della destra.

Tutti concentrati a parlarsi addosso come la vera forza della nuova informazione, questi apostoli del nuovo giornalismo non si rendono conto di essere soltanto i nuovi giornalisti, cioe’ i degni successori  dei vecchi giornalisti: essi prendono una opinione del partito e la traducono, la colorano, la scrivon con parole loro, per portarla ad un pubblico che la pensa come loro. Essi non sospettano nemmeno la dimensione dei network informatici di destra, per la semplice ragione che non li linkano. Essi non sanno che da ben prima di loro ci sono state migliaia di mailing list di destra , e di essere i nuovi arrivati, e non i pionieri.

L’ atteggiamento del blog di sinistra e’ questo:

  • Cioe’, non so se mi spiego, io sono un blogger.
  • Orsu’ mi si copra di sesterzi: non avete visto il mio ranking su tecnorati?
  • Worship me or die : io sono stato intervistato alla blogfest di Casalecchio di Reno. E ho vinto il premio “Miglior blog della festa della Gnocca di Lugo di Romagna”.
  • Eh, ma lo hai visto che cosa abbiamo fatto in america? Abbiamo fatto vincere Obama! Siamo la blogsfera: perche’ avercelo lungo quando hai un blog?
  • Noi siamo “la nuova frontiera del giornalismo”: anzi, “il nuovo giornale del frontierismo”. Ma no, meglio: “il giornale del nuovo di frontiera”. Macche’ , siamo “frontiera giornalismo la nuova del”. E via in tutte le permutazioni, meglio della settimana enigmistica.
  • Dico, guardate il mio blog: non potrei esserci io invece di Santoro? Che cos’ha lui piu’ di me? E pensare che vi ho dedicato i migliori anni della mia vita.
  • Ehi, ho due grosse tette e fingo di essere scema, ma ti illudo che se mi commenti potrei anche incontrarti e dartela. (ok, ok, e’ una categoria monadica riservata alla Lucarelli, lo so)
  • Mio padre fa il giornalista, e siccome ho un blog quando ereditero’ il suo posto diro’ che sono il nuovo che avanza. Non e’ vero forse? Non vedete come sono nuovo (papa’, levati dal cazzo che ti si vede in webcam)?

C’e’ una ragione per la quale le persone di sinistra si illudono di essere una forza di geometrica potenza grazie ai blog? Certo: la destra che ha colonizzato internet dieci anni prima di loro e’ la destra xenofoba, extraparlamentare, impresentabile sui media normali. Il resto della destra, oggi come oggi, si accontenta della possibilita’ di usare le Tv (ove la sinistra non puo’ vincere) e lascia il mercato a loro. Per una semplice ragione: siccome i blog di fatto ripetono quello che si dice gia’, e vengono letti da persone che normalmente la pensano come chi scrive (solo tra amici di vecchia data/compagni di network e’ consentito, tra blogger di sinistra, contestare lo scrivente. Ma con garbo)  , essi consistono in un inconsistente mosaico di atomi sconnessi, identici ed autoreferenti.

Non per nulla quando Grillo (che io considero di estrema destra) e Di Pietro (altro fascistello in pectore) sono sbarcati sulla rete, hanno sbriciolato (con i mezzi di un comico) l’intera audience di sinistra. Un comico, da solo, riesce ad avere su internet piu’ audience di tutta la blogsfera di sinistra: morale della storia, vincono solo quando corrono da soli.

Ovviamente, se domani Silvio berlusconi si facesse un blog, con tanto di redazione gestita da professionisti della comunicazione , straccerebbe la sinistra anche qui: ovviamente inizierebbero a parlare di conflitto di interessi, perche’ un politico che viene eletto non dovrebbe avere un ranking cosi’ alto , e solo sotto un certo ranking ci si potra’ candidare. Ma la pura e semplice verita’ e’ che questi signori vincono solo quando gareggiano da soli: cosi’, non appena qualcun altro li straccia (come nel caso delle TV: avete mai guardato “red”, la TV di sinistra , voi?) dicono che deve uscire dalla gara perche’ e’ avvantaggiato dal fatto di vincerla.

In definitiva, non vedo nella blogsfera della sinistra  italiana alcuna forza capace di contrastare alcunche’, per la semplice ragione che non si e’ mai arrivati al contrasto , ne’ si e’ gareggiato. E per il semplice motivo che non vedo nella blogsfera di sinistra niente di piu’ che un broadcasting delle stesse identiche idee partorite dalla propaganda di partito, ovvero la solita obsoleta concezione di mass media come sistema di trasmissione della propaganda.

Non vi illudete, perche’ la blgosfera di sinistra reggera’ solo fino a quando non arrivera’ un altro partecipante nella gara. Oggi vincono solo perche’ corrono da soli. Se domani Berlusconi aprisse un blog,  e postasse con cadenza giornaliera, con ogni probabilita’ avrebbe bisogno di una server farm pazzesca solo per reggere l’impatto dei lettori di centrodestra. E avrebbe qualcosa come 1000 volte il ranking di Grillo, di Kilombo o di qualsiasi altra iniziativa di farlocchi.

E’ solo che non gli interessa perche’ il mondo della blogsfera rappresenta le idee ma NON LE CAMBIA, ed e’ quindi inutile per una strategia aggressiva.

Ma anche il concetto di “strategia aggressiva” e’ fuori dalle loro menti. Ma non voglio infierire troppo sui farlocchi.

Uriel

(1) Eh, la massa delle memorie in ferrite di un IBM360 distorceva la gravita’, suppongo.

(2) 2/3 degli elettori del centrosinistra ha un posto nella pubblica istruzione, o sogna di averlo. La riforma gelmini li terrorizza per questo. Ma questo spiega bene il loro ossessione per questo atteggiamento da maestrine con la penna rossa.

(3) L’ordine della giarrettiera inglese nacque grazie ad un sonoro pernacchione del Re verso questi farlocchi amanti della forma: una donzella perse la giarrettiera durante un ricevimento, facendo quella che oggi i sinistrati definirebbero “la solita gaffe internazionale”. Il Re se ne fotteva cosi’ tanto di loro che per pisciargli in testa ci fece un riconoscimento ufficiale del regno. Come a dire “teste di cazzo, badate ai problemi sostanziali”. Ecco, il presidente della Repubblica istituisca subito l’ Ordine dei Cavalieri di Noemi, e la  il reggimento dei Magnaccioni di Sardegna.

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