La psichiatria di Twitter

La psichiatria di Twitter

La psichiatria di Twitter

Mentre e’ arrivata un’ondata di “september newbies” sul fediverso, scrivere il post che ho scritto fa discutere quando prevedo che, come in altre ondate di utenti twitter, la risacca li riportera’ indietro. Cioe’, quegli utenti che hanno migrato da Twitter al Fediverso presto torneranno indietro.

La cosa che bisogna capire per prima e’ che Twitter (come anche F!) sono ambienti che non solo sono tossici, ma intossicano. Producono, cioe’, dipendenza. L’utente twitter , cioe’, e’ stato immerso in una specie di ambiente che intossica e produce dipendenza, sin da bambino.

Il rapporto che gli utenti hanno con questa tossicita’ e’, come per tutte le vittime di una dipendenza, di amore-odio. Tutti i lati tossici di Twitter, per intenderci, sono dipinti come le cose che loro odiano di Twitter. Il guaio e’ che sono anche le cose senza le quali un utente twitter non puo’ vivere.

In generale, la personalita’ dell’utente twitter piano piano si muove , di vari punti, nello spettro del disturbo narcisistico di personalità.La differenza e’ che Twitter non e’ costruito per produrre un fenomeno narcisistico personale, ma per produrre disturbi narcisistici di gruppo.

Per intenderci, un fenomeno possibile su twitter e’ questo:

La psichiatria di Twitter
https://twitter.com/paulvixie/status/1063847007180197888?lang=en

Qui Paul Vixie se ne e’ uscito da signore, ma in definitiva questo “Xavier Ashe” credeva davvero di poter spiegare i DNS a Paul Vixie. Il guaio e’ che Paul Vixie e’ tra gli autori di BIND, cioe’… insomma, e’ questo qui:

Paul Vixie – Wikipedia
La psichiatria di Twitter

Che cosa consente questa follia? Per capire il delirio narcisistico basta guardare il profilo di questo Xavier.

La psichiatria di Twitter

E semmai aveste avuto il dubbio che @TAGInfosec sia qualcosa di importante , capace di darti qualsivoglia autorita’, possiamo andare a visitarlo, e…

La psichiatria di Twitter

Accidenti. Un’autorita’ mondiale.

Questo e’ il problema di twitter: junior con due anni di esperienza che si atteggiano a guru, persone che hanno imparato a fare una barchetta con la carta che si atteggiano a grandi capitani, e cosi’ via.

E’ ora di dirlo: Twitter e’ il posto ove le persone si atteggiano, e piu’ si atteggiano piu’ altri che si atteggiano riconosceranno la validita’ del loro atteggiarsi, e il piacere di vedere accreditato il proprio atteggiarsi produce uno stato di piacere allucinatorio. Un’allucinazione che produce dipendenza.

Il problema e’ che Twitter, riducendo il numero di caratteri possibili, rende possibile “il sarcasmo di Schroedinger”. Rende cioe’ possibile rispondere a qualcuno con una brevissima minchiata, per poi decidere, successivamente, se era sarcasmo o se era semplicemente una frase ambigua.

Se dite che 2+2=5 su twitter, cioe’, non vi diranno che per ovvie ragioni due piu’ due fa quattro (e non mi scomodate anelli, gruppi ed altre strutture di cui VOI non capite un cazzo, pls) , ma purtroppo non c’e’ spazio per scrivere il perche’.

Su twitter, cioe’, ci sono quelli che dicono di sapere senza sapere, confidando nella scusa “non ho abbastanza caratteri per dirti davvero quanto ne so, ma posso solo dire che ne so a pacchi”.

Non per nulla ho appena litigato con una transfuga di twitter che era un’esperta di psicologia e semiotica della scienza, ha sedici anni, e non riesce ad articolare un testo piu’ lungo di tre frasi. (anche se su Mastodon avrebbe spazio per farlo).

Su twitter, pero’, avrebbe vinto lei. Perche’ le sarebbe bastato mettere una fotografia del suo decollete’ per avere 5000 “amici”. I quali le avrebbero dato ragione in qualsiasi discussione, creando una shitstorm attorno a chi la contestasse.

Ed e’ qui il punto: Twitter agisce sulla mente dei suoi utilizzatori consentendo loro di avere di se’ stessi un’immagine deforme, enorme, sino a credere sul serio di poter spiegare i DNS e la loro sicurezza a Paul Vixie.

Questa immagine da’ loro una sensazione di piacere: ad ogni polemica scatena nella loro mente il flusso della dopamina, e quando hanno la possibilita’ di apparire superiori a qualcun altro, produce la scarica di serotonina.

Il guaio e’ che questa e’ l’azione di quelle droghe che producono dipendenza.


Il motivo per il quale gli ex utenti di twitter non resistono molto nel fediverso, o in altri luoghi ove le interazioni tra utenti non siano prodotte dallo stesso identico algoritmo, e’ proprio che viene a mancare l’ambiente adatto:

  • non ci sono molte star. Non puoi entrare tra i tifosi di Burioni o della Capua per andare a sentirti superiore ai no-vax.
  • non ci sono molti giornalisti, o persone della TV: in questo modo non puoi neppure illuderti di mostrare la tua superiorita’ di fronte al mondo.
  • non c’e’ un algoritmo che seleziona le polemiche piu’ diffuse per proporle nella home timeline.
  • non esiste la possibilita’ di causare l’espulsione di una persona mediante segnalazione di gruppo, cioe’ viene meno il fenomeno della cancel culture.

questo riduce, per forza di cose, l’entita’ e l’importanza delle piccole polemiche, che nutrono per forza di cose l’ego narcisista dell’utente. Come se non bastasse , queste polemiche inducono la produzione di adrenalina, che a sua volta produce dipendenza.

Il risultato e’ che l’ utente di Twitter e’ un litigioso bimbominkia gasato. La cosa ancora peggiore e’ che ha un bisogno patologico di esserlo. Il dramma e’ che puo’ esserlo solo su Twitter.

Questa e’ la ragione per cui ogni migrazione da twitter cui ho assistito si e’ risolta con tutta una serie di avatar a forma di occhi, piedi, mani , foto in bianco e nero , che arrivano, si scontrano con la mancanza di droga , e tornano su Twitter.

Oltre a consigliarvi di bloccare qualsiasi account del fediverso che utilizzi un occhio come avatar, se siete sul fediverso vi consiglio di attendere un pochino. Presto, in astinenza da narcisismo, i bimbiminkia torneranno dall’uccellino.

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