La nuova tecnologia che cambiera’ le nostre vite.

Stavo leggendo della nuova tecnologia di storage “che cambiera’ le nostre vite”, (locuzione sicuramente abusata) e mi stavo semplicemente chiedendo “di chi sono le vite che verranno cambiate?”. Cioe’, e’ vero che se questa tecnologia di storage permettesse di salvare tutta questa roba meglio di SSD allora la vita di qualcuno cambierebbe. Ma il vero problema e’: la vita di chi?

Non e’ la prima volta che una tecnologia cambia la vita delle persone. Prendiamo per esempio questo talk del TED:


L’artista racconta – in maniera piuttosto aulica, ma non dovrei essere io a lamentarmene, credo – che alla fine le persone cui vende la musica in totale sono ~25.000. Questo e’ lo stesso numero che la casa discografica lamentava come “clamoroso fallimento”. Insomma, dal punto di vista della casa discografica, questo disco non forniva abbastanza reddito da consentire la vita musicale del gruppo.

Cosi’ Amanda Palmer ha usato un sito di Crowdfunding, e ha detto “se volete il prossimo disco, che potrete scaricare GRATIS dalla rete, dovete aiutarmi a vivere sino ad allora”. A quel punto, circa 25.000 fan hanno donato, in totale, 1.200.000$. Il che, anche contando un gruppo musicale di cinque persone, fa sempre 240.000$ a testa. Che, come reddito per il tempo necessario a fare un disco, e’ piu’ che sufficiente.

Insomma, il modello di musica che Amanda Palmer propone e’ quello del busker: io suono per tutti, voi decidete se darmi i soldi. Allora io metto online il disco gratis, se vi piace venite a darmi qualcosa. A quanto pare, con Amanda Palmer questo ha funzionato egregiamente.

Prima che vi mettiate a discutere dell’esempio in se’, parlando di case discografiche e distribuzione , concentriamoci sul discorso del crowdfunding. Esso, come tecnologia, poteva “cambiare le nostre vite”. Teoricamente potete chiedere fondi per avviare un ristorante, la vostra piadineria in India, qualsiasi cosa. Quando l’idea ando’ online, sino a trovare una regolamentazione chiara nel diritto italiano – cosa che ha avuto un certo risalto nel mondo(1) – era una di quelle cose che “cambieranno le nostre vite”.

Ora, qualcuno di voi ha visto la propria vita cambiare per via del crowdfunding? La risposta e’ , quasi sempre, di no. Perche’ la vita di una persona cambi, infatti, occorre che prenda la decisione chiara di cambiarla. La Palmer, che non aveva piu’ opprtunita’ nell’industria musicale, ha deciso di passare al crowdfunding, ovvero di usare “l’arte di chiedere”, di cui era gia’ esperta avendo gia’ lavorato come busker.

Ma per tutti coloro che non hanno alcuna idea da farsi finanziare, cioe’, il crowdfunding non ha cambiato proprio nulla.

Qui c’e’ il punto chiave della singolare affermazione “questo cambiera’ le nostre vite”. No: cambiera’ quelle vite che sono abbastanza evolute da poter sfruttare una nuova tecnologia , e colpira’ in questo insieme solo le persone che hanno DECISO di farsi “cambiare la vita”.

Prendiamo una tecnologia come quella dello storage. Se esamino la situazione a casa mia, la situazione “storage” e’ la seguente:

una “vecchia” macchina con FreeBSD 9.1 usa ZFS per gestire alcuni “pool raidZ”.

Un pool e’ fatto di tutti dischi da 1 TB (tre, piu’ uno in arrivo) . Un altro pool e’ fatto da dischi da 2TB (tre, sinora mi bastano).
Questi pool sono importati e condivisi ai 3 portatili (che usano Linux) usando sshfs+fuse , in modo da criptare il traffico.
Ora, siccome su quei dischi ci metto tutto (dai conti con http://www.gnucash.org/  ai fax che arrivano dall’ Italia – ancora ricevo posta e qualcuno me la gira per fax) sino alla musica  e ai film (quelli in italiano) , il risultato e’ che ZFS “mi ha cambiato la vita” , perche’ posso semplicemente prendere un nuovo disco esterno , appiccicarlo alla macchina ed aggiungerlo ad un pool raidZ, con un solo comando, senza nessun’altra seccatura.

Chiaramente, le performance di ZFS , specialmente su una macchina non tanto carrozzata , sono quel che sono. Se voglio raidZ con checksum e crittazione del disco, insomma, succede quel che succede. Visto l’overhead di sshfs non si nota, ma sarebbe fichissimo se una tecnologia come quella appena uscita mi permettesse di avere grandi storage con le performance di SSD e la durata di un disco metallico.
Mi cambierebbe la vita? Probabilmente me la migliorerebbe: giusto ieri ho fatto il backup di 500GB di film, e devo dire che le prestazioni di ZFS sono un pelo “snervanti”. Cosi’, adesso posso fare la domanda: ma a voi, ZFS ha cambiato o migliorato la vita?

Se prendiamo un utente apple, notiamo che il suo sistema operativo ha (o dice di avere, la cosa e’ controversa) un supporto ZFS stabile, e molti dei loro computer usano SSD, lamentando il difetto di SSD, ovvero la degradazione. Solo di recente Apple ha introdotto il TRIM come feature standard del suo sistema operativo. E prima? Prima avevano un supporto ZFS.

Il supporto a ZFS , contrariamente alle discussioni, per apple esiste ed e’ abbastanza stabile: http://code.google.com/p/maczfs/ e se proprio non vogliono quella, possono usare ZEVO. Allora perche’?

In realta’ se usate SSD potete settare ZFS per tenere DUE (anche tre) copie dello stesso blocco di ogni file. Quando zfs scrive, cioe’, vi mostra sempre un solo file, ma esso e’ stato scritto in due copie in settori diversi del fisco. Questo, nel caso della degradazione tipica degli SSD, unito al checksumming, vi puo’ salvare la buccia.(ZFS ha anche una funzione di trimming, btw, ma su FreeBSD arrivera’ con la versione 10: http://www.bsdforen.de/showthread.php?t=28288 ).

Non ho voglia di spiegarlo agli utenti apple, che continuano a vantare il loro supporto a ZFS, usano dischi SSD ma continuano a formattarli in HFS, cosi’ mi chiedo:ma perche’ diavolo gente che ha sia il problema (dischi SSD ) che la soluzione (un pool con copies=2 abilitato) non ne beneficia, e si tiene dei filesystem insicuri?

La risposta e’: normalmente l’utente Apple non ha nemmeno idea di come si faccia ad aprire un terminale e dire , che so io, “ zfs set copies=2 homepippo/data”, il che abilita la duplicazione dei settori proteggendo quella che sembra una cartella “data” dalla degradazione del disco SSD. Anzi, per la precisione, sebbene si vantino di “avere zfs”, non hanno la piu’ pallida idea di come esso potrebbe aiutarli a gestire i loro dischi SSD rendendoli piu’ sicuri. Vi dicono che loro sono fichi perche’ hanno ZFS, e finita li’.

Lo stesso capita in altri ambiti, come il mondo “Social”. Prendiamo le famose startup.



Perr dire, oggi in Italia c’e’ la migliore (a dire il vero l’unica) legislazione riguardante il crowdfunding , quando esso riguarda le startup. Si tratta di una cosa epocale e avanzatissima, di cui alcuni geek potranno parlarvi. Ma la domanda e’: a quanti di voi cambiera’ la vita?


Sia chiaro, non mi sto riferendo al famoso pensionato che non sa nemmeno cosa sia internet. Nell’esempio che ho fatto per Apple e ZFS, ho preso gente che HA un problema, (dischi SSD che degradano) e la soluzione (ZFS, un filesystem che ha sia la copia dei settori che il dedup tra le possibilita’) ma , sebbene abbiano SIA il problema che la soluzione(2), NON-LA-USANO.



Perche’ avviene questo? Avviene questo perche’ l’ Utente Apple vive l’ informatica solo in superficie. Egli ha sentito dire che Apple supporta il fichissimo ZFS, e magari se ne vanta anche. E sa dirvi che il suo SSD degradera’, quindi vi dira’ pure che deve fare sempre il backup dei dati. LA sfiga viene quando , essendo incompetente, non sa che ZFS potrebbe mitigare moltissimo il problema che ha col disco, ovvero non sa di avere sia il problema che la soluzione, o almeno la mitigazione.

Cosi’, sicuramente ci saranno moltissimi imprenditori, magari anche sofisticati abbastanza da aver letto che l’ Italia ha la piu’ avanzata legislazione per il crowdfunding di startup. Ma se sa di avere il problema (il credito per innovare) e sa di avere la soluzione (il crowdfunding) tuttavia non sa che la soluzione si applica al suo problema.

 
Ma c’e’ di peggio. Provate ad andare da un utente Apple, che pure ha problemi con la degradazione del disco SSD, e proponete ZFS. Spiegate pure che si tratta di una notevole mitigazione del problema. Spiegategli che deve imparare qualcosa di nuovo. Spiegategli che puo’ andare oltre ad “abilitare il TRIM”. (anche su questo , c’e’ una certa saga a riguardo). Vi rispondera’ che non sara’ disposto a fare qualcosa di sconosciuto o a cambiare il suo modo di lavorare se non e’ esattamente necessario.



Lo stesso accade nel momento in cui proponete agli imprenditori di aggirare il problema del credito usando il crowdfunding, o ai musicisti di usare il crowdfunding per i loro album, o agli scrittori di fare lo stesso per i loro libri.(3) Sebbene abbiano il problema (tutti i loro guadagni vanno ad altri) e hanno la soluzione (crowdfunding) , diranno che “cambiare e’ troppo problematico”.

No, non esiste la “tecnologia che vi cambia la vita”. Esiste innanzitutto la decisione di cambiare la vita. Poi esiste al massimo la propensione per la tecnologia che vi spinge a cercare la soluzione nel mondo delle tecnologie.


Ma se davvero credete che arrivera’ dal cielo la tecnologia che vi cambia la vita, e che il cambiamento avverra’ nella direzione giusta senza che voi facciate nulla, allora non avete capito nulla. In questo caso, tutto quello che saprete e’ che ESISTE una tecnologia che ALTRI hanno usato per cambiarsi la vita.

Da qui a cambiarvela, ce ne passa, e la differenza la fate solo voi.

Nessuna tecnologia “cambiera’ le vostre vite”.
 
Uriel

(1) L’ Italiano dimentica con strabiliante facilita’ quello che il governo di Roma fa di buono. Curioso che sia io a ricordarlo, quando ormai non se ne parla piu’ quasi da nessuna parte, almeno in Italia.

(2) Ok, anziche’ soluzione diciamo mitigazione. Non e’ che non serva piu’ il backup, eh.

(3) Si, sto pensando di usarlo per Pietre. Cosi’ lo metto online for free, e la gente contribuisce. E’ quasi finito, btw.