La noiosa caduta del governo.

Se escludiamo la bellezza maestosa dei necrologi a Scalfari, la cronaca politica italiana sta entrando nell’ennesimo, noioso ciclo di trasferimento del denaro. Perche’ negli ultimi 30 anni, lo schema e’ sempre lo stesso, e con un solo meccanismo di trasferimento e’ possibile spiegare l’intero ciclo politico, che chiamero “Il Ciclo Fini-D’Alema”.

Questo ciclo politico ha due fasi, e sono entrambi dei trasferimenti economici.

  1. governo di sinistra: i soldi si muovono dalle classi povere/lavoratrici al bilancio dello stato
  2. governo di destra: i soldi si muovono dal bilancio dello stato ai soliti ricchi papponi che vivono di rendita.
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Questo ciclo si ripete in maniera invariante ormai da trent’anni, motivo per il quale non fa che produrre noia. E mi riesce difficile anche capire per quale motivo, nonostante lo schema sia evidente, ci siano ancora persone che si occupano di politica.

Non puo’ essere un caso. Si ripete troppo invariabilmente, troppo precisamente, troppo sistematicamente per non essere il frutto di una precisa classe dirigente che continua a depauperare le classi meno abbienti del paese. Sono chiaramente tutti complici, e lavorano ovviamente di concerto.

Hanno anche, e’ vero, una certa abilita’ nel distrarre la popolazione con storie politiche, tipo “il populismo”, o “il papeete”, ma alla fine se osserviamo il paese dal punto di vista socioeconomico, il ciclo e’ sempre, precisamente, identico a se’ stesso.

Cambia solo la narrativa che lo descrive. Una volta e’ Bertinotti, una volta e’ Renzi, una volta e’ Conte, c’e’ sempre il politico imbizzarrito che fa saltare tutto prima , un attimo prima, che il ciclo si inverta.


Del resto, per le sinistre invertire il ciclo sarebbe facile: basterebbe loro andare al potere e lanciare una costosissima campagna di welfare , a favore delle classi meno abbienti e dei lavoratori dipendenti, che lasci sul bilancio le stesse cicatrici che di solito lasciano le destre.

Poi, quando arrivano le destre, saranno LORO a fare la politica di tagli , sangue, sudore e lacrime. Ruolo che e’ loro naturale, e a loro congeniale. Ma non appena le destre provassero a fare le loro politiche di tagli al welfare e macelleria sociale varia, si troverebbero in piazza la sinistra nel suo ruolo piu’ tradizionale di opposizione dalla parte dei piu’ poveri.

Questo riporterebbe il ciclo politico al suo stato naturale, ovvero la sinistra che spende e la destra dell’ Austerity.

Invece, la sinistra si e’ lasciata infilare nella parte del ciclo “massacriamo i meno abbienti” , lasciando alla destra il ruolo di “ehi, piovono soldi!”. 

E non vi illudete: a sinistra lo sanno. Ma preferiscono far parte del ciclo economico di Fini-D’Alema, che sfianca le classi povere e arricchisce chi vive di rendita. Il ciclo del latifondo.

Perche’? Questo e’ un buon problema se siete dei filosofi: quello che io faccio, con mentalita’ scientifica, e’ osservare i dati sperimentali. Il ciclo si mantiene identico da almeno trent’anni. E’ un fatto.


Di conseguenza, c’e’ poco da dire su questa crisi di governo. Il ciclo “trasferimento soldi dai poveri al bilancio dello stato” e’ finito, Draghi ha apparentemente procurato al paese la prima tranche di 25 miliardi di Euro, e quindi ora la destra vuole sprecarla , favorendo nel mentre le classi sociali che vivono di rendita: tassisti, titolari di bagni in spiaggia, eccetera.

E ripeto: il ciclo ormai e’ cosi’ evidente che per credere in qualsiasi partito coinvolto occorre essere in cattiva fede. 

Del resto, anche militare istituzionalmente dentro un partito e’ una certa posizione di rendita, sia sociale che (nei casi piu’ fortunati) economica, quindi il ciclo beneficia anche quelli che mi daranno del “populista”. 

E sia chiaro: non sto dicendo che tutti i partiti siano identici. Sarebbe come confondere, nel motore di un’auto, i gas di scarico e il carburante in entrata. I partiti occupano due diverse fasi del ciclo: la sinistra si occupa di trasferire “i sacrifici” degli italiani verso il bilancio dello stato, poi la destra si occupa di trasferire soldi dal bilancio dello stato ai papponi delle rendite.

Non sono, quindi uguali.

Ma non occorre essere uguali per partecipare ad un ciclo economico catastrofico: due complici possono benissimo essere molto diversi, ma quello che conta e’ il complesso criminale di cui fanno parte. Ci saranno quindi “lo smilzo” e “il gobbo”, che sono diversissimi, ma sono parte della stessa organizzazione criminale.

Detto questo, la crisi di governo attuale e’ semplicemente un ennesimo ciclo, uno dei tanti che si ripetono , economicamente identici ma con narrative politiche diverse, ormai da piu’ di 30 anni.

Viene solo da chiedere quando vi stuferete.

dd

 

 

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