La noia del post elezioni.

La noia del post elezioni.

Lo so, quando sei all’estero ti piace leggere la stampa del tuo ex paese. Un po’ perche’ ti piace vedere che hai fatto bene ad andartene. E un altro pochino tanto per essere sapere di cosa si parla quando un incauto tedesco ti chiede lumi su quello che lui ha letto sulla sua stampa preferita.


Il dopo elezioni e’ caratterizzato da quello che io definisco “perche’ la politica italiana e’ quello che e’ “, cioe’ una stampa che non puo’ ottenere altro.

Per prima cosa, articoli come “dove la Meloni vuole portare l’Italia” o “Chi e’ la vera iorgia meloni”, o ancora piu’ noioso “ecco il programma di Giorgia Meloni”.

Ora, io capisco che il giornalista medio vive nel tipico stato semicomatoso del leccaculo: mentre lecchi il culo non respiri , e questa gravissima mancanza di ossigeno fa molti danni. Chiarito.

Ma Giorgia Meloni e’ in politica da moltissimo tempo. Ormai alla Bouvette le danno del tu. Che cazzo c’e’ che non sappiamo di lei? Gli esami del sangue? L’ultima visita dal ginecologo?

Il giorno dopo le elezioni, i giornali ti spiegano quale sara’ il suo programma. I casi sono due: o gli italiani non ne avevano idea PRIMA di votare, o non serve a nulla. 

Questa e la parte “inutile” del post-elezioni. Nel tempo mi sono convinto che sia come per le feste di compleanno, che l’indomani si mangiano gli avanzi: e allora la stampa pubblica l’articolo che era in frigo , coi rimasugli del programma della Meloni o di “Chi e’ Giorgia” , scritto nel 1997, e poi rimasto li’, dietro alle melanzane e alla vaschetta con le merendine del pupo. Che tanto si conserva a lungo.


Un altro processo snervante e’ l’ “analisi della sconfitta”. A destra e’ un processo rapido, indolore, che ha come obiettivo compattare il partito attorno al leader dopo la botta. Lo fanno in fretta “sbroc sbroc lobby gay, sbroc sbroc boderi fordi, sbroc sbroc Soros, sbroc sbroc radicalchic”. Fatto questo, tutto il partito sta col capo che li guidera’ al grande ritorno. E ora a lavorare.

Dura poco, e’ semplice, consente al partito di correggersi.

A sinistra, e’ un vero e proprio psicodramma. 

Il processo di autocritica della sinistra italiana ha alcune caratteristiche:

  1. Non funziona dal 1919. Non ha mai funzionato. Non ha mai cavato ragno dal buco.
  2. E’ doloroso quanto una sessione BDSM, ma non c’e’ la parte divertente.
  3. E’  freudiano, ma molto piu’ imbarazzante. Non si sa dove vada a parare.

E’ un processo assolutamente imbarazzante. Ci aspetteremmo di sentir dire che da bambini hanno visto scopare i genitori, o che hanno tessuti erettili nel naso, e altre cazzate freudiane. Invece no. A sinistra si scopre sempre che e’ tutta colpa del segretario. Faceva tutto lui mentre gli altri erano al mare.

E per forza che ha perso: era da solo a fare tutto mentre gli altri erano al mare.

Il processo di autocritica, o di analisi della sconfitta, conclude sempre che non conclude nulla, e che bisogna cambiare ma rimanere fedeli ai “valori”.


Le donne del PD. Poiche’ il PD consuma segretari , ovviamente c’e’ sempre la possibilita’ che il prossimo sia una donna. Ora, non avrei nulla in contrario di per se’, ma se osserviamo le donne del PD, scopriamo che  quasi sempre sono delle inutili cretine.

E non vale solo in Italia. Se cerco nelle sinistre europee, non trovo donne che passeranno alla storia politica. Se cerco le donne che passeranno alla storia ci trovo Thatcher, ci trovo Merkel, ci trovo Von der Leyen.  Tutte donne che escono da partiti conservatori: non hanno molte donne, ma quelle che hanno spaccano.

Segolene Royale, oggi , e’  “ambasciatrice per l’ Artico e l’Antartico” su nomina di Macron: a sinistra le donne vengono selezionate all’ingresso, in un modo molto semplice. Per entrare nel PD e fare carriera politica:

  • mogli e amanti di piccoli funzionari locali
  • persone stupide che non daranno fastidio ai funzionari locali
  • GLBT, immigrate ma solo se chic, petulanti, fastidiose, divorziate dalla drealta’

ovviamente, il risultato e’ che quando andiamo ad osservare le donne del PD sospettiamo una cosa.

Verra’ il giorno in cui “donna del PD” sara’ un insulto conclamato. Perche’ ormai “donna del PD” e’ sinonimo di oca giuliva, di politico inutile, di una miserabile cretina.

So che adesso mi accuserete di “insultare TUTTE le donne”. Perche’ non sapete leggere. Io ho insultato solo le donne in carriera nel PD. E no, non “rappresentano” tutte le donne, perche’ se le donne politiche del PD rappresentassero TUTTE le donne, il loro partito avrebbe il 50% piu’ i voti degli uomini.

Invece , dalle ultime politiche emerge che al meglio il PD rappresenta solo il 18% delle donne italiane. Il resto, per fortuna, non sono “donne del PD”.

Non c’e’ da meravigliarsi se nessuna “donna del PD” sia rilevante a livello politico, o se nessuna acceda alla leadership: sono state selezionate in modo che se qualcuna avesse le capacita’ mentali o caratteriali per farlo, sarebbe espulsa dal partito molto prima di poter arrivare al vertice.

So bene che pensate io stia esagerando: spero che Elly Schlein diventi piu’ popolare e vada in televisione piu’ spesso. Vi ricrederete. E’ proprio stupida.


Altra cosa imbarazzante sono gli editoriali dei direttori, e degli editorialisti cronici tipo Michele Serra. 

Non si capisce cosa vogliano dire, dove vogliano andare a parare, ma per prima cosa PERCHE’ MAI LI SCRIVANO E LI PUBBLICHINO. Che sia Giannini, Serra, o Molinari, o Conchita de Gregorio: perche’ scrivete? A cosa serve quello che scrivete? E specialmente: ma CHE CAZZO STATE SCRIVENDO? Quali sono le conclusioni? Come finisce? E dopo? Cosa vuol dire?  Nulla.

E’ il fenomeno piu’ noioso, se vogliamo, perche’ ti trovi a leggere cose assurde, tipo che un partito debba ripartire dal cuore, l’altro che deve rinnovarsi ma tenendo le persone importanti, e tutta questa caciara serve solo a nutrire quelelo psicodramma che carattarizza i partiti del centrosinistra quando decidono di rinnovarsi senza innovarsi.


Le reazioni dell’ Europa/Borsa/Stampa. 

Ora , se io vi proponessi un giornale dell’ Utzbekistan, e vi dicessi che alla fine dice che la Meloni va bene, cosa vi avrei detto? Non lo sapete. Magari e’ un giornale nazista. Magari e’ un giornale veterostalinista. E le cose cambierebbero, a seconda. 

Ma adesso vi chiedo: cosa sapete di Le Figaro? Cosa sapete di Welt? Cosa sapete di Bild? Cosa sapete di El Mundo? Sono di destra? Di sinistra? Quali?

E se non conoscete la linea editoriale comunque, se non sapreste capire la differenza tra Bild e Faz, a che cosa vi serve sapere cos’abbia scritto?


L’ultima tendenza noiosa della stampa italiana e’ l’effetto del governo PRIMA che il governo si sia insediato. Scopro oggi , via fediverso, che un centro sociale sta venendo sgombrato perche’ , ovviamente, adesso c’e’ la Meloni al governo. Come se i centri sociali non siano stati sgombrati in passato,  e mai da giunte di sinistra. Che non e’ vero, vedi Bologna.

Ma si dice che la stanno facendo contenta in anticipo. Ok, ma si sapeva che avrebbe vinto da mesi. Perche’ oggi? Anche ieri sarebbe andato benissimo.

Ok, adesso sappiamo che la Meloni ha la capacita’ taumaturgica di essere al governo e causare effetti PRIMA che il presidente la chiami. 


Infine, un’ultima cosa sull’aborto. Il diritto all’aborto in Italia non esiste piu’ da un ventennio buono. Perche’ i signori di CL (Comunione e Liberazione) hanno occupato gli ospedali coi loro obiettori e non trovate piu’ medici adeguati.

I vostri leader “di sinistra” vanno PUNTUALMENTE al meeting di CL. 

Chi volete prendere per il culo, precisamente, quando dite che adesso la Meloni mettera’ in dubbio il diritto all’aborto, che non avete piu’ da almeno 20 anni?

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