La guerra contro la felicita’.

Girando per i giornali italici ho notato una notizia, abbastanza piccola, riguardante un rave party a Torino, per il quale si e’ ritenuto opportuno un intervento violento della polizia, che ha ridotto in fin di vita una ragazza. Ora, essenzialmente prima si e’ tentato -secondo sbirresca scuola- di dire che la ragazza fosse drogata, ma alle analisi risulta che avesse bevuto solo qualche birra. E quindi, appare chiaro che va tutto sulla coscienza dello sbirrame.

Da tempo sospetto che in Italia sia in corso una specie di guerra contro la felicita’ , nel senso che le occasioni piu’ vietate sono quelle che guarda caso producono piu’ felicita’. Non per nulla si fa piu’ guerra alla movida che alla prostituzione illegale, non per nulla le scritte sui muri sono considerate piu’ infamanti di intere citta’ ove ai primi piani sulle finestre ci sono le stesse grate che si trovano nelle galere.
Il punto e’ che si e’ diffuso un odio, un vero e proprio odio verso qualsiasi cosa sia gioia e divertimento, verso i quali non si tollera piu’ nulla, mentre tutto quello che porta infelicita’ e’ regolarmente tollerato.
Sicuramente possiamo dire che per organizzare una festa in un qualsiasi locale occorra che il locale sia a norma. Verissimo. Ma d’altro canto, non si e’ mai visto, o quasi, chiamare la celere per sgombrare locali non a norma.
La pura e semplice verita’ e’ che le campagne italiane sono stracolme di vecchi fienili e altri edifici abbandonati pieni di schiavi immigrati. Si tratta di edifici che non hanno alcuna agibilita’, eppure nessuno si preoccupa molto. Perche’ nessuno se ne preoccupa? Perche’ si presume che chi ci vive dentro sia infelice, povero e tutto quanto.
Ormai nella gestione ci sono due binari  , ognuno dei quali ha diversi livelli di attivazione:
  • Situazioni di estrema infelicita’, vessazione, umiliazione, poverta’, relative a persone adulte e a criminali veri e propri. In tal caso, anche se la legge viene violata e ci sono problemi di ordine pubblico, la polizia normalmente NON interviene, e se interviene non usa la forza. Potete radunare 5000 facinorosi , portarli allo stadio, devastare una citta’ per la guerriglia, ma siccome si tratta di subumani esistenziali e feccia paramalavitosa, il fenomeno puo’ ripetersi ogni domenica in ogni stadio, e non viene stroncato, nonostante si sappia benissimo chi siano i responsabili.
  • Situazioni di pubblica felicita’, nella quale i protagonisti siano giovani e la situazione sia una situazione di divertimento. In tal caso, ogni minima infrazione regolamentare e’ urgentissima, ogni rumore e’ eccessivo, ogni orario e’ sbagliato, ogni luogo e’ inadatto. E ogni volta e’ necessario usare la forza.
Nonostante le norme antirumore in Italia siano normalmente ignorate da ogni industria, artigiano o evento politico/religioso, sembra che gli unici rumori siano quelli causati dal divertimento. A sentire certa gente, si direbbe che l’italia sia un paese silenziosissimo , ove l’unico disturbo sarebbe la risata malvagia di qualche giovane che trae perverso sollazzo da qualche satanica attivita’.
Nonostante il piccolo crimine dilaghi, gli stupri siano all’ordine del giorno, meta’ dei parlamentari siano dediti all’uso di cocaina, mafia e ndrangheta si stiano espandendo, sembra che gli unici crimini siano quelli perpetrati da giovani che si ubriacano, o che ballano, o che assumono ecstasy. A sentire certa gente si direbbe che l’Italia sia un paese privo di criminalita’, con la sola eccezione di questi giovinastri che fanno tutto il crimine del paese.
Ora, il problema e’ che se esaminiamo il comportamento dello stato nei riguardi dei rave party, e’ completamente schizofrenico. Innanzitutto, lo stato autorizza sagre e manifestazioni ovunque, come attivita’ normale. Ma se chiedete una strada o una piazza per ballare, vi risponderanno che fate troppo rumore. Sebbene il rumore non sara’ mai superiore a quello di una manifestazione religiosa con tanto di fuochi d’artificio che fanno tremare le finestre, sebbene non lasciera’ mai piu’ sporcizia di tanti raduni benvoluti dai partiti, il punto e’ che appena nominate ballo, divertimento e musica, le autorita’ rispondono sempre NO.
La clandestinita’ dei rave e’ dovuta principalmente a quattro parole: “giovani, ballo, musica, divertimento” . Bastano queste quattro parole per produrre l’immediato divieto a qualsiasi manifestazione. L’unico modo per far approvare una simile manifestazione e’ che entrino in ballo altre parole: “soldi, voti, favori”. In tal caso, la manifestazione si potra’ fare.
Se vi limitate a radunare dei ragazzi e farli ballare, senza che i negozianti del posto ci guadagnino, senza che siano coinvolte le solite associazioni partitiche, senza che appalti per le luci e gli impianti siano dati a qualche ruffiano locale, scoprirete che si tratta di roba vietata.
Se girate per qualsiasi autorizzatissima fiera di paese, troverete piu’ rumore, cavi dell’alta tensione al suolo , anche dentro pozzanghere, palchi montati alla dioboia e quant’altro. Ma quelle si possono fare perche’ piacciono ai vecchi, portano soldi ai negozianti, portano voti a chi le organizza e le imprese coinvolte sono sempre le solite.
Le altre ragioni di ordine pubblico addotte per chiudere quei rave party sono irrilevanti:
  • “Ma al rave si spaccia droga”. A parte che si spaccia ovunque, ma se anche fosse vero sarebbe una buona occasione per una bella vendemmia di spacciatori. Ci si infiltra in borghese e si beccano gli spaccini. Che senso ha chiudere una meravigliosa trappola di spacciatori?
  • “Ma l’edificio che ospita il rave party non e’ a norma per un simile evento”. In quel caso, lanciare lacrimogeni e muovere all’improvviso un migliaio di persone e’ una buona pratica per la sicurezza? Si reagisce alla mancanza di uscite di emergenza provocando una calca improvvisa?
  • “Ma c’e’ troppo rumore”. In quel caso non era vero, perche’ il rave era stato organizzato in un luogo tale che soltanto notando le automobili parcheggiate si era capito cosa stesse succedendo. Il rumore era in un luogo deserto.
  • “Ma invadono la proprieta’ privata”. Questo e’ irrilevante sino a quando non ci sia la denuncia del proprietario. Ma nel caso specifico, il proprietario non aveva denunciato nulla, sino a quando non fu minacciato di denuncia a sua volta, dal comune.
La verita’ e’ che l’italia e’ in guerra contro la gioia. Il problema di quei rave, cosi’ come il problema della movida e di qualsiasi attivita’ giovanile di svago, e’ che c’e’ troppa gioia. Le autorita’ combattono sistematicamente ogni evento che sia puramente giovanile e che rischi di portare gioia e felicita’ nei giovani. Il resto sono pretesti.
La classe dirigente italiana non e’ solo vecchia. Anche io non ho piu’ l’eta’ per partecipare ad un rave party. Ne’ posso fare da portavoce ai giovani, non essendolo piu’. Ma ho ancora la forza di dire che la gioia dei giovani sia piu’ bella ed importante del sonno dei vecchi. LA classe dirigente italiana non e’ solo vecchia: ODIA i giovani.
Sto per compiere 42 anni. Di conseguenza non posso piu’ essere definito giovane (se non in politica o tra i vescovi )  , e probabilmente sarei ridicolo se andassi ad uno di questi rave. Tuttavia, NON odio i giovani. Lo sono stato. Anche a me piaceva ballare e divertirmi e fare cazzate. Non so se questa possa essere defiita “benevolenza”, ma se le cose stanno cosi’, il problema della classe dirigente italiana non e’ la vecchiaia: e’ la MALEVOLENZA , l’ ODIO , la SISTEMATICA guerra che portano avanti , ovunque e con la massima coerenza, contro qualsiasi gruppo di giovani osi gioire.
La classe dirigente italiana e’, semplicemente, dedita alla malvagita’. Essi hanno in odio chiunque si diverta o sia felice senza essere parte di qualche club esclusivo. Secondo loro, se non sei parte della loro lobby, devi rassegnarti ad una esistenza miserabile ed infelice, priva di sorrisi o di gioia o divertimento, ed e’ compito di ogni classe dirigente distruggere il divertimento qualora non avvenga in qualche club esclusivo da loro stessi frequentato.
E’ in corso una vera e propria guerra, una guerra non dichiarata contro il divertimento, la gioia, il sorriso.
Per comprenderne l’entita’ occorre capire , e occorre farlo in fretta, capire che si tratti di una vera e propria ideologia che pianifica la scomparsa ti ogni gioia se non tra coloro che fanno parte della classe dirigente stessa. Si dice che i soldi non comprino la felicita’, ma il loro obiettivo e’ diverso: e’ semplicemente fare in modo che chi non ne ha abbastanza non possa accedervi.
Se la “Torino Bene” decide di fare una festicciola in campagna, potrete stare sicuri che ci saranno droghe, ci saranno deroghe all’abitabilita’ degli edifici (non e’ che tante ville signorili in campagna siano idonee a fare raduni di centinaia di persone, eh) , nessuno si preoccupera’ di eventuali rumori.
L’ideologia al potere oggi sostiene, cioe’, che esiste una classe cui tutto e’ permesso, e per ottenere questo non faranno altro che vietare tutto il resto a chiunque altro.
Verrete ridotti a polli da batteria, che passeranno la vita a lavorare e dormire in qualche gabbia detta anche condominio, ove potrete a malappena decidere cosa fare in casa vostra -se non ridete troppo forte dando fastidio ai vicini- , altre decine di ore nel traffico, e poi ore al lavoro. Vi si consentira’ di andare a mangiare qualcosa fuori perche’ e’ una cosa che si paga, e arricchisce qualcuno. Nessun’altra forma di felicita’ vi sara’ consentita.
E non vi illudete, perche’ questa classe dirigente non odia i giovani: odia chiunque non sia della classe sociale giusta ed osi essere felice.
Il motivo per cui colpiscono piu’ forte i giovani e’, molto semplicemente, che gli adulti hanno smesso di essere felici da tempo, e non resta altro da colpire se non la gioia dei giovani.
Uriel