INDIA…blablabla.

Sto seguendo sulla stampa le vicende indiane, che parlano delle povere ragazze stuprate e uccise impunemente, e di tutte le manifestazioni che ne derivano, o meglio: che ne deriverebbero. Mi avete chiesto se credo che in India si stia muovendo qualcosa, e la mia risposta personale e’: NO.

Per capire bene cosa stia succedendo, bisogna capire un attimo una cosa: sul piano dell’attrattiva, la sigla BRIC si scrive oggi BriC. Per una semplice ragione. Dall’inizio del trend dell’outsourcing, le nazioni piu’ promettenti ad oriente erano Cina ed India. Questo succedeva perche’ sia India che Cina avevano un governo unico che poteva prendere decisioni per un miliardo di persone, il che voleva dire un bel pochino di operai a basso costo e di consumatori, almeno potenziali o futuri.
Sebbene la Cina abbia mantenuto in parte questa promessa, c’e’ da dire una cosa: pur essendo fallita anche in Cina, la moda dell’ outsourcing ha portato almeno a 250 milioni di nuovi consumisti, dove per consumista intendo un cittadino che ha un regime di spese capace di far contenta l’industria.
Sebbene gli operai cinesi siano troppo poco formati, almeno nelle situazioni di massa come Worldcon, almeno riescono a produrre in tempo un prodotto che passa spesso le verifiche di qualita’ occidentali.
Nel tempo le aziende occidentali si sono specializzate nel portare in Cina la produzione SENZA portare lo know-how (1) e tutto in qualche modo si e’ sistemato. Il governo cinese e’ corrotto, ma se il funzionario ha ricevuto l’ordine di fare qualcosa per l’investitore straniero, lo fara’, e lo fara’ per raggiungere lo scopo.
La situazione dell’ INDIA e’ assolutamente diversa. Conosco tre telco Tier-1 che hanno investito in India, e tutte e tre stanno riducendo l’impegno lasciando li’ solo le due cazzate che servono a far contento il governo e le sue mafie. La mia conoscenza personale non e’ isolata: in questo momento c’e’ una vera e propria fuga nel disinvestimento in INDIA, o meglio una trasformazione da investimento vero ad investimento proforma.
Succede che il governo indiano chiede ad una telco, che so io, di assumere 40.000 persone come “prezzo” per poter accedere al prezioso mercato indiano.
Dopo due-tre anni la telco realizza che il mercato indiano e’ un bluff, e prima convince i pochi ingegneri bravi a trasferirsi via dall’ India, poi inizia a declassare i ruoli, e dopo qualche tempo ha si 40.000 persone, ma sono tutti esperti nel pulire i pavimenti della sede, pagati con un pugno di guano di bisonte all’anno.
In secondo luogo, chi ci ha investito ha ricevuto indietro prodotti pessimi, fatti male, poco curati. Se il lavoratore cinese ha almeno qualcosa dell’etica confuciana, l’indiano medio e’ un disonesto cialtrone incapace.
Se il cinese mira almeno a raggiungere qualche obiettivo, l’indiano mira a rubare piu’ possibile oggi e domani si vedra’.
Ma la cosa che ferma le aziende occidentali prima e le porta a disinvestire poi e’ un misto di due o tre fattori devastanti:
  • Il luogo e’ inospitale. Potete stare attenti quanto volete, vivere in un cazzo di resort occidentale tutto il tempo e mangiare solo roba che avete sterilizzato tenendola per ore dentro il nucleo del reattore Superphoenix. Prenderete qualche malattia ugualmente. Forse vi prenderete una malattia alle gengive perche’ dormite su un cuscino toccato da gente che ha una diversa idea di igiene. Forse  ve la prenderete perche’ il condizionatore dell’auto lo ha appena smontato un tizio che si e’ lavato l’ultima volta per la nascita di Gandhi. Ma il fatto che dopo ogni viaggio in media vi porterete a casa una settimana ulteriore di ferie per curarvi da qualche malattia. Non esiste un’idea di  igiene intesa nel senso sistemico e profilattico. Anche quando gli si chiede di tenere pulito, siamo molto lontani dal concetto di “sano”.
  • E’ impossibile mandare delle manager donne dall’occidente sul posto. L’India per una donna occidentale e’ semplicemente invivibile. Impossibile camminare da sole, impossibile fare qualsiasi cosa da sole, ascensori taboo, taxi taboo, coprifuoco od essere accompagnate. Relazioni sociali inesistenti o recintate. L’intera societa’ indiana, se si esclude una ristrettissima alta borghesia, e’ del tutto invivibile per una donna occidentale. L’idea di una donna single che vive in India con una casa per se’ e’ del tutto ridicola. Non c’e’ modo per gli investitori di usare in India il proprio management femminile. Se mandi un tecnico in India mandi un uomo. Se mandi un manager in India mandi un uomo.
  • La societa’ e’ immobile. Una corporation occidentale puo’ considerare un paese in via di sviluppo come tale se magari non e’ ancora sviluppato, ma si notano miglioramenti continui. Se anche i due fattori sopra fossero mitigati da segnali di cambiamento, allora qualcuno ci potrebbe credere. Ma l’ India prosegue coi suoi difetti, che considera cose bellissime perche’ sono cose indiane. Qualsiasi cosa l’economia o la tecnologia o le infrastrutture facciano o non facciano, la societa’ indiana rimane immobile , arretrata ed identica a se’ stessa.
Per questo, ormai da uno-due anni, al contrario degli altri paesi asiatici, l’ India e’ interessanta ad un fenomeno che e’ l’ “investment depletion” . Siccome il governo richiede di investire per poter vendere allora io investo, ma anziche’ diecimila ingegneri assumo diecimila giardinieri.

Ovviamente la scelta non va tra ingegneri e giardinieri, ma il processo e’ circa questo.

Che cosa c’entra con gli stupri? Il punto e’ che nelle societa’ orientali non esiste la manifestazione politica come concetto. Esiste la marcia rivoluzionaria, ma l’idea che una manifestazione serve ad esprimere presso il governo le opinioni del popolo e’ praticamente sconosciuta.
Tuttavia le manifestazioni si fanno. Perche’ si fanno? Perche’ esse fanno parte del codice di comunicazione degli occidentali, e quindi i governi -e i partiti-  orientali le usano per mandare messaggi all’occidente.
Cosi’ come le manifestazioni di Piazza Tien An Men furono fatte gonfiare al solo scopo di poter dimostrare al mondo che il governo cinese era in grado di reprimerle, ovvero era stabile e non rischiava una “primavera” -ergo si poteva investire in Cina-  queste manifestazioni in India servono a far credere all’opinione pubblica mondiale che l’india sta cambiando. Insomma, non e’ un paese sottosviluppato, come l’esperienza delle aziende che vi hanno investito suggerisce, ma un paese che si sta sviluppando.
Le aziende di mezzo mondo stanno riprofilando gli investimenti in India perche’ sono convinte che la societa’ indiana sia inadatta ad un modello di sviluppo davvero industriale, e tutti quelli che ci hanno provato sono oggi convinti che sia meglio spostarsi altrove.
Il governo indiano, attraverso il suo sistema di partiti , sta cercando di far pensare al mondo che invece l’ India stia cambiando, che stia avendo i suoi moti sessantottini, che la societa’ si stia evolvendo.
SONO TUTTE BALLE.
In realta’ la legge prevede gia’ l’ergastolo, o giu’ di li’, per lo stupro. Cosi’ come vieta le caste. Cosi’ come in teoria considera la donna pari all’uomo. In teoria.
Cosi’, andare in piazza a chiedere la pena di morte per stupro, cui adesso si aggiunge l’accusa di omicidio e quindi non ce ne sarebbe meno bisogno, non avra’ moltissimi effetti di deterrenza. Lo stupro non verra’ punito dopo come non viene punito oggi come non veniva punito ieri. E le donne saranno considerate sempre cio’ che sono considerate oggi , e cio’ che erano considerate ieri, ovvero una varieta’ scadente di merda.
Tutta questa manfrina serve solo , nello sforzo di chi le organizza, a far credere all’occidente che l’ India non sia il posto inadatto all’investimento straniero che si e’ rivelata essere.
E’ tipico dell’indiano fare il double dip: prima ti promettono mari e monti, poi non mantengono le promesse, e allora poi quando si trovano con il merdone di risultati scadenti organizzano SEMPRE qualche messainscena per cercare di rimediare.
Nella media, risultano ancora piu’ patetici di prima.
Chi li conosce per lavoro ve lo potra’ confermare. Posso raccontare un aneddoto io: un branco di stronzi indiani ha inchiodato un data center nel tentativo di sostituire un firewall. Il test era stato fatto nell’ambiente di collaudo ed era fallito esattamente allo stesso modo. Ma per l’ indiano il legame tra causa e conseguenza non e’ materiale, cosi’ il fatto che un’operazione fallisca nell’ambiente di collaudo non significa che fallira’ anche in produzione. Perche’ allora fanno il test nell’ambiente di collaudo? Perche’ sono pagati per farlo. Ma non capiscono che il collaudo serva a vedere in anticipo cosa succedera’ in produzione. Per loro il futuro si puo’ vedere solo con la magia, o roba del genere.
Insomma, ci buttano giu’ tutto. Una volta. Due volte. Alla terza, siccome stanno per perdere l’appalto , si inventano che era semmai un problema di qualita’ delle attrezzature -fossero tecnologie indiane funzionerebbero- e ci promettono che la terza volta sara’ “seamless”. Allora fanno questo upgrade, ed in effetti non c’e’ nemmeno una disconnessione. Siccome “nemmeno una disconnessione” e’ impossibile, un tedesco va a controllare, e scopre che la “sostituzione seamless” non era altro che una finta sostituzione: non c’e’ stato disservizio perche’ non hanno fatto nulla. Hanno solo inventato una finta attivita’ , attivando tutte le procedure di CAB previste da ITIL, che poi non hanno eseguito, pretendendo che sia stato un cambio “seamless”.
Morale: l’ indiano fa sempre cosi’. TI promette mari e monti per un prezzo misero. Poi scopri che non ci sono ne’ i mari ne’ i monti. Poi scopri che il prezzo e’ enorme. E quando lo mandi a fare in culo, si inventa qualche messa in scena che nella sua mente dovrebbe rimediare alla cosa, e risulta invece patetica.
Diieci quindici anni fa hanno proposto alle aziende occidentali mari e monti. Un mercato enorme, personale qualificatissimo e costi bassissimi. Poi si e’ scoperto che il mercato non era enorme, il personale qualificato non lo era affatto, e la corruzione faceva salire i prezzi alle stelle. E come se non bastasse, quella merda non era per nulla incline al cambiamento.
Cosi’ adesso che gli investimenti calano e le aziende presenti iniziano a ridimensionare i piani, il governo indiano se ne esce con questa messainscena. Prende uno qualsiasi dei milioni di stupri che avvengono in INdia, fa finta che questo faccia indignare l’ India (ah! ah! ah!. Un indiano indignato. Per una mucca, forse.Non per una donna) e fa scendere in piazza una o due sedi del partito, al preciso scopo di illudere il mondo che l’india possa cambiare.
Che cosa chiede questa gente? Che lo stupro, gia’ punito con il carcere a vita , sia punito con la morte. Come se ci fosse qualche probabilita’ che la polizia raccolga le denunce delle ragazze, come se ci fosse qualche probabilita’ che la polizia indaghi, e come se ci fosse qualche probabilita’ che quella nazione cambi cultura riguardo alle donne.
E’ solo fumo negli occhi, col quale vogliono far credere che l’india sia un paese in via di sviluppo, quando e’ solo un paese sottosviluppato con molte velleita’ di potenza.
E no, le cose non cambieranno.
Uriel
(1) Lo testimonia l’aggressivita’ sempre piu’ spinta dei cinesi verso le sorgenti di know how occidentali, dagli attacchi informatici allo spionaggio industriale. Si sono accorti che non stanno guadagnando tanto know-how quanti dollari.