Il tradimento.

Ormai e’ abbastanza chiara la sostanza che sta alla base della vicenda dei due maro’ del San Marco , ed e’ il solito miscuglio di codardia e servitu’ di bottega. Personalmente, avendo giurato in Marina come AUC, ringrazio il cielo di non vivere piu’ in Italia. La sola idea di essere considerato un riservista per gente che ti manda a proteggere l’uscio di un bottegaio del mare e poi ti scarica nella merda quando il bottegaio rischia di perdere il cliente e vuole ruffianarselo, mi da’ la nausea. Dovevo essere davvero giovane , per credere a quella gente.

Il primo punto ripugnante sta nel ruolo dei bottegai italici in questo ruolo. Ci sono fenomeni di pirateria in giro per il mondo. Esistono apposite compagnie di sicurezza per questa cosa. Sono mercenari? Si, sono mercenari. Potete chiamarli contractor o quel che ti pare, ma l’unico modo per combattere la pirateria in certe parti del mondo e’ fare quel che fanno i mercenari semplicemente di sbarcare nel villaggio dei pirati, durante la notte  ammazzare ogni uomo, mutilare i bambini ed impalare le donne.
Questo e’ quel che fanno normalmente i mercenari, perche’ un soldato puo’ combattere con un altro soldato, ma sporcarsi le mani con comuni delinquenti e’ qualcosa che devono fare gli sbirri (non per nulla arruolati nelle stesse fascie sociali, economiche e culturali  dei delinquenti stessi) e i mercenari se il gioco si fa sporco. (1)

Puo’ capitare che dei soldati si mettano a combattere i pirati, ma se lo fanno e’ per divertimento, per tenere oliate le armi e per allenare i sottufficiali ad usarle, come qui:

 

Ora, non c’e’ bisogno di scatenare tutta quella potenza di fuoco su quel barchino, se non per divertimento e per allenarsi al tiro. Il che e’ bene – allenarsi al tiro fa sembre bene al giovine –  ma adesso vorrei sapere se i signori sul barchino abbiano goduto del rispetto dei loro diritti, tipo se qualcuno gli abbia mai chiesto di arrendersi….  o se qualcun altro si sia mai chiesto “ehi, e se fossero pescatori?”. Giusto per capire quanto stupida sia la vicenda.

Cosi’, allenare il giuovine al tiro e’ sempre un bene, e un esercito moderno deve tener conto delle esignze di svago e cultura dei ragazzi.

Adesso vorrei che mi parlaste di quella volta che avete sentito di soldati russi arrestati. Eppure, sparare sulla barca che affonda non si dovrebbe fare (eccetto che per dare esercizio et svago ai giuovini) , in teoria. Va bene all’inizio tirare delle salve tutto attorno alla nave , ma dal primo botto in poi sarebbe un pelo illegale: la barca che affonda si soccorre. E se ci fossero uomini in mare, non li potete certo sottoporre alla pioggia di colpi di AK74 , RPG7 e tutto quanto si sono allenati a sparare. Sapete di arresti, voi?

Ma tant’e’, i negozi hanno un brand, e non possono sporcarsi il nome della bottega mettendo dei mercenari a bordo, come fanno tutti gli altri. E cosi’ hanno chiesto di avere dei vigilantes con una bella faccia. E hanno convinto un governo di miserabili bottegai d’alto bordo a usare la marina laddove il lavoro lo fanno i mercenari.

Cosi’, degradati a sorvegliare la bottega di qualche armatore, si sono trovati in una merda costruita ad hoc. Nessun testimone ha visto sparare i soldati. Guarda caso, i proiettili sono stati periziati e poi distrutti dagli indiani. Il corpo del morto e’ stato, magguarda te, cremato. La barca e’ stata distrutta, nel caso a qualcuno venisse voglia di vedere se ci fossero buchi o segni di sparatoria. Solo il fatto che si accetti un processo ove le prove non esistono materialmente perche’ distrutte DALL’ ACCUSA e’ degno della palese incivilta’ giuridica degli indiani.
Ma si va oltre. L’ India e’ firmataria di un trattato (in realta’ piu’ di uno, dalla limitazione delle acque terroitoriali alla sovranita’ marittima delle imbarcazioni alla convenzione di Ginevra per i prigionieri di guerra ) per il quale (o per i quali) , se due nazioni NON sono in guerra, i soldati delle relative parti che commettano crimini vanno processati in patria. Il problema e’ che se si va in italia a processare qualcuno per la morte avvenuta in maniera non meglio precisata (visto che il corpo e’ stato cremato e non c’e’ modo di fare autopsie: magari e’ morto per qualche malattia locale ) su una barca non piu’ esistente e quindi non periziabile dalla difesa, per supposti colpi di arma da fuoco , testimoniati da proiettili che non possono essere periziati perche’ distrutti, sparati in un momento non meglio precisato in una posizione oggetto di discussione, beh, in Italia non si arriva neanche al processo.

Questi trattati sono scritti. E gli indiani se ne fottono. Questo e’ il valore di una “assicurazione scritta”.

Ed e’ per questo che gli indiani vogliono tenere il ridicolo autodafe’ in casa. Per questo vogliono celebrare un processo ad hoc di fronte ad un “tribunale speciale”: se ci fosse un processo degno di un paese civile, non ci dovrebbe essere alcun processo.

Ma gli interessi di bottega rimangono.E il bottegaio e’ codardo.
E cosi’ gli stessi bottegai che hanno fatto degradare due militari a volgarissima sbirraglia a guardia delle loro botteghe galleggianti , adesso hanno paura di perdere clienti se non soddisfiamo la nota e naturale malvagita’ degli indiani, che desiderano vederli marcire in qualche carcere.
Davvero, ragazzi, avete giurato per la bandiera sbagliata.
E ve lo dico col dispiacere di chi anni fa ha fatto un giuramento identico al vostro. Quel paese di avidi bottegai e carogne vigliacche non lo merita. E lo state vedendo sulla vostra pelle:
Nigro (Repubblica): “Giusto riconsegnare i maro’, interessi economici andavano tutelati“.
Siete stati consegnati agli indiani per difendere le stesse botteghe che vi avevano degradati a difendere. Per queste merde avete giurato.Vi sarebbe convenuto fare i mercenari, quelli vendono cara la pelle e non si lasciano prendere.
I giornali titolano che l’India ha dato “garanzie scritte” . Oh, una garanzia scritta da un indiano. . Il 29 ottobre 2012 Napolitano ha firmato con gli Indiani un trattato ad hoc per il trattamento differito delle pene dei militari. E ci si sono puliti il culo. E lo stesso vale per i trattati sulla sovranita’ delle acque territoriali. Quei maro’ erano su una nave italiana in acque internazionali. Erano sul suolo italiano, e in quel caso sono sovrani i tribunali italiani. Ci sono trattati per questo.E gli indiani li hanno firmati. Anche il trattato di Vienna che vieta di prendere ambasciatori in ostaggio e’ scritto. E lo hanno firmato. Abbiamo visto quanto se ne freghino dei trattati, questi signori.
 Sapete bene quanto valga un impegno scritto degli indiani. NIENTE.
Ma qualche bottegaio italiano ha dei clienti importanti in India, ed e’ ben disposto a vendervi. Bottegai, e codardi, si cagano sotto all’idea di perdere il cliente. E piuttosto sacrificano i propri militari. E la popolazione, ancora piu’ vigliaccamente, lo accetta.
Mi disgusta ancora di piu’ il cosiddetto “Ammiraglio” Di Paola. Non credo che il problema sia Marina si o Marina no. Non e’ che sarebbe diverso se fossero due alpini. Il problema sono quelle stellette. Normalmente un ministro della difesa e’ un politico. Adesso c’e’ un militare. In che modo un militare possa tollerare una cosa simile mi riesce incomprensibile.

Durante il mio servizio, uno dei miei comandanti si chiamava Sauro di cognome. Discendente di QUEL sauro li’.Immagino oggi sia in pensione , ma non vorrei sapere cosa ne pensa di Di Paola. Posso indovinarlo. Posso immaginarlo. Ma di uno che porta le stellette e rimane al suo posto in questo momento, penso solo una cosa: bottegaio e codardo, come tutti quelli che stanno dietro a questa vicenda.

Ricordo di aver conosciuto, ma erano 20 anni fa, uomini che si sarebbero sparati in bocca pur di non mettere la propria firma ad uno spettacolo del genere. Ovviamente non chiedo il suicidio. Ma che diavolo ci faccia ancora Di Paola sulla poltrona di ministro mi sfugge completamente.

L’Onore, caro Di Paola, non e’ fare grandi imprese o azioni eclatanti. Onore significa che in qualsiasi modo le cose vadano, che si viva o che si muoia, che si vinca o che si perda, le persone che avevano fiducia in te non devono vergonarsi o essere deluse dal tuo comportamento.

Beh, voi avete deluso.

Prima avete degradato dei militari a volgarissimo sbirrame a guardia di una bottega. E loro hanno obbedito. Poi, quando qualcuno ha approfittato di questa situazione, li avete lasciati nella merda. Li avete lasciati arrestare per salvare una nave: quanto vi ha pagati l’armatore? Poi avete accettato un processo illegale , visto che i tratati vigenti dicono che il processo deve avvenire in Italia.

State chinando il capo , per salvare le tasche dei bottegai, ad ogni genere di affronto, dalla sparizione sistematica delle prove, alla riscrittura delle perizie balistiche, sino alla presa in ostaggio di un ambasciatore: nemmeno gli ambasciatori della Germania nazista furono presi in ostaggio, nemmeno gli ambasciatori giapponesi dopo Pearl Harbour. Un paese che prende ambasciatori in ostaggio non e’ un paese civile, e non e’ nemmeno un paese: e’ una miserabile, puzzolente tribu’ di selvaggi con una bandiera.

E adesso, caro Di Paola, ha ancora il coraggio di rimanere sulla poltrona di ministro. Per molto meno molti si sarebbero dimessi da ministro, e forse avrebbero anche reso le stellette. O le porti con onore, o accetti che le si porti con disonore.

Evidentemente, le stellette si possono portare anche con disonore.

Beh, fate finta che io non abbia mai portato le mie.
Quella roba addosso non me la sento proprio piu’.

Se le tenga lei, caro “Ammiraglio”. Per quel che valgono, ormai.
Uriel

(1) Nella mia personalissima visione del mondo il soldato e’ un nobile, e come tale si sporca le mani coi suoi pari. Contro i pirati, terroristi ed altra feccia malavitosa e/o incivilizzata  si chiama la polizia, e se non basta si usano mercenari. Aziende come queste ( http://it.wikipedia.org/wiki/Compagnia_militare_privata#Lista_di_CMP ) sono li’ per questo.