Il totem.

Qualcuno mi ha scritto riguardo al fatto che io fornirei , su questo blog, una “visione alternativa” sulle cose, e dicendo che questo sia “il” pregio del blog. Cosi’ , dal momento che Grillo occupa ancora i giornali, e io ho letto in aereo Donini (storia delle religioni) , cosi’ volevo semplicementefar vedere come gli avvenimenti dell’ M5S siano assolutamente chiari, prevedibili, del tutto risibili semplicemente dando il nome giusto alle cose.

Innanzitutto, iniziamo col chiarire che tipo di gruppo sia. Abbiamo detto che teoricamente non ha una gerarchia perche’ non vuole professionisti in carriera. Abbiamo detto che la base e’ tutto, e che la base si limita a seguire poche direttive imposte dal capo, che tuttavia non partecipa alla prassi quotidiana ma fa da supervisore.
Questo tipo di gruppi ha un nome: “branco”. L’ M5S e’ un branco, ove per branco si intende una primitiva  aggregazione identitaria caratterizzata dall’entusiasmo e dall’inesistenza di un momento di riflessione  critica tra lo stimolo a fare e l’atto di fare, ove lo stimolo a fare e’ racchiuso in un ordine sintetico dato in un codice puramente espressivo.
Stabilito che l’ M5S e’ un branco, ovvero una forma primitiva di tribu’ non strutturata e caratterizzata dall’azione senza critica, bisogna stabilire cosa sia Grillo. Esso e’ stato nominato in diversi modi, tipo “megafono” , ma stabilito che Grillo non amplifichi niente perche’ al contrario genera i contenuti, possiamo dire che sia la definizione scorretta.
In definitiva, nel contesto tribale primitivo, o nel contesto di “branco”, Grillo ha queste qualita’:
  • Non partecipa alla divisione dei compiti, che sono svolti da altri.
  • Rappresenta fisicamente le istanze astratte del gruppo, o meglio i desiderata.
  • Lascia al gruppo la scelta dei mezzi e dei metodi.
  • Ha un ruolo di giudice rispetto ad una ortodossia ideale che non e’ scritta.
  • Non e’ punibile o giudicabile dal gruppo.
  • Il suo ruolo e’ dato per principio e non ha limitazioni reali.
 In questo senso, il ruolo di Grillo in una primitiva tribu’ destrutturata, ovvero un branco, ha un nome preciso: “Totem”. Il totem, detto anche “Idolo” nei tempi antichi,  e’ di solito un manufatto , ma puo’ anche essere un manufatto parlante -quindi una persona, come un Re-Idolo-  che rappresenta il punto di contatto tra il gruppo e il mondo “non materiale”.
Essenzialmente, quando una tribu’ con pesanti difficolta’ semantiche nel riconoscere concetti astratti incontra la necessita’ di manifestare dei desiderata che sono astratti, li muove nel mondo del metafisico, cioe’ della religione. Se osservate la composizione del monte olimpo dei greci, per esempio, individuate subito una serie di analoghi dei ministri: Ares e’ il ministro della difesa, Poseidone e’ il ministro della marina mercantile, etc etc.  Se poi andate nelle monarchie assolute, come l’egitto dei faraoni, avete il re che fa tutto , i ministri sono consiglieri invisibili,e puf: spunta il monoteismo.Niente di strano: incapaci di definire i concetti astratti della politica, i popoli spostano il concetto astratto nel mondo del metafisico. Se non sei capace di dire -magari la lingua non ne e’ capace- “la funzione astratta e contenuta in se’ stessa di qualsiasi cosa riguardi o preveda la guerra” , puoi semplicemente piazzargli un dio-ministro.  E’ un lavoro di sintesi notevole, ma chiarisce bene che attribuisci ad una sola unita’, contenuta in se’ stessa, una serie di compiti caratterizzati da una classe di equivalenza.
Va bene.
Il totem e’ una cosa molto piu’ primitiva. Esso riassume il volto che il mondo delle cose astratte, che il popolo ha ricollocato nel mondo della religione, cosi’ come si manifesta presso il branco, o la tribu’. Esso non lavora con la tribu’, ma la tribu’ si ritiene osservata e giudicata durante i suoi compiti. Se l’ Idolo parla, o se e’ un Re-Idolo,(1) allora puo’ anche esprimere le sue riserve.
Sia il Totem che l’ Idolo appartengono alla identita’ della tribu’. Un esempio classico e’ il “santo patrono”, che e’ il totem di un singolo paese/citta’ , e si pensa che “interceda” presso il mondo superiore a favore della comunita’ locale.
Grillo e’ il totem di una tribu’, che ha come “mondo superiore” una idea mitologica di ‘Internet” , idea che rimane misteriosa ai suoi utenti -che non sono in generale dei tecnici- che come nel caso dei santi patroni e’ legato alla tribu’ stessa, si suppone che ne sia il protettore, si suppone che possa anche punire la comunita’ se in disaccordo (2) o combattere con altrui comunita’
Siamo di fronte quindi ad una tribu’ destrutturata, cioe’ ad un branco, che adora un totem parlante: non e’ un profeta perche’ non gli viene chiesto di scrivere nulla di escatologico o di perenne, ma solo di azzeccarci a volte per dare prova di divinita’.
Si tratta di un modello di organizzazione religiosa molto primitiva, che e’ stata surclassata da organizzazioni religiose piu’ sofisticate -le quali a loro volta sono state superate da forme di organizzazione POLITICA piu’ sofisticate- , per via dei suoi evidenti difetti.
    1. Il totem non puo’ essere ovunque nello stesso tempo se la tribu’ e’ grande.  Questo di solito produce una classe di preti , che sono delegati da lui. Questo pero’ produce una classe di intermediari che rischiano di fare di testa propria. Grillo non li vuole e toglie qualsiasi legittimazione permanente.
    2. Un branco si muove sempre verso un solo obiettivo. Esso riceve un ordine sintetico -uccidete Pippo- e si muove in massa verso pippo. L’ordine e’ cosi’ sintetico che spesso basta il sospetto che qualcuno non piacca all’idolo locale per procedere al linciaggio. Se gli obiettivi diventano molteplici, comandare un branco diventa impossibile senza una classe di sacerdoti organizzati gerarchicamente.
    3. Organizzare compliti complessi mediante comunicazione tra i membri del branco e’ un compito che cresce di complessita’ in maniera non sempre polinomiale, e comunque non lineare. Senza una classe dirigente organizzata in maniera gerarchica, il gruppo puo’ solo darsi obiettivi locali, di breve durata e piccola complessita’.
 E’ ovvio che le organizzazioni piu’ complesse funzionino meglio: la gerarchia ha il potere di rendere logaritmica la divisione del compiti: se ogni livello ha sotto di se n foglie e le persone da organizzare sono m, asintoticamente la complessita’ va a m*logn(m). Se provate a far auto-organizzare m membri che parlano tra loro, semplicemente perche’ discutono tra loro, siete almeno ad m^2. Contro un m*logn(m) non avete speranze.
L’ M5S quindi e’ destinato a morire nella sua inconcludenza , nel momento in cui:
  • Partiti organizzati gerarchicamente chiederanno risposte sempre piu’ veloci.
  • Partiti organizzati gerarchicamente porranno compiti sempre piu’ complessi.
Una caduta del governo che richieda di organizzare le liste , fare le primarie e presentare le liste con le firme in 60 giorni, comprese festivita’ natalizie, sara’ un compito difficilissimo per l’ M5S, per dirne una. Cosi’ come e’ stato difficilissimo organizzare delle “parlamentarie”. Velocita’ e complessita’ rendono la tribu’ che segue un idolo troppo lenta e troppo disorganizzata.
Stabilito che M5S puo’ solo morire surclassato da partiti piu’ organizzati, il problema e’ come declinera’.
Generalmente, l’ idolo locale, quando crea una religione, ha diverse alternative per gestire la tribu’. Tenendo conto che la tribu’ puo’ solo svolgere un compito semplice alla volta perche’ non ha gerarchia, e che il limite di parallelismo e’ nel numero di compiti che l’ idolo puo’ pensare contemporaneamente, il problema dell’ idolo sara’ evitare che nascano leader locali e che la tribu’ si spezzi.
I metodi sono noti, e principalmente consistono in:
  • Purificazione. Il male e’ tra noi, e allora lo buttiamo fuori dalla tribu’. L’idolo dice che tu sei il male, e la tribu’ ti si scaglia addosso cacciandoti. La lapidazione delle adultere e’ un esempio.
  • Olocausto. Il grande idolo e’ arrabbiato con la tribu’, e richiede un sacrificio oppure la punira’ andandosene e togliendo la sua magica protezione. Si prende qualcosa che abbia valore  e lo si sacrifica per placare la divinita’.
  • Esorcismo. Il male ti ha preso, ma dopo un rituale apposito esso ti abbandona e tu sei redento. Richiede di poter fermare il branco che ti assale in tempo da poter eseguire il rituale. E’ gia’ appannaggio di chi controlla il branco. Non tutte le tribu’ hanno l’autocontrollo che serve.
  • Olocausto + Purificazione: detta anche “capro espiatorio”. Si prende una risorsa di valore, come una capra, si decide che il male sia li’ dentro, e la si getta in un burrone. Si sacrifica la capra (risorsa di valore) e contemporaneamente si caccia il male. Essendo un concetto composto da due rituali, richiede che la tribu’ intera partecipi al rituale.
  • Demonizzazione. Il male e’ tra noi, lo cacciamo via , oppure e’ un nemico esterno, ma a differenza di prima dopo la cacciata (o per il fatto di non essere dei nostri) esso viene mantenuto nella memoria collettiva e maledetto periodicamente con esercizi collettivi di odio. La purificazione quindi si reitera continuamente e periodicamente. La lapidazione di Satana della Mecca e’ un esempio. I due minuti di odio di Orwell descrivono bene la cosa.
Essendo un branco, l’ M5S ha un solo modo di operare, ovvero scagliarsi IN MASSA contro quelli che l’ idolo considera nemici e/o difendere all’ultimo sangue coloro che fanno parte del branco.
I metodi sono quelli elencati sopra, ovvero i metodi tipici delle tribu’ che sono rette da un sistema religioso-politico basato sul totemismo. Anche perche’, e questo deve essere chiaro, una tribu’ con una religione totemica NON PUO’ FARE ALTRO. La scelta dei metodi e’ ristretta a quello.
Si tratta di una organizzazione politica obsoleta e mal funzionante. Quando la tribu’ nasce  e ha solo piccoli compiti di breve realizzazione e complessita’ relativamente bassa, le vittorie sono facili. Per una ragione: l’intera tribu’ si getta sul compito, e ovviamente se tutti lavorano per un unico scopo semplice raggiungere l’obiettivo e’ semplice senza particolari tecniche di gestione.
Quando il compito richiede piu’ complessita’, l’ idolo si accorge che non puo’ seguire tutti , ma i suoi sacerdoti sono privi di autorevolezza e continuamente sotto il fuoco di altri aspiranti sacerdoti. Cosi’ inevitabilmente :
  1. Uno dei sacerdoti si PRENDE l’autorevolezza che gli serve a governare la situazione.
  2. Uno dei sacerdoti PERDE l’autorevolezza e viene attaccato da un carrierista.
  3. Uno dei sacerdoti fallisce.
Qual’e’ la reazione al fallimento? Che qualcuno suggerira’ che si poteva fare altrimenti. Ma INEVITABILMENTE, poiche’ si e’ obbedito al totem/idolo, sta mettendo in dubbio la bonta’ dell’ idolo stesso.
Come reagira’ l’ Idolo? Con quale tecnica gestira’ la situazione?

Una di quelle sopra. Una tribu’ a quello stadio evolutivo NON HA ALTRI METODI. Non c’e’ modo di governare altrimenti gli imprevisti. La tribu’ nella fase totemica puo’ solo espellere membri con rituali diversi, puo’ scegliere se demonizzarli o meno, ma non puo’ fare altro che fare una delle quattro cose che ho elencato sopra. Non ha scelta.
Questo e’ normalmente l’inizio della disintegrazione della tribu’: non appena sono sottoposte ad uno stress reale, contro un altro popolo piu’ organizzato , queste tribu’ si disintegrano perche’ lo stesso idolo inizia a cacciare via tutti.
L’ idolo fa questo errore perche’ ritiene che il problema NON sia il fatto di avere dei compiti che richiedono piu’ velocita’ o piu’ amministrazione: egli ritiene, e sbaglia, che il problema sia la DIMENSIONE della tribu’. E quindi pensa che tornando ad una tribu’ piu’ piccola tutto andra’come prima. Sfortunatamente, non si e’ reso conto che i maggiori compiti che gravano sulla tribu’ non provengono dalla sua dimensione, ma dalla sua storia.
A Grillo e’ chiesto COMUNQUE di fare le liste, raccogliere le firme e presentarle con la procedura complessa che questo richiede. Tuttavia, sta cacciando dalla tribu’ tutti quelli che avevano gia’ fatto cose simili, privandosi di esperienza e risorse.
Ma il fatto che non ci siano piu’ questi personaggi non riduce la complessita’ e la rapidita’ richiesta dai compiti: a Grillo sara’ comunque richiesto di fare le liste, raccogliere le firme e presentarle in tribunale in 60 giorni con le feste in mezzo, che cacci o meno i dissidenti.  Uno scherzo per i partiti organizzati. Una impresa mostruosa per un partito che ha un unico centro e nessuna gerarchia ramificata.
A quel punto, storicamente parlando e’ successo che le tribu’ si sono modernizzate, passando a forme di reiglione e politica piu’ sofisticate, come i politeismi enoteisti dell’antica Grecia o il monoteismo egiziano. Non esistono tribu’ regredite sino al totemismo che possano reggere i compiti del mondo moderno.
Quello che succedera’ e’ che Grillo continuera’ ad espellere e mano a mano che i compiti si faranno complessi e richiederanno decisioni in gran numero e in gran fretta non riuscira’ a seguire tutto il fronte. I suoi avversari si limiteranno a fare di meglio di lui (Il PD ha gia’ annunciato primarie per i singoli candidati, e avra’ presumibilmente piu’ di 16.000 votanti) , e l’ M5S non riuscira’ ad affrontare la complessita’ negli stessi tempi.
Non avendo una gerarchia affidabile Grillo e Casaleggio non potranno delegare, e alla fine l’ idolo si rivelera’ insufficiente. Ma ogni volta che gli verra’ fatto notare espellera’ chi lo dice. Sino a trasformare la tribu’ in un gruppetto di asociali, il cosiddetto “nocciolo duro”. Nella storia reale queste tribu’ muoiono di endogamia o vengono annientate da nemici piu’ sofisticati.
Onestamente non me ne preoccuperei, e credo che questo sia il motivo per cui le gerarchie cattoliche non tengono Grillo in considerazione: avendo studiato la storia delle religioni primitive, sanno benissimo come andra’ a finire.

Uriel

(1) No, non parlo di uno sciamano. Lo sciamano domina le forze della natura intese come spiriti. Lo sciamano le puo’ minacciare, combattere , ingannare, e persino uccidere.  Il profeta no, e il totem e’ semplicemente un punto di contatto.
(2) Per esempio, un santo detto S.Angelo, adorato dagli abitanti di Licata, si dice che abbia mandato il terremoto di Messina per una questione di sgarri tra citta’. E cosi’ via.