Il tempo delle tele.

Dopo l’ultimo post su Monti ed il fatto che non “parla tecnico” mi sono ritrovato una serie di sbroccaggi sul fatto che , a detta di chi scrive, quello che ho scritto non spiegherebbe quanto l’ italia stia cambiando. A quanto pare, secondo alcuni, il fatto che adesso ci sia la “credibbilita’ ” significa che l’Italia e’ un paese diverso. Sicuramente sui giornali le cose stanno cosi’, ma bisogna anche capire che per i giornali tedeschi il 1945 fu l’anno delle ritirate strategiche prima della vittoria, di li’ a pochi mesi, del Fuhrer. Immaginate bene quanto senso abbia credere ai giornali. Ma il punto e’ molto semplice: sebbene tantissime riforme siano annunciate e qualcuna sia pure stata fatta, nessuna di loro cambiera’ il paese. E la ragione e’ molto semplice.

Dunque, il punto e’ che il nuovo governo ha lo stesso parlamento di prima, dove la Lega e’ stata sostituita dall’appoggio dei partiti di centro e del PD. Questo e’ un punto molto chiaro, che pero’ viene sopravvalutato.

Per esempio, e’ appena passato un decreto sulla semplificazione che e’ lo stesso che aveva gia’ proposto Calderoli. Ma il Colle, cioe’ Napolitano, aveva sempre “espresso perplessita’” e non lo firmo’ mai. Cosi’ come la consulta ed il consiglio di stato hanno sempre espresso vigorose perplessita’ circa il fatto di riformare lavoro, di liberalizzare le professioni o di togliere valore legale alle lauree.

Anche escludendo i pezzi dello stato che normalmente si mettono di traverso di fronte a modifiche identiche (ricordiamo che le riforme fatte non erano delle novita’, erano gia’ state tentate), bisogna chiedersi come mai l’ultima volta che si tento’ di liberalizzare la professione degli avvocati gli avvocati del PDL votarono contro , i centristi erano contrari e il PD dall’opposizione cercava di far andare sotto il governo.

In altre parole le leggi che stanno passando non sono leggi nuove: la stessa roba si era gia’ vista. E nemmeno il metodo e’ nuovo: Monti non e’ certo il primo che governa per decreto. Semplicemente, leggi gia’ bocciate stanno passando, con il consenso di tutti coloro che prima non avevano mai fatto passare le stesse leggi. Come mai?

La risposta e’ semplice:

questo governo ha vita breve.

Oh, non sto dicendo quel che dice Calderoli, che Berlusconi fara’ cadere Monti. Non lo fara’. E non sto dicendo che il governo Monti non arrivera’ alla scadenza. Ci arrivera’.

Il problema e’ che tale scadenza non e’ poi molto avanti nel tempo. Parliamo cioe’ di poco piu’ di un anno. Allora, chiediamoci: quanto dureranno delle riforme che la classe politica italiana, sia parlamentare che istituzioni varie (COnsulta, Consiglio di Stato, Presidenza della Repubblica, CSM, etc etc) hanno sempre osteggiato apertamente?

Semplicemente, si sta dando il contentino alla Merkel ed ai mercati. Il motivo per il quale dette leggi passano per il parlamento senza colpo ferire, vengono firmate dal Colle senza “perplessita’”, vengono poi accettate dal consiglio di stato e da tutti gli altri super-enti , e’ molto semplice.

Queste leggi non dureranno che un anno o due.

POI, SI TORNERA’ COME PRIMA.

Alla prossima campagna elettorale, che iniziera’ tra pochi mesi, ci saranno quasi quattordici milioni di scontenti. Quattordici milioni di persone che hanno peggiorato le proprie condizioni economiche, che hanno perso un qualche privilegio, che hanno pagato piu’ tasse, che hanno dovuto perdere uno o due anni di tempo prima della pensione. Ci saranno i negozianti liberalizzati, i farmacisti e le loro lobbies, ci saranno tutti quelli che ci hanno rimesso qualcosa con Monti. Ci saranno i signori di Cortina e quelli della Movida di Milano, cosi’ disturbati dalla finanza. Ci saranno gli impiegati statali la cui laurea ha perso valore e non potranno far carriera, e se andra’ in vigore la riforma del lavoro, anche quelli che si erano infrattati per benino dentro alle grandi aziende.

Non importa che sia giusto o meno fare o non fare quelle leggi: una scappatoia dialettica si trova sempre. Ma tutte queste persone andranno a votare. E voteranno per coloro che gli promettono di tornare come prima.

Prendiamo la riforma del lavoro. A parte il fatto che e’ gia’ certo che manterra’ gli attuali “contratti a progetto”, il che significa che il precariato continua, abolendo solo il lavoro interinale -che ormai e’ poco diffuso, le agenzie per il lavoro interinale servono solo ad ingoiare fondi ue- , il resto dei lavoratori perdera’ una parte delle attuali tutele. Ovviamente ai sindacati non andra’ giu’, ma non vi preoccupate: alla Fornero bastera’ dire piu’ o meno una cosa come questa

  • Stiamo per riformare le leggi sul lavoro, e per abbattere la CIG straordinaria.
  • Triade: MAI! GIAMMAI! SCIOPERO! DIARREA! MISERIA! TERRORE! MORTE!
  • Fornero: ehi, calma. Dura un anno, e poi si torna come prima!
  • Triade: e chi lo dice? E non che ci guadagnamo, senza la CIG?
  • Andrete alle prossime elezioni con il potere di sollevare i lavoratori e i pensionati. Sarete importantissimi, i partiti vi corteggeranno , potrete avere tutto quello che chiedete ed anche oltre!
  • Triade: Esenzione completa dalle tasse per i sindacalisti?
  • Fornero: Certo!
  • Triade: stagista succhiona alle RSU pagata dall’azienda?
  • Fornero: Ma certo! In periodo elettorale, con milioni di scontenti, solo il cielo sara’ il vostro limite!
  • Triade: cio’ e’ bene! tutto cio’ e’ buono! si faccia!
  • Fornero: ok, ok. Adesso usciamo di qui, e voi fate la faccia brutta. Io canto vittoria, e dico che non credo nella concertazione.
  • Triade: ok, spetta un attimo che mi metto i denti da dracula… ecco qui. Andiamo, schifosa servetta dei padroni!

Che cosa succede? Succede che lo scontento in campagna elettorale paga. E lo ha capito Berlusconi, che lascia fare Monti in modo da far passare -con pochissime modifiche- tutte i decreti lacrime-e-sangue. Sa bene che alle prossime elezioni, appena arrivera’ a ricordare i bei tempi, ci sara’ la fila di colpiti da Monti a dargli retta.

Ma lo stesso vale per i sindacati: con ogni probabilita’ questa riforma del lavoro vedra’ i sindacati opporsi e venire sconfitti. Ma questo permettera’ alla Triade di presentarsi alle elezioni con scritto “vendesi voti di arrabbiati”.

Quindi e’ certo che gli lascino fare quel che vuole: Monti durera’ ancora pochi mesi. Sicuramente i mercati (che ci hanno gia’ rimesso un sacco di soldi) non hanno la forza di proseguire con la speculazione per cosi’ tanto tempo, cosi’ piano piano i valori dello spread e degli interessi torneranno allo stato normale. Monti fara’ tutte le sue belle leggi -perfette perfette come le hanno pensato- che convinceranno tizio e caio. Oh, si. police
Peccato che tra qualche mese iniziera’ la vera campagna elettorale. E peccato che il paese sara’ stracolmo di gente che non vuole piu’ sentire la parola “sacrifici”. Sono trent’anni che si parla di sacrifici. Sono trent’anni che i governi parlano di sacrifici.  La verita’ e’ che alle prossime elezioni i partiti potranno avere voti A IOSA semplicemente promettendo che aboliranno le leggi volute da Monti.

I tassisti sono un elettorato caro ad AN. Aha. E cosa pensate che promettera’ AN ai tassisti? Gli avvocati sono elettorato caro al PDL: che cosa pensate che promettera’ il PDL agli avvocati? I lavoratori sindacalizzati sono elettorato caro al PD: che cosa pensate che offrira’ loro il PD? I negozianti colpiti dalla finanza sono elettorato caro al PDL: che cosa pensate che verra’ offerto loro, alle prossime elezioni?

La cosa e’ chiara sin dalla formulazione delle leggi.

  • La liberalizzazione delle farmacie avviene, previo concorso indetto dagli ordini.
  • I taxi sono liberalizzati, ma la funzione di concedere licenze e’ centralizzata e tolta ai comuni.
  • La famosa riforma del lavoro lascia il cocopro (perche’ ha funzionato bene, dice la Fornero) e toglie il lavoro interinale, che usano solo nelle agenzie di lavoro interinale, e abolisce l’articolo 18 per tutti gli altri, ma sia chiaro “solo i nuovi”. Cosi’, oltre al cocopro potrete anche avere un’ “assunzione instabile”. Ci voleva proprio, un altro nome per il precariato.

Tutto e’ fatto per essere facilmente emendabile in seguito, e quanto potrebbe fare danni irreparabili e’ completamente neutralizzato dalle modalita’ di attuazione.

Diciamolo apertamente: se i mercati sono entita’ irrazionali che badano solo all’apparenza, di apparenza il buon Monti ne sta fornendo a iosa. Di fatto, si tratta di un governo “just for the show” , l’unica cosa vera sono i sacrifici chiesti alle famiglie. Di tutti gli altri provvedimenti, dai “certificati sul web”, che richiedono infrastruttura -dove non ci sono i soldi per farle- e tempi -che sforano con quelli del prossimo governo-, sino all’apertura della partita IVA a un euro –che tanto dopo averla aperta ci paghi comunque INPS, un euro un cazzo!

L’unica cosa che mi chiedo di tutto questo e’ per quanto tempo i mercati, per quanto ingannati dallo show, continueranno a credere alle riforme di Monti. Per quanto tempo ancora qualcuno credera’ che il PDL possa approvare -senza fiatare- la stessa riforma degli avvocati che per poco non fece cadere Berlusconi, che pure mantiene il partito di tasca propria. Nessuno che si chiede come mai?

Nessuno si chiede come mai Fini accetti senza fiatare , e senza far cadere Monti con una delle sue porcherie, una misura sui taxi che da sola gli vale l’elettorato nel Lazio? Per quanto tempo ancora “i mercati” potranno credere che al PD vada giu’ una riforma del lavoro come quella della Fornero? La risposta e’ semplice: i mercati sono gestiti da gente che cambiera’ idea non appena qualche giornale specializzato non li avvisera’ che Monti, durando ancora si e no un anno, puo’ solo fare uno show.

Perche’ i mercati sono fatti da topi di finanzia che non staccano gli occhi dagli schermi coi grafici. Sinche’ nessuno dice loro che Monti sta solo facendo uno show di lieve durata ed incisivita’ ancora minore, continueranno a credere a qualsiasi cosa si sia raccontata loro l’ultima volta.

Ma alla prima volta che il Financial Times titolera’ “Monti: is it gold all that glitters?” e spieghera’ quanto sia facile -e necessario- per i partiti alla prossima campagna elettorale promettere di tornare come prima, i mercati cambieranno idea. E allora cosa faranno? Verranno con un governo di supertecnici, di X-Men, di meganoidi, di marziani, per proporvi la solita carriolata di nuove tasse e finte riforme?

Forse potreste chiedermi come mai io sia cosi’ sicuro che i programmi dei partiti per le prossime elezioni contengano l’abolizione o il disinnesco delle “riforme” di Monti. Ma la vera domanda sarebbe: “e che altro potrebbero o dovrebbero contenere”?

Provate a rifletterci: chiunque proponga di continuare l’opera di Monti si trovera’ la sua ombra sulla crapa, una specie di fantasma che aleggia sul suo operato. Rimarrebbe continuamente a competere con il ricordo di Monti  (ed in un anno o due di governo, e una stampa supina, il ricordo sara’ grandioso) , perdendo l’elettorato che lo votava. Ogni elettorato, in italia, vota per il partito che mantiene lo status quo piu’ gradito.

Dunque, i partiti dovranno proporsi due cose: o “fare di meglio”, esponendosi immediatamente alle critiche di Monti che non vorra’ sentirsi dire che qualcuno arriva e fa di meglio, oppure proporranno di “fare diversamente”, il che significa che dovranno proporre modifiche le quali

  1. Piacciano all’elettorato, cui non e’ piaciuto Monti.
  2. Piacciano all’elettorato, cui andava bene prima.

Capite molto semplicemente che il destino delle riforme di Monti sia gia’ segnato: di certo si tratta di un bello show –sinche’  i “mercati”, qualsiasi cosa siano, non mangiano la foglia– , ma alla fine dei conti il sogno rientrera’ non appena qualcuno, dall’altra parte, si accorgera’ che le riforme non cambiano quasi nulla, e forse molto prima, appena qualcuno si chiedera’ come mai i partiti -che presto si porteranno alle elezioni- nemmeno si propongono di accennare a soluzioni alternative.

Anche il fatto che i partiti non stiano parlando di soluzioni alternative e’ chiaro: o dicono chiaramente che approvano in toto Monti -e allora non si spiega come mai abbiano quasi fatto cadere i precedenti governi per molto meno, da quando Bersani tento’ di riformare le licenze dei taxi a quando Berlusconi provo’ con gli avvocati – oppure dicono che faranno qualcosa di diverso, ma senza finire col competere con Di Pietro e Lega.

Di conseguenza, l’unica ipotesi praticabile politicamente e’ quella di dire “Noi faremo diversamente”, dove nel “diversamente” si cela la promessa implicita di cancellare le riforme di Monti.

Quindi, ancora una volta, mi spiace dirvelo, ma alla fine del governo Monti tutte le sue riforme saranno ancora un sogno oppure verranno cancellate. Prima o poi “i mercati” mangeranno la foglia e capiranno come mai delle riforme nate per morire in un anno abbiano trovato cosi’ poca opposizione (=morituri te salutant)  , e alla fine tornera’ un’altra passata di “dolorosi provvedimenti per l’ Europa”, o quant’altro.

E la cosa bella e’ che la cosa puo’ ripetersi all’infinito, per via di una popolazione dalla memoria corta e dalla percezione del reale ancora piu’ corta.

Cosi’ potrei scrivere lo schema in BASIC, per i nostalgici del Commodore 64

 10 EMERGENZA
 20 TASSE VERE & DOLOROSE
 30 ANNUNCIO : QUESTA VOLTA SI CAMBIA.RIFORME!
 40 FINTE RIFORME
 50 TUTTO COME PRIMA
 60 GOTO 10

e cosi’, per sempre.

Uriel