Il senso diramato del no.

No, il titolo non e’ cosi’ perche’ sono in ferie. Il titolo e’ cosi’ perche’ parla di un nonsense, cioe’ di un effetto che noto quando , come nei giorni scorsi, scrivo di liberta’, o di dignita’, o di diritti, o di qualsiasi attributo civico dell’essere umano. I discorsi sulle darknet sono un esempio di quanto succede.

In realta’, si tratta di un esempio di neolingua owrelliana. Non e’ possibile parlare di liberta’ con persone italiane per una ragione: ha perso significato la parola. Lo stesso dicasi per “diritti”, per “dignita’ ” o per qualsivoglia altro termine che non piaccia al codardo moderno , perche’ ognuna di queste parole richiede un momento in cui ci si batta.
Il punto e’ che se credete nei diritti, viene un punto in cui , violati i vostri diritti, dovete prendere una posizione e lottare. Costi quel che costi, per quanto il danno sia grande.
Lo stesso capita per la liberta’: detto che la liberta’ sia un bene per cui , che so io, i partigiani andarono a combattere (1)  e’ assolutamente chiaro che se qualcuno ti priva della liberta’, e’ il momento del conflitto.
Anche per la dignita’, il principio e’ lo stesso.
Lo stesso Grillo nota come il politicamente corretto vieti di parlare in un certo modo, e ha ragione: esso impedisce di dire le cose “in qualsiasi modo che implichi o richieda un conflitto”. Perche’ il codardo ha paura del conflitto, e quindi sviluppa una dialettica che non porti alcun conflitto.

In Italia stanno scomparendo tutti quei termini e tutte quelle espressioni il cui uso richieda, implichi, descriva o sia associato ad un CONFLITTO. La neolingua italiana non e’ altro che la lingua del codardo: un dialetto dell’italiano il cui unico scopo e’ quello di non far emergere MAI alcuna ragione o condizione di conflitto, occasione che potrebbe far emergere la codardia di chi e’ coinvolto.

A questo scopo avvengono alcune deformazioni ed alcune distorsioni dei termini. Un esempio classico e’ il concetto di dignita’. Il concetto di dignita’, inteso come concetto forte, e’ un concetto che pone dei limiti precisi. Non appena accade qualcosa che di per se’ viola un livello minimo di rispetto dovuto (e anche la parola rispetto, devo dire, ha fatto una brutta fine) allora e’ necessario ristabilire la condizione di rispetto considerata minima. Quando dico che “e’ necessario” intendo dire che e’ imprescidibile, che non c’e’ altra via.
Cosi’, alla parola “dignita’ “, e’ stata sostituita la cugina povera, che e’ la repotazione. La reputazione non e’ altro che la dignita’ dei codardi. Il bello della reputazione, pero’, e’ che non si basa su fatti sostanziali: la reputazione si basa su quanto la societa’ sa di noi. Il che significa che se siamo umiliati o indegni , ma in privato, il risultato e’ che le cose vanno bene cosi’. In questo modo, ogni situazione di servilismo, di indegna umiliazione, di ripugnante miseria umana, viene semplicemente spostata nel privato. In questo modo, siccome nessuno sa che siete dei leccaculo perche’ avviene al lavoro, ai vostri vicini di casa apparirete quasi come persone degne.

La reputazione non e’ altro che la dignita’ dei codardi. La reputazione viene sostituita alla dignita’ perche’ si applica solo ad alcuni eventi pubblici, e consente una comoda codardia in privato.

Un altro concetto che viene traviato e’ l’onore. Normalmente, avere un onore significa che qualsiasi cosa succeda, che si vinca o che si perda, o che si viva o che si muoia, nessuno tra quelli che avevano creduto in noi potra’ provare vergogna o delusione per la nostra condotta. Quando l’imperativo di non deludere o portare vergogna a coloro che credono in voi diventa piu’ importante della vostra VITA, allora avete un onore.  Questo fornisce dei limiti precisi alle proprie azioni, perche’ ci sono cose che NON farete. A nessun prezzo, nemmeno se minacciati di morte.
A questo punto il problema del codardo e’ che l’onore richiede, appunto, delle condizioni di conflitto, nelle quali il no e’ no e il si e’ si. Allora cosa si fa? Si introduce il concetto di onore del codardo, ovvero la “coscienza”. Il bello della coscienza e’ che a differenza dell’onore ha un meraviglioso , comodissimo escamotage per evitare scelte troppo radicali: mentre l’onore e’ un patto tra voi e i vostri cari, ovvero chi si affida a voi (sia un paziente, un cittadino dello stato per cui portate una divisa, qualsiasi cosa), la coscienza e’ un comodissimo “patto con voi medesimi”, ovvero qualcosa che potrete rinegoziare tra voi e voi. La coscienza sta all’onore come la masturbazione sta al sesso: la fate quando siete soli, definite voi gli standard di qualita’, nessuno puo’ dare un parere sulla cosa.

La coscienza e’ solo l’onore dei codardi. Essa viene sostituita all’onore perche’ mentre un onore necessita di un insieme di legami pubblici con terzi per attuarsi, la semplice coscienza e’ un patto tra se e se’. Insomma, una mera fantasticheria senza conseguenze, se non eventualmente sugli altri.

Andiamo adesso all’idea di diritto. Il godimento di un diritto e’ qualcosa che non ha a che fare con la circostanza che una persona ne fruisca o meno. Se io dico che tutti hanno diritto di camminare su una piazza pubblica, ovviamente ci sara’ la persona senza gambe, che non puo’ camminare: sebbene non abbia opportunita’ di farlo, anche la persona senza gambe ha lo stesso diritto.
Cosi’, se parlo del diritto di opinione, non lo sto dando solo a chi dissente: lo sto dando a tutti, che dissentano o meno. Questo pero’ richiede che tutti scendano a lottare per ogni diritto, che ne godano o meno, anche per i diritti altrui. Poiche’ questo richiede conflitto, dunque coraggio, il codardo sostituisce ai diritti le opportunita’.
Le opportunita’ sono i diritti dei codardi. Chi strilla per pari opportunita’ e non per pari diritti non vincera’ mai, per la semplice ragione che il concetto di opportunita’ si rifa’ alla congiuntura, mentre il concetto di diritto e’ assoluto. Non voglio l’opportunita’ di dire la mia opinione, ovvero la condizione per cui magari un giorno potro’ se ci sara’ spazio per tutti: voglio il diritto, ovvero il fatto che POSSO, ADESSO, QUI E ORA.

Le opportunita’ sono i diritti dei codardi. Le opportunita’ vengono sostituite ai diritti perche’ sia facile credere che battersi per i diritti sia “chiedere troppo”, in quanto il diritto e’ qualcosa che hai sempre e comunque (niente scuse) mentre le opportunita’ arrivano perche’ passano.

Ancora, il concetto di giustizia. Il concetto di giustizia e’ difficilissimo da affrontare per il codardo, perche’ la giustizia in se’ richiede un sistema rigido di leggi che definisca chiaramente cosa sia da farsi e cosa sia da evitarsi. Poiche’ un sistema simile produce conflitti , e richiede il coraggio di rifiutare le cose da evitarsi e richiede di fare le cose da farsi, il codardo tira fuori il concetto di “equita’ “.
Il concetto di equita’ e’ piu’ comodo, perche’ se un provvedimento del governo e’ ingiusto, e quindi richiede di essere combattuto, cioe’ un conflitto, se esso e’ uguale per tutti allora e’ equo, e viene meno la necessita’ di conflitto. Il codardo, cioe’, guadagna perche’ non gli si manifesta di fronte cio’ che paventa, la necessita’ di conflitto. Grazie al concetto di equita’ e’ sufficiente permettere che l’ingiustizia si diffonda a sufficienza da colpire tutti, e siccome poi e’ uguale per tutti, e’ equa, ed il codardo avra’ agio nel dire che se e’ equa allora e’ anche giusta.

L’equita’ e’ la giustizia dei codardi. Il codardo non deve fare altro che tollerare , ovvero fuggire, sinche’ una data ingiustizia si diffonda come malcostume, sino ad ottenere un’ingiustizia uguale per tutti. A quel punto, dira’ che siccome e’ equa allora e’ anche giusta. E non dovra’ lottare.

Potrei andare avanti cosi’, mostrando per esempio che il concetto di liberta’  venga spesso scambiato col piu’ comodo concetto di impunita’. Il codardo sa bene che se inizia ad accettare un concetto di liberta’ allora dovra’ battersi per essa, ogni volta che qualcuno vorra’ eliminare una data liberta’ dalla lista delle sue liberta’.
Sostituendo il concetto di impunita’ al concetto di liberta’, si ottiene che la liberta’ di fare qualcosa viene sostituita dall’impunita’ se fai qualcosa. Poiche’ si scambia la liberta’ per l’impunita’, e’ facile per il codardo lasciarsi togliere ogni liberta’ sino a quando non rischia una punizione: se per esempio una liberta’ riguarda un comportamento che lui non preferisce o desidera, allora non correndo rischi di essere punito , non sente il bisogno di battersi per una liberta’.
Prendiamo il caso della legge 194. Essa sancisce un diritto che quindi deve essere garantito a tutte, che risulta in una liberta’ per una donna che puo’ gestire il proprio corpo. Una volta fatta la legge, la giustizia vorrebbe che venga applicata allo stesso modo per tutti e tutte, e chi lavora per lo stato dovrebbe avere un punto di onore di compiere il proprio dovere.
Ma a quel punto arriva la codardia.
Innanzitutto i diritti delle donne verranno gestiti da un ministro per le pari opportunita’. Sia chiaro: non pari diritti. Pari opportunita’. Se si puo’, ecco. Solo se si puo’.  Quindi, l’aborto viene ridotto ad opportunita’, e diciamo che ogni donna dovrebbe avere l’opportunita’ di abortire. Insomma, alla fine, se si puo’ si fa.
Poi, arriva la codardia che vede la liberta’ come impunita’, e allora deve essere chiaro che la donna e’ libera di scegliere sinche’ lo fa nel privato, perche’ non possiamo sanzionarla o punirla (tipo se va in una clinica privata ) ma la liberta’ di scelta sul proprio corpo non esiste come tale, esiste solo come diritto di fare cio’ che si puo’ fare sinche’ si evita una qualche punizione.
Adesso poi entra una quarta categoria di codardia, che confonde la giustizia con l’equita’, e se riusciamo a produrre un ostacolo diffuso all’aborto, essendo uguale per tutte le donne che vogliono abortire, allora sara’ equo, e quindi giusto. Infatti, quando dite che se le donne non possono abortire non autodeterminano il proprio corpo(2), lo scandalo e’ che “quelle ricche possono comunque abortire all’estero”. Lo scandalo non e’ quindi che e’ ingiusto che le leggi non si applichino, ma che la misura non colpisce tutte allo stesso modo. Se anche le donne ricche non potessero abortire, finirebbero le obiezioni: sinche’ e’ equo, e’ anche giusto.
Infine, il top del top, arriva il codardo che ha una coscienza. Un ginecologo della ASL, la cui funzione e’ anche di praticare aborti, che non li pratichi e’ come un poliziotto che non combatta il crimine , come un soldato che rifiuti i suoi doveri, come un assenteista o un politico ladro: essi rifiutano, per una fantasticheria che chiamano “coscienza”, fenomeno interamente interno alla loro mente (da cui fantasticheria) , di svolgere i propri compiti come la legge ordina.
Da una somma di codardie, quindi, nasce la perdita completa di diritti, giustizia, funzione pubblica, liberta’, e tutto questo perche’ la codardia e’ la forza trainante dell’etica italiana, e oggi mediterranea in generale. La cultura di tutti i paesi mediterranei, cattolici in testa, e’ una cultura della codardia, e siccome la codardia consiste nell’evitare il conflitto, o al massimo sostituirlo alla prepotenza, allora ogni concetto che possa implicare o richiedere un conflitto viene sostituito da un altro che consente il quieto vivere.
Anche il concetto di conflitto viene stravolto dal codardo. Quando dico che occorre il “conflitto”, spesso mi sento dire che “io mi batto da anni per”, ma se vado a vedere cosa sia “battersi”, scopro che al massimo hanno imposto qualche fastidio o qualche vessazione  a qualcuno obbligato a subire.
Il codardo sostituisce sempre la prepotenza al conflitto.  Poiche’ e’ evidente la codardia di chi ne fa uno stile di vita, il codardo ha bisogno di ripristinare la propria reputazione (non la propria dignita’, che non ha )  compiendo qualche atto violento o comunque aggressivo. Nel farlo, tuttavia scegliera’ qualche bersaglio che non possa reagire: dopo aver preso a calci qualche gattino, sara’ convinto di essere un grande guerriero rispettato da tutti, e pazienza se poi il tuo capo ti tratta come una merda , se chini la testa a qualsiasi ingiustizia. Hai scannato quel gattino, capito come?

La prepotenza e’ il duello dei codardi. Il codardo deve in qualche modo stabilire una qualche reputazione – essendo incapace di avere una dignita’ – e per farlo dovra’ tenere un atteggiamento aggressivo o violento con qualcuno, che scegliera’ con cura per essere certo di essere prepotente senza pagarne le conseguenze.

Quindi mi spiace, ma se in Italia non si sta facendo niente contro PRISM, se siete tutti perplessi sulle darknet, se non sentite il bisogno di lottare, se non trovate niente di male ad essere spiati perche’ non avete niente da nascondere, se in fondo non vi e’ mai interessato fare questo e quello.
E’ semplice codardia.
E la codardia e’ all’origine della perdita di diritti, di liberta’, di dignita’, di onore, di doveri , e porta solo ad una prepotenza gerarchica. Ogni cosa che sta andando storta in Italia e’ legata, molto semplicemente, ad una definitiva codardia di chi vuole, a tutti i costi, evitare conflitti.
Quindi no, non ci casco. Se non ci tenete alla vostra liberta’ non e’ per via delle vostre scuse. E’ per via del fatto che essa vi richiederebbe di dovervi battere.
E persino nella condizione per cui le elezioni politiche sono vicine, la questione della privacy qui condizionera’ la possibilita’ della Merkel di governare da sola o meno, mentre in Italia , durante le elezioni non se ne discutera’ nemmeno.
Richiederebbe conflitti.
Uriel
(1) Proprio combattere pum pum, che non siete amici, che se vince lui ammazza te.
(2) Sto facendo questo esempio proprio per levarmi dal cazzo prevedibili idioti.