Il rating e le caste.

C’e’ una grossa incomprensione su come la mancanza di trasparenza tra i privati influenzi l’economia, ed in particolare su come funzionino agenzie come SCHUFA, molto diffuse all’estero, ed ancora embrionali -per colpa di una legislazione punitiva, ma anche di una mentalita’ assurda degli imprenditori italiani- in Italia. Mi spiego meglio.

Le agenzie di credit rating sono diffuse ovunque. Non so in che modo lavorino, nel senso che ognuna si fa il proprio algoritmo di rating, basato su dati che ogni agenzia raccoglie a modo proprio. Non e’ necessario che siano dati strettamente personali, nel senso che avendo statistiche a iosa si potrebbe fare una statistica di tipo assicurativo, qualcosa come “le aziende con tot dipendenti, di tot anni, di questa precisa zona, di questa precisa ragione sociale, in questo preciso settore, etc etc, hanno tot % di frequenza di insoluti”.
A quel punto non mi servirebbe nemmeno inserire con precisione il nome ed il cognome dell’imprenditore di cui voglio la query, nel senso che potrei gia’ scrivere “ehi, se faccio un fido di 50.000 euro ad un’azienda grande cosi’, di questa zona, con tot dipendenti, aperta da X tempo, in questo settore, etc etc, che rischio corro?”.
Va da se’ che la quantita’ di dati che posso inserire e’ alta, tipo quando e’ avvenuta l’ultima variazione di stato sociale, o di gestione, o di indirizzo, o di numero di telefono, etc etc. Non necessariamente deve trattarsi di dati personali, quindi con una buona IA si potrebbe fare questo lavoro detenendo SOLO dati che non sono nemmeno riferibili a questo o quel soggetto, persona o azienda.
L’agenzia di rating del credito, del resto, non fa mera schedatura. E questo perche’ voi potreste non essere capaci di leggere i dati. Voglio dire, se l’azienda familiare TizioCaio improvvisamente cambia struttura sociale e mette a capo papa’ e mamma, fondatori dell’azienda, estromettendo il  figlio, voi magari penserete che il figlio fosse lazzarone e che mamma e papa’ abbiano preso in mano l’azienda che hanno fondato 50 anni fa.
Il guaio e’ che se invece sottoponete questa informazione “i due soci sono due settantenni” ad una agenzia di credit rating, quella vi dice “beware of!” perche’ sanno che i due sono imperseguibili e che le teste di ferro sono la strategia che precede la chiusura fallimentare elusiva.
Cosi’, il compito di queste aziende NON e’ quello di fornirvi la storia delle persone. Quella magari non ve la forniscono nemmeno. Anche SCHUFA fornisce uno scoring, il che significa che il cliente chiede “posso prestare i soldi a sto tizio” e loro vi dicono “tizio e’ affidabile tot, da zero a 1000”.
La scelta di usare dati personali, di SCHUFA, e’ semplicemente una scelta legata al passato. Ma si puo’ fare lo stesso lavoro SENZA detenere alcun dato personale.
Detto questo, il vero problema e’ , in generale, che cosa significi ed implichi questo per un intero paese.
In generale, l’ Italiano parte dall’idea di manipolare la societa’ circostante. Questo e’ abbastanza comune ovunque, per tutte le cose che facciamo mentre curiamo la nostra apparenza. Potremmo uscire di casa senza pettinarci, ma pettinati diamo l’impressione di essere piu’ puliti ed ordinati.
Il problema viene quando si introduce un rischio. Nel senso che se io manipolo anche nel mondo economico, il risultato e’ una truffa. E’ chiaro che se io metto solo uffici con mobili di pregio, personale con un dress code ricchissimo ed un ufficio in centro, allora daro’ l’impressione di un’azienda molto ricca.
Il problema viene se pero’ nascondo che in banca sono pieno di debiti, e che la mia produzione avviene in una cantina piena di negri analfabeti che cantano il soul mentre raccolgono bulloni in ceramica dai campi con lo zio Jeb che li sorveglia con pipa e doppietta.
IN questo senso, il frontend della situazione sta manipolando il “rating”, ovvero l’impressione che gli altri avranno di te. Il problema e’ che questo e’, in alcune culture, una truffa. Per altri e’ furbizia, quindi qualcosa di auspicabile, per altri ancora e’ essere dei “braves”, per cui gente cazzuta che rischia di essere presa e se ce la fa, allora sei un vincente.
Ma adesso immaginiamo la cosa a livello sistemico. In un paese ove il pagamento segue la consegna -non e’ cosi’ ovunque-, il problema di CHIUNQUE e’ quello di essere pagati.
Questo puo’ essere giusto o sbagliato, ma il punto e’ che seleziona un solo modello di imprenditore vincente, ovvero colui che ha le conoscenze personali.
Se conoscete di persona tizio, caio, sempronio, e avete metodi diretti ed indiretti per essere certi che vi paghino, ovviamente siete avvantaggiati rispetto a coloro che devono decidere se osare il salto di qualita’ e prendere la commessa o meno. Alla lunga, una “selezione naturale” di questo tipo otterra’ questi effetti:
  • Se papa’ aveva l’azienda avviata, e quindi le conoscenze, potete osare piu’ di chi ha appena aperto l’azienda e deve ancora crescere.Questo produce una mistura infame tra venditori e titolari, trasformando il titolare in un commerciale puro e non in un industriale.
  • Se non avete papa’, il primo dei vostri problemi non e’ quello di vendere o far funzionare l’azienda, ma di coltivare rapporti personali. Questo produce una mistura infame tra venditori e titolari, trasformando il titolare in un commerciale puro e non in un industriale.
Alla fine , il sistema economico sara’ composto -come e’ in Italia- da una casta di personaggi che di fatto si conoscono tra loro e possono facilmente gestire i flussi di credito. Questo sistema e’ cosi’ consolidato, in secoli e secoli di pratica familistica, che innanzitutto e’ impossibile per le nuove imprese farsi conoscere, ma contemporaneamente farsi conoscere e’ la prima priorita’ delle aziende, il che le trasforma, per i primi periodi, in schiavi-fornitori dei loro grandi clienti. In pratica, le piccole aziende non possono muoversi da sole, hanno bisogno di essere introdotte, e quindi sono schiave di chi le introduce. Bassi margini e capricci da soddisfare, sino a volte rasentare l’umiliazione.
Ma possiamo fare anche il discorso opposto. Che cosa succederebbe se introducessimo DAVVERO un sistema di credit rating che permetta a CHIUNQUE di correre per qualsiasi gara?
Il primo punto e’ che questo “valore aggiunto” di appartenere al “giro” ha un prezzo. Se osservate i margini delle aziende “nel giro” e lo confrontate con quello delle aziende “fuori” , notate subito la differenza. IN questo senso, quindi, il mercato e’ inefficiente. Del resto, essendo l’offerta limitata a coloro che conoscono -o pensano di conoscere- la situazione del pagante, e’ ovvio che i prezzi saranno alti e tutto e’ gestito da una specie di cartello.
D’altro canto, possiamo fare una simulazione. Diciamo che c’e’ Tizio , che vuole comprare. Caio, che lo conosce, e fa l’offerta “con la ciccia”. Sempronio, che e’ il nuovo arrivato, e’ piu’ efficiente di Caio e ha prezzi inferiori.
Nel caso, diciamo che Sempronio, grazie ad un credit rating, riesce a capire che Tizio e’ un buon pagatore. D’altro canto, Tizio usa un sistema di rating, e scopre che Sempronio non chiude prima di fornire i beni o i servizi.
A quel punto, succedera’ che Tizio sceglie Sempronio.
Capite bene una prima cosa: a Caio, ad ogni Caio, non fa comodo che esista un sistema economico di rating in Italia. Siccome la sua forza consiste nell’essere l’unico che conosce bene Tizio e quindi si espone con lui a rischio, persa questa forza, e’ ormai fuori mercato.

Punto primo. Se voleste creare simili sistemi di rating, ed offrirli al grande pubblico, avrete l’ostilita’ di Caio. Di ogni maledetto Caio che e’ “nel giro”. Subirete querele per diffamazione, false segnalazioni, sabotaggi di ogni genere. Gia’ oggi, la Caio’s lobby e’ riuscita ad ottenere leggi cosi’ restrittive riguardo la “privacy” , che fare questo genere di cose e’ difficilissimo . Possibile, ma molto piu’ difficile che non altrove.

D’altro canto, c’e’ un secondo problema. Tizio , che e’ abituato a fornirsi da Caio, non vuole cambiare.
Non vuole cambiare perche’ la sua posizione di cliente privilegiato e di “presunto amico di affari” lo mette in una situazione d’oro. Oltre a poter chiedere dilazioni allucinanti, puo’ chiedere a Caio favori extracontrattuali che in un contesto di mercato “puro” non potrebbe chiedere. Insomma, tiene Caio per le palle.
Il lato cosiddetto “umano” della cosa e’ ferocissimo. Se Tizio si fornisce da Sempronio e non da Caio, sa gia’ che Caio diventera’ piu’ rigido e che non fara’ piu’ favori. Si “offendera’ ” e sara’ meno prono ai suoi capricci. Il che significa, essenzialmente, che si tratta di una relazione di potere a tutti gli effetti. Potere che Tizio non vuole perdere, e che Sempronio -essendo un cliente per una botta e via- non gli garantita’ mai.
Questo significa un’altra cosa:

Punto secondo. Se voleste creare sistemi di rating per ottenere efficienza di mercato, oltre alla lobby di Caio avreste contro la lobby di Tizio. La lobby di tizio, viziatissima, e’ abituata ad esercitare il suo potere di mercato -di essere la domanda- in maniera dispotica, vessatoria, assolutamente inesplicabile per chi viene da fuori. Vuole, cioe’, essere “coccolato”.

Allora capiamoci: chi ha, in realta’, convenienza ad avere sistemi del genere? Ma e’ sempre il solito Sempronio, che ha aperto un’azienda per passione, per l’idea, non ha il papa’ nel “giro”, e quindi deve raccogliere le briciole, o aspettare che arrivi l’occasione.
Quando avevo l’helpdesk, per puro caso ebbi la possibilita’ di rasentare questo stato. Quando ebbi questa possibilita’, e dissi di no. Dissi di no perche’ la cifra era molto alta -in caso di mancato pagamento sarebbe stata la fine- e quindi non volli rischiare tutto per qualcuno che non conoscevo.
Se avessi avuto un sistema di rating probabilmente avrei concluso che il tizio era solvibile, e quindi avrei corso. Se avessi vinto, pero’, il mio cliente mi avrebbe moopolizzato, e usando un dispotismo capace di impegnarti tutto il tempo per dettagli insignificanti, avrebbe cercato -come hanno fatto altri- di diventare il mio unico cliente.
Fatto questo, avrebbe fatto il bello ed il cattivo tempo coi prezzi.  Certo, potevo portare a casa la ciccia e tornare amici come prima, e quindi la battaglia doveva iniziare. Del resto, con un sistema di rating, avrei potuto tornare amici come prima e tentare altre gare.
 senza un sistema di rating, non ho potuto davvero valutare pro e contro: quel tizio era uno sconosciuto, e comunque non potevo  scegliere. Avrei potuto fare guerra di nervi, o altro, ma senza la sostenibilita’ economica era impossibile.
E quindi, il risultato della mancanza di queste aziende di rating, o meglio la qualita’ principale di questo ambiente, e’ la seguente:
  1. C’e’ il giro dei clienti B2B, ovvero delle aziende che comprano servizi e beni da altre aziende. Questi clienti si beano della loro potenza, cioe’ di costituire la (poca) domanda, di essere poco conosciuti e quindi di tenere per le palle i propri clienti.
  2. C’e’ il giro dei fornitori B2B, cioe’ aziende che vendono servizi e beni ad altre aziende. Questi sono vessati e devono “coccolare” il cliente, ma in compenso , conoscendo bene quali clienti hanno i soldi, godono di una posizione privilegiata.
  3. C’e’ il giro delle nuove aziende, un sottobosco di persone che si spartiscono le briciole, che vivono a digiuno e briciole e fido, che non possono fare salti di qualita’ perche’ troppo rischiosi, almeno sino a quando non trovano l’ aggancio giusto. Poiche’ non lo trovano quasi mai, la stragrande maggioranza di esse chiude dopo 4 anni.
Questo e’ il punto: aprire il mercato vi mette contro PER INTERO le classi 1 e 2. Se fondare un’azienda di rating del credito , saprete che non la usera’ ne’ tizio ne’ caio, perche’ solo dire di aver fatto ricerche e’ un insulto, e al massimo la usera’ sempronio. Il quale ha solo le briciole del mercato e la usa per autodifesa, anziche’ per cercare migliori opportunita’.
Si tratta di un gioco loose-loose, che ha il maledetto vizio di essere stabilissimo, come ogni minimo assoluto di potenziale.

E’ inutile che vi illudiate che le caste in Italia siano prodotte solo dalle leggi e dai protezionismi garantiti dal governo. Esistono moltissime caste  , in campo aziendale, che derivano semplicemente dalla deliberata intenzione di costituirne una.

Io auguro tutta la fortuna del mondo a chi apre aziende del genere, e spero che riescano davvero a cambiare il paese, ma sino a chie tutti gli attori principali vogliono rimanere come sono ora, definendo “umani” i rapporti clientelari tra aziende, solo i Sempronio possono cambiare le cose, ma non hanno il potere.
Quindi, molti auguri.
Ma non scommetterei su di voi.

 

Uriel