Il pasto degli squali.

Proprio ieri guardavo la mia casa italiana -sono qui per le ultime cose da spostare , poi non so quando tornero’- e avevo un poco di magone. Guardavo tutte le cose che ho fatto in dieci anni – il bosco diventato giardino, tutte le cose che ho aggiunto- e avevo il magone. Mi e’ passato quando ho letto di nuovo i giornali – la sfiducia al governo e il suo crollo di oggi. Avete idea di cosa sta per succedere?

Sta per chiudersi l’anno fiscale per molte entita’ finanziarie , per alcune il semestre e per alcune il quarter. E’ pieno zeppo di squali che sono indietro coi risultati ottenuti e devono portare a casa una libbra di carne entro l’anno.
Hanno bisogno di una preda ricca e facile, da spolpare in pochi giorni e con poco sforzo. Gli avete consegnato una nazione con un pil di 1600 miliardi di euro. Se c’e’ un momento che merita una folla inferocita sottocasa coi forconi e le torce, e’ proprio questo.
Moltissime di queste entita’ hanno perso soldi scommettendo in una dissoluzione dell’ UE e dell’ Euro, e vedono riaccendersi le speranze. Qualche maligno potrebbe sospettare che Silvio sia stato pagato da queste entita’ e visto che coi soldi in gioco Silvio ci rimetterebbe in sesto le finanze di famiglia – un poco provate a dire il vero – , se qualche maligno lo insinuasse sarebbe molto difficile dargli torto.
Ha fatto bene Monti a dimettersi immediatamente. Qualsiasi cosa Silvio voglia fare al suo partito dovra’ farla durante due mesi in cui l’ Italia sara’ sotto assalto di tutti, tutti i peggiori squali del mondo finanziario. FORSE alcune barriere messe in atto dall’ UE – come il divieto di vendita allo scoperto – potranno mitigare il problema.
Ma a meno di miracoli, la borsa di Milano si appresta ad aprire lunedi’ in mezzo ad un disastro, e no, il problema non e’ lo spread: e’ lo stato delle banche italiane. Le banche italiane non hanno sbocchi.
I soldi li hanno – dal momento che li lasciano (in quelle quantita’)  in deposito overnight alla BCE , e’ chiaro che ne hanno a strafottere – ma non possono darli. Perche’?
Perche’ i bilanci delle PMI -ed i bilanci in generale- non sono credibili. In Italia, per dirne una, e’ possibile mettere a bilancio dei titoli con il valore giornale di acquisto. Significa che se avete comprato titoli Unicredit quando valevano 10, e oggi valgono qualcosa come 0.7, potete ancora metterli a bilancio a 10. In generale, dopo i rilassamenti legati alla disciplina di bilancio, che in Italia dovrebbe chiamarsi barzelletta di bilancio, un bilancio non vale niente.
Conoscere lo stato economico reale di un’azienda leggendone il bilancio e’ semplicemente una chimera. Per le banche, prestare soldi alle aziende e’ come giocarli alla roulette, solo che e’ meno divertente. (se vi diverte la roulette. A me sembra un esame di calcolo delle probabilita’ con le troie attorno).
Hanno rimediato comprando titoli italiani, che insomma , butta via, un 6% di cedola non si butta via. Ma adesso questi titoli sono declassati e in pochi giorni saranno ancora piu’ declassati, diventando tossici. Il che produrra’ un nuovo declassamento delle banche italiane, fara’ alzare il costo del denaro ancora, lo spread e blablabla.
Monti ha fatto bene a dimettersi subito e a far invocare le elezioni subito. Solo due mesi di tribolazione , considerando il calendario delle aste ha cercato di limitare il danno.
E’ chiaro che se Monti fosse rimasto al governo azzoppato per cinque-sei mesi, sarebbe stata la fine certa. Che cosa succede adesso?
Sono 20 giorni di Dicembre, 31 di Gennaio e 10 di FEbbraio di tribolazione. Il calendario delle aste pero’  e’ confortante.
Come nuovi titoli c’e’ una emissione da 10 miliardi:
E come calendario complessivo non c’e’ tantissimo in termini di cifre:
Quindi la tribolazione colpira’ molto di piu’ il mondo delle banche italiane. In che stato sono le banche italiane? Beh, diciamo che abbiamo gettato un tacchino arrosto in una vasca piena di squali. Non so quanto appetito abbiano gli quali -temo tantissimo- e quale miracolo possa salvarle , del resto due mesi sono pochi e ci sono chiusure natalizie , quindi non e’ possibile prevedere nulla.
Il rischio peggiore e’ che il panico delle banche italiane sia tale da forzarle a buttare sul mercato il debito italiano per rimborsare subito  l’ LTRO alla BCE, nel timore di doverlo rimborsare in lire. In quel caso, oltre al debito schizzato alle stelle e allo spread nell’ordine del migliaio di punti, ci si troverebbe con la paralisi totale del credito , che e’ gia’ in corso, e  con bilanci di fine anno a dir poco drammatici.
In questo caso le borse europee collasserebbero immediatamente e per due mesi stareste li’ a guardare in TV i dati di un disastro. Invidierete gli israeliani sotto i missili. Almeno quelli si sa da dove arrivino.
Nel caso migliore, qualcuno – non capisco chi – potra’ far fuori Berlusconi dai giochi. Non so se sia possibile un decreto presidenziale , un DPR, che impedisca sin da subito ai condannati di candidarsi. Impedirlo lo puo’ fare in tanti modi, semplicemente agendo sui regolamenti di presentazione delle liste.
In tal caso, si direbbe “bye bye Berlusconi” e il discorso finirebbe: avremmo di fronte normali elezioni politiche.
Non so in quali altri modi si possa impedire a Berlusconi di candidarsi ancora -il mondo lo teme, il Germania lo hanno definito “il fantasma malvagio”, a parte il fatto di aver tirato troppo sulle date.
C’e’ una seconda opzione che potrebbe mettere fuori gioco il cavaliere: che il presidente decida di conferire a Berlusconi l’incarico di formare un nuovo governo sino a scadenza.
E’ terribile? Illegittimo? Beh, no: teoricamente i voti per governare in Parlamento Berlusconi li ha. Sulla carta e’ ancora il primo partito del paese, insieme alla Lega. Almeno sulla carta e alle camere. Silvio puo’ sempre farsi un giro rimanendo al governo durante la campagna elettorale a godersi la musica di un partito allo sfascio e una nazione che casca a pezzi, oppure potrebbe dire di no. Ma se dicesse di no, si troverebbe nella imbarazzante situazione di aver voluto la bicicletta e non aver voluto pedalare.
Se davvero Berlusconi dice di avere la maggioranza e di aver fatto un passo indietro senza essere costretto, non dovrebbe avere problemi a farne uno in avanti. Ma ne’ la Lega ne’ il PDL lo seguirebbero.
Ovviamente si tratta di sogni. Come quando sei a corto di soldi e sogni di vincere alla lotteria. Di fatto si andra’ a votare il 10 febbraio, con Grillo ancora vigoroso, due mesi di distruzione del morale degli italiani (non dimentichiamo che a Natale le spese vengono sempre confrontate coi mesi precedenti) , con le borse vicine al collasso e le banche italiane che affogano, e il relativo collasso immobiliare. Perche’ quando si saranno liberate dei titoli di stato tossici, dovranno iniziare a liberarsi degli insoluti: mutui e finanziamenti alle aziende.
Pignoreranno case e immobili aziendali, e inizieranno a buttarli sul mercato. Et voila’.
Trovo assai difficile vedere la luce alla fine del tunnel. Bersani – piaccia o meno – e’ un emerito sconosciuto, e comunque il suo programma sara’ un programma di emergenza, dal momento che nei 61 giorni che separano il paese dalle elezioni succedera’ di tutto.
Non e’ possibile nemmeno dire che cosa succederebbe all’europa e alla sua economia, se per caso si arrivasse davvero al default italiano NELLE CONDIZIONI DI OGGI. Chi va via, come me, sta saltando su una scialuppa, non su una nave piu’ solida.
Cosi’ ieri io ero a guardare la mia casa italiana. E tutto quello che ho fatto qui. E quello che sto lasciando. E mi chiedevo se ci fosse una speranza, un appiglio per dire – no, ferma, forse c’e’ un futuro. Crediamoci. Sono ancora in tempo.
MA poi leggi i titoli dei giornali.  E so che a milioni andranno a votare per il PDL oggi.
Checcazzo, ragazzi, neanche un fanatico suicida lo farebbe. Non perche’ sia pericoloso.
Oggi c’e’ una sola cosa da fare.
Nel frattempo, mi raccomando: date tutta la colpa alla Merkel. Cosi’ si che ne uscirete.
Uriel