I salotti proni della finanza italiana.

Nelle ultime (e purtroppo quasi finite) settimane di ferie , ho letto molta piu’ stampa italiana del solito, e ho notato una catastrofica tendenza al leccaggio del culo da parte dei giornali dei “Salotti buoni” della finanza italiana. Mi referisco al Corriere della Serva e alla Sepubblica.

Per prima cosa vi faccio una domanda: come va, oggi Alitalia? Ritardi? Malfunzionamenti? Scioperi? Gente ferma in aereporto? Ovviamente non vi chiedo di dirmi se qualcuno di voi era dentro un aereo di Alitalia e ha avuto dei problemi. Sarebbe una risposta scontata. No, quello che vi chiedo e’ come sia, giornali alla mano, il servizio Alitalia oggi.
La risposta e’ che ne avete sentito parlare poco, pochissimo.
Cosi’ vi faccio un’altra domanda: nell’ondata di maltempo che ha colpito il paese, come e’ uscita Alitalia? Ritardi? Voli annullati? Bagagli persi? Passeggeri bivaccati negli aereoporti? Ancora una volta, non voglio sapere se sia toccato a voi, ma semplicemente che cosa hanno riportato i giornali. Poco, molto poco. Molto meno di come si siano accaniti sui treni.

Nulla. Alitalia si e’ trasformata in una gioiosa macchina da guerra, da quando e’ stata rilevata dai Salotti Buoni della Finanza Italiana®. O almeno, a quanto dicono i giornali maintstream italiani. Che sono proprieta’… dei Salotti Buoni della Finanza Italiana®.(1)
Andiamo avanti.  Le autostrade. Ora, c’e’ stato un periodo di maltempo negli ultimi giorni. Di solito, quel che succede e’ che le autostrade italiane, o meglio le autobuche italiane , in questi casi sono nella merda sino al collo. Ci sono inevitabilmente code, gente in auto per il ponte di natale che viene bloccata. Anzi, di solito i grandi periodi di natale sono gia’ forieri di guai senza il maltempo. Figuriamoci col maltempo.
Invece no: sono crollate alcune statali in liguria, ci sono stati problemi sui passi alpini, ma le autostrade no. Le autostrade italiane, contrariamente agli altri anni, sono diventate un mostro di efficienza antineve, capaci di sgomberare in tempo reale le buche le strade , di soccorrere in elicottero ogni singolo viaggiatore in difficolta’.
Al contrario, stiamo assistento al presunto botto dell’ AV. Apprendiamo che il buon Guariniello abbia aperto un’inchiesta, nella quale avrebbe stabilito che il 70% dei treni TAV sia in ritardo. (2) Il problema non sta nell’enormita’ del dato (il procuratore, furbo, ha selezionato 420 treni. A 110 treni AV al giorno, ha selezionato 3 giorni e rotti. In pratica , un momento di picco dei problemi dovuti al maltempo, allo scopo di drogare il dato) , quanto il fatto che un tizio abbia deciso di aprire un’inchiesta e prendere delle statistiche sui ritardi: in ultima analisi, qual’e’ il problema penale?
Il ritardo e’ seccante, in sede giuridica puo’ essere un problema di diritto civile, ma non e’ un reato, come lo stesso procuratore Guariniello ammette. Ora, la domanda e’: ma perche’ questo tizio sta spendendo dei soldi del contribuente solo allo scopo di dare notizie negative e viziate ai  giornali dei Salotti Buoni della Finanza Italiana®? Onestamente, io porterei il caso alla corte dei conti, perche’ non si capisce a quale titolo qusto signore sia intervenuto: e’ vero che c’e’ stato un esposto sui ritardi , ma di certo fare statistiche su tre giorni di  ritardi non dimostra nulla, visto che non si tratta neppure di una vera stima, visto il campione.
Il vero problema e’ la distribuzione del capitale in gioco. Trenitalia, coi suoi 110 treni al giorno, sta muovendo 110.000 persone al giorno da Napoli a Torino. Questo infligge un colpo molto duro sia al traffico delle autobuche autostrade italiane, sia ad Alitalia , che si vede togliere traffico alla sua tratta di maggiore monopolio resa.
Ci sono quindi due grandi schieramenti in gioco: da un lato i Salotti Buoni della Finanza Italiana®, che possiedono quote importanti sia di autobuche autostrade Spa, e che si sono messi in gioco con Alitalia al fine di somministrarle il famoso trattamento De Benedetti(3) , la cui capacita’ di movimento di idioti va dai verdi alle cosiddette associazioni di consumatori, e dall’altro un’azienda come Trenitalia, che ha la sfortuna di non aver ancora subito il Trattamento De Benedetti a beneficio dei Salotti Buoni della Finanza Italiana®.
Cosi’, in questi giorni ne succedono di tutti i colori: e’ sembrato che l’ Italia sia stata l’unica nazione coi treni fermi, quando si sono fermati anche in Germania e Francia, si e’ parlato di un fantomatico treno tedesco che da solo risolverebbe tutti i problemi dei viaggiatori se ci fosse nei tabelloni (4), abbiamo visto magistrati spendere soldi del consumatore per fare statistiche su fenomeni (i ritardi) che non sono dei crimini, e chi piu’ ne ha e piu’ ne metta.
La realta’ e’ contenuta nel rapporto di Guariniello: su un campione di 420 treni preso mentre ne girano 110 al giorno, cioe’ per i tre giorni di maltempo, il 70% dei treni erano in ritardo, la maggior parte di quindici minuti.
Ora, se nella mia esperienza di volo io considerassi i quindici minuti di ritardo degli aerei, non si salverebbe neanche l’Air Force One. Tralasciando la folla di idioti che porta in aereo anche la gabbia del polli e fa perdere tempo alle hostess nel tentativo di sistemare la loro cabina del telefono preferita nel vano bagagli, fino ai ritardi nello scarico di valigie, per non parlare del fatto che una coincidenza tra due aerei implica un intervallo “di sicurezza” di almeno un’ora .
Niente: di tutto questo non c’e’ nulla; nemmeno in seguito ai nuovi controlli di sicurezza seguiti al non attentato terroristico, (5) qualche giornale dei Salotti Buoni della Finanza Italiana® ha osato menzionare che questo avrebbe portato ritardi e code ai check-in. Invece, so benissimo che il prossimo lunedi’ sara’ meglio che mi presenti con DUE ore di anticipo , visto che avranno regolato i sensori cosi’ duramente che la mia emoglobina fara’ scattare i rilevatori di metallo: “prego, puo’ mettere i suoi globuli rossi sul nastro”?
Insomma, per decreto dei Salotti Buoni della Finanza Italiana® , Alitalia e Autostrade si sono trasformate in una gioiosa macchina da guerra di geometrica potenza. Nemmeno in caso di maltempo i prodi piloti di Alitalia si fermano, e se un aereo di Alitalia si schiantasse su un palazzo, sono certo che il Corriere titolerebbe “Alitalia, atterraggio record.I piloti riescono ad atterrare su un balcone: in paradiso tutti i passeggeri.Gratis.”, mentre Repubblica scriverebbe “Berlusconi costruisce un palazzo per fermare Alitalia. I piloti “andiamo avanti”. Di Pietro direbbe “Berlusconi ha fatto cadere un aereo per non farsi processare“, e cosi’ via.
Sembra che nemmeno il senso del ridicolo fermi questi giornali, ma la cosa che mi lascia veramente perplesso sono i blogger. Essi stanno amplificando semplicemente la voce dei Salotti Buoni della Finanza Italiana®, spinti da quella voglia di parlare contro che non si rendono conto di stare venendo aizzati contro Trenitalia, colpevole di essere un’azienda non ancora DeBenedettizzata , e di far concorrenza alle aziende Debenedettizzate  come Societa’ Autobuche Autostrade e Alitalia CAI Sarcazzocosa.
Cosi’, oggi il lettore sa che la neve ha bloccato le ferrovie, sa che ha bloccato alcune citta’ -le citta’ non interessano i Salotti Buoni della Finanza Italiana® – ma non sappiamo nulla della performance attuale di Alitalia, ne’ di come si siano comportate le autostrade, visto che tutta l’enfasi e’ stata data alle statali franate e ai fiumi che rischiavano di tracimare.
Sono certo che se invitassi i lettori a scrivere qui i disagi subiti sulle autostrade o sugli aerei di Alitalia otterrei un bagno di sangue, ma i giornali dei  Salotti Buoni della Finanza Italiana® preferiscono comportarsi come se l’unica azienda ad avere dei problemi siano  stati i treni ad alta velocita’.  Perche’ questo preme ai loro padroni: fermare questo stillicidio di 110.000 persone al giorno sottratte ai pedaggi, agli aerei (cioe’ all’inquinamento, ma questo ai verdi dei alotti Buoni della Finanza Italiana® non sembra importare) dei soliti amici degli amici.
E ovviamente, vedrete che prima o poi si proporra’ la cura De Benedetti anche per Trenitalia. Un bel partner straniero che ne rilevi un’altra fetta considerevole, per far contento il partito del Times, una bella demolizione della TAV, per non scontentare i bravi di Giovanni delle Lamiere® che vogliono vedere ancora piu’ auto sulle autostrade, cosa che fa felice anche Toni&Bepi delle Pecore Colorate, e possibilmente permettere un altro colpo gobbo all’ Ingegner Svendita&Disoccupazione.
E tra le grida di squilibrati verdognoli, grillini prepotenti , tardone indignate, consumatori urlanti , si consuma la distruzione dell’unico patrimonio industriale che il paese abbia mai avuto.
In ogni caso, potete avere una mappa dei media che sono parte integrante dei  Salotti Buoni della Finanza Italiana®, semplicemente osservando quanto sparino su Trenitalia, e quanto poco sparino su Alitalia e Societa’ Autostrade, in concomitanza dello stesso fenomeno atmosferico.
E potete anche notare la stupidita’ dei singoli blogger che si accodano allo spara-spara iniziato dai media mainstream, credendo di formare un giornalismo indipendente e critico, e formando invece un corettino mainstream che amplifica quanto detto dai Salotti Buoni della Finanza Italiana®.
Qui non si tratta di difendere o meno Trenitalia. Qui si tratta di notare come i problemi di Alitalia e di Societa’ Autostrade siano scomparsi dai media, ridotti, attenuati. Stiamo parlando di media che tentano di sviare passeggeri di treno su degli aerei dei quali non pubblicano le difficolta’ e le tragedie , su aereoporti bloccati come e piu’ delle ferrovie per il maltempo, su aerei bloccati ancora piu’ dei treni, su autostrade intasate e pericolose.
Il tutto perche’ Trenitalia non ha ancora subito la cura a base di Giustizia, Liberta’, Disoccupazione e Svendita, e la TAV sta dando fastidio ai Salotti Buoni della Finanza Italiana®, ai Giovanni delle Lamiere® , Toni&Bepi delle Pecore Colorate®, ai Colla&ninnenanne della situazione. E i blog che si allineano, troppo allettati dalla falsa idea di fare giornalismo di denuncia, di fare giornalismo contro, senza capire che sparare su Trenitalia significa semplicemente distogliere l’attenzione da due carcasse (finanziarie e tecnologiche) come Alitalia e Autostrade.

Uriel

(1) I salotti buoni della finanza italiana sono tali perche’ ammanicati coi salotti buoni della politica italiana, of course.
(2) Vista la topologia della rete, e’ semplicemente impossibile, perche’ oltre il 50% di treni in ritardo, tutti i treni vanno in ritardo. Il numero di guasti raggiunge la saturazione ed il blocco della rete intera ben prima del 70%.
(3)De Benedetti, lo pseudoimprenditore italiano, ha un curriculum di tutto rispetto di trasformazione in fuffa finanziarizzazione di aziende, riduzione ai minimi termini e svendita a capitali stranieri. Destino che e’ toccato, con poche eccezioni, a tutto cio’ che lo stato ha “privatizzato” mettendolo nelle mani dei Salotti Buoni della Finanza Italiana®. Per “Trattamento De Benedetti” intendo una manovra che produce disoccupazione, soddisfazione degli azionisti, riduzione delle aziende e successiva vandita sottocosto ad uno straniero.  Piu’ che Giustizia e Liberta’, De Benedetti avrebbe dovuto chamare “Disoccupazione e Financial Times” il suo salotto, visto che si tratta degli obiettivi che ha seguito maggiormente. Ringrazio il cielo che Mondadori sia finita a Berlusconi, rimanendo un grande gruppo editoriale italiano: l’avesse presa in mano De Benedetti, oggi Mondadori sarebbe “Amazon Spaghetti”, o giu’ di li: comprata, smantellata e rivenduta a due lire a qualche straniero.
(4) L’esistenza di tale treno, ovviamente, risolverebbe ogni problema possibile della rete ferroviaria. Ovviamente , userebbero binari segreti posati in Italia dalla Wehrmacht., e quindi non risentirebbero dei ritardi della rete ferroviaria. Ah, si’: qualcuno spieghi a questi giornalisti la differenza tra Trenitalia e Rfi , rete ferroviaria italiana. Potrebbero scoprire che le stazioni e la gestione degli orari non siano del tutto una colpa di Trenitalia.
(5) Ormai sembra di essere nel paese delle meraviglie. Li’ si festeggiavano i non-compleanni, qui ci si terrorizza per i non-attentati.