I prigionieri.(lettera ai catastrofisti)

Mentre torna la guerra sui mercati, vedo sui vari forum della finanza che ci si augura il disastro della zona UE, (basterebbe dare un occhio qui per capire cosa succederebbe svalutando) altri che parlano di sistema che crolla (con gioia), altri che annunciano l’arrivo di un planetoide sul pianeta terra… sempre con gioia. Si tratta di normalissimi millennarismi, ma la vera domanda e’ “per quale motivo le notizie di catastrofi, che dovrebbero spaventare, vengono accolte con gioia?”. Perche’ mi scrivono i complottisti cosi’ FELICI di “sta crollando tutto” (personalmente non credo) , quando essendo le loro esistenze gia’ provate dalla crisi dovrebbero invece AVERNE PAURA?

Possiamo chiederci: chi, di preciso, si augura un terremoto devastante? Chi si augura un incendio, la fine dello stato, la distruzione totale? Volete sapere chi?

Gli ergastolani e i condannati a morte.

E volete sapere perche’? Perche’ un terremoto e’ l’unica speranza che hanno di uscire da li’. Di non scontare la pena.

Nello scorso post ho parlato di quotidianita’. Ho detto, e ne rimango convinto, che nessuno potra’ mai cambiare l’ Italia se non DISTRUGGENDO la quotidianita’ degli italiani. Essendo la quotidianita’ IL MALE del paese, ovvero essendo i disastri italiani il risultato inevitabile del comportamento quotidiano della popolazione -molto piu’ di quanto non lo sia del comportamento dei politici – per ricostruire il paese occorre annientare il quotidiano.

Ma la domanda a quel punto e’: si, ma come fai? Ed e’ una domanda sensata, per una semplice ragione: il quotidiano e’ un processo collettivo, e non individuale.

L’italiano non vuole essere multato quando parcheggia in doppia fila. E vi pargheggia. Cosi’ facendo aumenta il traffico, che lo costringe a fare acrobazie per portare i figli a scuola, visto che impiega di piu’. Ma non puo’ fare altrimenti, perche’ ha comprato casa lontano da dove lavora. Ma non poteva comprar casa vicino perche’ costava troppo. E non puo’ spostarsi perche’ ha comprato casa.(1) E gli orari di lavoro sono quelli. E via andare.

Se andiamo avanti cosi’, scopriamo una semplice cosa: il quotidiano degli italiani e’ tale che essi non possono apportarvi NESSUN cambiamento. Neanche minimo. La verita’ e’che non avete la minima chance di decidere come passare la giornata, neanche nel cosiddetto “tempo libero”.

Il quotidiano , che e’ causa del disastro italiano, vi ingabbia. Avete comprato una casa col mutuo quando potevate stare in affitto e godere della mobilita’ per trovare lavoro altrove,  ma eravate “costretti”, isn’t it? Perche’ tutti fanno cosi’, giusto?  Perche’ se una coppia entra in agenzia e cerca una casa in affitto si vede offrire un mutuo, giusto? Perche’ il quotidiano italiano e’ fatto di padroncini che non affittano a gente con figli, e blabla. Il quotidiano vi ha costretti, giusto?

E quando lo avete fatto, avete fatto stimare la casa dal perito dell’agenzia. Che non l’ha neanche vista, ma ha fornito la stima alla banca , che tramite quel valore ha acceso il mutuo. Avete chiesto al perito il valore REALE della casa? No, ovviamente. Non lo fa nessuno, e poi si e’ ormai stabilito un quotidiano collettivo per cui “si fa cosi’”. E’ quasi un’offesa portare il vostro perito a stimare la casa, oggi.

E poi dovete portare il bambino a scuola, e poi i tre quarti d’ora per andare al lavoro in citta’, perche’ il quotidiano collettivo ha vietato il lavoro da casa -persino se converrebbe ai datori di lavoro risparmiare sulle infrastrutture-, e cosi’ via.

Il 90% del vostro tempo non e’ allocato DA VOI. E’ allocato dal “quotidiano collettivo”. Una rete fittissima di interazioni con cattive abitudini altrui, cui si sommano giocoforza le vostre, costruisce una serie di catene , di sbarre, una PRIGIONE DI CATTIVE ABITUDINI dalle quali NON POTETE liberarvi perche’ sono spesso il prodotto delle cattive abitudini altrui.

Potreste non mettere l’auto in doppia fila, SE il traffico fosse scorrevole, ma ALTRI che mettono l’auto in doppia fila costringono VOI a farlo.

ALTRI che hanno comprato case a iosa hanno stravolto il mercato degli affitti, spingendovi a comprare casa con lo stesso meccanismo che ha portato gli affitti a salire ancora, che hanno portato altra gente a comprare casa col mutuo, che….

La verita’ e’ che siete prigioneri del quotidiano collettivo.

Siete ergastolani, condannati A VITA dentro una prigione di cattive abitudini, che vi fanno SPRECARE TEMPO. Ogni settimana sprecate 18 ore dentro il traffico. Ne sprecate in coda al supermercato.

Per questo VI PIACE pensare al meteorite che colpira’ la terra. E’ una LIBERAZIONE, non e’ cosi’. Perche’ in fondo maledite quel mutuo che e’ come una catena al piede. Magari avete visto una bella occasione nella citta’ vicina, o all’estero. MA NON POTETE. Siete incatenati  , dal rituale italiano “meglio essere proprietari che pagare un affitto”.

Per questo vi piace pensare al crollo dell’ Europa, dell’ occidente, alla profezia dei Maya, alla rivoluzione. Ecco, parliamo di rivoluzione.

Avete visto cosa e’ successo in Egitto o in Siria, o in Tunisia. Tutta quella gente in piazza. Ma non lo potete fare. Sapete perche’?

PERCHE’ DOVETE ANDARE A LAVORARE E PORTARE IL BIMBO A SCUOLA E POI DOVETE ANDARE A FARE LA SPESA E POI ….

Voi non POTETE fare la rivoluzione come in Egitto o in Tunisia o in Libia. Perche’ siete PRIGIONIERI. Il vostro tempo NON LO GESTITE VOI. DOVETE ANDARE A LAVORARE, CAPITO? C’E’ BISOGNO DI VOI!

Non avete la LIBERTA’ di decidere che e’ ora di scendere in piazza. L:a vostra VITA, il vostro QUOTIDIANO COLLETTIVO agisce come una catena, che vi impedisce di scegliere se dedicare del tempo a qualcosa. Non ce lo avete, il tempo da dedicare a qualcosa. Questa e’ la CATENA.

Non potete decidere di cambiare citta’. Vi piacerebbe vivere sul mare? Beh, cercate lavoro in una citta’ sul mare, no? Eh, ma ci sono i legami familiari. Il nonno diventa vecchio. E poi gli amici. E poi c’e’ il mutuo casa. E poi la bimba deve cambiare scuola  , e poi, e poi. TUTTE CATENE.

Io lo so. Sono venuto via dall’ Italia, e presto mi raggiungera’ la famiglia. E la bimba? Imparera’ un’altra lingua o due. E la casa? Si cambia casa. E il lavoro? Si cambia lavoro. E i vecchi? Sono stati. E gli amici. Ci si ritrovera’, prima o poi. Questa e’, innanzitutto, LIBERTA’.

Quando dico a qualcuno “ma vieni via da quel paese, non vedi che sta affondando?”, spesso mi sento rispondere che “non posso”. E il mutuo, e la casa, e i figli, e gli amici, e i vecchi, e i parenti, e i legami, e il lavoro.

CATENE.

La vostra vita e’ fatta di catene.

Pensate di fare le cose che fate volontariamente, ma solo QUANDO sognate di andarvene, capite che SIETE OBBLIGATI.

Fate una prova con voi stessi: volete una seconda vita. Volete andare altrove. Come sto facendo io e la mia famiglia. Il posto? Non deve piacervi per forza la Germania. Diciamo Irlanda. Bellissima, l’ Irlanda. Se vi piace, ci sono dei paesi lungo la costa dove potete vivere di … di felicita’.  Potete ricominciare daccapo.

Allora fate il viaggetto in aereo , e fate il colloquio. Oh, con internet trovate l’offerta, non vi preoccupate. Ma non potete. E il mutuo, e la casa, e i figli, e gli amici, e i vecchi, e i parenti, e i legami, e il lavoro: se avete un’azienda, aveta ALTRE catene chiamate FIDI, chiamate DEBITI.

Non potete NEMMENO CHIUDERE: la vostra azienda e’ diventata UNA PRIGIONE!

SIETE PRIGIONIERI della vostra stessa VITA. Il quotidiano e’ UNA PRIGIONE. E la prova e’ che se provate a progettare MATERIALMENTE di andare via, immediatamente scoprite che le vostre “CONQUISTE” in realta’ vi incatenano. No, non avete scelto di rimanere in Italia. SIETE COSTRETTI.

Vi prendete per il culo dicendo che “avete scelto”. In realta’ siete costretti, perche’ non potreste fare diversamente. Queste si chiamano “CATENE”.

Questa e’ la VERA ragione per la quale vi piace pensare all’ apocalisse. Certo che vi piace pensare ad un meteorite che colpisce il pianeta. Niente piu’ mutuo tra le macerie, niente piu’  debiti della vostra attivita’, niente piu’ traffico, niente piu’ parenti. Eh. Lo so, non e’ bello dirlo, ma se non ci fossero i vecchi non sareste gia’ andati a vivere altrove? Forse no, ma almeno sareste stati liberi di farlo. Isn’t it?

Questa e’ la ragione per la quale sognate la crisi. Sognate che finisca il petrolio, sognate che arrivi il default, sognate che arrivi un meteorite, che arrivi la terza guerra mondiale, sognate il crollo dell’economia, l’ apocalisse ecologica. Quando ne parlate parlate di cose ORRIBILI, di CATASTROFI, ma chissa’ come mai sentite PIACERE nel parlarne.  

Siete ergastolani che parlano di terremoto. Ne parlano con speranza. Per tutti un terremoto e’ un disastro, ma potete stare tranquilli che quando la terra ha tremato, Annamaria Franzoni ha avuto un palpito di speranza. Ha sperato di veder crollare il carcere.

La verita’ e’ che siete ergastolani, condannati a scontare una pena che e’ la vostra vita insoddisfacente, in un carcere costituito dalle vostre stesse abitudini, intrecciate alle abitudini di chi vi circonda in un legame di acciaio, acciaio come le sbarre di una cella. Non potete dare una svolta alle vostre vite, perche’ ne SIETE PRIGIONIERI. Cosi’ sperate che una catastrofe, un “crollo sistemico”, facciano lo sporco lavoro di distruggere le vostre stesse esistenze. Lasciandovi in vita -sperate- senza vincoli. Liberi.

Cosi’ votate, per esempio, per Grillo. Come avete votato per Bossi. Eh, lo so perche’ votavate per Bossi. Sognavate la fine dell’ Italia. Avete sperato che crollasse almeno QUALCHE muro della vostra prigione. Sarebbe stato un crollo incredibile, l’ Italia che si spezza. Come la Franzoni nel carcere di Bologna, che ha visto tremare i muri e ha pensato “dai, dai, ancora un’altra crepa e.. e sono libera”.

Cosi’ votate grillo, perche’ e’ anti-sistema. E vi fa sognare, vi fa sognare IL CROLLO. La FINE. Quando vi dice “il sistema si sta liquefacendo”, siete come un prigioniero cui viene detto “le pareti di questo carcere si stanno assottigliando”. Dai, dai, dai…. ancora un pochino.

Qualsiasi cosa sia “anti-sistema” vi attrae per un motivo, per lo stesso motivo per cui qualsiasi disastro possa far crollare muri piace ai carcerati.

I sociologi si stanno facendo in quattro per capire come mai per avere successo in Italia un politico debba apparire distruttivo. E’ iniziato con Cossiga, il picconatore. Sembrava dovesse finire tutto. Dio, quanto avete sognato che tutto andasse in merda, eh. Poi e’ arrivata Mani Pulite. Sembrava l’apocalisse. Dio, quanto ci avete sperato che crollasse tutto, vero?

Poi e’ arrivato Berlusconi. Un imprenditore che diventava sempre piu’ distruttivo. E a voi piaceva per questo. “Berlusconi distrugge le relazioni dell’ Italia”. Vi piaceva, cazzo. Come vi piaceva: forse sarebbe crollato tutto, eh? Berlusconi ci portera’ sull’orlo del baratro: FANTASTICO, avete pensato. Ancora qualche sforzo e casca tutto nel baratro: forse la mia vita cambiera’, avete pensato. Forse potro’ cambiare citta’, cambiare amici, cambiare vita.  Quello che non potete fare oggi.

Cari sociologi, il successo di QUALSIASI COSA sia o appaia distruttiva per il sistema e’ dovuta semplicemente all’ ODIO che l’italiano cova per il proprio QUOTIDIANO COLLETTIVO. Un quotidiano collettivo che e’ diventato UNA PRIGIONE.

Il quotidiano collettivo e’ una melassa viscosa che OBBLIGA chi vi e’ invischiato ad invischiare altri. La somma di tutti questi legami viscosi e’ cio’ che rende la sabbia cosi’ resistente se gli date un pugno, ma cosi’ fragile se ne raccogliete una manciata.

Voi percepite questa rabbia. Percepite questo odio. Ma chiedetevi: se un carcerato in Tunisia avesse visto la rivoluzione, non avrebbe sperato che essa potesse investire il suo carcere, e liberarlo? Durante i bombardamenti americani, non pensate alle SPERANZE dei carcerati iracheni, non i perseguitati di regime, parlo anche dei delinquenti comuni, che una bomba potesse rompere le mura?

L’italiano vive in una prigione esistenziale i cui mattoni hanno la faccia degli altri italiani. Il cui cemento sono le abitudini quotidiane , i cui secondini  sono i legami personali e gli obblighi sociali fanno le torrette di guardia.

Vedere le pareti con il volto dei parenti, dei vicini di casa, dei colleghi fa si che l’ italiano oggi sia pieno di odio e di risentimento verso chiunque altro: TU, TU SEI UN MATTONE DEL CARCERE CHE MI OPPRIME, sembrate dire tutti.

Per questo basta additare i tassisti e tutti “buuuuuuu”. MA quanti di voi hanno preso un taxi, se non per andare un vacanza, tipo una volta l’anno? Vi hanno detto “abbasso i farmacisti” e voi “buuuuuuuuu!”. Ma in realta’ che vi hanno fatto? Niente.

Ma siete cosi’ abituati a vedervi l’un l’altro come sbarre di una prigione esistenziale, che ormai attaccate a testa bassa. Chiunque: perche’ pensate che CHIUNQUE, per il solo fatto di esistere, sia un altro mattoncino nei muri della vostra prigione.

Sapete perche’ quando potete, ogni volta che potete, attaccate qualcuno? Perche’ c’e’ sempre una parola di odio verso gli altri? Perche’ sperate di fare QUESTO:another_brick_in_the_wall_by_RafdogQuesto e’ quello che sperate di fare. Aprire un piccolo buchino. NOn vi importa chi sia: il tassista, il farmacista, il notaio, il politico. Quello che volete e’ che CASCHI IL MURO.  La prigione.

Beh, ho brutte notizie per voi. Avete visto il terremoto in Emilia? Le vite di quelle persone sono cambiate, adesso sono in tenda. Fine della quotidianita’. Ma non sono liberi. Non lo sono perche’ sono ancora li’, perche’ le loro cose sono li’, perche’ la loro storia e’ li’, perche’ i fornitori e i clienti e le banche sono li’. La loro vita ed i loro obblighi sono crollati , almeno in parte.

Certo, in parte alcune catene si sono spezzate. Forse erano anni che non passavano intere giornate insieme a non fare niente, a parlare coi vicini. Forse hanno conosciuto davvero persone che vedevano ogni giorno e non avevano mai conosciuto davvero.

Ma non e’ bastato. Si, voi volete di piu’. Volete il “disastro sistemico” : volete che TUTTO salti, perche’ voi vi sentiate liberi. Ma adesso andiamo per ordine. Immaginiamo davvero un disastro sistemico.

Rimarreste nella vostra citta’, dopo il disastro? Se la risposta e’ “no”, la mia domanda e’: ma allora perche’ non ve ne andate anche senza disastro? Se la risposta e’ si, allora vi chiedo: andrete ancora a lavorare? E se la risposta e’ si, vi chiedo: lo faranno anche gli altri? E se la risposta e’ si, vi dico: allora avrete lo stesso IDENTICO traffico, e lo stesso identico tempo , lo stesso identico lavoro. Gli stessi colleghi.

Ditemi, di preciso che cosa vi aspettate dal disastro sistemico? Che vi faccia l’asilo sotto casa? Che vi dia una promozione sul lavoro? Che vi aumenti lo stipendio? Che vi trovi lavoro piu’ vicino a casa? Che cancelli il traffico ma lasci le strade? Che vi abbassi il mutuo? Che vi dia piu’ tempo libero? Che vi dia cibo migliore? Che vi dia piu’ liberta’?

Ma questo non e’ il ritratto di  un disastro sistemico, questo e’ un mondo migliore. L’opposto di un disastro sistemico.L’esatto OPPOSTO.

In che modo un mondo migliore puo’ passare per un disastro sistemico?  Davvero pensate che le macerie del mondo attuale cadranno componendosi esattamente nel CAPOLAVORO di societa’ che avete in mente? Cioe’, io abbatto il Pirellone e le macerie si compongono da sole e fanno Santa Maria Novella?

Solo se siete degli ergastolani: solo cosi’ il crollo e’una buona notizia, perche’ crolla il carcere.

Voi complottisti che parlate di disastri in arrivo siete come Annamaria Franzoni nel carcere di bologna mentre tremano i muri: siete li’ a sperare  “dai, dai ancora un pochino e quella piccola crepa….”.

MA questo non deve farvi riflettere tanto su quanto sia brutto il carcere.

DOVRESTE INVECE CHIEDERVI CHE CAZZO CI FATE LI’ DENTRO.

Perche’ magari non siete li’ per caso. E bastava poco per non esserci. Siete catastrofisti perche’ siete PRIGIONIERI. Siete millennaristi perche’ siete PRIGIONIERI. Amate parlare di crolli sistemici e di apocalissi perche’ siete PRIGIONIERI.

Perche’ altrimenti non parlereste di disastri sistemici, ma di un mondo migliore. Ma il guaio e’ che in un mondo migliore ci sarebbero anche gli stessi vicini di casa, gli stessi legami, le stesse catene: voi avete BISOGNO di un evento distruttivo che DISTRUGGA PER PRIMA COSA LA VOSTRA VITA.

Insomma, non avete bisogno di un crollo sistemico. Avete bisogno di liberarvi dei vostri errori, quelli che hanno portato le vostre vite ad essere LA PRIGIONE che sono.

Per questo avete sognato molto, con Edward Norton. Vi ha detto le stesse cose.

Ho brutte notizie per voi. Nel film finisce tutto coi palazzi che crollano. Nel libro, finisce tutto in un manicomio. MA specialmente, VOI non avrete MAI il coraggio di mollare tutto per entrare nel fight club.

La sera, vostra moglie vi aspetta, e domani dovete lavorare. Per questo siete prigionieri. E passate il tempo a guardare fuori dalla finestra a sognare l’apocalisse.

Ah, si: ovviamente, voi dall’apocalisse uscirete SENZA neanche un occhio nero. Isn’t it?

Uriel Fanelli, 4 giugno 2012

(1) Secondo me le banche dovrebbero iniziare a istituire lo “scambio di mutuo”. Vuoi spostarti? Hai un mutuo? Bene, io ho un’altra casa li’, con un altro mutuo. Prendi, e traslochi, cambi proprieta’ della casa e paghi il mutuo per l’altra casa. E magari la permuta di mutuo, se c’e’ qualcuno cui farebbe piu’ comodo vivere dove vivi tu.