I nuovi rossobruni?

di Uriel Fanelli

Non simpatizzando per una particolare area politica, e provando antipatia per tutte le formazioni esistenti – si salva giusto qualche elemento del partito pirata tedesco – ho smesso di occuparmi di vicende ideologiche. Le ideologie sono qualcosa che, dopo il 2000, sarebbe meglio gettare nel cassetto.

Per questa ragione ultimamente non sto piu’ parlando di ideologie, specialmente quelle del millennio scorso: non ne seguo l’evoluzione da un pochino. Cosi’ ieri , ad un breve seminario sul futuro di SS7 (1) mi sono trovato un poco spiazzato nel parlare con alcuni tecnici francesi , che discutevano – indovinate un pochino – della Le Pen.

Mi ha stupito perche’ si tratta di specialisti tutto sommato di buona famiglia, e con un livello di istruzione abbastanza alto, per cui non mi aspettavo alcune regressioni.

Era tempo che non seguivo piu’ le ideologie rossobrune, quindi col senno di poi, dopo la discussione, riesco a capire come esse si stiano evolvendo allo scopo di aggirare gli ostacoli legislativi. Insomma, ho parlato con una specie di “mutante” del fascismo/nazismo, e ho potuto osservare una specie di evoluzione della dialettica antisemita, evoluzione che ha l’ovvio scopo di aggirare gli ostacoli giuridici.

Insomma, dallo spettacolo che ho osservato, sebbene il partito della LePen non sia pubblicamente fascista, ho avuto la sensazione che abbia evoluto semplicemente un tipo diverso di fascismo, il quale consente quella che nell’ IT verrebbe chiamata una “migrazione poco costosa” dall’estrema sinistra. Una specie di dialettica furba che consente di essere fascisti senza sembrarlo.

Questa nuova dialettica ha sviluppato “armi” piuttosto sofisticate, segno che qualcuno ci si e’ messo d’impegno, e ha partorito alcuni stratagemmi piuttosto difficili da falsificare in una discussione pubblica.

Per esempio, la storia dei campi di sterminio nazisti.

Se considerate che in Germania negare che la Shoah sia avvenuta e’ vietato dalla costituzione , e che in Francia esistono – che io sappia – sanzioni pesanti a riguardo, mi aspettavo che non la negassero, ed in effetti cosi’ e’ stato. Ma hanno usato una strategia sorprendentemente furba.

Hanno pero’ aggiunto un piccolo cappello. Questi nuovi fascisti, a quanto pare, non negano la cosa. Ci mettono sopra una domanda.

E’ chiaro che si tratti di un espediente per evitare problemi con la legge. Nel senso che negando che sia avvenuto lo sterminio produce sanzioni e denunce, cosi’ non lo negano. Anche istigare all’odio produce sanzioni e denunce, cosi’ non fanno affermazioni, ma domande.

In questo senso e’ chiaro che hanno evoluto le loro tattiche dialettiche per vincere il dibattito pubblico in “main street”, cioe’ tra la gente. Non mi aspettavo che fossero diventati cosi’ sofisticati.

La domanda che fanno e’ semplice, ma tatticamente sofisticata: cosa sarebbe successo in Europa (Francia, o Germania, o Italia) se gli ebrei fossero diventati la maggioranza, o abbastanza forti da avere un potere militare? Per la precisione: “saremmo finiti tutti come i palestinesi di Gaza”?

Come vedete, sono due domande che non sostengono alcuna tesi. In quanto tali, non sono davvero sanzionabili dalla legge. Questa prima evoluzione, ovvero la trasformazione di una ideologia assertiva in una serie di domande, sembra essere un chiaro modo di reagire alle leggi che reprimono questo tipo di propaganda.

In secondo punto, loro non negano lo sterminio: dicono “si, e’ avvenuto. C’e’ pero’ una domanda senza risposta”. E puf, la sparano.

Adesso, occorre analizzare la strategia. Perche’ apparentemente sono domande piuttosto propagandistiche, e pure rozze, ma nascondono diverse insidie dialettiche.

La prima, “saremmo finiti come i palestinesi”, consiste nell’impedire a chi viene dall’estrema sinistra di replicare. Questo puo’ essere un esempio di come si sia consolidato il mondo che io chiamo “delle camicie rossobrune”: in definitiva, e’ possibile una “migrazione poco costosa”, visto che uno dei temi cari all’estrema sinistra si conserva.

A questo punto, occorre analizzare i punti di forza di questa nuova evoluzione dell’antisemitismo.

Esso pone un’ipotesi, che ovviamente non puo’ essere verificata sperimentalmente. Che sarebbe successo? Non si sa. Tuo cugino puo’ dire che saremmo finiti tutti come i palestinesi, mio cugino dice che saremmo finiti tutti a farci le canne al parco.

Trattandosi di una ipotesi, cioe’, chi si voglia muovere a contestarla ha gli stessi strumenti di chi la sostiene. Cioe’, la domanda “saremmo initi tutti come i palestinesi di Gaza?” contiene gia’ l’ipotesi. Si puo’ dire “si” o “no”, ma ovviamente occorre argomentare.

Ed e’ l’argomentare che viene difficile, se non impossibile: come strategia, essa e’ costruita per NON proporre qualcosa di falsificabile. E falsificare l’infalsificabile e’ davvero difficile.

Il guaio e’ che, per come e’ posta la domanda, l’unico precedente e’… quello menzionato nella domanda. L’insidia contenuta in questa strategia consiste nel porre una domanda che NON ha risposta, ma contemporaneamente rendere plausibile UNA SOLA delle risposte, gia’ nella domanda.

Il punto e’ che la strategia va a segno semplicemente facendo la domanda. E’ la domanda in se’ ad essere propaganda.

Le fallacie logiche sono diverse, e sono piuttosto evidenti: si basano sulla fiducia aprioristica sulla storia intesa come prassi.

Ma sul piano dialettico, ovvero sul piano della discussione, spiegare tali fallacie non e’ assolutamente semplice. Anzi, e’ quasi del tutto impossibile.

La domanda, infatti, e’ costruita per porre un problema di tipo pragmatico: “cosa sarebbe REALMENTE avvenuto nell’ipotesi in cui si fosse riprodotta la stessa REALE situazione demografica di un posto REALE?” Tutto e’ incentrato nel dire che cosa sarebbe successo materialmente. Che cosa sarebbe avvenuto materialmente, in Europa, o in un qualsiasi paese europeo, se gli ebrei fossero cresciuti di numero sino a diventare dominanti?

Essendo una domanda posta in termini di “materialmente”, e’ difficile uscirsene contestando la sua logica o le sue assunzioni di base. Certo, e’ scorretto assumere che esista una prassi storica per la quale le stesse condizioni iniziali producono le medesime condizioni finali, ma si tratta di una considerazione puramente epistemologica. La domanda, la richiesta di prevedere il risultato di una data demografia, non viene cancellata.

Se pensate che un errore logico basti a inficiare completamente la bonta’ di un ragionamento, chiaramente rifiutate la domanda come errata. Ma in un dibattito sulla strada, con l’uomo comune, non ve ne potete uscire con una critica formale sul metodo.

Vi fanno una domanda, e dovete rispondere” “se gli ebrei si fossero moltiplicati sino a diventare dominanti, saremmo finiti tutti come a Gaza?”

I termini della domanda sono cosi’ semplici che andare a discutere la fondatezza logica non ha successo. Vi diranno che non avete risposto alla domanda, ma solo parlato della domanda. Il che e’ sufficiente a renderla sterile SE credete nella forza della logica. Ma l’uomo della strada ad una domanda si aspetta una risposta.

Il guaio e’ che , nel costruire la domanda, abbiamo citato l’unico precedente noto. Per confutare un precedente, e negare che sia la prassi, servirebbe un altro precedente,altrettanto eclatante, e sulla stessa scala.

La forza di questa nuova strategia, cioe’, e’ di porre la domanda in modo tale che l’unica risposta possibile non sia quella nota – visto che non esistono prassi storiche – ma di chiedere per forza di cose una risposta plausibile. Quando una cosa non e’ dimostrata vera ma viene considerata vera, cioe’, si parla di risposta plausibile.

Il guaio della plausibilita’ e’ che si fonda sugli esempi noti. E di esempi noti ne abbiamo solo uno. Che sembra suggerire una risposta, che ovviamente e’ quella che i nuovi fascisti vogliono.

La cosa interessante di questi militanti del partito della Le Pen e’ che sembrano addestrati a NON rispondere a questa domanda. Mi spiego: quando e’ saltata fuori questa cosa, i colleghi tedeschi hanno fatto presente che discorsi simili possano facilmente uscire dalla legalita’, quindi era meglio fermarsi.

Ma loro si erano gia’ fermati prima, dal momento che da subito hanno detto che rispondere alla domanda fosse up to you.

In pratica, questa nuova strategia consiste nel dire:

  • L’olocausto fu una cosa orribile. Resta solo una domanda aperta: se gli ebrei si fossero moltiplicati di numero e le proporzioni di forza fossero state a loro favore, saremmo finiti tutti come i palestinesi di Gaza?
  • Ehm…. questo genere di discorsi puo’ essere illegale, qui.
  • Ma io non sto rispondendo. Sto solo ponendo la domanda. Rispondere spetta a te.

In Italia questo si chiama “lanciare la pietra e nascondere il pugno”, quindi magari in Italia potete dire “questo e’ lanciare la pietra e nascondere il pugno”. Ma se provate a farlo in inglese, o in tedesco, la risposta sara’ “why not?”.

Si tratta quindi di una specie di salto evolutivo:

  • Avendo cura di non violare leggi negando cose.
  • Avendo cura di non fare asserzioni, ma domande.
  • Avendo cura di NON rispondere alle domande.
  • Si insinua nella mente delle persone l’idea che tutto sommato questo orrore abbia salvato la vita a tutti.
  • Come se non bastasse, si fa in modo che tale idea non sembri venuta da qualcun altro.(2)

E’ molto tempo che non ho a che fare con (neo-)fascisti, quindi avevo perso di vista le loro strategie dialettiche. Questa strategia invece mi ricorda molto quelle dei gesuiti cattolici e di alcuni predicatori americani, che parlano per domande. Ed e’ molto sofisticata sul piano logico.

Se facciamo un confronto col vecchio ciarpame fascista, che usa ancora dialettiche obsolete e facili da contrastare, questo salto di qualita’ consiste nel porre all’uomo comune una domanda che puo’ essere contestata solo usando mezzi logici non molto diffusi tra l’uomo comune.

Potremmo dire che il mito della terra promessa non parla di Alta Savoia, ma di Galilea, ma ci viene risposto che le interpretazioni dei testi sacri spesso sono cosi’ elastiche da non badare a poche migliaia di Km di distanza.

Potremmo rispondere che se e’ per questo non esistono prove di una volonta’ simile da parte degli ebrei europei, ma ci verrebbe risposto che ovviamente, trattandosi di una minoranza, di certo non esibirebbero tale volonta’ prima di avere la forza demografica.

Ovviamente, non esiste una risposta pragmatica e risolutiva ad una domanda che chiede una risposta plausibile suggerendo contemporaneamente l’unico precedente noto della demografia proposta.

Qualsiasi cosa rispondiate a quella domanda, cioe’, non ne diminuisce la forza propagandistica.

Ma non e’ nemmeno il problema, dal momento che il propagandista (la propaganda e’ l’uso della liberta’ di parola contro la liberta’ di pensiero) non vuole nemmeno che si risponda. Semina la domanda nella vostra mente, e poi la lascia a svolgere il proprio lavoro.

Non ho avuto tempo di discutere oltre alla pausa pranzo, per cui il resto della giornata di ieri e’ trascorsa a parlare di SS7 , ma la mi percezione e’ che quel signore amante della Le Pen fosse stato preparato, nei termini in cui si indica un addestramento preciso, tipo quello che fanno i Testimoni di Geova prima di andare in giro per le case.

Non ho intenzione di diventare un sommelier di merda per cui non devo assaggiare tutte le varianti, quindi non andro’ a vedere tutte le cose che dicono quelli del FN francese. La politica mi interessa davvero poco, oggi come oggi (credo che questo si rifletta un pochino nei post del blog). I risultati elettorali francesi, del resto, bastano ed avanzano.

Non so nemmeno se questo sia un’argomento nuovo per i fascisti o meno: io in Italia non l’avevo mai sentito, per dire. Ma non e’ detto che io abbia sentito tutto. In ogni caso, detto cosi’ sembra un espediente dialettico sofisticato.

Tuttavia, se fate un confronto coi leghisti di Salvini, o coi neofascisti di Forza Nuova, potete notare una cosa. Che Salvini ed i neofascisti dicono cose che – almeno in teoria – sono spesso sanzionabili dalla legge.(con la sola differenza della legge contro l’omofobia, mai approvata in Italia).

Se invece osservate la domanda fatta cosi:

“se gli ebrei fossero diventati , moltiplicandosi, una percentuale dominante della popolazione europea, noi europei saremmo finiti come i palestinesi di Gaza?”

potete notare che:

- "Aggancia" le persone di estrema sinistra.
- Non e' illegale, essendo una domanda.
- Non e' illegale, non contenendo risposte.
- L'unica menzione di precedenti si basa su un fatto reale.
- Se chi la pone non risponde,  elude ogni responsabilita'.

insomma, questo pensiero (neo-)fascista oggi ha , in senso dialettico, “armi e munizioni” nuove. Insidiose. In un mondo ove la conoscenza della storia deriva piu’ dai video di Youtube che dalla scuola, essa mira a trasformare in eroi quelli che sono stati senza ombra di dubbio dei criminali.

Sono semi.

Semi che possono germogliare. Ovunque l’uomo della strada non sia preparato a riconoscere una domanda costruita a tavolino per far comparire nella mente delle persone una precisa risposta.

Ho scritto un tempo “armi e munizioni contro il pensiero mainstream” perche’ nel mondo politico le dialettiche sono come armi. Se funzionano, possono eliminare i nemici con una serie di piccole battaglie che si svolgono nella vita quotidiana, ove chi ha meno argomenti perde. E se perdi tutte le battaglie perdi la guerra.

Se la mettiamo in questo modo, devo dire che quell’arma e’ piuttosto ben disegnata, e anche molto pericolosa. E nelle mani sbagliate.

In definitiva, quello che ho visto e’ che i fasci francesi si stanno evolvendo, stanno migliorando le loro parole. Mentre il resto del mondo non puo’ migliorare l’uomo della strada.

Anche se, perlomeno, potrebbe provarci.

(1) Ok, io lo trovo divertente. IMHO SS7 di futuro ne ha pochino.

(2) Questo e’ un pericolo. Moltissimi sono disposti ad abbandonare le idee altrui, quasi nessuno ad abbandonare le proprie, o quelle che crede tali.

di Uriel Fanelli