I maschi "buoni" che dicono di no.

I maschi "buoni" che dicono di no.

Ogni volta che qualche scimmia commette qualche reato contro una donna, sia uno stupro molto efferato oppure un femminicidio, si tira sempre in ballo una storia per la quale i maschi “tutti” dovrebbero prodursi in uno sforzo effimero di cambiare se’ stessi per cambiare il mondo. Dopodiche’, c’e’ la solita meraviglia perche’ i maschi, nemmeno quelli che non si macchiano di reati simili, si uniscono a questo processo. C’e’ una ragione.

La prima cosa che queste signore, ma anche signori, dovrebbero capire (e capirebbero se fossero dalla parte giusta della barricata), o volessero mai parlare con “noi”, e’ che non piegarsi a quella che ho sempre chiamato su questo blog “educazione maschile”, (e che le femministe chiamano “mascolinita’ tossica”, perche’ non sono nemmeno in grado di fare qualcosa che non sia copiato dagli USA), comunque ribellarsi a questa educazione e’ innanzitutto una scelta. Ed e’ una ribellione.

Quando dico che e’ una scelta non intendo dire che qualcuno si mette a rielaborare dicendo “ma questa e’ mascolinita’ tossica, non voglio diventare un elettore di Trump”. Ai miei tempi queste parole non esistevano proprio. Esisteva a malapena “femminismo”.

La cosa piu’ frequente e’ che semplicemente dici “non esco piu’ con quelli perche’ non mi sento a mio agio/non mi piacciono/non sono come loro“. Poi ci metti una vita ad analizzarti (e a volte anche no) e capire che hai fatto una scelta di campo precisa. Che ti sei oppostio ad una certa educazione maschile.

A volte il meccanismo e’ piu’ cosciente , di solito quando implica un conflitto con la famiglia. Quando non c’e’ il conflitto perche’ la famiglia e’ gia’ civilizzata, allora hai un ambiente che consideri normale, e queste scelte nelle frequentazioni e nei comportamenti ne sono il prolungamento. Allora preferisci smettere di frequentare certi posti, certe persone, eccetera. Ma non ci fai troppo caso.

Non sempre e’ una cosa analitica. Io non avevo la piu’ pallida idea di stare combattendo “il patriarcato” (anche perche’ si materializzava benissimo nelle parole di mia madre, che tanto patriarcato non mi sembrava) , ne’ mi sembrava di respingere una “mascolinita’ tossica” o una “misoginia”. A volerla dire tutta, in quel periodo non me ne fregava niente delle ragazze, non lo stavo facendo per loro, lo stavo facendo PER ME. Non avrei potuto definirmi femminista, e la parola esisteva, perche’ non stavo facendo qualcosa “per le donne” o “per la parita’”: stavo semplicemente staccandomi da persone, luoghi di aggregazione, interessi, che mi causavano un fortissimo senso di disagio, di malessere, mi davano un senso di sporcizia.

Adesso, forse, potrei analizzarmi e capire cosa ho fatto, insieme ad alcuni amici , e lo faccio. Ora forse capisco di piu’.  Ma all’epoca, semplicemente certi comportamenti mi davano malessere. Non sapevo perche’, ma lo sentivo chiaramente. Ho poi dovuto verbalizzarlo quando ho avuto contro la famiglia, questo si. MA andiamo al dunque.

Punto primo: i maschi che NON si sono uniti a quello che voi chiamate “mascolinita’ tossica” non sono quelli normali. E nemmeno siamo la maggioranza. Siamo i ribelli. Tutti gli altri o erano attori protagonisti, oppure semplicemente indifferenti.

Ma l’indifferente non e’ meno pericoloso : e’ quello che non prende posizione, che finge di non vedere, che si fa i cazzi suoi.

Possiamo dividere la popolazione maschile in 3 sottoinsiemi. Usero’ per i maschi tossici il termine che usavo a quei tempi, perche’ non mi piaccono le americanate.

  1. I gorilla. (quelli che definite maschi tossici, e poi ne leggete le gesta sui giornali). Diciamo un 5% della popolazione , ad una MIA stima personale. Forse sbaglio?
  2. Gli imbelli opportunisti.. (quelli che non sono ne’ carne ne’ pesce, ma di fatto aiutano i gorilla e spesso ne sono la clacque). Diciamo un 92% della popolazione.
  3. I ribelli. (quelli che stammerda non la potevano soffrire). Circa il 3% della popolazione.

In questo senso, le femministe commettono DUE errori. 

  1. Il primo e’ di accomunare gli imbelli opportunisti  ai ribelli. No, loro non hanno fatto alcuna scelta. Sono troppo codardi per unirsi ai ribelli, e non vogliono pagare il prezzo della ribellione. Sono quelli che ti dicono che “te la prendi troppo”, oppure “ma che c’e’ di male, se a loro piace essere cosi’?”.
  2. Il secondo errore e’ di accomunare gli inutili ai gorilla. Il mondo dei gorilla e’ competitivo e violento, sia nel linguaggio che nelle azioni. Gli inutili sono troppo codardi per competere coi gorilla, in una competizione che si potrebbe perdere. Preferiscono gravitargli attorno, magari beneficiando di qualcuno dei vantaggi che ci sono nel “seguire il flusso”. POsso concordare che siano alleati, ma non se ne prendono la responsabilita’.

La cosa che dovete capire, signore, e’ che la ribellione all’educazione maschile aveva (e ha) un prezzo. Non era gratuita. Certo, col senno dell’adulto di oggi, onestamente era un prezzo che sembrava piccolo. Lo rifarei mille volte. Ma per l’epoca, il prezzo era alto, per un ragazzo dai 14 ai 18 anni:  emarginazione, derisione, invisibilita’ , gossip, di tutto. 

Diciamo la verita’: la giovinezza mia e dei miei amici (altrettanto ribelli) sarebbe stata molto migliore senza questa pila di stalkers, bulli, malelingue, persone che ci ignoravano (a me non pesava essere invisibile per le ragazze, ma alcuni miei amici ne soffrirono molto) , e tutta la parafernalia. 

Ribellarsi all’educazione maschile ha un prezzo da pagare.

Oggi come oggi tante cicatrici sono chiuse, oggi come oggi sono contento di aver fatto queste scelte (anche se non ne capivo a fondo il significato) , ma il punto e’ che il prezzo c’era, era alto, e lo abbiamo pagato.

OGNI maschio ha di fronte, ad un certo punto, queste scelte su che maschio diventare. Diventare un gorilla di successo, diventare un inutile opportunista, ribellarsi. 

La scelta “di mezzo”, l’inutile opportunista, e’ quella che ha il miglior rapporto costi/benefici, quindi e’ la piu’ seguita. E ripeto, non sempre la scelta e’ cosciente. Semplicemente non ti senti a tuo agio in due categorie, scegli la terza.

  1. Il gorilla ha il beneficio di essere quello fico. Dominante. Deve lottare di continuo con altri, ma ha tutti gli occhi delle ragazze piu’ belle addosso, e spesso un seguito di sicofanti. Ripeto, e’ quello fico. Che sia un bullo o un leaderino del partitino di sinistrina (oggi di destrina), ha dei rischi alti e deve competere, ma la scelta paga molto bene.
  2. L’inutile opportunista non deve competere perche’ fa come tutti, in quanto sostanzialmente costituisce quella massa chiamata “tutti”. Vivacchia con le briciole. ogni tanto una ragazza non tanto bella gli fa toccare una tettina, e via cosi’. Non ha sicofanti, non e’ al centro dell’attenzione, ma costituisce quella massa che fa comodo ai gorilla per dire “noi siamo tutti”.
  3. I ribelli non hanno vantaggi. Devono lottare come se stessero competendo, ma anche quando vincono non vengono visti come vincenti, perche’ giocano ad un altro gioco. Non ricevono attenzioni, adorazione, sono invisibili per le ragazze e sono gli “anormali” perche’ la massa dei “tutti” conferma solo i gorilla.

Chiarito questo punto, adesso la questione e’: perche’ uno dei ribelli, uno di quelli che ha rifiutato l’educazione maschile, la vostra “mascolinita’ tossica”, perche’ nemmeno come gruppo, non siamo vostri sfegatati sostenitori e non lottiamo con voi? 

I motivi sono due, forse due e mezzo.


Qualcuno dice che nutriamo una certa diffidenza verso il genere femminile. Lo so, adesso siete cresciute. Lo so, ora siete donne. Forse non siete piu’ le adoranti sciacquette che andavano sempre appresso ai gorilla. E lo so, probabilmente oggi non siamo piu’ invisibili ai vostri occhi. Siete cresciute, non basta piu’ fare una danza di guerra come un gorilla per attirarvi.

Posso capirlo.

Ma avete lasciato cicatrici. 

Personalmente, questa e’ la cosa che sento di meno, e che sentono di piu’ persone che conosco. Ma e’ legato alla mia storia personale, quindi non posso giurarci, non posso dirvi quanto tempo impiegheranno queste cicatrici. Personalmente lo considero un “mezzo motivo”.


Andiamo quindi al primo motivo.

Non so se ve ne rendete conto, ma la vostra dialettica mi chiede di continuo di battermi il petto, di fare un mea culpa perche’ sono un maschio, perche’ quella sarebbe la “mia” cultura. Perche’ a detta vostra io avrei una “responsabilita’ collettiva” se non una “responsabilita’ di genere”. E quindi dovrei schierarmi dalla vostra parte e farmi un bel mea culpa, una “autocoscienza”, e battermi il petto.

Non lo faro’ MAI. Potete ammazzarmi, ma non accettero’ MAI di venire identificato, accomunato, paragonato o accostato a  qualcosa che ho rifiutato gia’ nella prima adolescenza, pagandone un prezzo in termini di invisibilita’ ed emarginazione. 

Chi si e’ tirato fuori da quell’educazione maschile, pagando un prezzo altissimo (per me un conflitto familiare tremendo, che mi ha portato a non guardare in faccia la famiglia per quindici anni), NON ACCETTA e NON ACCETTERA’ MAI, di venire a battersi il petto in una delle vostre processioni. 

Sul mio cadavere, signore.

Trascinerete il mio cadavere ad una di quelle manifestazioni, ma se rimango vivo  scordatevi che io accetti MAI una qualsiasi “responsabilita’ collettiva” o una qualsiasi “responsabilita’ di genere”, per la semplice ragione che da questa merda mi ci sono tirato fuori, e ho pagato un prezzo ALTO.

Non verro’ MAI a battermi il petto in una delle vostre manifestazioni, ammettendo colpevolezze, complicita’ o corresponsabilita’ di qualsiasi tipo. Nemmeno da morto. Mi e’ costato troppo, in gioventu’, uscire da questa cosa. E’ un rispetto che devo A ME STESSO e a quello che sono stato. Ovvero a cio’ che sono.

Andiamo al secondo motivo.


Quando vi ribellate a qualcosa, quando fate una scelta che ha un prezzo, imparate a riconoscere due cose: le sbarre , e i secondini. I secondini, quelli aggressivi e violenti, sono coloro che ho chiamato “i gorilla”. Sono tendenzialmente stalkers, perche’ non sopportano che voi prendiate un’altra strada. Lo stalker non accetta il “no” (e questo voi “femministe” dovreste averlo capito), perche’ si considera inevitabile. Non lo accetta nemmeno socialmente. Non puoi lasciare il gruppo senza che sia un insulto personale.

La seconda classe, gli imbelli opportunisti, la riconoscete perche’ vi impedisce , con la loro massa, di combattere davvero i gorilla. Sono quelli che temete quando temete di essere giudicate. Non avete paura del 5% dei trogloditi, avete paura di quella massa silenziosa ed opportunista che costruisce la parola “tutti”. Avete paura , signore, di quello che diranno “tutti”. 

I Gorilla e I codardi.

Li conosco bene. Li riconosco anche oggi. Il loro modo di fare, il loro modo di occupare lo spazio, il loro modo di prendersi gli sguardi, il loro modo di porsi al centro, di lanciare segnali di competizione. Abbiamo DOVUTO imparare a  riconoscerli.

Oh, quando vedo un gorilla lo riconosco bene. E cosi’  riconosco anche gli imbelli opportunisti. Dopo tanti anni, li riconosco a fiuto, a vista, non so come dirlo. Ne sento il fetore.

E sapete cosa? Ne siete circondate. Proprio come un tempo.

Certo, se metto mille pecore in una piazza arriveranno i lupi. Quindi ci sta che se metto mille donne in una piazza arrivino i gorilla. “C’e’ tanta figa”, diranno.  Cosi’ come, nella speranza di prendersi le briciole, arriveranno gli imbelli opportunisti. In entrambi i casi, travestiti da “femministi”.

Oh, loro il petto se lo batteranno. E grideranno con voi gli sloagan. E faranno qualsiasi cosa gli chiediate, sperando di prendersi delle bricioline. Sono i “glebas”, i “tappetini”, oggi si direbbe “i simp”.

Ma il punto e’ questo:  rifiuto di confondermi in una massa di persone che non possono rappresentare la soluzione, perche’ sono parte del problema.

E non mi riferisco solo ai gorilla, che voi accettate e adorate , perche’ sono i nuovi leaderini dei partitini di sinistrina, perche’ sono i nuovi leaderini adorati da tutti (Ermal Meta, mi senti? Ti vedo. So chi sei. Puoi allargare la coda come un pavone, ma ti si riconosce dal fetore) .

Ma specialmente , siete circondate da una massa di imbelli opportunisti. La massa, quella che aiuta i gorilla, che verra’ alla manifestazione perche’ “paga”, ma diciamolo chiaramente: quando una donna non denuncia perche’ ha paura di essere giudicata, chi sono i giodici? Quattro gorilla violenti? Gli stupratori? I maschi tossici? No. Avete paura di essere giudicate male da “tutti”, quella massa che corre in aiuto del vincitore, e che non e’ rappresentata dai gorilla, ma dagli imbelli opportunisti. 

E voi ne siete circondate, avvolte. Credete di lanciare il messaggio “ma tutti, il Dio tutti, e’ con noi”.

Ma il Dio Tutti e’ opportunista, e sta sempre o col piu’ forte, o col piu’ comodo.

Oggi sono in piazza col piu’ comodo (le donne), quando vi strupreranno saranno suil divano, silenziosi, appoggiando il piu’ forte.

Questo e’ il secondo motivo per il quale non verrei in piazza:  la polizia ha dei pregiudizi verso i lanciafiamme. 

Ma c’e’ di piu’, un problema di delusione. Lo so, adesso siete cresciute. Lo so, ora siete donne. Forse non siete piu’ le adoranti sciacquette che andavano sempre appresso ai gorilla. E lo so, probabilmente oggi non siamo piu’ invisibili ai vostri occhi. Siete cresciute, non basta piu’ fare una danza di guerra come un gorilla per attirarvi.

O forse no.

Perche’ ho imparato , abbiamo imparato, anche a riconoscere voi. Quelle che ci avevano rinchiuso in una cella di invisibilita’. E siete ancora li’. 

Perche’ io vedo che andate ancora dietro al leaderino del movimentino di sinistrina. Perche’ andate ancora dietro al cantantino tanto schieratino tanto sensibilino , che non e’ altro se non un altro gorillone molto travestitone, ma competera’ ferocemente con chiunque cerchi di prendere quel ruolo. Perche’ se mettete 1000 pecore in piazza arrivano i predatori, se mettete 1000 donne in piazza arrivano i gorilla, solo che ovviamente devono mimetizzarsi bene per riconoscere le prede. Siete ancora li’  ad adorarli. Non siete cresciute cosi’ tanto, in fondo.

E anche il vostro atteggiamento nei confronti della massa degli imbelli opportunisti mi delude molto. Li volete dalla loro parte pur sapendo che lo farebbero per opportunismo, e ancora vi illudete che avere dalla vostra parte quei personaggi vi aiuterebbe a vincere una battaglia politica, quando non avete capito che quella massa serve solo il comodo e il forte, e voi (esclusa la scollatura) non siete nessuna delle due cose, perche’ il cambiamento che chiedete va contro i forti, e non e’ per nulla comodo.

Siete cresciute, ma siete sempre quelle. Sbavate per i gorilla (che sono cresciuti a loro volta, ma sono ancora loro), e vi beate per la presenza delle masse imbelli. A volte mi viene voglia di gridare “quello ti ammazza di botte, cretina, perche’ lo adori?”. Ma poi capisco una cosa: che e’ una scena gia’ vista.

Ci sono gia’ passato, e so che gridare sarebbe inutile. In futuro ti ammazzera’ di botte, ma per ora, sposiamolo.


Ci sono quindi due grossi problemi, per quelli che si sono ribellati all’educazione maschile, nel partecipare a certe attivita’:

  1. E’ richiesto un “mea culpa” che non e’ compatibile con la propria integrita’, storia, dignita’.
  2. Quasi tutti i maschi che stanno apparentemente appoggiando questi movimenti non sono la soluzione, ma il problema. E anche moltissime delle donne che ne fanno parte. 

Tutto qui. 

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