I gangster.

Una delle cose piu’ buffe degli USA e’ che hanno diffuso, qualche tempo fa, un documento ove si parlava di “un nuovo secolo americano”, e’ che si stanno sforzando in tutti i modi di demolire quello che a parole dicono di voler costruire. Sfortunatamente, vedo che i paesi europei si prestano a questo gioco, forse per via dell’eta’ alta della classe politica.

Il problema di chi vuole costruire un ordine e’ che deve costruire un insieme di regole. Ovviamente saranno regole che lo mantengono al potere e che gli fanno comodo, ma si tratta pur sempre di regole.
Per mantenere l’ordine, occorre poi che queste regole vengano seguite. Di solito questo non e’ di alcuno sforzo per chi impone le regole, appunto perche’ le regole di per se’ sono costruite per fargli comodo.
Se pero’ osserviamo il comportamento degli USA nel cosiddetto mondo multipolare, si direbbe che questo punto non sia chiaro. Prendiamo per esempio quello che e’ successo a Vienna al presidente Morales.
Per un insieme di regole, volute principalmente dagli USA , insieme a tutta la parvenza di diritto internazionale che avevano creato (convenzioni, tribunali internazionali, eccetera) , l’aereo con sopra un capo di stato e’ intangibile.
E’ del tutto illegale, cioe’, la perquisizione effettuata sull’ aereo di Morales: se anche snowden fosse stato a bordo, tant’era, secondo le regole non ci puo’ stare.
Lo stesso dicasi per la storia dello spionaggio: i paesi spiati sono parte della NATO. Ovvero sarebbero alleati militari. Anche ammesso che sia “normale”, e per un gangster violare la legge e’ assolutamente normale se sei abbastanza forte da rimanere impunito, il punto e’ semplice. Da ora in poi e’ quindi normale spiare? Da ora in avanti e’ del tutto normale perquisire aerei presidenziali?
Sulle prime verrebbe da chiedersi con che coraggio ora gli USA alzeranno la voce contro lo spionaggio cinese, e contro ogni possibile altra forma di spionaggio.
Ma il vero punto non e’ questo.
Il vero punto e’ che si tratta della strategia sbagliata per un mondo multipolare. Facciamo una mappa degli amici degli USA?
  • In Africa, Obama non ha molti amici. Le zone islamiche gli sono avverse, le zone non islamiche lo vedono come fumo negli occhi.
  • In Sudamerica, si va da paesi dichiaratamente ostili a paesi che non lo tollerano , ma usando parole piu’ civili.
  • In Asia c’e’ solo da scegliere, tra le zone islamiche che non lo possono vedere, una Russia che lo detesta, una Cina che lo vede come un avversario cui vendere la corda con cui si impicca, un’ India sempre piu’ filorussa.
  • Si, in Australia ha ancora diversi alleati, gli rimane il Messico. Aha.
Rimane l’ Europa.
Ora, dobbiamo prima chiederci a che cosa si debba questa amicizia degli europei verso gli USA.
Il primo fattore e’ l’eta’ dei politici. Piu’ andiamo indietro, e piu’ rimane forte il mito dell’ammerigamerigameriga. Si tratta di generazioni cresciute col mito degli USA, del reaganismo e del tatcherismo, quando queste cose erano forza e ricchezza , e non invece (come succede oggi) disoccupazione e ansia.
Gli americani dicono di fare Big Data sulle opinioni di tutti? Bene, sarebbe meglio che controllassero allora dove sia finito il “gradimento” per gli USA in Europa.
Se esaminano quel che ascoltano su internet, e consideriamo che Internet e’ popolato specialmente da persone che NON hanno avuto infanzia e adolescenza nei mitici ’80, (quando l’american Way era un sogno), gli USA avranno gia’ ricevuto una brutta sorpresa: sebbene il livello culturale sia piu’ basso rispetto alle generazioni precedenti, la cura di musica pop , porno e internet NON ha alzato il gradimento.
Solo 20 anni fa, una manifestazione per la democrazia in un paese tirannico aveva bandiere americane ovunque: USA era uguale a democrazia. Oggi le bandiere USA le bruciano TUTTI.
Se la Russia dopo il crollo del comunismo si era gettata in pasto al capitalismo sfrenato e all’affarismo alla Gordon Gekko avendo gli USA come mito (nel bene e nel male) , oggi quando si parla del periodo di Yeltsin si mormora “mai piu'”.
Se gli americani davvero usano internet per fare big data e cercano i centri di ostilita’ agli USA, avranno gia’ notato che il posto dove tutti odiano gli USA e vorrebbero far loro del male in qualche misura ha un nome: pianeta terra, praticamente qualsiasi posto non siano gli USA.
Persino la gioventu’ inglese non vede niente di speciale negli USA. Se osserviamo l’umanita’ con il filtro di Internet (che separa la generazione connessa da quella disconnessa) otteniamo una cosa semplice: gli USA sono , normalmente, tra i paesi MENO amati su Internet.
Se poi andiamo ad osservare chi dice di amare gli USA, poi, la situazione su internet e’ ancora piu’ penosa. Gli amici degli USA si dividono tra:
  • Rottami degli anni ’80. Fosse per loro si userebbero ancora i capelli lunghi solo dietro, i pantaloni strettissimi e le giacche con le spalline. Ricordano Reagan e la Tatcher e attribuiscono loro poteri taumaturgici degni del Mago Otelma. Vivono per il denaro e sembrano un film di Vanzina sui personaggi di un film di Vanzina.
  • Sciroccati di guerra che si masturbano guardando grosse armi da fuoco che sparano, le esplosioni che ne risultano, e il fuoco. Da militari facevano i furieri a due passi da casa: papa’ conosceva qualcuno. Non vedono l’ora che gli USA facciano una nuova guerra per vedere le nuove armi che tirano fuori, peggio di una troia cinquantenne miliardaria che fa shopping.
  • Metallari. Girano con le toppe e le borchie. Devo dire altro?
  • Amanti del rap. Che chiamano battone le donne e cantano dei gangster, dimenticando di assomigliare molto -troppo-  ad un Calogero daltonico che si veste da ubriaco mentre picchia una mariaconcetta scosciata e culona, e ovviamente bacia le mani a un Don Gaetano. Se qualcuno mi dice che il rap sia una novita’ in Italia, gli faccio presente che in Italia si picchiavano le donne e si baciavano le mani ai mammasantissima quando ancora nei ghetti USA pettinavano il dodo per fare qualcosa il sabato sera.
Cosi’, non e’ che ci sia molto da divertirsi, se diamo per scontato che gli USA possano davvero misurare l’odio contro di loro. Se davvero hanno messo in piedi un qualcosa che serve a misurare dove sia facile arruolare i terroristi, e dove sia piu’ semplice creare gruppi antiamericani, stanno cercando di misurare l’odio. Ma non vorrei essere stato nei panni di Obama quando ha ricevuto il primo rapporto su “quanto il mondo ci ama”.
La reazione degli USA sembra essere la piu’ stupida possibile: “dal momento che non ci amano, armiamoci sempre di piu’ e rendiamo il mondo un posto ove il piu’ forte fa il cazzo che gli pare”. Siccome saranno militarmente piu’ forti, allora loro faranno quel che gli pare.
Il modello sarebbe stato conveniente in un mondo unipolare o bipolare, ma per un qualche motivo i predecessori di questi politici furono piu’ saggi e costruirono un sistema di regole. Oggi, politici meno saggi vogliono andare in un mondo ove tutto si basa sulla forza e sull’autorita’ interna.
La prima cosa che stiamo notando e’ che il modello di riferimento per chi si oppone agli USA non e’ la democrazia. Cina, Russia, paesi islamici, essenzialmente la repressione non fa altro che selezionare leaders “forti”.
I tentativi di abbatterli non servono a niente: come in Egitto e Siria, o il dittatore rimane al potere oppure quel che viene dopo e’ ancora peggiore.
La verita’ e’ che si e’ associata la democrazia all’americanita’, e con l’odio verso la civilta’ americana e’ venuto l’odio verso la democrazia.
Il pericolo di essere piu’ forti in un mondo multipolare sta nel concetto di “cordata”, ovvero negli interessi neutrali.
Facciamo un esempio: finiti questi leader filoamericani, cresciuti tra i 60e gli 80, andranno al potere leader piu’ giovani, meno filoatlantici. E si chiederanno come mai hanno basi americane in casa. La risposta e’ che altrimenti l’ Europa finirebbe sotto l’incombenza russa – se proprio dobbiamo essere paranoici, non credo che i russi abbiano mire militari – ma anche se fosse la domanda sarebbe: conviene agli europei andare verso est o verso ovest?
La risposta la vediamo con la proposta di allargare i mercati e fare il famoso accordo di scambio UE-USA. I leader vecchi , come la Merkel, cresciuta dietro un muro a sognare l’America, sono filoatlantici e vorrebbero l’accordo. Quelli nuovi, specialmente tra i socialisti, temono che gli USA siano solo un negozio di prodotti cinesi rimarcati (cosa che e’) e non vogliono un’invasione di prodotti americani – cioe’ cinesi – in Europa.
Adesso pero’ chiediamoci: se migliorassimo gli scambi con la Russia, dovremmo temere un’invasione di prodotti industriali russi? La risposta e’ no: la Russia oggi – se escludiamo l’industria militare – vende piu’ commodities, che all’ Europa manca.
Allora, la prima domanda della prossima generazione di politici e’: ma perche’ essere alleati di un concorrente che fara’ di tutto per spazzarci via, quando potremmo essere alleati di qualcuno che ci da’ le materie prime e vuole in cambio prodotti e servizi?
Se osserviamo l’ Asia, e andiamo a vedere anche zone come il Vietnam, grande partner commerciale americano, o il Giappone, presto il problema sara’ molto semplice: perche’ allearsi con gli USA , che umiliano apertamente i governi con atteggiamenti da gangster, quando alleandosi con i cinesi si ottiene un alleato che non umilia mai in pubblico un governo amico?
Cioe’, facciamo un confronto:
  • Se si accusano i cinesi di operazioni di pirateria informatica, negano le accuse. Ci sta.
  • Se accusate gli USA di pirateria informatica, vi rispondono che e’ normale e che lo fate anche voi.
Ora, quale dei due alleati e’ piu’ comodo per una relazione tipo “parenti serpenti”? E’ chiaro che ci sara’ sempre lo spionaggio, ma il problema e’ “meglio parenti serpenti gentili, o parenti serpenti arroganti ed umilianti?”.
A Hollande conviene un’ America che gli risponde “ma e’ normale, e ti piscio in testa”, o una Cina che direbbe “spiare? Io? MA no, noi siamo amici!”.
Entro uno-due mandati del presidente USA, il piu’ grosso  problema degli USA sara’ quello di vivere in un mondo ove l’atteggiamento oscilla tra quello dei paesi arabi e quello del sudamerica. Non so ancora quanto l’ Europa continuera’ ad essere amichevole, ma questa e’ l’ultima generazione di politici filoatlantici. I piu’ giovani sono filoatlantici, “ma”.
Gli americani stanno cercando un mondo nel quale il gangster piu’ forte vince ogni volta che ha la forza di sopraffare qualcuno. Dimentica pero’ che una gang e’ sempre piu’ forte di un singolo pistolero.
Chi ha fermato Morales di ritorno dalla Russia dimentica che Snowden non e’ il problema piu’ grande. Il problema piu’ grande e’ che Morales era andato in Russia per discutere una crescente amicizia che vuole il blocco antiamericano estendersi e quello filoamericano restringersi ogni anno che passa.
I leader dei paesi del sudamerica si riuniranno per decidere cosa fare contro gli USA. Leader mediorentali lanciano messaggi amichevoli ai paesi antiamericani cercando l’alleanza. Cinesi e Russi si incontrano per decidere come fermare le strategie USA in Asia.  Paesi caucasici si riavvicinano a Mosca , la Turchia e’ sempre meno un alleato americano, l’ India discute con Mosca piu’ che con Washington.
Quanto tempo ancora passera’ prima che praticamente ogni paese del mondo sia parte di una alleanza antiamericana? Anche se molti paesi rimanessero “non allineati”, la quantita’ di paesi “Tier 1” che non provano simpatie per gli USA sta crescendo, e specialmente aumentano i rapporti e le intese tra antiamericani.
 Non so se ci sara’ un altro 11 settembre, ma una cosa e’ certa: la prossima volta, le urla delle vittime saranno coperte da un altro rumore.
L’applauso di almeno tre miliardi di persone.
E se questo e’ il mondo che credono di dominare con le armi, beh, gli americani scopriranno presto che rimanere asserragliati in casa con le armi spianate fuori dalla finestra non e’ per niente “il secolo americano” che sognavano.

Uriel