I forconi e la coscienza nella pancia.

Mi hanno chiesto a gran voce di commentare la rivolta dei forconi, e dopo aver guardato un attimo come si articola all’interno (hanno messo un sacco di video dei loro incontri su Youtube) ho visto tre cose, le tre cose che servono a giudicare un movimento politico. Cosa vorrebbe essere quel movimento, cosa vorrebbe sembrare quel movimento, cosa e’ effettivamente quel movimento politico.

C’e’ da qualche parte di me una specie di speranza (tipica di tutti quelli che hanno lasciato l’ Italia) che il “belpaese” mostri un filo di dignita’, di coscienza, che in qualche modo (anche violento: la guerra e’ l’unica igiene del mondo, disse Marinetti) si riscatti dalla sua accusa di evidente codardia di massa.
Cosi’, nell’ascoltare i video e vedere le persone che vanno per teatri a parlare, nel vedere le interviste dell’ astuto (ma non intelligete) Mariano Ferro, per qualche minuto ho sperato di vedere un sussulto di dignita’ , qualcosa che serva a riscattare il nome di un paese che di nome ormai ne ha poco.
Mi fa ridere vedere la gente parlare della forza del Made in Italy, quando ormai “Italy” ha una tale cattiva reputazione che – escludendo chi ne ha una visione da radicalchic – molti dovrebbero fare a gara per liberarsi di quel marchio, anziche’ per possederlo.
Ad un certo punto, dopo aver avuto un sussulto di speranza (Mariano Ferro mostra nel parlare una malizia tradizionale ed  antica, che potrebbe aiutarlo nella sua lotta, se solo la stessa maliziosa astuzia  non fosse parte del problema, e quindi certamente non parte della soluzione) , ho messo a tacere le emozioni e ho inserito un momento di raziocinio tra la voglia di scrivere bene di quel movimento, e l’atto di farlo.
Come si giudica un movimento politico? Esso ha tre principali  componenti:
  1. Agenda politica: che cosa il partito vuole far credere di essere. La sua immagine per la societa’ intera, gli obiettivi che espone ed i metodi che espone alla societa’.
  2. Agenda reale: che cosa il partito vuole realmente essere , gli obiettivi della sua classe dirigente ed i metodi per la gestione del consenso e la costruzione della leadership.
  3. Agenda nascosta: che cosa i singoli membri del partito vogliono davvero , quali sono i loro obiettivi reali, quali cose faranno davvero, in che modo terranno il consenso davvero.
Sinora, tutti i partiti e movimenti italiani si sono distinti per 1 e 2, ma il disastro e’ arrivato dal punto 3: i veri obiettivi ed i veri mezzi dei singoli dirigenti.
Questo e’ il fattore culturale che colpisce il paese, ovvero la dominanza delle agende nascoste sulle agende reali e politice. Il PD, per dire, e’ un esempio classico: un partito che ha un’agenda politica che suona tutto sommato bene, un’agenda reale (le primarie, il voto, etc) che suona assolutamente bene, e poi le agende nascoste dei singoli leaders mandano tutto a puttane.
Voi direte: come conosci l’agenda nascosta di Mariano Ferro? Non la conosco, ma so che c’e’. Lo so perche’ riconosco nel suo parlare un’astuzia, una antica malizia che fa parte della cultura contadina (di ogni latitudine) , e queste astuzie e queste malizie hanno un solo obiettivo: “chi fa le parti , tiene per se’ la migliore”.
Si, l’uomo ha imparato sulla sua pelle i trucchi di chi conosce 500 parole piu’ di lui. Molti ha imparato ad aggirarli con una certa astuzia, ma solo se e quando si trova in un teatro e una complice ha il figlio handicappato.Non c’entra un cazzo col discorso di quel momento, ma e’ quel moloch emotivo che basta a poter cacciare ad urli un oppositore dal teatro.
Guardate il video:
ndr: Video rimosso, non trovo l’originale
Vedete il trucco? Grillo non lo farebbe mai, almeno lui ha fatto televisione: in quel momento non si stava parlando di famiglie e di sanita’, ma “Anna” era li’ , in prima fila, da qualche tempo. La storia di Stamina peraltro e’ uscita da poco e non puo’ far parte della piattaforma in se’: ma serve.Il nostro Ferro ha l’astuzia di scegliere lui il momento dello scontro con gli oppositori dentro al teatro, dicendo diverse volte “aspetta che ti rispondo”, cosa che toglie forza agli oppositori stessi. La dialettica si svolge nel tempo,e  controllando il tempo si controlla la dialettica.

Notate che qualcuno ha pronto l’argomento “se li cacciamo via siamo come loro”, quindi anche l’opposizione e’ organizzata e ha infiltrato fiancheggiatori con la medesima astuzia da mercato. Ferro ha il polso della situazione, e’ astuto e spesso si ferma ad ascoltare e riflettere: osservate il linguaggio del corpo, ve ne accorgete dalla sua assoluta immobilita’.

Cosi’ ritarda il momento dello scontro, e ad un certo punto fa entrare in scena la donna col figlio malato che non ha speranza mentre gli altri crapulano. Mancano solo le vecchiette che prima erano cieche e urlano “ci vedo! ommioddio ci vedo!” per completare la cosa.

Avuto l’argomento bomba, fa espellere gli oppositori e nessuno ha il coraggio di dire “se li cacciamo siamo come loro”: come puoi andare contro una mamma?Voi direte: ma allora e’ intelligente. No, e’ solo astuto. Puoi fare una cosa simile solo quando hai il microfono in mano e dirigi tu la serata. Se ti trovi da Santoro o da Vespa, i conduttore decide se la Signora Anna sta in prima fila o meno, decide chi sale sul palco e quando, decide se la signora Anna puo’ parlare, decide quando tu devi rispondere al tizio nel pubblico e quando no. Mariano Ferro e’ astuto, ma ha bisogno di dirigere la serata per giocare a modo suo. E’ molto facile vincere se sei anche l’arbitro e anche la UEFA.

I professionisti della TV ridono di lui, e se mettesse piede in TV sarebbe fatto a pezzi dal Vespa di turno.

Ferro e’ astuto, ma non intelligente: se fosse intelligente saprebbe che il limite della sua politica e’ che ha bisogno di dominare il palco, ma in TV a dominare sono i conduttori televisivi. La differenza tra astuzia ed intelligenza e’ che  l’astuzia non conosce i propri limiti, ne’ si interroga su di essi.

Ferro e’ quindi astuto, ma  manca di intelligenza. Ora, l’agenda di quel tipo di astuzia che ha bisogno del dialetto per coprire la voce degli avversari senza dire niente , un’astuzia che mira ad avere la fetta migliore della torta, e di essere presenti quando si fanno le parti: quando l’astuzia segue modelli millenari, i modelli prendono il controllo e nulla si puo’ fare per cambiare.

Il movimento dei forconi si trasformera’ presto in una faida interna. Perche’ quella antica astuzia non e’ stata sviluppata dal popolo, ma dalle classi dirigenti, allo scopo di creare un popolano astuto ma non intelligente, diffidente ma non ben informato, ambizioso ma privo di visione. In pratica, Ferro sta usando uno strumento concepito dalla chiesa cattolica post-riforma CONTRO il popolo, credendo che sia la forza del popolo stesso.

Il modello culturale di Mariano Ferro ha un solo sbocco politico, che e’ la frammentazione, il mini-leaderismo, l’incapacita’ di parlare a grandi masse , l’incapacita’ di vincere quando non si controlla il campo. Grillo, che pure non e’ un genio, lo supera di molto.
Andiamo ai contenuti. Parlano di dignita’ e di “difendere i figli”, ma dimenticano una cosa. Dimenticano che e’ difficile  , molto difficile, credere a quella dignita’ che esce allo scoperto solo per fame. La dignita’ che sta nello stomaco ha un nome, ed e’ “bell’opportunismo”.Difendere i figli e’ una cosa che non fai , o non inizi a fare, solo quando arriva il momento chiaro nel quale realizzi che non c’e’ futuro. Costruire un mondo per i figli e’ qualcosa che inizia MOLTO PRIMA che nascano, e continua per anni.

Certo, oggi e’ chiaro che i loro figli non hanno futuro in quel paese. Oggi. E siccome OGGI e’ chiaro, allora si incazzano. Aha.

Visto che sono contadini, volete sapere come mi sembrano? Mi sembrano di quei contadini che non seminano un cazzo di niente. Che lasciano calpestare la loro terra da cacciatori, raccoglitori di legna e briganti per molto tempo, facendosi pagare due lire di affitto.

Quando arriva l’estate, scoprono che non ci sara’ alcun raccolto, e allora scoprono che devono lottare per la dignita’, per difendere i figli, per il futuro. Eppure, sono agricoltori.

La dignita’, signori, e’ come un raccolto. La dovevate seminare MOLTO in anticipo, la dovevate curare, difendere, coltivare MOLTO PRIMA DI OGGI. Oggi vi siete solo accorti che un campo mal coltivato non produce nulla. Ma dovevate pensarci l’anno scorso, al momento della semina, e per tutto il tempo, dalla semina ad oggi.

Accorgersi a meta’ luglio che non cresce nulla non serve a niente. Quando i fondi della cassa del mezzogiorno arrivavano copiosi, nessuno sentiva questo bisogno di difendere la dignita’. Prendere soldi per progetti mai realizzati o soldi a fondo perduto per far mangiare gli amici di famiglia era dignitoso? Dava futuro ai figli? Si, ma perche’  pensavano che la pioggia di soldi sarebbe DURATA PER SEMPRE.

Poi dalla cassa del mezzogiorno si e’ passati all’ Europa. Oh, come odiano l’europa oggi, quando sono finiti i soldi. Ma non ricordo la loro voce all’inizio, quando i fondi li prendeva il governo centrale e poi i partiti li distribuivano. Non ricordo la loro voce quando questo succedeva: la dignita’ che esce dalla pancia tace quando e’ sazia.
Poi la UE ha cambiato e i progetti devono essere finanziati direttamente, e allora si e’ bloccato il flusso. Ma c’erano ancora i fondi all’agricoltura. Non ricordo questa gente ribellarsi quando veniva pagata per non fare nulla o per distruggere il raccolto. La dignita’ della pancia si compra per due lire.Poi, alla fine, l’europa e’ diventata “a 27”. Come i nazisti della germania est, i parassiti italiani si sono accorti che lo straniero ciuccia i loro sussidi, e improvvisamente tutti hanno scoperto il loro amore per i sacri confini della patria. Oh, quanto siete patrioti nel rivendicare gli aiuti del VOSTRO stato, quanto e’ patriottica la vostra pancia quando i soldi vanno ad altri poveri ma non a voi. Quando l’agricoltura italiana viveva di sussidi europei eravate tutti europeisti: mi ricordo di voi. “Straniero invadici e governaci”, dicevate. Adesso lo straniero vi ha invaso e vi governa, e non vi piace piu’. La differenza? La differenza e’ che vi ha invasi, vi governa, MA NON VI RIEMPIE LA PANCIA.

Ed e’ nella pancia il vostro patriottismo. Quando divevate “dichiarateci guerra e governateci” avevate come clausola “e riempiteci la pancia”, e oggi scoprite che proprio quella clausola non e’ compresa nel prezzo.  Astuti ma non intelligenti, dicevamo.

La dignita’ ed il futuro dei figli, caro Mariano Ferro, sono come la coltivazione delle olive. Il nonno, a pancia vuota, pianta gli alberi. Il padre, a pancia vuota, li difende e li cura. I nipoti raccolgono davvero. Se oggi il campo non da’ frutto, qualcuno non ha seminato e qualcun altro non ha curato i campi. E accorgersene oggi e’ troppo tardi.

Sarebbe bello se gli agricoltori si ribellassero , ma per farlo occorrerebbe avere agricoltori che ragionano da agricoltori.

Un agricoltore sa che qualsiasi cosa voglia dovra’ prima pianificarla, poi seminarla, poi coltivarla, e solo alla fine raccoglierla.

Un agricoltore , con la cultura dell’Agricoltore, sa che una cattiva pratica oggi porta alla miseria tra mesi, magari anni. Un agricoltore sa che l’andazzo di oggi fa la differenza sul raccolto di domani. Un agricoltore che ha la mentalita’ dell’agricoltore SA che deve agire PRIMA.

Quando un agricoltore si vede chiedere il permesso di calpestare i suoi campi per due lire, si deve chiedere “certo, oggi ci mangio, ma questo poi che effetto avra’ sul raccolto?”. Quando vede una pioggia o una grandine deve chiedersi “ehi, ma questo mi portera’ alla fame entro sei mesi”. Certo, quel giorno mangia, ma il problema dell’agricoltore e’ il momento del raccolto.

La sicilia, l’ Italia intera, cari forconi, sono come un campo che non e’ mai stato seminato, che si e’ lasciato calpestare ed infestare in cambio di due lire, tanto quel giorno il piatto era pieno. Oggi che vorreste il raccolto, vi trovate a scoprire che non avete seminato abbastanza, e che non avete coltivato abbastanza bene: non avete MAI difeso il raccolto perche’ avevate la pancia piena quel giorno, e oggi che i campi sono vuoti, accusate altri.

Siccome vi pagavano due lire per far marcire le vostre messi, avete accettato. Quel giorno avevate la pancia piena, e quindi andava bene cosi’. Vi siete illusi che potesse continuare per sempre. Oggi nessuno vi paga piu’ per calpestare i campi, e voi dite “beh, ma ci sara’ pur sempre il raccolto, finalmente!” Beh, no. I campi calpestati non danno nulla.

La dignita’ si coltiva, ed e’ un albero che impiega molti, molti anni a crescere, caro Mariano Ferro. Il futuro dei figli si coltiva, ed e’ un albero che impiega 2-3 generazioni a crescere. Per tutto questo tempo, occorre estirpare SUBITO qualsiasi parassita ed essere intolleranti verso QUALSIASI minaccia potrebbe, anche potenzialmente, impedire di arrivare ad alberi fecondi e robusti.

Se foste DAVVERO contadini, caro Mariano Ferro, questa rivolta dovevate farla 30-40 anni fa. 20, visto che i vostri padri sono stati pigri. Dovevate vedere ALLORA il problema. Il contadino guarda il campo OGGI e lo vede quando ci sara’ il raccolto, tra mesi o anni. E quando qualcuno o qualcosa agiscono sul campo, si chiede per prima cosa “ma questo aiuta il mio raccolto o no?”.

Per questo il contadino e’, insieme al marinaio, quello che pianta gli occhi sempre piu’ lontano. Il marinaio sino all’orizzonte, il contadino per generazioni.

Ma voi non lo avete fatto: non avete MAI considerato l’italia come il vostro campo, e non vi siete MAI chiesti quale raccolto sarebbe venuto da questa pratica. Se lo aveste fatto, la rivolta l’avreste fatta 20 anni fa, almeno.

Ed e’ per questo che la rivolta dei contadini fallita’.

Non siete contadini. Non pensate come contadini. Siete di fronte ad un campo che avete seminato poco e coltivato male, che avete guardato calpestare per anni, e solo oggi che manca il raccolto e sentite la fame allora capite cosa sia successo. Un contadino questo errore non lo fa MAI.

Fallirete perche’ non siete cio’ che dite di essere. Vi mancano proprio quei valori contadini che dite di rappresentare, vi manca il pensiero condadino, il pensiero della buona pratica che porta al raccolto copioso.

Se aveste considerato il paese come un campo da coltivare, vi sareste ribellati molto prima, vedendo devastare il vostro campo.  Ma non avete mai pensato come contadini.

Siete una generazione di contadini cresciuta coi fondi europei, figli di persone cresciute con la cassa del mezzogiorno.

Questo e’ il punto. Se aveste paragonato l’italia ad un vostro campo, e la politica alle pratiche con cui lo coltivate, avreste visto un campo calpestato ed incolto , e non sarebbero bastate due lire dalla regione o dalla UE per mettervi a tacere: c’e’ stato un tempo in cui i contadini non volevano nessuno a calpestare i campi ANCORA PRIMA che li seminassero. Che non si sa mai, cosa fanno le tue scarpe al terreno.

I vostri padri hanno accettato fondi regionali per NON produrre, hanno accettato un malcostume mostruoso , hanno accettato di portare le arance al macero, hanno accettato di vivere di fondi europei senza produrre davvero. E non si sono mai chiesti: “che genere di raccolto produrra’ coltivare il paese a questo modo?”.

Caro Mariano Ferro, sei astuto. Spacciarti da contadino solo perche’ lavori la terra e’ stata una bella mossa. Ma per essere un contadino NON basta coltivare la terra.

Per essere contadini occorre un preciso modo di pensare, il modo di pensare di uno che guarda una piantina di ulivo oggi e vede un albero domani, a patto che nessuno cachi il cazzo alla piantina , ne’ oggi, ne’ domani, ne’ dopodomani.

Ma questo e’ mancato.

Non sei un vero contadino, sei solo un coltivatore diretto.

Per questo sei nella tua situazione, e per questo non ne uscirai. Ormai il raccolto e’ perso, dovevi pensarci PRIMA. E se fossi un vero contadino, sapresti che ogni cosa va fatta  a suo tempo, un giorno non e’ come un altro.

Il futuro dei vostri figli dovevate seminarlo 20 anni fa, almeno, e coltivarlo per 20 anni. Piangere su un campo malcoltivato e malseminato a luglio, caro Mariano, non fa di te un coraggioso ribelle.

Fa di te un pessimo contadino.

Voi siete oggi a fare la rivolta dei forconi NON perche’ siete contadini, ma perche’ vi e’ MANCATO PER DECENNI il pensiero contadino. Il pensiero della semina e della cura dei campi.

Ci fu un tempo in cui i nobili e le grandi famiglie governanti possedevano grandi tenute agricole.  Sebbene non le coltivassero loro, la ratio della semina, della cura e del successivo raccolto era molto chiara a questi nobili. Fossero romani, inglesi o americani, questi politici nati nella campagna avevano assorbito il concetto, e per questo erano le migliori classi dirigenti del mondo.

Ma il “movimento dei forconi” e’ qui perche’ NON ha avuto abbastanza cultura contadina da governare il paese.

Il loro fallimento e’ di essere troppo lontani dalla cultura contadina che dicono di rappresentare. Rappresentano la cultura prodotta da numerosi decenni di soldi a fondo perduto, contributi europei, aiuti della regione.

Poca roba. Un contadino puo’ fare il politico se vede il paese come un campo da pianificare seminare, coltivare e curare sino al raccolto. Ma se siete ridotti come siete, contadini NON LO SIETE MAI STATI.

Quella che si e’ abbattuta sul paese non e’ stata una improvvisa siagura, una grandinata, una pestilenza delle messi , il mancato raccolto di oggi e’ stato frutto di una tremenda pianificazione, una coltivazione da menefreghisti, una cura dei campi da opportunisti e ciarlatani.

Davvero pensavate di raccogliere qualcosa dal campo che chiamate “Italia?”, lasciandolo trattare cosi’ per decenni?

Uriel