Grilli veri e falsi.

Mi chiedono cosa pensi della storia dei follower falsi di Grillo, immagino per via del lavoro che faccio e per via della mia lunga esperienza di blogger (in confronto a me Grillo e’ “giovane” come blogger) e devo dire che la mia risposta probabilmente non vi piacera’. Specialmente se siete grillini.

La prima cosa e’ che in Italia “web-agency” ha un solo , miserabile significato. Il quale significato e’ “un tempo facevamo i volantini delle pizzerie e stampavamo le tovagliette con la pubblicita’ per i pub. Oggi i clienti ci chiedono internet, e adesso facciamo internet”.
Sono su internet da quando la BBS Galactica inizio’ ad offire questo servizio (essenzialmente sendmail, gopher, wais, telnet ed ftp),e devo dire che questi pubblicitari col web li ho visti un pochino nascere. Le web-agency come Casaleggio non sono una novita’. Sono semplicemente dei pubblicitari che si sono riciclati, con storie personali piu’ o meno opinabili sul piano professionale.
Il punto e’ che le ho viste nascere. Si tratta di pubblicitari, ognuno dei quali sceglie una traccia pseudoesistenziale come estetica persona ; ci sono quelli che si presentano col look del supermanager ultra-effective vincente rampante totale inesorabile, quelli che si presentano come io-ho-lavorato-in-USA vestendosi da idioti e mettendo un pianoforte in ufficio, cui dovrete comunicare in un idioma da pizzaiolo di brooklyn, e ci sono quelli che si atteggiano a guru new-age, next-age, post-age, cyberpunk, e non so cosa.
Tutti hanno una cosa in comune: la determinazione a rendere invivibile internet, e il rifiuto sistematico di qualsiasi regola di convivenza, una volta chiamata “netiquette”, ma chi se la ricorda piu’.
E’ la trasposizione in rete del “furbo” italiano, di quello che vede la scritta “niente pubblicita’” ma vi insozza la casella di posta di cartaccia, quello che vi ferma per la strada dicendovi “cosa ne pensate dei malati di cancro?” e vi vuole vendere delle merde, di quelli che vanno sui treni dicendo “sono muto” e vi piazzano il ninnolo davanti, eccetera. Solo che lo fanno in rete.
Cosi’, iniziarono con lo spam. Ricordo, quando facevo da ISP, le liti furibonde che facevo coi loro avvocati.Una volta individuato il loro prodotto, settavo con postfix delle regexpe che lo bandivano da tutti i server. Immancabilmente mi trovavo con un’email del loro maledetto avvocato che mi minacciava di conseguenze legali se non avessi aperto la possibilita’ di comunicare, in quanto secondo loro garantita dalla costituzione.
In genere mandavo a cagare lo studio legale, e rispondevo semplicemente “per problemi tecnici l’email del vostro studio non e’ stata consegnata: potete riprovare?. Ovviamente avevo bandito tutti gli IP della loro rete dall’inviare posta(1), che finiva direttamente in /dev/null”
Dopo aver provato con lo spam ed essere stati fermati dalle multe del garante (quando funzionava ancora),  questi cialtroni iniziarono a vendere alle aziende “i primi posti sui motori di ricerca”.
Dopo aver realizzato siti di cui non fregava un cazzo a nessuno (chi siamo, dove siamo, la nostra storia, i nostri prodotti, email) , iniziavano a usare dei trucchetti per alzare il ranking sui motori di ricerca. Essi andavano dalle magine nascoste piene di parole piu’ cercate ad una serie di programmi che inquinavano le statistiche del motore di ricerca sino a mettere ai primi posti il sito, ed altro.
Ovviamente si trattava di vandalismo di bassa lega, di cui i vari Altavista, e poi Google si accorsero immediatamente, e presero immediatamente dei provvedimenti adeguati.
 Con l’arrivo dei blog e dei sistemi di commento iniziarono a specializzarsi in robot che venivano sul vostro blog e dicevano tra i commenti “ehi, interessante! A proposito, hai mai visto il sito -e giu’ il sito della Ferramenta di San Merdonzio sul Cavillo-)”. L’uso dei captcha li ha disinnescati.
In generale quando dite “web agency” si tratta di poveretti che osservano come si veste il cugino architetto e fanno la stessa cosa, solo che vendono spam, sotto diverse forme: “aumenta le visite del tuo sito web”, eccetera. Tutta roba ottenuta portando su una pagina qualcuno che NON ci voleva andare.
Con l’arrivo dei social network, questi cialtroni si specializzarono nel violare le regole a loro volta, col risultato che oggi offrono sempre tutta una serie tecniche di “web presence” che vanno dallo spam sui social network al finti follower ai bot che vengono scatenati per generare flames, o fare pagine coi gattini, o con le tette, o entrambi.
Detto questo, quindi, NON mi sorprende affatto che Grillo, lavorando con una web-agency, cioe’ con dei pubblicitari riciclati, abbia messo in atto queste tecniche. Anzi, trattandosi di roba che normalmente sta a listino “non ufficiale” di ogni Web-Agency, MI STUPIREI DEL CONTRARIO.
Del resto, diciamolo, Grillo un pochino se lo merita.
Innanzitutto si e’ messo a dire “siamo 800.000 su facebook, e se considerate che su facebook ognuno ha 10 amici, allora siamo 8 MILIONI!”. Ok, ok. Manca solo la linea che i marinai chiamano bagnasciuga e la foresta di baionette.
Si tratta di una cazzata destinata a rivoltarsi contro di lui: essendo circa 6 il livello di separazione su internet e circa 4 quello su facebook, in soli quattro passaggi Grillo poteva vantare qualcosa come un miliardo di sostenitori.
Cialtroneria per cialtroneria, quindi, si avvera quello che Grillo ha sempre detto “su internet se dici una cazzata ti scoprono subito”. Aha. Verissimo. Infatti qualcuno -che probabilmente conosce bene il comportamento delle web-agency italiane- ha deciso di colpire laddove il dente duole.
Ed e’ solo l’inizio. Perche in realta’ Grillo non e’ il solo cliente di quella web agency, e le web-agency non dicono MAI al cliente che il traffico mandato sui loro siti sia fasullo. Essi prometto che “con una serie di strategie di comunicazione innovative”, essi “aumenteranno il numero di visite e la notorieta’ del marchio”. Non dicono di certo ai loro clienti che i visitatori saranno fasulli, o che si trattera’ di gente ingannata da apposite campagne di spam.
Affermare che Casaleggio abbia riempito di bot l’account twitter di Grillo non colpisce tanto Grillo, ma la web-agency: se i clienti mangiano la foglia, infatti, inizieranno a chiedersi immediatamente quanto valga quel traffico che hanno avuto sul loro sito in realta’, e se davvero valeva la pena pagare la web-agency per curare la loro web-presence.
Quindi hanno colpito Grillo colpendo Casaleggio, hanno usato il punto debole di tutte le web-agency (ovvero il fatto che tutte le web-agencies ingannino regolarmente tutti i clienti)  e a ben sapere dove colpirli hanno colpito nel segno.
Cosa penso della difesa e dei dubbi sulle statistiche? Sono fesserie. Per misurare il traffico su un sito come quelli di cui parliamo, o su social network, in genere si usano tecniche di analisi statistica dei cookies. Cui difficilmente un bot potra’ resistere, specialmente perche’ nelle web-agencies non c’e’ mai il massimo dei tecnici sul mercato. Concetti come “analisi statistica dei cookies” non li sfiorano minimamente.
Dalla reazione piccata che si legge sul sito di Grillo si direbbe che il santone sia stato centrato, per cui adesso passeranno al passaggio successivo. Faranno un’esame statistico dei cookie del sito www.beppegrillo.it  , e calcoleranno il REALE traffico su quel sito. Con risultati che saranno , se tanto mi da’ tanto, MOLTO inferiori alle cifre millantate da Beppe Grillo: e’ sempre cosi’ quando alla gente piace spacciare le letture delle pagine per utenti unici.
LA mia impressione e’ che il nemico di Grillo abbia capito come colpirlo, e stia calibrando i colpi. Capito che a Casaleggio non piace che si mettano in dubbio i suoi metodi , e che non piace loro che si sostenga che usino dei bot per generare finta notorieta’ (che poi il cliente paga soldoni sonanti) , adesso il punto e’ molto facile.
Perche’ un altro errore di Grillo e’ di aver prestato la faccia a Casaleggio: da ora in poi, quando qualcuno dice “Grillo millanta il numero di utenti sul sito”, si stara’ dicendo che Casaleggio millanta. Il guaio e’ che Casaleggio non viene citata , quindi non puo’ muoversi perche’ si parla di Grillo e non del loro marchio, ma Casaleggio e’ famosa ugualmente per essere la web agency di Grillo, ed ogni colpo inflitto alla credibilita’ di Grillo colpira’ anche Casaleggio.
E’ chiaro che in questo modo Casaleggio si trova nella situazione in cui puo’ essere colpita dagli attacchi contro Grillo, senza per questo potersi difendere legalmente, visto che negli attacchi non si menziona MAI Casaleggio in se’. Grillo ha i bot su twitter. Mica Casaleggio.
Il prossimo step sara’ l’analisi statistica dei cookies sul sito di Grillo per capire quanti utenti abbia veramente . E’ un processo efficace, converge col secondo ordine, e non ne sfugge nessuno. Anche il crollo di Myspace  di altri social fu misurato cosi’, e nessuno si azzardo’ mai a contestare queste tecniche, CHE FUNZIONANO.(2)
Ci sara’, prima o poi, il momento in cui Casaleggio dovra’ scegliere tra Grillo e gli altri clienti. E aumentando la tensione –quale errore e’ stato quello di entrare nel merito e rispondere: il tuo Guru della comunicazione, caro Grillo, e’ un dilettante sul piano strategico– prima o poi otterranno la rottura.
Cosa paga Grillo? Paga una menzogna bella e buona: la pretesa di essere un movimento-comunita’ quando si tratta semplicemente di una folla attorno ad un centro di gravita’. Se fosse davvero un movimento-comunita’, cioe’ privo di gerarchia, colpirlo sarebbe DAVVERO difficile. Ma le cose non stanno proprio cosi’, perche’ la centralita’ di Grillo e di Casaleggio nel tutto e’ ormai cosi’ evidente che e’ chiaro a tutti i loro nemici dove possono colpire e come.
Grillo ha mentito, sostenendo di aver creato una comunita’ che prende le decisioni dal basso, sostenendo di aver creato una comunita’ simile a quelle opensource, e si e’ immediatamente, o quasi, scontrato con quello che lui stesso va dicendo in giro da anni: “su Internet, se dici una cazzata, ti scoprono subito”.
Ecco, Grillo.
Adesso conteranno il reale numero di accessi al tuo sito, il reale numero di follower e la tua reale popolarita’. E non bastera’ dire “ci vediamo in parlamento” per sfuggire a questo fenomeno.
Come vedi, il problema di Internet e’ questo; appena dici una cazzata, ti scoprono subito.

Uriel

(1)Si , ero molto drastico con lo spam. Ad un certo punto misurai la provenienza della posta dei miei clienti, ed esclusi mediante RBL tutto il sudamerica, l’asia , l’africa e il paesi dell’est dall’inviare posta. I miei clienti non avevano bisogno di posta da quelle nazioni (nessuno di loro ebbe mai problemi) e lo spam scomparve quasi del tutto.
(2) Si tratta solo di misurare statisticamente la distribuzione dei singoli simboli (a,b,c,…1,2,3….) all’interno dei cookies, e prendere delle misure a campione, semplicemente accedendo alla home-page senza cookie e facendosene assegnare uno nuovo. Si vede immediatamente se in quel giorno sei uno su mille o uno su un milione.