Futuro vuoto

Sto notando, in questo periodo , una certa tendenza al vampirismo psichico. Il vampirismo psichico e’ una tendenza che gli psicologi chiamano “gioco di Berne”, che consiste nel liberarsi dallo stress di una decisione o di una situazione di stallo semplicemente appoggiando il peso emotivo su un’altra persona, anche nel caso in cui questo si fa attraverso una discussione su argomenti molto diversi. Ma la prima domanda e’ : perche’?
Il vampirismo psichico e’ una necessita’ quando si gira a vuoto. Vediamo ci capirci: tutto l’occidente, e non solo l’ Italia, e’ fatta di gente che si sta spremendo come un limone.

 

Si lavora mediamente piu’ di 40 ore per settimana, ci si fa un culo quadro per mandare avanti la baracca , ci si sottopone a ritmi massacranti. Oppure, in nome della competitivita’, si e’ perso il lavoro. Insomma, tutto il mondo occidentale sta facendo sacrifici. C’e’ pero’ una domanda cui nessuno sa rispondere.
PERCHE’?
Non sto discutendo dei sacrifici in se’. Io passo due giorni alla settimana fuori casa, ma so perche’. So quali sono i piani di ampliamento della casa, so che cosa voglio dare a mia figlia come istruzione, eccetera. Questo va bene per quanto riguarda i miei sacrifici personali, ma non sta bene riguardo ai sacrifici collettivi.

 

Anche sui miei sacrifici personali ho una giustificazione: di aziende che fanno le cose che mi piace fare ce ne sono poco, e in Italia di sistemi davvero grandi (50+ Milioni di utenti) se ne fanno pochi. Cosi’ posso pensare di essere qui , a 3000 km da casa, per via di una realizzazione personale.

 

Ok. Cosi’ io non faccio vampirismo psichico sugli altri, ho energie mie. Ma quello che fa gli stessi orari che faccio io, e che non vede casa cinque giorni alla settimana, eccetera, se si chiede perche’ la risposta e’ “perche’ non ho trovato altro”.

 

Siamo nel pieno di una crisi, e nessuno fa niente. Nessuno ci indica una via di uscita: se pensiamo che con l’atteggiamento di diniego di Tremonti l’ Italia e’ stata il paese che ha limitato piu’ attivamente le perdite, ho detto tutto. Siamo nella crisi. Qualcuno conosce la via d’uscita?

 

Qual’e’ la prospettiva? Qual’e’ il futuro?

 

Le promesse dei politici sono di abbassare le tasse, di riforme, piu’ lavoro, eccetera, ma qualcuno ci dice dove stiamo andando? Insomma, stiamo tutto il giorno a remare come pazzi. In che direzione stiamo andando, qualcuno ce lo vuole dire? Qualcuno ha una visione?

 

La verita’ e’ che nessuno sa dove stiamo andando. I mass media si pongono il problema del presente, e pongono il problema del presente. Andiamo sui giornali e leggiamo le notizie di oggi. Si parla di oggi e delle prossime elezioni, basta. L’occhio sul presente.

 

E il futuro?
Dove stiamo andando?
Perche’ il problema diventa questo: sto remando come un pazzo. Tutti noi occidentali stiamo facendo sacrifici e stiamo tenendo duro. Stiamo lavorando di piu’, stiamo dando di piu’. Ci stiamo laureando per fare lavori ove un tempo bastava la terza media. Stiamo dando anni della nostra vita per mandare avanti il sistema.
VERSO DOVE?

 

L’inglese che nel 1700 dava la vita per la nazione, stava costruendo un impero coloniale che in 150 anni avrebbe garantito 400 anni di rendita all’ Inghilterra. Bene. C’era un capo che aveva deciso una strategia e aveva deciso di seguirla : “occuperemo ogni metro di terra non occupato”.

 

Bene.

 

Ad un certo punto la Francia si dedica al mercantilismo. Si attua uno sforzo immenso nella ricostruzione dello stato (1) onde produrre una potenza mercantile. Sin qui tutto bene, e tutti quelli che hanno lavorato allo scopo sapevano verso dove stavano andando.

 

La stessa rivoluzione francese impiego’ energie e risorse umane, bloccando l’economia francese per mesi. Tutti dovettero stringere i denti. Ma avevano di fronte a se’ un strada da percorrere, una meta .

 

L’uomo moderno, in assenza di capi , con il solo conforto di politici da lui eletti, che quindi ne sanno quanto l’elettore sul futuro del paese, si trova nella condizione del criceto nella ruota. La realta’ e’ che tutti stiamo facendo sacrifici per mandare avanti la baracca, ma nessuno sa dove stiamo andando.

 

E non e’ una questione italiana. Non lo sanno i tedeschi, non lo sanno gli inglesi, non lo sanno gli americani ne’ i francesi.
Nessuno indica una strada.
Ogni giorno milioni di persone si collegano coi giornali nazionali. Sperano di leggerci un punto critico, una svolta che dica loro “ecco, stiamo andando li’”, o almeno “ecco, stiamo cadendo li’.”
Ma la verita’ e’ che i media sono bendati. Tutti i media, contemporaneamente , stanno rinunciando a parlare del futuro. Nessuno di noi sa dove stiamo andando. Nessuno di noi sa dirci se stiamo resistendo solo per avere un altro pasto o per costruire i pasti dei nostri figli.
Tutto il mondo dei media e’ “oggi”. Siamo come cavalli che corrono bendati.
E’ questo il problema che oggi ci assilla: non abbiamo VISIONE.
Non c’e’ un capo che abbia una visione su dove portare il paese, ne’ a destra ne’ a sinistra, ne’ in italia ne’ all’estero, ma non c’e’ nemmeno qualcuno che sa dove i paesi stiano andando. Abbiamo fatto sacrifici per l’Europa, e va bene. Ma almeno c’era una meta. Discutibile o meno, si stava facendo sacrifici per l’Europa.
Oggi siamo facendo sacrifici per garantirci un altro giorno di sacrifici. Oppure ancora piu’ sacrifici.
La verita’ e’ che tutti stiamo persino sperando in un avento catastrofico, nell’incredibile speranza che esso almeno prenda una direzione chiara. Stiamo aspettando un disastro che ci dica da che parte scappare, visto che e’ l’unico modo per sapere dove stiamo correndo.
Tutto questo e’ snervante. E’ snervate vedere i referer di questo blog: la gente che va sul repubblica, sul corriere, e poi viene qui. Riesco ad intuire il vostro pensiero: prima cercare un evento che vi chiarisca le idee sui giornali mainstream, poi girate per blog (i piu’ catastrofisti) per cercare un evento che almeno vi dica da che cosa scappare, per dare senso alla vostra fuga. Infine, certate blog come questo perche’ sperate che almeno ci sia un’idea di una strada futura.
Ma la verita’ e’ che la strada la indica il capo. E il capo , in una democrazia, indica la strada che gli indicate voi elettori. Se neanche voi elettori avete idea della strada da percorrere, e’ tempo di porre fine a questa assurda utopia della democrazia: serve qualcuno che indichi una strada. Pazzesca o incredibile che sia, occorre una direzione, occorre una risposta alla domanda “perche’?”. Perche’ sacrifico il tempo che potrei passare coi figli? Perche’ esco piu’ tardi dal lavoro? Perche’ devo tirare la cinghia un altro mese? Dove stiamo andando? A cosa servono questi sacrifici?
“Abbasseremo le tasse”, “daremo piu’ lavoro”, “path to recovery” non sono risposte. E’ ordinaria amministrazione.
Vi fa stare bene quando immagino un ruolo positivo dell’italia, staccata dalla Nato e dall’area nordatlantica, che usi  la posizione nel mediterraneo per avere un reddito geopolitico. Se un capo , oggi, di destra o di sinistra che sia, vi proponesse una simile strada, sareste disposti a votarlo.
Sareste disposti a votarlo perche’ ne sentite il bisogno. Siete esausti. Stanchi. Vi state attaccando al collo di chiunque sembri avere un minimo di creativita’, su chiunque sembri avere qualcosa da dire. Se io mi portassi alle elezioni proponendo di ricostruire l’ Impero Romano mediante una strategia che comprenda un’ Italia dotata di armi nucleari proprie, verrei votato. Ci porterebbe al disastro, ma sarei l’unico a mettersi in TV a dire : dobbiamo farci un culo quadro per arrivare li’.
Per arrivare li’.
Questo e’ un sintomo della fine. Questa stanchezza, questo cercare notizie sconvolgenti, questa ricerca continua dei segni della fine, e’ da sola un segno della fine. LA verita’ e’ che oggi persino un disastro sarebbe bene accetto; un evento traumatico, un evento violento, qualsiasi cosa che dia una spallata alla storia, e la incanali verso una direzione chiara e percepibile a tutti.
L’uomo forte e’ vicino. Sempre piu’ vicino.
Perche’ il primo politico a proporre una visione del futuro, una prospettiva sui tempi che verranno, qualsiasi essi siano, lo voterete entusiasti.
E sara’ la fine della democrazia.
Le condizioni, in questo momento, ci sono tutte. Basta solo che si faccia avanti.
Uriel

(1) Paradossalmente, le condizioni di iniquita’ che produssero la rivoluzione francese furono causate dalle riforme di Luigi, che tolse reddito ai nobili creando una gerarchia di funzionari di stato non nobili. I nobili, vistisi togliere reddito, per compensare lo stile di vita mostruoso dovettero ricorrere ai privilegi medioevali, ripristinando tasse come la decima, tasse sulla raccolta della legna, sui pascoli, la corvee’, eccetera. Il risultato fu una nobilta’ parassita e odiosa, ma specialmente inutile. Da cui la rivoluzione.