Francia e Terroristi

Francia e Terroristi

Vedo che si sta dando un grande risalto al fatto che la Francia abbia consentito il rilascio di terroristi italiani , i quali avevano trovato asilo sul posto. La narrativa che viene fatta della cosa, pero’, dice molto sia sull’Italia che sulla Francia.

Il primo punto da capire e’ che l’Italia non e’ l’unico paese del mondo ad avere una storia. Anche la Francia ne ha una, e tutto questo accadde subito dopo che la Francia si era ritirata dalle colonie, ove le forze di occupazione coloniali avevano mani libere nell’usare “il metodo”, ovvero la tortura, sui ribelli locali.

Su questo si incuneava il 68, che in Francia era arrivato in tempo (circa nel 69, in Italia arrivo’ circa nel 1976, piu’ o meno) e aveva aperto un dibattito sui metodi della polizia e del governo, che apparivano poco repubblicani.

Di conseguenza sono state due le storie che si sono incrociate:

  • l’italia che usava metodi piuttosto disinvolti di “interrogatorio” (quando un tizio viene lanciato dalla finestra e si parla di “suicidio”, direi che “siamo vicini all’esagerazione”) , e aveva varato leggi estremamente “speciali” per contrastare il terrorismo. “Speciali” significa semplicemente “contrarie all’ordinamento democratico”.
  • la Francia che aveva ancora in corso un vasto dibattito riguardante i diritti umani, il comportamento della polizia era “contrario ai valori repubblicani”, cioe’ ai valori umani, ed altro. C’era un’ipersensibilita’ a riguardo.

Ad un certo punto, la Francia si vede arrivare delle persone che sono accusate o condannate per omicidi ed altro, ma solo a leggere gli atti del processo e i metodi di interrogatorio appare chiara una cosa: l’Italia usa ancora metodi processuali e polizieschi che la Francia ha abolito , sia per la parte coloniale che per la parte di polizia. E li ha aboliti perche’ li considera imbarazzanti.

Dire che la Francia diede asilo ai terroristi italiani perche’ faceva fico nei salotti dei bobos e’ esagerato. Non e’ completamente falso, ma e’ molto lontano dal vero: la dottrina Mitterand esisteva, ma le richieste di asilo venivano comunque esaminate ai sensi di legge.

E se si entrava nel merito si scopriva che lo stato italiano, grazie alle varie “dottrine Cossiga” stava virando verso una situazione simile alle dittature sudamericane. Servizi segreti che facevano il cazzo che volevano, che depistavano processi e rimanevano impuniti, polizia che poteva ammazzarvi schiacciandovi con una camionetta, potevano lanciarvi da una finestra del commissariato e parlare di suicidio, e tutta una serie di cose che le “leggi speciali” consentivano.

Certo, la Dottrina Mitterand esisteva, ma sarebbe stato molto meno facile applicarla se la giustizia italiana, a furia di leggi speciali e deroghe, non fosse stata molto simile a quella di Pinochet.

E’ inutile additare solo la dottrina Mitterand come responsabile degli asili politici: essi avvennero per lo scontro fra DUE dottrine: La dottrina di Mitterand e quella di Cossiga.

La teoria di Cossiga era la seguente: “le leggi democratiche e le tutele costitizionali sono contro la sicurezza dello stato. Se lo stato vuole raggiungere i propri obiettivi contro i terroristi, allora deve mettere da parte la costituzione e la democrazia, perche’ solo i regimi fascisti sanno reprimere il crimine ed il terrorismo.Piu’ i metodi sono tipici del fascismo, piu’ la democrazia potra’ difendersi”.

In definitiva, Cossiga sdogano’ in pratica la “democrazia coi metodi del fascismo”, frase che sembra corretta sino a quando non si ricorda che la differenza tra democrazia e fascismo sta proprio nei metodi.

La prossima obiezione sara’: ma quei terroristi erano stati condannati, c’erano le sentenze e gli atti. Certo.

E probabilmente sono colpevoli, dal momento che in pratica loro stessi non lo hanno mai negato davvero. Ma il vero problema e’ che i giudici francesi aprivano gli atti dei processi, aprivano gli atti di indagine e ci scoprivano… la giustizia italiana. E a quel punto, far passare il tutto per una farsa non fu difficile per i terroristi.

Se la giustizia italiana avesse funzionato come funziona in un paese civile, applicare la dottrina Mitterand sarebbe stato parecchio piu’ difficile.

Il problema della narrazione italiana e’ che l’Italiano non percepisce quanto sia ridicolo, antiquato, violento, incivile il proprio sistema giudiziario. Per l’italiano medio basta sapere che “c’e’ la sentenza e ci sono gli atti” , e gia’ si e’ dimostrato qualcosa. Ma quello che sanno soltanto i pochi che sono mai entrati in contatto col sistema (io, per esempio, vi entrai in contatto per lavoro, come perito tecnico) e’ che il processo italiano e’ una tale massa di merda procedurale che la probabilita’ di CHIUNQUE di essere condannato e’ costante, ed e’ del 50%.E quel che e’ peggio, non dipende dal tipo di reato.

Il presidente francese contestava l’applicazione della legge sui pentiti fatta dall’Italia, cosa di cui l’italia si rese conto soltanto dopo il disastro dei casi Tortora: la legge Cossiga (che era quella cui si riferiva Mitterand) venne emendata sia con la legge cosiddetta “Falcone” (perche’ voluta da Falcone e Borsellino) sia nel 2001, proprio per limitare gli abusi. Non per nulla, in seguito si scopri’ che la mafia usava “falsi pentiti” sia per colpire famiglie rivali sia per colpire uomini dello stato a lei scomodi.

In pratica, secondo la legge Cossiga se un tizio si dichiarava pentito e capo di un’organizzazione, poteva anche indicare come suoi sottoposti …. letteralmente chiunque, e siccome ai sottoposti non era consentito “pentirsi”,succedevano casi come quello di Tortora, o casi in cui il magistrato stesso ne approfittava per togliersi di torno persone scomode, colleghi compresi. Il caso di Francesco Andriotta, Calogero Pulci e Vincenzo Scarantino nel processo Borsellino era chiaro.

Non era quindi strano che Mitterand trovasse pericolosa la legge Cossiga. Forse una legge meno inquisitoria gli avrebbe reso la vita piu’ difficile.

Il secondo punto che la narrativa italiana non menziona mai e’ che … per un certo periodo,  nessuno chiese piu’ l’estradizione di quei terroristi.

La dottrina Mitterand, infatti, usci’ di vigore quasi subito dopo Mitterand. Nessun successore di Mitterand, cioe’ dopo il 1995,  la applico’. Allora perche’ i terroristi non sono stati riportati SUBITO in Italia?

Stiamo parlando di 25 anni di “bonus” che i terroristi hanno ricevuto, semplicemente perche’ nessuno in Italia fece piu’ una richiesta di estradizione. Ce ne fu una contro Battisti, ma ma fu cosi’ annunciata che Battisti fuggi’ in Brasile.

E gli altri?

Se si entra nel dibattito immediatamente meta’ dell’osteria si mette a bofonchiare di intellettuali e di comunisti che infestano la Francia (il PCI aveva molti piu’ voti a dire il vero), ma nessuno spiega come abbiano fatto “intellettuali francesi” e “comunisti radical chic di Parigi” ad impedire alle procure ITALIANE di chiedere l’estradizione dei terroristi in questione.

Il punto da capire e’ che gli anni di piombo non furono la lotta del bene contro il male. Le fazioni in lotta non erano due, ma “una e mezza”. Qui inizia il punto. I servizi segreti del periodo non erano neppure unificati, ne esistevano molti, ed erano un bailamme di personaggi in cerca di carriera, che operavano in un regime privo di controlli (o quasi) e ognuno peserguiva il suo scopo. Mettiamo che ci fossero due servizi segreti in concorrenza su un preciso problema,  e uno dei due volesse mettersi in buona luce: poteva fare qualcosa di buono lui, o poteva squalificare il concorrenti facendoli fallire.

Significa che per squalificare l’operato del servizio segreto X, il servizio segreto Y avrebbe aiutato i terroristi. Prendete per esempio il caso del rapimento del generale Dozier: era un generale di brigata della NATO, e fu rapito apparentemente da un commando di scappati di casa che si travestirono da idraulici.  All’epoca era comandante della NATO nell’europa meridionale. Siamo in piena guerra fredda.

Ora, torniamo indietro.

Un team di scappati di casa deve capire dove diavolo vive il comandante della NATO, controllare quali misure di sicurezza siano state prese per difenderlo, capire come eluderle, rapirlo senza che nessuno dia un allarme e tenerlo nascosto per giorni. Gli scappati di casa devono quindi sapere dove abiti (e dubito che fosse sull’elenco del telefono) , pedinarlo o sorvegliare la casa per sapere che sia in casa al momento del rapimento, e per sapere che insieme a lui non ci sia un cazzo di Navy Seal che vi apre quam cozzae.

E’ assolutamente chiaro che qualcuno li abbia aiutati, e non occorre andare molto lontano per capire chi: o si trattava dei servizi del nemico (il blocco sovietico) o erano i servizi locali.

Perche’ possiamo escludere i servizi nemici? Perche’ i terroristi provarono a trattare la consegna del generale col servizio segreto bulgaro (cioe’ comunista), ma i servizi convennero che era troppo “scottante” e che muoverlo sarebbe stato troppo difficile. Non era quindi un rapimento organizzato da loro.

Tralasciamo il fatto che i servizi segreti bulgari SIANO STATI CONTATTATI dagli scappati di casa in questione, e non viceversa: si puo’ sapere chi abbia dato il numero di telefono del servizio segreto bulgaro a quei quattro idioti? Non c’era Internet, non c’era niente. Siete dei comunisti armati italiani e volete chiamare i servizi segreti bulgari. Che numero fate?

Quindi chi li aveva aiutati? Lo stesso dicasi dell’omicidio di Aldo Moro ed altri.

La verita’ e’ che in quegli anni non c’era “bene contro male”, ma una specie di rissa ove ogni servizio segreto ed ogni politico remavano contro gli avversari. E il rapimento del generale (che fu tenuto ostaggio per 42 giorni senza che nessuno lo trovasse) fu una di queste storie. Del resto, il numero di sedi e di covi che le BR avevano a Roma era cosi’ alto che soltanto una contiguita’ con alcune istituzioni poteva spiegarlo. Se siete clandestini andate sui monti, non a due passi dal ministero degli interni.

Il punto, quindi, e’ che l’Italia non chiese l’estradizione per piu’ di 20 anni dalla fine della Dottrina Mitterand, semplicemente perche’ erano ancora in servizio i funzionari che avevano “combattuto” la strana guerra tra “una fazione e mezza” che si era combattuta.

C’e’ poi una questione, se vogliamo, piu’ “estrema”. Immaginate di VOLER prendere delle persone che si trovano in un’altra nazione, subito dopo il confine. Non parliamo del Brasile, che presenta difficolta’ logistiche nel trasporto. Parliamo della Francia. Quel posto nel quale un terrorista islamico attraversa l’intero paese in treno.

Allora, prima arriva Schengen e butta giu’ la frontiera. Potete passare senza problemi e senza che nessuno vi controlli. Avete dei servizi segreti.

Sapete quanto tempo passa prima che i vostri servizi segreti rapiscano 5 persone e ve le portino a Montecitorio? Sara’ un mesetto per organizzare la cosa. Non di piu’.

Ma usciamo pure dall’estremo. Una tale operazione non era necessaria.

Andiamo anche in difesa dell’imputato italiano: nel 2004 lo stato francese autorizza l’estradizione di Battisti, che deve scappare il brasile. Possiamo quindi dire che la dottrina Mitterand sia finita in quel momento.

Dal 2004 ad oggi sono passati 17 anni. Perche’ si sono regalati 17 anni di liberta’ ai terroristi?

Perche’ lo chiedo? Perche’ la narrativa italiana mira a dimostrare delle cose che NON sono vere:

  1. che la dottrina Mitterand sia finita con Macron, una settimana fa. Falso. La verita’ e’ che era finita ALMENO nel 2004 , nella peggiore delle ipotesi, quando fu concessa l’estradizione di Battisti.
  2. Che sia stata la Francia a consegnare i terroristi. Falso. La Francia ha risposto ad una richiesta dello stato italiano. Perche’ ora e non 17 anni fa?
  3. Che questo sia dovuto ad un cambiamento di linee politiche. No. Tutti i presidenti dopo Mitterand hanno sempre detto che la dottrina Mitterand fosse finita e che non avrebbero avuto nulla in contrario nell’estradire i terroristi.

Se vogliamo chiederci perche’ i terroristi abbiano trovato rifugio in Francia, la risposta e’ la dottrina Mitterand. Se vogliamo chiederci perche’ abbiano potuto vivere li’ dal 1995 ad oggi, la risposta e’ che era la Dottrina Italia.

E di questa dottrina, oggi nessuno vuole parlare.

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