Finche’ morte non vi separi.

L’uscita della Marcegaglia, sotto richiesta del fido cane da guardia Epifani, ha finalmente reso pubblici i meccanismi che chiamiamo “concertazione”. Tremonti fa una dichiarazione, Epifani risponde “fatelo commentare a confindustria, sono loro che mi pagano”, o roba del genere, e puntualmente arriva la nota di Confindustria.

Non sappiamo cosa ne pensi Epifani, ma il fatto che abbia lasciato alla Marcegaglia il compito di commentare fa intuire che alla fine la pensino allo stesso modo. Ovviamente Epifani non puo’ uscirsene con delle trovate simili, visto che almeno una parvenza di essere un sindacato deve darla, e quindi semplicemente passa la palla.

Il concetto e’ chiaro: le opinioni di Epifani le fa Confindustria. Si chiama, credo, concertazione. Del resto, la Maregaglia si guarda bene dall’offendere i propri servi, e specifica che gli andrebbe bene un precariato in stile “Treu”, come se il problema fosse stato causato dal lavoro interinale e non dai co.co.co, poi co.co.pro, infine co.pro. Insomma, sembra un matrimonio ben assortito, e ormai Epifani puo’ contare su un tale infarlocchimento della base (troppo impegnata a cambiare calzini) da farla sotto i loro occhi.

E’ buffo vedere confindustria e sindacati arroccati su una posizione cosi’ antistorica, per alcune ragioni essenziali.

Quando dico che il precariato “non piace alle banche” non mi riferisco a posizioni ideologiche. Finche’ si poteva cartolarizzare il rischio, le aziende specializzate in junk-bonds ci sguazzavano, e tutto andava bene. Quando Clinton invento’ il modello economico ad alta mobilita’, che ha prodotto il credit crunch costringendo le banche a vivere in un mercato di precari perche’ tutti diventavano precari, la risposta alle perplessita’ delle banche era “beh, cartolarizzate: c’e’ questa bella formuletta che ha vinto lo pseudonobel per l’economia, usatela”.

Il risultato lo conosciamo e si chiama credit crunch , e oggi il concetto ne esce inficiato. La crisi non e’ ancora davvero finita, ma di certo il concetto di cartolarizzazione ne esce abbastanza ridimensionato.

Cosi’, dobbiamo parlare di business.

La Marcegaglia e’ libera di dire che ci voglia ancora piu’ precariato. Deve pero’ spiegare alle banche in che modo, quando si licenziano 10.000 lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, la banca puo’ rivalutare i crediti concessi loro, che hanno perso qualita’.

Se io-banca faccio un mutuo casa , compro soldi sul mercato, emetto titoli in cambio considerando un rapporto rischio/resa, vorrei capire in che modo tu mi cambi il rischio dopo la stipula del contratto, quando io non posso cambiare la resa dei titoli che ho emesso per cartolarizzare.

Qui non parliamo di ideologie, parliamo di business: quei 300.000 disoccupati in piu’ sono tutte persone che oggi per le banche sono insolventi o a pericolo di insolvenza. E se qualcuno aveva mutui, o semplicemente finanziamenti al consumo, sono cazzi acidi per le banche.

Certo, il precariato colpisce piu’ i giovani. Ma guarda caso, i giovani sono quelli piu’ cicciosi per le banche: se ogni anno vanno in pensione N dipendenti e i corrispondenti N giovani non sono buoni clienti per le banche perche’ rimangono precari, il mercato diventa sempre peggiore. E questo e’ business, non sono ideologie.

La Marcegaglia deve spiegare alle banche italiane in che modo pretende di produrre ancora precari, senza inficiare la qualita’ globale del credito. E sara’ meglio che le sue risposte siano credibili, perche’ anche gli industriali hanno bisogno delle banche.

E lo stesso dicasi di Brunetta: quei tre milioni e seicentomila dipendenti pubblici sono, per le banche, i clienti migliori. I mutui casa concessi agli statali sono una manna, per le banche: a meno che il cliente non muoia, possono stare tranquille che il cliente non perdera’ il reddito. Se Brunetta vuole trasformarli in clienti che possono perdere il reddito, dovra’ spiegare alle banche chi paga.

La banca i soldi li compra. E li paga in titoli. Titoli per i quali deve rendere qualche guadagno se vuole che il rischio sia accettato da chi accetta i titoli stessi. Se il mercato del credito diventa piu’ rischioso perche’ i clienti sono a rischio reddito, le banche ci rimettono dei soldi. Non stiamo parlando di idee, stiamo parlando di soldi. Business. Non c’e’ ideologia che tenga: ogni volta che una grossa azienda chiude, i direttori di banca della zona si mettono le mani nei capelli, perche’ i loro clienti diventano piu’ rischiosi. E la Marcegaglia dovra’ spiegare perche’ tutti i prestiti per automobili, consumi vari, case, improvvisamente siano diventati cosi’ rischiosi che le banche non rientrano dei costo dei titoli con quello che chiedono al cliente.

Credo che Tremonti abbia intuito una contrapposizione, ovvero che abbia intuito l’ostilita’ delle banche italiane (che sono ancora banche di sportello molto forti) a certe politiche del lavoro. Non e’ un caso se Draghi stia facendo job posting alla BCE , tra i due il piu’ inviso alle banche e’ lui.

Semplicemente, Tremonti ha intuito che il mondo bancario iniziera’ presto a scalciare ed a schierarsi con qualche altro partito se si continua per una certa strada. Ha intuito il disagio delle banche verso il crollo di qualita’ del credito ai privati. E sta cercando di lanciare segnaili di pace.

Quelli che non hanno capito niente, invece, continuano sulla vecchia strada.

Ecco, forse un’opposizione decente potrebbe iniziare a scalzare Berlusconi puntando su questo. Se qualche straccio di capo del PD di degnasse di dire “anche noi crediamo nel posto sicuro” , probabilmente lancerebbe alle banche un messaggio e si procurerebbe un alleato forte (che oggi come oggi manca al PD).

Sempre che non siano troppo occupati a cambiare il colore dei calzini, si intende.

Colpire le banche nel business non e’ saggio, in nessun paese. Nemmeno Confindustria o il governo ne possono uscire illesi. Ecco, questo di Brunetta e di Confindustria potrebbe essere un primo errore , il primo vero grande errore , commesso dal governo di Berlusconi e da Confindustria.

Se solo ci fosse un partito dei lavoratori a sfruttare tale errore, intendo.

Per il resto,

sapete come la penso.

Uriel

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