Finche’ Moretti va, lascialo andare.

Darwin ti ama. O ti uccide nel tentativo. (U.Fanelli)
Di Uriel Fanelli, 23 marzo 2014

Alla fine sembra che la vicenda di Moretti sia arrivata anche qui sul blog, e nella mischia nazional popolare si rischia di non capire una cosa molto grave avvenuta in questa vicenda: ovvero, il fatto che il CEO di un’azienda presto quotata in borsa (il piano lo sta studiando -dicono – Moretti stesso per il 2015) minacci di andarsene senza che sia nemmeno avvenuto un incontro col CDA.

Per prima cosa, chiariamo un punto: i manager italiani sono tra i piu’ pagati d’Europa.
http://www.cnbc.com/id/100803541

Quindi, direi che questa cosa “ma altrove pagano meglio” sia una cazzata. Si, il CEO di Dbahn guadagna di piu’, ma questo e’ dovuto al diverso regime fiscale, che considera tassabili moltissimi dei benefit e dei premi(1) che in Italia non sono tassabili.
Se Moretti dovesse fare la sua dichiarazione al Finanzamt, il suo imponibile triplicherebbe. End of story.
Secondo, Dbahn e’ anche socio di Lufthansa, tantevvero che alle biglietterie Lufhtansa potete fare il biglietto del treno e viceversa, giusto per fare un esempio di sinergia, mentre Alitalia di sinergie ne coltiva poche. Dbahn possiede centrali elettriche ed acciaierie, per dirne una. Insomma, il paragone non c’e’.
Ma andiamo avanti: la mancanza di professionalita’.
Le SPA serie discutono della retribuzione del CEO quando stipulano un contratto col CDA, e per il resto del management esiste comunque un ufficio apposito che si occupa delle loro paghe, insieme al controller che di solito verifica l’uso che fanno del proprio budget.
Queste discussioni avvengono “all’ombra” perche’ si tratta di societa’ quotate in borsa, che possono subire danni gravissimi nel proprio valore se il CEO minaccia la rottura con il CDA. In questo senso, anche quando la rottura sia indispensabile, il CDA procede IMMEDIATAMENTE – nei limiti di legge – a nominarne uno nuovo, spesso indicandolo nel sostituto temporaneo, proprio perche’ una governance polemica e litigiosa e’ un motivo di abbandono degli azionisti.
Quindi, un CEO che si mette a dire “e io me ne vado all’estero” e’ qualcosa di INDIGERIBILE ai mercati, specialmente quelli stranieri. NESSUNO vuole un CEO del genere. Se Moretti vuole mettersi alla prova sui mercati e’ libero di farlo, ma uno che anziche’ discutere in CDA si mette a rilasciare minacce di andarsene sui giornali non ha molta storia.
Di CEO silurati il mondo abbonda. In genere rimangono zitti, discutono una fragorosa buonuscita col CDA , e se ne vanno con un sorriso, quel sorriso tipico di chi puo’ comprarsi un’isola del Pacifico.
Vedere un CEO che si mette a strillare “ma tutti i manager se ne andranno all’estero”, parlando anche a nomi di altri (che invece tacciono) significa solo una cosa: che Moretti probabilmente non e’ la persona adatta a fare il CEO.
Certo, Ferrovie dello Stato e’ in mano allo stato, appunto, e la sua privatizzazione fu solo formale , allo scopo di accontentare le norme europee. Qui, il punto e’ semplice: Moretti puo’ fare cosi’, cioe’ minacciare di andarsene sui giornali , perche’ guida un’azienda di stato e non ha il problema di un mercato azionario che normalmente abbandona le aziende dalla governance instabile e polemica.
NEL FARE LA DICHIARAZIONE CHE HA FATTO, MORETTI DIMOSTRA

SOLO CHE ALL’ESTERO ESISTONO MANAGER MIGLIORI DI LUI.
in NESSUNA, e ripeto NESSUNA public company si tollera che un CEO si metta a dire “allora ce ne andiamo all’estero” mentre e’ ancora in carica. Si tratta di aziende quotate in borsa, il valore delle azioni oscilla anche dietro a semplici rumors, e nessun azionista vuole perdere soldi perche’ il CEO lo minaccia di andarsene senza prima consultarlo.
La risposta corretta , da PROFESSIONISTA, che Moretti avrebbe dovuto dare e’ “sinora non e’ all’ordine del giorno del CDA, eventualmente si convochera’ un CDA per parlarne”. Questo significa una cosa semplice: “nell’ipotesi in cui Renzi possa fare questo, gli azionisti saranno informati tempestivamente di qualsiasi mia decisione, e potranno gestire un eventuale passaggio di consegne senza danni“.
La distanza SIDERALE che passa tra l’intervista di Moretti ed il comportamento di QUALSIASI CEO serio, che senta la responsabilita’ verso gli azionisti, e’ la distanza che passa tra un CEO che viene dal mercato VERO, e un CEO che fa il CEO di Ferrovie dello Stato.
Moretti ci provi. Davvero. Ci provi, ad andare in una VERA public company e fare in modo che gli azionisti apprendano di una sua minaccia di andarsene dai giornali. Otterra’ un “arrivederci e grazie”. E dubito fortemente che, dopo il suo comportamento, troverebbe facilmente qualcosa di altrettanto remunerato.
Ma c’e’ anche un altro taboo da rompere, a mio avviso. Io penso che di CEO stranieri disposti a mandare avanti Ferrovie dello Stato ce ne siano. Niente di strano. Saprete tutti che , per esempio, Vittorio Colao sia italianissimo (viene da RCS, se non ricordo male) ed oggi dirige Vodafone, che per il governo inglese non e’ poco strategica. Prima erano un portoghese ed un indiano. Non ricordo gente che si sia strappata i capelli alla nozitia.
Di CEO di nazionalita’ diverse da quelle dell’azienda abbonda il mercato. Nokia ha avuto un CEO canadese, Elop, che oggi e’ ancora a capo della sezione devices. Persino in Siemens si sono beccati un’americana.
Perche’ mai non e’ possibile avere ceo stranieri in Italia? Davvero, se Moretti vuole entrare sul mercato internazionale, che lo faccia. Ma lo faccia DAVVERO: inizi a confrontarsi con altri CEO.
Qualcuno dice che i risultati di FS siano buoni. Onestamente, si vede un fatturato in calo e delle revenues in aumento, che e’ tipico di chi prende l’azienda, la divide in “buona” e “cattiva” e inizia a tagliare il busget alla parte che definisce cattiva. Un’azienda che fattura meno , ma guadagna di piu’. Ok. Liberi, ma non e’ esattamente quel che mi aspetto da chi si occupa di un’infrastruttura strategica come le ferrovie: in quel mondo devono crescere le revenues E il fatturato.
Quindi, anche su questo il giudizio e’ sospeso.
L’unica cosa di cui sono certo su Moretti e’ questo: SOLO IN ALCUNE AZIENDE PUBBLICHE ITALIANE, E’ CONCEPIBILE CHE IL CDA APPRENDA DELLA POSSIBILITA’ CHE IL CEO LASCI …. leggendo il giornale.
Su questo, posso essere molto tranquillo e dire: caro Moretti, provaci. Vai all’estero, in una VERA public company, e facci vedere che minacci di andartene senza parlarne prima col CDA, e vieni anche pagato.
Sapete benissimo che cosa succederebbe. Che il prezzo delle azioni farebbe un salto in basso, che gli azionisti ci perderebbero,e tutto perche’ il CEO non si e’ preso la briga di consultarsi con loro.
Ma per che cosa, poi? Ci sono FATTI che mostrano come Renzi sia capace di abbassare lo stipendio ai manager? Che cosa ha fatto di REALE il nostro eroe, sinora? Niente. Tutto powerpoint e distintivo.
E quindi? Il CEO di un’azienda, responsabile del valore delle azioni con i propri azionisti, puo’ davvero essere considerato professionale se minaccia di ANDARSENE qualora un politico blablablabla? Davvero il CDA , e gli azionisti, devono TEMERE di leggere sul giornale che il loro CEO se ne vuole andare, ogni volta che un politico da mezza tacca (stra)parla?(2)
Onestamente, se possedessi milioni di euro in azioni di un’azienda e un giorno mi svegliassi con le azioni che valgono meno e un giornale dove leggo che il CEO minaccia di andarsene lontano perche’ un politico ha detto una cosa , il CEO andrebbe lontano COMUNQUE.
Ed e’ questo che riassume la mia opinione su Moretti: Yet Another CEO from Rome.
Poi non vi lamentate se all’estero vi fanno i sorrisini, quando succedono ste cose. Che non siamo ai livelli di Napoletone, ma a Waterloo, si sa, ha avuto il possesso palla per quasi tutto il tempo, quel francese.
Uriel
(1) Qui in Germania sono tassati PIU’ dello stipendio normale.
(2) Ah, si. La Merkel, a quanto sembra, ha ribadito a Renzi che i limiti dei trattati non si sforano. Forse il tedesco viene ancora difficile ai giornalisti italiani. Strano, la Merkel parla un tedesco di chiarezza cristallina.