Fascisti veronesi.

Un commento sul sito di Niccolo’ mi tira quasi per le orecchie a scrivere qualcosa riguardante il ragazzo ammazzato di botte a Verona , perche’ a quanto pare si riteneva che il suo codino non fosse abbastanza “di classe” per Verona.

Vorrei fare alcune premesse: qualsiasi cultura, mentalita’ o tendenza riguardino il comportamento collettivo e’ inevitabilmente destinato a produrre una massa di persone moderate e una piccola cuspide di personaggi “estremi”. Qualsiasi gruppo noi prendiamo, dai metallari agli emo, dai vegani agli amanti del pissing, noteremo sempre una massa di moderati che appartengono al gruppo senza portare agli estremi i propri comportamenti. Poi ci sara’ la cuspide degli estremisti, degli integralisti e degli ultraortodossi.

Diverso e’ il caso della pecora nera: la pecora nera ha spesso comportamenti estremi, ma questi non sono da leggere come un “massimo” , come una versione fondamentalista del sentire comune. La pecora nera, insomma, e’ ipso facto emarginata, isolata, priva di relazioni. Le Bestie di Satana, per dire, erano in queste condizioni sia all’interno della societa’ “normale” sia all’interno del mondo dei metallari.

Quindi, il problema adesso e’: si tratta di una cuspide del trend locale o di un evento singolare ed esterno al trend locale?

Possiamo esaminare la societa’ circostante. Prima di tutto, le famiglie.

  • NON si tratta di famiglie di emarginati.Questi personaggi hanno avuto tutte le opportunita’ di inserimento positivo che volevano.
  • NON si tratta di famiglie molto diverse da loro. In alcune case, se uno si tiene la testa rapata, si mette un bomber, ha tutti i libri di Hitler in casa e le svastiche tatuate, i genitori si accorgono del vago nazisteggiare dei figli. I genitori di questi ragazzi non si sono mai chiesti dove portasse la strada presa dai figli. Mi sembra chiaro un messaggio: per delle famiglie NON emarginate , cioe’ a conoscenza delle regole sociali del luogo, non c’era nulla di strano nell’essere dei naziskin.
  • Verona ha una giunta di destra, e’ la culla del Fronte Veneto Skinhead, e le migliaia di iscritti  a questo movimento sono regolarmente inserite nella societa’. Non soffrono discriminazioni particolari, rigetto o altro. Sono persone che possono candidarsi alle elezioni, vincerle, fare manifestazioni, eccetera. Non c’e’ alcun fastidio sociale, alcun rigetto. “Verona e’ di destra”.

Niente sembra dire che quei personaggi fossero “pecore nere”, elementi isolati. Perche’ l’elemento isolato e’, appunto, isolato. Quelli invece sono inseriti in una societa’ che li tollera, li accoglie e fornisce loro posti visibili in politica. Sono professionisti che si mostrano pubblicamente nazisti e continuano a frequentare ordini, avere clienti, fare affari ed avere relazioni. Sono persone che vanno a scuola, che vanno a lavorare, esibendo senza problemi quel che sono e quel che pensano. Sono persone che vanno in chiesa a pregare, come il loro fondatore, e il prete non ha nulla da dire.

Sono persone perfettamente inserite in una societa’ locale sin troppo felice di averli in se’.

Beh, mi spiace, ma c’e’ una colpa. Una colpa sottile, una colpa comportamentale, insita in tutta la tolleranza che la citta’ ed i media mostrano verso queste persone. Una colpa insita nell’accoglienza , nell’inserimento di queste persone nel contesto sociale senza che nessuno dica “a” o “ba”.

Sorry, io non farei affari con un neonazista. Perche’ non voglio avere intorno quel genere di persone, per esempio. Perche’ mi danno la nausea.

Perche’ il giorno che si ficca nei guai, e la Digos gli prende l’agenda, l’indomani anche io ho la Digos in casa perche’ il mio nome e’ su quell’agenda. No, no.

La pura verita’ e’ che quegli idioti sono l’estremo di comportamenti che normalmente si trovano allo stato “moderato”, forse solo a parole. Essi rappresentano idee che non hanno inventato, e che non spaventano o respingono i loro coetanei. Che non spaventano ne’ respingono professori e compagni di classe. Che non preoccupano i genitori, fino al giorno in cui passano il segno.

C’e’ una colpa collettiva, una colpa della citta’.

Verona e’ una citta’ di destra , nella misura in cui quei balordi NON erano emarginati, NON venivano da contesti difficili, NON venivano da una situazione di isolamento sociale.

Quindi mi dispiace: Verona e’ una citta’ di destra.
Non so chi fosse quel ragazzo e non so per quale motivo transitasse di li’. Non so per chi abbia votato.

Quello che so e’ che l’indomani, tanti ragazzi naziskin si sono presentati a scuola, tanti fascisti dichiarati si sono presentati al lavoro, tanti genitori hanno visto il proprio figlio rapato mettersi addosso maglie con scritte naziste, tante madri hanno stirato queste magliette, e nessuno ha detto una parola.

Sicuramente quel ragazzo non meritava di morire cosi’.

Verona, invece, quello che e’ successo se lo e’ meritato. Se lo e’ voluto. Se lo e’ costruito. Se lo e’ cercato. Se lo e’ tollerato e se lo e’ accolto in seno.

Che cazzo vi aspettate che succeda, in un posto cosi’?

Forse poteva davvero succedere a chiunque.

Dubito pero’ che potesse davvero succedere ovunque.

Uriel

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