FAQ

L’ultimo post mi ha lasciato la sensazione che pochissima gente legga le FAQ. Esso e’ stato preso, nonostante io ABBIA scritto che si trattava solo di una discussione sull’assurdita’ del sistema fiscale, come se fosse una proposta politica. Cosi’, a quanto pare non leggete le FAQ. Bene. Allora le riposto come normale post.

  • Il commenti sono censurati? Se sì non ti vergogni?

I commenti di questo blog sono censuratissimi, per evitare che diventi una bacheca per ogni sciroccato d’Italia, come è il blog di Grillo.  E’ vero che cosi’ facendosopravvivono poche decine di commenti (su un numero di ordine maggiore che viene inviato: ne censuro piu’ di 9 su 10), ma e’ anche vero che se paragonate la densita’ dei commenti di questo blog e la loro qualita’ con quelli del blog di Grillo i del blog di Di Pietro, non c’e’ paragone. No, non mi vergogno di censurare: se e’ vero che hai il diritto di dire quel che vuoi, non e’ vero che hai il diritto di farlo QUI. Inoltre, questo e’ uno spazio che pago di tasca mia sia in termini di soldi che di tempo dedicato: di conseguenza, sono nel pieno diritto di vederci scritto solo quel che piu’ mi piace. E i tuoi diritti finiscono dove iniziano i miei. Cioe’, esattamente qui.

  • Almeno c’e’ una logica con la quale censuri?

Ci sono diverse cose che mi infastidiscono, anche se la fantasia della gente nel darmi fastidio e’ infinita. Innanzitutto, non sopporto gli attacchi alla persona. Nel senso che se mi sento attaccato, quando sono nel mood giusto rispondo, se sono in quello sbagliato casso e basta. La seconda cosa che mi rompe le palle e’ che io scrivo (per forza di cose) in fretta : per forza di cose perche’ rubo tempo al lavoro. Di conseguenza, non ho tempo di correggere, di rileggere o di controllare. A quel punto arrivano le maestrine con la penna rossa che stanno li’ a contestare ogni cosa, giusto per farti vedere quanto sono brave  a fare le pulci alla forma di un post. Queste le censuro direttamente, perche’ (a meno che l’errore non devasti il senso del post) si tratta di un argomento che non e’ un argomento e non mi interessa averlo tra i commenti. L’altro tipo umano che mi infastidisce e’ il tipo umano che gareggia: egli arriva a correggerti non tanto perche’ e’ geneticamente programmato ai concorsi per posti nella pubblica istruzione, ma per gareggiare con te e lasciare intendere di saperne di piu’. Dal momento che non ho come obiettivo quello di sbigottire le signore nei salotti che frequento, l’unico settore ove trovo utile mostrare competenza e’ il lavoro. Sul blog, non mi interessa fare trattati. Peraltro la correzione-aggiunta pretende che ogni argomento sia trattato con la precisione di un saggio, mentre non e’  mia intenzione quella di scrivere saggi. Per forza di cose, un articolo che sta in una pagina non puo’ trattare un tema con la precisione di un saggio, quindi le precisazioni possibili sono infinite nel numero, e nulle nella misura, e non aggiungono niente al contenuto. Non ho bisogno di voi per sapere che un campo qualsiasi del sapere umano non si potra’ mai raggruppare in una pagina di post su un blog.Tra le altre cose che censuro, infine, c’e’ il vizio di voler continuare qui le squallide battaglie politiche di qualche partituccio di questo paese. Anche se questo blog parla di politica e di propaganda, NON fa politica e NON fa propaganda. Se siete qui per sostenere un partito ,o un ideale che necessita di consenso (pensando che scrivere una cazzata su ogni angolo di strada la rafforzi) avete sbagliato blog. Dax, come Gliuliani,  e’ morto: i vermi lo stanno divorando e no, NON lotta con voi perche’ e’ una fottuta carogna sotto un metro di terra. Fatevene una ragione, e se non mi credete andate pure al cimitero e scoperchiate la tomba. L’ultima  cosa che mi urta e’ l’ipse dixit. Se non avete piu’ argomenti, semplicemente tacete: posso leggere da solo gli stessi libri, senza bisogno di voi come intermediari.

  • Perche’ non hai il coraggio di discutere?

Per discutere non serve alcun coraggio. Il coraggio serve per affrontare il pericolo, e in una discussione non c’e’ alcun pericolo. Il vero problema e’ che io non devo smantellare qualsiasi massa di merda riversiate qui. Non e’ il mio lavoro. Non e’ un dovere ne’ un compito. Non devo dimostrarvi che siete degli idioti. Se lo siete, il problema e’ tutto vostro. In definitiva, non sono tenuto ne’ a reggervi ne’ a tollerarvi. Scrivo per tenere un diario. Se il blog smettera’ di avere commenti, togliero’ la sezione dei commenti, punto e basta. Non e’ mio dovere, compito, missione dimostrare che avete torto. Non e’ mio dovere, compito, missione dimostrare che vi sbagliate. Lo faro’ se la discussione sara’ abbastanza gradevole , onesta e priva di sotterfugi dialettici da invogliarmi a farlo. Ma non sono pagato per farlo, non me ne viene niente, e se trovo stupido quel che dite semplicemente lo cancello. Non perdo tempo con la stupidita’: la stupidita’ e’ molta mentre il tempo e’ poco.

  • Quando banni e quando invece ti limiti a censurare?

Se penso che avete scritto qualcosa che mi infastidisce ma normalmente siete persone fuori dal mainstream, mi limito a censurare. Se riconosco , dalle cose che dite, che ormai il mainstream fa parte delle vostre cellule al punto che non e’ possibile dividervi dalla merda che scrivete, allora mi limito a bannare per evitare perdite di tempo future. In pratica, se vi banno e’ perche’ vi considero irrimediabilmente merda.Non mi interessa a quel punto discutere o subire recriminazioni via email. Non mi interessano le vostre opinioni, anche perche’ essendo mainstream posso ascoltarle anche da 100 altre persone: non ho bisogno di voi. Anzi, il problema del mainstream e’ di NON sentirlo piu’.

  • Hai scritto una cazzata, adesso il tuo blog ha perso credibilita’.

Il mio blog non si propone di essere creduto, di essere citato ne’ di essere convincente. Me ne fotto altamente del rating, del ranking, e di quello che il lettore pensa di me. Moltissimi dei lettori scrivono che non sono d’accordo con me , tuttavia leggono il mio blog ugualmente. Bene, e’ esattamente il tipo di lettore che mi piace. Non me ne fotte niente di chi la pensi sempre come me: per stare in compagnia di uno che la pensa come me e’ sufficiente rimanere da solo. Se invece pensate che il blog “non sia credibile” perche’ non la penso come voi, fottetevi pure : chissenefrega. Non sono una religione, non ho bisogno di essere creduto. Non devo vendere nulla, non ho bisogno di convincere nessuno. La credibilita’ e’ un problema di chi ha degli obiettivi.

 

  • A proposito, che obiettivi ha questo blog?

Nessuno. Non me ne frega un cazzo di cambiare questo mondo, ma solo di dire quel che penso. Se mi tira il culo di scrivere di quel che mangio, lo faccio. Finito questo, finito l’obiettivo del blog. Non voglio fondare dei movimenti, non me ne fotte una sega fritta di cambiare il paese, la gente, il sistema. Se qualcuno mi segue, ha sbagliato strada.

  • Voglio scriverti per email cosa penso di un tuo articolo.

No. Ci sono i commenti. Punto.

  • Il mio commento era bellissimo, eccetto una parte. E tu lo hai bloccato solo per quella. Sei ingiusto.

Il blog segue la regola della mosca nella minestra. Anche se la minestra e’ buonissima e molta, una mosca  nel piattoe’ sufficiente per schifarla.

  • Il tale blog dice una cosa diversa, e dice che bla, bla, bla.

Se c’e’ una cosa semplice , su internet, e’ contattare direttamente qualcuno. Non credo che i lettori abbiano da portare qui tutta la merda che trovano su internet. Non credo nella dialettica tra blog intesa come dibattito: il blog scrive quel che pensi, ma non esiste il dibattito tra blog. Se avete qualcosa da vostra da dire, la dite. Se l’avete presa da un altro blog, ne discutero’ di persona con l’autore del blog, se ne ho voglia. Non discuto via intermediario, E chi porta merda “from the outside” viene bannato.

  • Perche’ detesti cosi’ tanto i complottisti?

Penso che il complottismo sia una delle migliori armi di distrazione di massa mai inventata. Esso propone di continuo alle persone di guardare altrove, cioe’ nei retroscena , anziche’ guardare  direttamente e profondamente la cosa che interessa. Sia il complottismo che la dietrologia non servono a nulla, se non a distrarre le persone dal guardare il palcoscenico per guardare inutilmente dietro le quinte. Potete anche credere che dietro al riscaldamento globale ci siano i rettiliani, o gli ebrei: cosi’ non vi chiederete mai quanto inquini la vostra automobile. Potete pensare che un grande complotto dei petrolieri impedisca di passare all’energia solare: cosi’ non vi chiederete cosa succede se arrivano le nuvole su una citta’ ove tutte le auto sono solari e si fermano. Tutti questi argomenti sono, a mio avviso, solo degli strumenti di distrazione. Essi impediscono di dedicarsi quanto si dovrebbe all’analisi delle evidenze certe, che sono sotto gli occhi di tutti.

  • Perche’ allora non ti dai al debunking?

Perche’ e’ tempo perso. Migliaia di idioti possono produrre piu’ merda di quanta un genio possa spalarne. E io non sono un genio, figuriamoci se mi cimento nell’impresa. In generale, sarebbe molto piu’ utile se i siti che “debunkano” le teorie dei complottisti facessero divulgazione, e si occupassero di spiegare la verita’. Se credete che le torri gemelle siano crollate per via di un impatto con due aerei di linea, come l’evidenza suggerisce, potete perdere un mese della vostra vita a debunkare tutte le alternative (da Satana agli UFO) , oppure postare un’analisi ove si spieghi che le colonne in acciaio erano tutte vicine al centro del palazzo e hanno subito molto il calore. Nel primo caso la gente pensera’ che forse sbagliano i complottisti ma non sapra’ cosa pensare altrimenti, nel secondo caso avete fatto divulgazione e la gente ha qualcosa da pensare al posto di quello che dicono i complottisti. I complottisti si sconfiggono con la divulgazione della verita’, non con la polemica verso la falsita’.

  • Perche’ sembri odiare gli umanisti?

Non odio gli umanisti, quando sono umanisti. Quella che odio e’ una tendenza pseudo-umanistica a mascherare il proprio fancazzismo esistenziale dietro alle ragioni dell’astratto, del complesso e dell’incommensurabile. Dagli umanisti mi aspetto di leggere fior di blog, e non semplicemente quella merda che vedo. Troppo spesso questo blog e’ pieno di “Umanisti” che intendono “umanista” come “antiscientifico” e sono qui a criticare, criticare, criticare il mio approccio scientifico e logico. Questi “genii imparati”, pero’, quando hanno un blog hanno poco piu’ di una cazzatina baricchesca  priva di contenuti, un accrocchio modaiolo ed insipido. Quando hanno un blog, perche’ nella media non ce l’hanno neanche: criticano tantissimo gli altri , sono capaci di andare a propinare le loro pose di superiorita’ sui blog ALTRUI , ma quando andiamo a leggere i LORO blog, di contenuti ne troviamo pochini. Si tratta del fenomeno che ha prodotto gli SGARBI ed i MUGHINI, cioe’ dei personaggi la cui forza e’ di non aver mai prodotto nulla che possa venire stroncato come loro stroncano il lavoro altrui. Quando una persona viene qui e si atteggia a fine umanista, voglio vedere un blog degno di questa etichetta. Sono stufo di gente che sa tutto ma non sa fare nulla: degli umanisti e’ il compito di produrre nuovi contenuti. Bene, fatelo. Altrimenti, vi censuro. Le persone fortemente critiche si dividono in due categorie: i rivoluzionari ed i rompicoglioni. O mi fate vedere che producete contenuti rivoluzionari, o le critiche le lasciate alla mammina in carozza: siete solo dei rompicoglioni.

  • Quando facciamo la rivoluzione? Perche’ non guidi il mondo?

Questo e’ un blog personale, e non vuole essere nient’altro. Non e’ il balcone di Palazzo Venezia e neanche quello di Castel S. Angelo, quindi non fara’ nessuna rivoluzione, non cambiera’ nulla di nulla, non si propone di guidare alcunche’. Si tratta solo di un blog personale che dice le stronzate che penso alla gente cui piace leggerle. Se lo capite bene, altrimenti rimarrete delusi.

  • Tempo fa dicevi altre cose. Perche’ hai cambiato idea?

Perche’ sono vivo.

  • Il mio fighissimo dio mi ha detto che devo andare in giro a portare la sua parola. In cambio andro’ in paradiso, dove mi aspettano 78 vergini, due ragazze un po’ chiacchierate ed infine un dichiarato troione. Posso quindi scrivere la parola del mio dio preferito qui?

Il tuo dio apra un blog altrove e non rompa i coglioni qui. Se non lo sa fare, vada in pensione. Siamo nel 2009, darling: no TCP/IP, no rivelazione divina. E le vergini se le puo’ anche tenere, a me la donna piace porca.

  • Perche’ ce l’hai con gli anglosassoni?

Non ce l’ho con gli anglosassoni intesi come persone. Ce l’ho con la loro cultura. O meglio, con la pretesa di assimilare a tale cultura il mondo intero. Dal mio punto di vista l’Italia e’ un paese esclusivamente latino. E bada bene che non la penso diversamente da loro, perche’ se vai negli USA e parli con le persone, per loro tu sei piu’ “latinos” che “white”, anche se non sei propriamente ispanofono. La pura e semplice verita’ e’ che siamo un paese latino che si ostina a voler imitare i paesi dell’area mitteleuropea o anglosassone, credendo che questi paesi siano “piu’ progrediti”, mentre sono semplicemente diversi. Il diritto codificato di stampo illuminista e’ anni luce davanti a quell’ammasso di barbarie semiordalica che e’ la common law, e mi sento di dire che sia meglio avere una Mara Carfagna per una legislatura che una Lady Diana come icona per l’eternita’. Mi sento piu’ vicino a paesi come la Spagna, il Brasile, il Portogallo e (campanilismi a parte) alla Francia, e ritengo che noi dovremmo avvicinarci maggiormente alla cultura della rivoluzione francese (cioe’ dell’illuminismo ) piuttosto che a quella di Cromwell, che e’ la cultura della massa stupida. Mentre la cultura illuminista, con il suo enciclopedismo ed il suo intento educativo, e’ la cultura della massa intelligente, o perlomeno educata.

  • Perche’ ami cosi’ Putin?

Perche’ nel giudizio che diamo della Russia continuiamo a riferirci al comunismo, che onestamente ha inventato ben poco rispetto ai precedenti 600 anni di zarismo. Il comunismo e’ stato semplicemente uno zarismo non ereditario , con qualche velleita’ illuminista. La storia russa e’ dominata dal conflitto perenne e ricorrente tra il centro politico e la periferia economicamente forte. Quando le periferie economicamente forti minano il potere del centro, esso reagisce sterminando i boiari della situazione e riportando l’ordine con le maniere forti. Questo e’ un meccanismo che si ripete con la precisione di un orologio da 600 anni, e non dipende ne’ da Putin ne’ da chiunque altro. Il piu’ perfetto governo democratico che si affermasse in Russia vedrebbe crescere enormi aggregazioni di ricchezza in periferia, e i nuovi ricchi inizierebbero ad inficiare il potere del governo centrale. A quel punto, la medesima democrazia non farebbe altro che reagire (su richiesta dei russi) sterminando i nuovi ricchi, perseguitandoli o distruggendoli in qualche modo. Il problema e’ che le periferie confinano con gli stati vicini, e il risultato di questo fatto e’ che i nuovi ricchi spesso sono collusi con stati stranieri. Quando il governo centrale li stermina , il risultato e’ che gli stati stranieri si vedono ammazzare gli amichetti e accusano il governo russo di autoritarismo. Ma questo e’ un meccanismo storico che si ripete ciclicamente in Russia, e non ha mai inficiato ne’ modificato la natura civica di alcun governo.

  • Perche’ parli cosi’ tanto di finanza?

Poiche’ la finanza non fa altro che discutere di meccanismi di interazione materiali, anche se regolati da leggi astratte e generali, essa dovrebbe essere una branca della fisica a tutti gli effetti. Invece se ne e’ voluta fare una particolare branca della matematica, con la sola differenza che non ci sono i logici a supervisionare le cose. Il risultato e’ una teoria che e’ fisica nella misura in cui si riferisce alla realta’, ma viene affrontata con presunti strumenti della matematica per acquisire autorevolezza, e viene regolata in maniera completamente ideologica, senza richiedere verifiche sperimentali come vorrebbe una scienza fisica propriamente detta. Demolire gli assunti apodittici, i ridicoli flogisti e le pietre filosofali degli economisti e’ una lotta del raziocinio contro la superstizione, esattamente come qualsiasi altra divulgazione scientifica.Io voglio mostrare quanto con un semplice esame logico sarebbe possibile fare di meglio.

  • Perche’ disprezzi cosi’ gli altri blogger?

Come scrisse qualcuno, non entrerei mai in un club cosi’ decadente da accettare me come socio. Ritengo che la blogsfera abbia avuto una buona chance di essere qualcosa di diverso dalla solita italietta che odiamo tanto. Poiche’ le cavallette si spostano verso le zone ove troveranno cibo, questo ha attirato i soliti falliti come i Wu Ming o i Carmillati, i quali hanno replicato sui blog il solito meccanismo di coazione fans/star che troviamo nella vita reale. Il risultato e’ che buona parte della blogsfera si spara le stesse provincialissime e pacchiane pose che si vedono in TV o nell’editoria, e la tamarreide (cioe’ la saga delle genti tamarre) che vediamo ovunque si e’ replicata anche qui. E ovviamente ritroviamo anche sui blog quel narcisismo personale cosi’ malato che e’ tipico del paesello, ovvero della situazione nella quale il minchiadura della situazione puo’ confrontarsi con gli altri (pochi) abitanti del luogo per stabilire una gerarchia. In situazioni piu’ metropolitane questo non e’ possibile perche’ l’alto numero di abitanti rende impossibile stilare una gerarchia statica, e questo illustra quanto provinciale sia il culto della posizione in classifica. Quindi, ho un blog ma non mi ritengo un blogger, cosi’ come possiedo un’automobile ma non mi ritengo un automobilista. Nel senso che non provo alcun senso di appartenenza, responsabilita’ o adesione verso nessun gruppo solo perche’ ho aperto un blog.

  • Ma anche tu disprezzi la stampa ufficiale. Perche’?

Un giornale oggi non guadagna soldi con il prodotto, ma ha due fonti di entrate: la pubblicita’ ed i finanziamenti pubblici. Se a questo uniamo il fatto che un giornale sia un’impresa, otteniamo che i mass media italiani ed occidentali, TUTTI, soffrono di uno spaventoso conflitto di interessi. Essi si trovano a non poter essere troppo caustici con lo stato per non inimicarselo, cosi’ da perdere i finanziamenti pubblici. Si trovano anche a non essere troppo caustici con l’industria, per non perdere contratti pubblicitari. Si trovano anche a non essere troppo caustici con la finanza, per non perdere azionisti. Ora, capite bene che l’unica verita’ scomoda che un giornale italiano potra’ mai rivelarvi riguarda qualcuno che non e’ finanza, non e’ industria, non e’ stato. Cioe’, le uniche verita’ scomode possono essere quelle della cronaca nera e della cronaca rosa, cioe’ il gossip. Negli USA mancano i finanziamenti dello stato , ma abbondano sia la pubblicita’ che la finanza, col risultato che i giornali USA possono fare inchieste contro la politica ma NON contro l’industria o la finanza. In definitiva, l’idea che la stampa occidentale sia LIBERA e’ ridicola. La stampa cinese, per esempio, prende ordini “solo” dallo stato. Puo’ cosi’ parlare male sia della finanza che dell’industria, ma non della politica. La stampa italiana, quindi, ha i limiti di quella cinese perche’ ha lo stato come padrone, ha i limiti di quella occidentale perche’ ha le aziende come padrone e ha i limiti di quella squisitamente americana perche’ ha come padrone anche la finanza. A questo si aggiunge, caso unico al mondo, l’ Ordine dei giornalisti, cioe’ una spece di satrapia autoorganizzante e dispotica che seleziona i propri membri per cooptazione e nepositmo, come da statuto. Come puoi amare una stampa meno libera di quella sovietica?

  • Dici di odiare il mainstream. Ma cosa intendi per “mainstream”?

Il mainstream non e’ altro che la cultura della massa. La massa si distingue da ogni altro gruppo per una caratteristica peculiare: dato un qualsiasi argomento ,conosciuto o sconosciuto ai piu’, essa si dividera’ in due sottogruppi. Quelli a favore e quelli contro. Poiche’ il mainstream e’ la cultura della massa, esistono solo due correnti del mainstream: i discorsi contro e i discorsi a favore. Ed esistono solo due comportamenti del seguace della cultura mainstream: quello che odia e quello che milita.

  • Quali sono le tue tendenze politiche?

Se questa domanda vuole conoscere in quale partito odierno mi identifico, l’unica ideologia che mi piace e’ quella della Democrazia Controllata , ideata da Putin. Ritengo cioe’ che la democrazia possa funzionare solo se non e’ il popolo a controllarne le modalita’. Finche’ la democrazia e’ fatta di regole e tali regole sono forti, cioe’ imposte da un potere tirannico e violento, essa funzionera’ benissimo. Non appena darete la democrazia in mano agli elettori, essi noteranno che basterebbe cambiare una regoletta perche’ il loro merdoso partito vinca. Poiche’ c’e’ sempre un partito che , dato un insieme di regole, perde le elezioni, ci sara’ sempre almeno un partito che lavora per rendere meno effettive le regole che gli impediscono di vincere. Cioe’ tutte. E allora cadranno tutte le regole, comprese quelle che servono alla democrazia per esistere. Di conseguenza, la mia idea e’ che occorra un potere tirannico , violento e censore che preservi la democrazia ma possa uccidere chiunque ne vada a minare le regole. Potrebbe andarmi bene un Ancien Règime che sorveglia una serie di piccole repubbliche. Finche’ pagano le tasse al Re, forniscono soldati e mandano avanti l’economia va tutto bene e le singole repubbliche possono andare avanti. Appena una repubblica inizia a fare delle cazzate, piomba il re con le armate reali e stermina tutti, dal primo all’ultimo. Ecco, questo potrebbe essere un ottimo sistema: una Monarchia Assoluta di stampo draconiano in testa ad un commonwealth di repubbliche , cui sono permessi i diritti ma non i porci comodi.

  • Perche’ posti in continuazione immagini di donne “extralarge”?

Posto spesso immagini di donne molto grandi , oltre che per personalissimo gusto, per due motivi fondamentali. Il primo e’ quello di bilanciare (ah ah ah) un mondo fatto di fisici formattati, impossibili e fotografati secondo un’ideologia secondo cui e’ d’autore tutto cio’ che vola negli alti cieli di Platone, lontano dalla carne. No, il piacere e’ vicino alla carne.

Il secondo motivo e’ che ho una percezione del piacere assolutamente infantile, puerile, primitiva. Mi pongo di fronte al piacere con la sguaiata risata del bambino che capisce , ad occhi sgranati, di essere in un deposito di dolci, senza limiti, e quasi non sa da dove iniziare mentre cerca di mangiarli prima con gli occhi. Non voglio mediazioni, problemi di linguaggio, semantiche ed altre cazzate tra i piedi, quando mi diverto. Non ho bisogno di nulla che sia “raffinato” o “ricercato”: per me il piacere e’ un tuffo ad occhi chiusi nella nella gioia infantile dell’abbondanza. E lo schema e’ infantile : mi piace il gelato , quindi molto gelato mi piace di piu’.

Non percepisco niente come la continenza o l’intelligenza nel piacere. Non mi interessa nemmeno addentrarmi in profondita’ che vadano oltre l’immediato soddisfacimento dell’appetito : a chi vorrebbe che la qualita’ compensi la quantita’ rispondo che la quantita’ e’ l’unica qualita’ che mi interessa davvero.E spesso neppure il “tanto” mi basta, perche’ l’ubriachezza dei sensi che cerco si ottiene solo grazie al “troppo”.

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