Fantasy.

Mi ha scritto una fan di Jacqueline Carey lamentandosi per quello che ho detto QUI riguardo al suo pantheon. Devo dire che questo tipo di diatribe non mi piacciono perche’ trovo che nell’ambiente degli scrittori hobbisti (alcuni dicono “emergenti”, ma prima di essere un professionista sei un principiante, tutto qui) ci sia il brutto vizio di voler sembrare dei critici stroncando a destra e a sinistra. Quindi, per prima cosa: tendenzialmente i libri di Jacqueline Carey mi piacciono. Anche Lady Uriel e’ una lettrice del ciclo di Kushiel.

Non ho mai scritto che i libri della Carey siano da buttare via. Non sono io. Semplicemente, si e’ diffuso il vizio di atteggiarsi a critici. Poiche’ il “critico pop” che va per la maggiore e’ Sgarbi, molti sembrano pensare che stroncando qualcosa si autocertifichi la propria professionalita’ nell’ambito della critica. E quindi stroncano. E mi avete confuso con uno di questi, probabilmente.
In realta’ mia figlia stronca molto di piu’ senza essere una gourmet: lo fa semplicemente perche’ a volte i bambini sono capricciosi. Cosi’, quando qualcuno stronca un libro tanto per sembrare un critico in genere mi lascia indifferente oppure mi da’ l’impressione (ne ho gia’ scritto) di essere capriccioso piu’ che raffinato.
Tuttavia il tipo umano che stronca per sembrare un critico letterario e’ cosi’ diffuso che oggi appena critichi un libro ti accomunano a quel genere di persona. Allora….. NO. No, dire che un libro non e’ perfetto non significa stroncarlo. Dire che ha un difetto non significa stroncarlo. La crema di mascarpone alla bolognese mi piace tantissimo, MA HA IL DIFETTO di ingrassare troppo. Ma rimane buonissima e mi piace tantissimo. Anche se ha un difetto.E’ questo un concetto complesso da capire?

I libri di Jacqueline Carey MI PIACCIONO, ma hanno il difetto (tipico del mondo fantasy) di non essere credibili ad un osservatore che ha alcuni gusti.  Se ho usato il nome delle sue divinita’ per immaginare la teocrazia di Cibo e’ perche’ mi ha ispirato mentre volevo cercare di scrivere un libro di fantascienza (e non di fantasy) in modo da poter fuggire dalla sociologia impossibile dei mondi fantasy. Perche’ se una religione come quella “angeline” puo’ esistere nella specie homo sapiens, somiglia  a quella di Cibo e non a quella della Carey.
Ma questo non significa che non mi piacciano i libri della Carey: significa che mi piacciono MA hanno un difetto. Diffuso, peraltro, nel mondo fantasy. Vediamo di spiegare cosa sia questa cosa che mi salta agli occhi di continuo.
Punto primo: il potere politico e’ principalmente un fenomeno identitario. Se pensate a voi stessi come “di nazionalita’ francese”, per dire, il vostro capo sara’ quello che e’ il capo dei francesi. Non c’e’ altro requisito. Se vi identificate come “islamici”, invece, il potere politico finira’ tutto nelle mani di chi gestisce l’islam.
Il fatto che il generatore di identita’ prenda potere politico fa si’ che se qualche popolo si identifica, che so io , “francese E cattolico”, allora mi aspetto un governo di un re di francia (o in generale di un capo dei francesi, il quale ha il preciso dovere e compito di essere francese -qualsiasi cosa significhi- ) , che abbia a suo fianco un religioso cattolico. Se invece un popolo  si identifica dicendo “cattolico E francese” allora mi aspetto un potere religioso fortissimo affiancato da un ingombrante potere civile.
Il difetto degli “angeline” nel mondo della Carey e’ che essi traevano una fortissima componente identitaria dalla religione (e da tutta la saga di Elua, Naamah, etc etc) , senza che si noti la traccia di una componente politica di tipo religioso nel governo del regno. Mi spiace, ma QUALSIASI popolo che attribuisce la propria genesi biologica ad una genesi religiosa finira’ con l’avere un clero potentissimo che si affianca (se c’e’) al potere politico. Il Re o la Regina di quel regno DEVONO avere a che fare quotidianamente con un clero organizzato , strapotente , invadente e continuamente ingerente. E il clero DEVE vivere a corte, per poter essere cosi’ vicino al potere politico.
Tra l’altro, gli stessi militari sono dei religiosi. Il che e’ possibile, ma una nazione esiste quando ha confini certi e ufficiali (=esercito che li difende) , quando impone le tasse (=forza militare per la riscossione) , quando gestisce la leva(=ancora militari), quando il governo e’ identificabile (=potere di stroncare qualsiasi governo diverso da quello ufficiale: indovinate un po’?). Nel momento in cui il popolo attribuisce la propria identita’ ad una genesi religiosa e i militari sono una tribu’ di guerrieri religiosi, non c’e’ la piu’ pallida possibilita’ che si crei un potere politico laico. Niente regina, niente conti e baroni, niente nobili. Solo preti, vescovi e guerrieri sacri. Fine. E siccome in una nazione c’e’ un solo esercito autorizzato (altrimenti alla prima contesa tra fazioni arriva la guerra civile) , se si attribuisce l’esercito al potere religioso (per quanto enoteista) non ce ne puo’ essere un’altro di tipo laico. Ricordate la fine di Jacques de Molay e dei templari?
Il secondo punto e’ la societa’, che e’ (sebbene coerentissima coi canoni del fantasy) del tutto assurda. La societa’ degli “angeline” sembra essere intrisa di una fortissima componente tradizionale, e di una fortissima componente tribale, mista ad un sostanziale enoteismo.
Ora, quando questo succede , le tribu’ formano citta’-stato caratterizzate da una singola religione locale. Ma non e’ solo questo il problema: il problema e’ che la presenza di una tradizione antichissima richiede ed implica la presenza di una casta di conservatori della tradizione , ovvero di una casta sacerdotale che controlli ogni aspetto della vita pubblica non politica.
Insomma, se volete preservare una tradizione occorre che ci sia un campanile in ogni borgo, o il suo analogo. Occorre una struttura centralizzata con un comitato che sorvegli l’ortodossia impedendo derive locali o riassorbendole dentro la teologia “canonica”.   Ma questo elimina completamente qualsiasi liberta’ personale, ogni liberta’ di pensiero, di stampa, di espressione. Quindi non mi aspetto una sofisticazione come quella.
Come se non bastasse, la popolazione descritta e’ fortemente tribale. Ma in un sistema tribale per prima cosa si sente il birogno di garantire alla tribu’ una discendenza , e la prima cosa che fanno i sistemi tribali QUANDO MOLTE TRIBU’ SI CONTENDONO IL TERRITORIO e’ assicurarsi la riproduzione. In un sistema tribale, le donne sono proprieta’ della tribu’, e il loro valore e’ la riproduzione. Questo esclude mescolamenti (se non per fini politici), promiscuita’, raffinate cortigiane padrone di se’ stesse, e cosi’ via.
In NESSUN sistema tribale la donna e’ libera. O e’ tribale, o la donna e’ libera. Le raffinate cortigiane richiedono uno stato che superi le tribu’ locali e che non crei, per le tribu’ del luogo, la necessita’ di garantire il futuro riproduttivo della tribu’ medesima disponendo solo della capacita’ riproduttiva della tribu’.Infine, quando dico “c’e’ una religione dove mi aspetto una setta e viceversa” dico una cosa semplicissima: nel mondo della Carey il culto e’ evidentemente pubblico. Questo (oltre ad implicare una inevitabile componente politica) mi dice che si tratti di una religione istituzionale, non di una misterica. Quello che intendo dire e’ che un culto pubblico e completamente accettato (nonche’ fonte di identita’) non puo’ rimanere limitato a pochi: anche quando le cerimonie sono limitate a pochi (che so io, il lavacro dei piedi che il Papa fa prima di Pasqua) di un determinato rango, la cerimonia in se’ e’ sempre pubblica e deve essere possibile al popolo accedere (almeno in teoria) alla sua visione, OPPURE semplicemente al racconto di quanto accaduto. Altrimenti le religioni diventano sette , e fanno la fine che hanno fatto gnostici e seguaci di Iside a Roma: schiacciati dal cristianesimo che invece dava accesso a tutti (pur avendo le sue elite a propria volta). Cosi’ si’, c’e’ una setta dove mi aspetto una religione, pero’ poi quando entriamo nei templi riconosciuti (come quello ove si rifugia Melisandre) scopriamo che tale religione tiene fuori il potere giudiziario dai propri templi, che e’ tipico delle religioni pubbliche.

Quindi no, il mondo della Carey e’ davvero fantasy, anche se come fantasy almeno si sforza di ispirarsi a regimi realmente esistiti (anche se ci sono anacronismi vistosissimi), e non come in altri fantasy, dove non solo non si immagina un sistema sociale e politico plausibile, ma la politica si svolge secondo regole completamente marziane. Se non altro, la politica della Carey e’ abbastanza logica.
Dunque si’, i libri della Carey mi piacciono, ma c’e’ il difetto (che mi tiene lontano dal fantasy) di immaginare mondi socialmente e politicamente TROPPO contrari a qualsiasi cosa conosciamo dell’umanita’.(1)
Si potrebbe dire allora lo stesso di Tolkien. Che mi piace a sua volta, ma fa errori di plausibilita’ ancora piu’ grandi.
In un posto ove si crede nella magia ai sommi livelli ED esiste una tradizione plurimillenaria nei costumi, esiste quasi necessariamente una teocrazia. In secondo luogo, se diversi popoli entrano a contatto ed ognuno identifica se’ stesso per la razza di appartenenza, dove per razza si intendono tratti biologici propagati con la riproduzione, abbiamo tribu’ estremamente bellicose, xenofobe , chauviniste ed oscurantiste. Vedi alla voce “massacri tribali in Africa”.
Un regno che duri centinaia di anni con dei confini stabili vicino ad altri ha un potere militare consistente, anche se e’ una “contea”. Se un regno collassa e dei funzionari  ne prendono il posto assumendo il potere, (anche se si chiamano sovrintendenti) , la prima cosa che fanno e’ di chiedere al potere religioso  un’investitura e diventare ufficialmente dei Re, dopo pochissime generazioni. Vedi Sacro Romano Impero.
Se i confini di un regno sono stabili e si confina con altri regni, allora esiste una sofisticatissima macchina amministrativa e specialmente diplomatica. Lo scopo della macchina diplomatica e’ di parlare con gli altri regni confinanti per evitare conflitti, lo scopo di quella amministrativa e’ (almeno) di mantenere vie commerciali e trattati economici in quantita’ e qualita’ tale che non vi siano contese per le risorse e per l’accesso alle vie commerciali. Altrimenti e’ guerra.
Quindi no, mi spiace, leggo Tolkien per le storie e tutto quanto, ma societa’ tradizionali senza una presenza capillare di un clero che preservi la tradizione, societa’ che credono nella magia e nei valori spirituali senza produrre un clero che si affianchi al potere temporale, eccetera, ovviamente sono cose che considero difetti. Una societa’ culturalmente costituita come immagina Tolkien e’ per forza di cose un insieme di teocrazie sofisticatissime e severissime , o un insieme di entita’ politiche molto simili all’impero cinese per sofisticazione del governo. In ogni caso la presenza di Re e di una credenza magica e/o religiosa implica un confronto tra potere spirituale e temporale, che possono vedersi o meno ma devono esistere ed essere ramificati e onnipresenti.  Altrimenti NON e’ verosimile sul piano logico, almeno per me.
Chiaramente, niente di quanto ho scritto e’ una stroncatura. Io per vivere faccio un lavoro diverso e quindi NON ho bisogno di assomigliare ad un critico. Quando scrivo queste cose dico “mi piace il mascarpone alla bolognese MA ha il difetto di ingrassare”. Questa non e’ una stroncatura, e’ semplicemente un’opinione: cosa mi piace e cosa non mi piace.
Se una persona che dice “ha questo pregio e questo difetto” viene presa per un critico a sette carati, come quelli che imperversano oggi nel mondo dell’editoria “emergente” e non, e’ semplicemente perche’ si cerca di collocare quello che scrivo io nell’universo dell’editoria emergente, con tutte le figure di riferimento.
Io pero’ non sento di farne parte (tranne poche eccezioni, l’umanita’ di quell’ambiente e’ di pessimo livello) e mi limito a dire quello che penso. I libri della Carey mi piacciono MA il ruolo delle religioni nella sua societa’ e’ completamente fuori da tutto cio’ che conosciamo nella specie homo sapiens, e nella sua storia. I libri di Tolkien mi piacciono, ma manca tutto cio’ che rende credibile un regno, una tradizione, una cultura popolare intrisa di elementi magici, e cosi’ via.
A differenza degli stroncatori di professione, pero’, io non credo che un difetto renda illeggibile un libro, o che se trovi un difetto devi gettare il libro alle ortiche: questo e’ un atteggiamento tipico degli pseudocritici che affollano il mondo degli scrittori emergenti sul web. Io penso che il mascarpone alla bolognese sia buono ANCHE se ha il difetto di fare ingrassare, che la Carey scriva bei libri ANCHE se incasina le religioni, e che Tolkien scriva dei gran libri ANCHE se la sua storiografia politica e’ , insomma, quel che e’.
Se pensate che un libro sia PERFETTO oppure , sola alternativa, sia da gettare alle ortiche, rimanete pure nella vostra torre d’avorio, ma dovrete per forza guardare la TV, perche’ con questa premessa la vostra biblioteca sara’ sicuramente vuota.
Uriel
(1) In quasi tutti i libri fantasy, le categorie morali dei protagonisti sono umane  e quasi sempre  i protagonisti sono umani almeno nei tratti comportamentali , nel senso che le loro qualita’ morali si riferiscono quasi sempre a quelle umane, e quindi  nel disegnare una societa’ si riferiscono alla societa’ umana. E’ ovvio che  la societa’ degli Uruk-Hai  e’ differente, ma sfortunatamente nel mondo fantasy cio’ che si sottrae alla morale umana o pseudoumana e’ malvagio nella maggior parte dei casi.