Facebook, Australia e anelli al naso.

Facebook, Australia e anelli al naso.

Facebook, Australia e anelli al naso.

I giornali hanno riportato come “grande vittoria” degli australiani il fatto che Facebook adesso paghera’ alcuni miliardi di dollari i giornali australiani, in cambio della libera fruizione dei loro contenuti allo scopo di arricchire il proprio social network.

E il mondo guarda con aria benevola accordi simili che (si dice) stanno per avvenire in Francia e Germania, proponendoli come modello per un “web migliore”. Anzi, ci si aspetta che anche Google si adatti al modello, insieme a Twitter e tutti gli altri social maggiori come Linkedin, allo scopo di farne uno standard, magari con un tariffario globale.

Beh, secondo me non c’e’ proprio niente da festeggiare. Anzi, e’ una brutta notizia.

Cosa succede di preciso? Succede che i giornali faticano nella raccolta pubblicitaria, che viene assorbita dai grandi di internet (Facebook, Google, Linkedin, Twitter, etc) mentre i grandi offrono i contenuti dei giornali sui loro social, nascondendo pero’ la pubblicita’ che i giornali fanno sui rispettivi siti online.

La soluzione scelta e’ quella di fare in modo che i social paghino, in una sola rata, un certo corrispettivo ai giornali. Ed e’ la soluzione sbagliata. Vediamo il perche’.

Immaginate che un giornale online viva delle proprie inserzioni. Quanti inserzionisti ha? Diciamo, per comodita’, 100. Tutti uguali.

Succede ora che uno di questi cento, un certo Pelati Beppe, metta i topi morti nelle scatolette dei pelati per risparmiare sui pomodori.  A questo punto il giornale ha una scelta:

  • se da’ la notizia Pelati Beppe gli ritira la pubblicita’, e il giornale perde l’ 1% degli introiti.
  • se NON da’ la notizia ma la danno gli altri giornali, forse non perde l’ 1% di pubblicita’, ma potrebbe perdere lettori, il che impatta TUTTA la pubblicita’.

Morale della storia: dara’ la notizia e voi saprete delle malefatte di Pelati Beppe.

Molto bene.

Adesso supponiamo che i clienti del giornale siano quattro: Google, Facebook, Linkedin, Twitter. Per semplicita’, in parti uguali. I clienti sono ancora 100, ma ora si fanno pubblicita’ sui social. I giornali lavorano di luce riflessa.

Ora supponiamo che Google faccia qualche porcheria, tipo vendere i vostri dati medici ad un gruppo di trafficanti di organi.

A questo punto il giornale ha due scelte.

  • se dara’ la notizia, perde il 25% degli introiti pubblicitari. Per il caporedattore, il direttore e il giornalista, e’ licenziamento sicuro.
  • se NON da’ la notizia ma la danno altri giornali… no, tutti i giornali ora sono nelle stesse condizioni. Non la dara’ nessuno.

Il 25% in meno di introiti e’ una catastrofe per qualsiasi giornale e qualsiasi CDA. Non c’e’ bisogno che Murdoch dia l’ordine, il controllo avverra’ 10 livelli piu’ in basso di Murdoch. Murdoch non sapra’ nemmeno che il caporedattore, il redattore e il direttore stanno togliendo le notizie che google non ama vedere, per paura che Google telefoni a Murdoch gridando “che cazzo fanno i tuoi dipendenti? Vuoi perdere il 25% degli introiti”?

In pratica, in questo modo avete trasformato i social negli unici, e praticamente un oligopolio, clienti di ogni giornale del pianeta.

Anni fa il governo colombiano sperimento’ un modo curioso di tenere i giornali sotto controllo. Il governo faceva cospicue campagne giornalistiche, pagandole molto, modello “pubblicita’ progresso”. La quantita’ di soldi che investiva era tale che i giornali, pur di non scontentare il cliente migliore, censuravano le critiche al governo.Poi quel governo cadde per altre ragioni: chiamavano il metodo “anello al naso”.

Ai giornali non e’ facile mettere il bavaglio. Ma si fanno mettere volentieri un bell’anello al naso. Per soldi.

Essere i grandi inserzionisti pubblicitari e’ uno dei modi con cui si mette un anello al naso alla stampa. Non li hai zittiti o censurati: lo faranno da soli. Per non perdere il Grande Cliente. Il Grande Inserzionista.

Con questa logica dell’accordo Social-Giornali, i social network diventano il Grande Cliente di OGNI giornale del pianeta, ovvero si fanno infilare un anello al naso.

La censura avviene diversi livelli sotto il CDA: l’ufficio commerciale del giornale, che gestisce la pubblicita e i rapporti coi social, nelle riunioni col direttore e i caporedazione ammonisce tutti di non dare MAI fastidio a Grande Cliente Tizio, Grande Cliente Caio, Grande Cliente Sempronio. Il CDA non sapra’ mai nulla , perche’ e’ almeno 5 strati sopra, in un grande gruppo commerciale  di newy&media anche 10 strati sopra. LOro vedono arrivare i soldi e si compiacciono.

Ecco quello che stiamo realizzando con quegli accordi: i social diventano “Il Grande Cliente di cui devi parlare bene”. La stampa non ha un bavaglio, ma ha un anello al naso.

Con questo metodo si trasforma, a livello globale, il giornalismo nell’ Ufficio Contenuti di Google News. Non so quanto tempo passera’ prima che google cominci a dire quali contenuti gradisce e quali no, oppure quanto tempo passera’ prima che i leccaculo  capiscano da soli cosa piace a Google.

Ma succedera’: la lingua del leccaculo e’ specializzata in questo, dopo milioni di anni di evoluzione. Sanno leccare dove piace di piu’ al cliente.

In pratica, avete venduto la stampa , su scala planetaria, ai grandi social network.

Complimenti, pila di idioti. Festeggiate stocazzo.

E voglio vederli, i vostri padroni finanzieri, quando capiranno di non avere il controllo dei loro stessi giornali, che ormai servono un altro padrone. Che pila di idioti.

Mai il mondo aveva creato una classe dirigente cosi’ stupida. E mai l’aveva pagata cosi’ tanto, per avere in cambio cosi’ poco.

Per citare Orwell,

“vuoi sapere come sara’ il futuro, Winston Smith? E’ semplice. Immagina uno stivale che  schiaccia una faccia. Per sempre”.(1984, la stanza della tortura).

Commenti

  1. mandraghe

    La soluzione è più semplice di quello che sembra, come sempre. Smettetela di leggere giornali e quotidiani. Non servono ad un cazzo, mettono solo ansia e confusione. Quello che vi interessa sapere realmente nella maggior parte dei casi, è roba che accade accanto a voi. Quindi se quando uscite di casa non è successo realmente nulla di importante, nel senso che nessuno dei vicini vi ha avvertito su qualcosa… beh, continuate pure a fare quello che stavate facendo. Nel caso dovesse accadere qualcosa di realmente importante (arrivo degli alieni, morte del papa, terremoto con annesso tsunami) state sicuri che lo verrete a sapere senza bisogno di leggerlo all’interno di qualche giornaletto di merda.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.