E tu di che fondamentalismo sei?

Di Levoivoddin aka Uriel Fanelli, mercoledì, luglio 16, 2003

Un amico, in chat, mi “rimprovera” di presentare le cose come se il sistema fosse vicino alla fine. Dice, in un certo senso, di non vedere chiaramente che cosa di preciso dovrebbe portare il sistema attuale alla fine.

Al contrario, le prime crepe lasciano intravvedere in che modo stia per disintegrarsi la societa’ attuale.

Essa , in definitiva, abbandonera’ tutte quelle figure della dialettica che la producono come entita’ omogenea, per spezzettarsi in un MOSAICO DI FONDAMENTALISMI.

Sta gia’ succedendo intorno a noi.

Allora, cos’e’ un fondamentalismo?

Il fondamentalismo di un’idea e’ quella credenza secondo cui l’idea stessa abbia senso, valore e dignita’ SE E SOLO SE  essa viene praticata nella forma piu’ pura, conforme e nativa possibile. In poche parole, l’atteggiamento di chi e’ , che so, vegetariano e si schifa se qualcuno mangia formaggio, che dopotutto viene sempre da un’animale. Allora arriva quello piu’ fondamentalista e fa notare che lo stesso miele e’ prodotto non certo da vegetali, e poi arriva quello ancora piu’ fondamentalista e fa notare a tutti che essendo noi animali (nel senso di non vegetali) il nostro figliolo non andrebbe allattato. E, poiche’ il fondamentalismo tende sempre al maggiorante TEORICO dell’insieme di idee che propugna, si finisce sempre agli eccessi. E non si tollerano compromessi.

Il contrario del fondamentalismo e’ la dialettica. Che e’ cio’ che tiene insieme una societa’: nazione, lingua, confini, leggi, non sono eventi fisici bensi’ categorie dialettiche. Il diritto non esiste nel senso fisico del termine, altrimenti non sarebbe fisicamente possibile compiere un crimine cosi’ come non si puo’ accendere una lampadina senza elettricita’. Il confine nazionale non c’e’, e nessun fisico sapra’ misurare MAI una qualche differenza tra il suolo di una nazione e quello di un’altra, prelevati a due millimetri da ciascun bordo confinario.

La stessa “cultura nazionale”, o la lingua, sono tutte categorie della dialettica, o al massimo della filosofia, (la quale senza dialettica fa fatica ad esprimersi).

E la dialettica e’ anche il luogo dove si incontrano le reciproche richieste, le necessita’, al fine di trovare soluzioni condivise. Non e’ pensabile un mondo privo di dialettica, dove nessuno discute con gli altri le proprie intenzioni. Certo, come anarchico individualista penso che sia giusta una dialettica dove tutte le parti siano sullo stesso piano e quindi non vi sia l’autorita’, ma cio’ non toglie che solo grazie alla dialettica l’anarchico responsabile potra’ sapere se la propria liberta’ non stia ledendo quella altrui. Se il mio vicino anziche’ lamentarsi di quel che faccio tace, o passa subito alle armi, difficilmente un sistema anarchico potra’ stare insieme. Ovvero, difficilmente QUALSIASI sistema potra’ stare insieme.

E , ovviamente, poiche’ le risorse non sono infinite, e’ dialettica stessa ogni decisione circa la loro divisione. Non esistono leggi della fisica circa la spartizione dei beni, se in qualche modo si vuole gestirne lo scambio ci sara’ necessita’ di categorie dialettiche, e non sempre tutti potranno avere cio’ che vorrebbero. Questo limite viene gestito oggi in maniera autoritaria dallo stato, per un’anarchico va gestita in maniera collegiale tra i soggetti interessati, ma rimane il fatto che le parti DEVONO comunicare, e devono essere disponibili a concordare soluzioni “mediate” dall’interesse (o dalle necessita’) di ognuno.

In definitiva, OGNI societa’ NECESSITA di dialettica.

Quello che sta succedendo alla societa’ occidentale, ma a quanto vedo mondiale, e’ che sta scomparendo la dialettica a favore dei singoli fondamentalismi.

Fuori dall’occidente i fondamentalismi spesso pescano nei grandi mari delle religioni di massa, fatto salvo che esse hanno cosi’ tante correnti che difficilmente si puo’ dire che gli islamici credano tutti nella stessa cosa.

Nell’occidente il fenomeno sta degenerando nella sua forma peggiore: il mosaico dei fondamentalismi.

Ormai ci sono fondamentalisti di tutto. Sei vegetariano? Bene, e’ “solo” una dieta. No, scherziamo? Si tratta di “un sistema di valori”, i quali “sono indiscutibilimente veri” e che ovviamente identificano chi non ci crede come “causa dei mali del mondo”. Mangi carne? Sei un nazista carnivoro. Se non mi credete leggete la stampa dei “vegani”.

Ti vesti di nero? E’ “solo” una scelta nell’abbigliamento. Scherziamo? Si tratta di “un sistema di valori”, i quali “sono indiscutibilimente veri” e che ovviamente identificano chi non ci crede come “causa dei mali del mondo”. Se non ti vesti di nero sei solo un fighetto conformista fascista , causa di tutti i mali del mondo. Leggete la stampa specializzata gothic, se non ci credete.

Ascolti musica Heavy Metal? Mbeh, e’ solo un gusto musicale, no? No.Si tratta di “un sistema di valori”, i quali “sono indiscutibilimente veri” e che ovviamente identificano chi non ci crede come “causa dei mali del mondo”. I non metallari, a sentire i metallari, sono solo dei pezzi di merda conformisti, fascisti, clericali, causa di ogni male del mondo. Leggete la loro stampa se non ci credete.

Alla fine, per ogni piu’ ridicola cazzata, ogni minima modifica nelle scelte piu’ insignificanti della vita quotidiana si sta creando una religione, che poi degenera in fondamentalismo. Tieni l’uccello a destra o a sinistra? Usi macintosh o windows o linux? Ti scaccoli il naso al semaforo? Tifi per una squadra di calcio? Pratichi Rugby? Vesti Fila? Usi la carta igienica dall’alto verso il basso o dal basso verso l’alto? Pratichi sport estremi?  Ognuno di questi irrilevanti comportamenti sta producendo un “sistema di valori”, il quale ovviamente insegna come “noi”, e “solo noi” abbiamo i veri valori giusti, e come ovviamente se tutti facessero come noi il mondo sarebbe migliore, e come ovviamente se il mondo fa schifo e’ tutta colpa di “loro”. Ovviamente ognuno di questi gruppuscoli ha una rivista specializzata che imbottisce di cazzate la testa della gente, e…

…….. ognuno di loro ha dei valori “che non si discutono”!

E quest’ultimo e’ il dramma.

Ci ritroviamo con un vociante mosaico , cacofonico nella sua complessita’, di microinteressi prodotti da microgruppi, ognuno dei quali apre un tavolo di trattativa e ognuno dei quali si siete al tavolo con la PREMESSA che …

…CHE NON E’ DISPOSTO A DISCUTERE I PROPRI VALORI.

Ovvero, che non ci sono margini di trattativa.

E poiche’ OGNi equilibrio, compreso quello che si chiama “societa’ civile”, viene da una trattativa che produce soluzioni dentro i margini di trattativa delle singole  parti , togliere i margini di trattativa equivale alla distruzione della societa’ civile.

Il che significa che sostanzialmente e’ solo questione di tempo, poi ogni gruppetto sviluppera’ un gergo incomprensibile agli altri, una serie di figure retoriche che renderanno incomprensibili all’esterno le motivazioni del gruppo, fino a quando non saraì MAI possibile alcuna trattativa.

Certo, la democrazia sembra fornire una risposta al problema: votando, si trovera’ una soluzione vicina almeno alle aspettative della maggioranza.

NIENTE DI PIU’ FALSO.

Se le aspettative hanno MARGINE di trattativa, certo che sara’ possibile trovare una soluzione che sia accettabile da tutti. Ma se ogni gruppetto coltiva come INTEGRALISMO la propria ideologia, non tollerando nemmeno la piu’ PICCOLA deviazione, accontentare TUTTI sara’ impossibile.

E il risultato sara’ che “tutti” abbandoneranno il governo anche se eletto: se non e’ tutto vestito di nero, il presidente non mi piace. Cosa mi importa se rappresenta anche i viola e ha quindi la cravatta viola? Per me che sono nero, o sei vestito TUTTO di nero o sei una merda, dunque il presidente non mi rappresenta piu’.

Ragionando cosi’, e’ evidente che il “sistema” ha le ore contate.O si produce una svolta autoritaria che cancella ogni gruppetto, ogni minoranza, ogni differenza, oppure il sistema non stara’ piu’ in piedi. Siccome tale svolta autoritaria non puo’ avvenire perche’ nessun gruppo e’ abbastanza forte da avere peso in una quantita’ sufficente di altri gruppi, essa non avverra’.

E il sistema, tutto, si appresta alla disintegrazione.

Per mancanza di dialettica.

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