E ora, II.

Di quando in quando Berliscuni ne combina una delle sue, ed il risultato e’ che io (che magari per i fatti miei stavo leggendo/scrivendo altro) mi trovo a rincorrere gli avvenimenti allo scopo di capire che diavolo stia succedendo. Bene, a quando pare ho recuperato gli eventi, e mi sembra di capire dove si stia cercando di andare.

Innanzitutto, e’ in corso un avvicendamento. La strategia di Berlusconi e’ cambiata, ed e’ cambiata in un modo che richiede un diverso tipo di leader. Sinora Berlusconi era stato molto democristiano, nella misura che non aveva mai voluto colpire davvero gli avversari con uno scontro aperto, e sono stati pochissimi gli episodi in cui ha agito frontalmente contro qualcuno, in maniera pubblica e plateale.

In generale quello che faceva era sfuriare con una lamentela vittimista (“Santoro, Biagi e Luttazzi fanno un uso criminoso blablabla”) e poi qualche zelante servo raccoglieva e colpiva le vittime. Questo gli permetteva addirittura di apparire generoso quando poi cercava di fare la pace, dicendo cose come “ma non l’ho ORDINATO io”: nemmeno Mussolini ordino’ la morte di MAtteotti, disse solo che gli stava sul culo, poi qualcun altro si mise a trarne le conseguenze.

Adesso sembra aver cambiato registro, ma dopo 20 anni ad osservarlo, e’ chiaro che la sua personalita’ non coincide con la sua nuova strategia. La mia personale conclusione e’ che si tratti di una persona piu’ aggressiva nel senso frontale del termine, meno tollerante, e ha agisce nel modo in cui agisce chi difende qualcun altro.

Penso, cioe’, che la successione a Marina Berlusconi sia gia’ in atto, ma che essa non verra’ resa visibile. Come molti leader al momento del declino, Berlusconi diventa una specie di marionetta. E’ felice di farlo , ma per capire le sue azioni bisognera’ mettersi nei panni non di Berlusconi che si difende, ma di qualcuno che difende Berlusconi.

C’e’ una differenza grossa tra quando difendete voi stessi e quando difendete qualcun altro. Quando combattete e vi difendete voi, decidete VOI che rischio accettare. Nella mia esperienza di ring, ogni fase di un combattimento richiede ed implica dei rischi. Se state combattendo ad un certo punto decidete che so io di usare i piedi per combattere: questo implica un rischio enorme, che decidete di correre perche’ pensate che la situazione lo permetta, o perche’ pensate che, male che vada, finire a vuoto con un colpo lento valga la pena se si potrebbe portare un colpo molto piu’ pesante.

MA quando difendete qualcuno da una minaccia, questo ragionamento e’ impossibile. State difendendo qualcuno perche’ lo considerate debole o vulnerabile, per cui NESSUN rischio e’ accettabile. Il nemico deve morire, subito, e nessun prezzo e’ troppo caro, nessuna strategia e’ troppo violenta o vietata. Se siete sul ring combattendo per voi, seguirete le regole dello scontro; se siete sul ring e difendete qualcuno , delle regole ve ne fottete altamente: la persona che si difende costituisce sempre, nella psicologia del combattimento, “ubi maior”.

La psicologia del gruppo , dotato di un nuovo leader, e’ oggi questa. Cosa se ne deduce?

Se ne deduce che minacciare Berlusconi di “se cade il governo si paga l’ IMU”, o minacciare Berlusconi che “se si va alle elezioni sei incandidabile” , non serve: Marina Berlusconi se ne fotte dell’ IMU e della “Agibilita’ politica”. Sta difendendo il padre che vede vecchio e vulnerabile, e non ci sara’ NESSUNA minaccia capace di fermarla. Potete dire che se il governo cade pioveranno cavallette dal cielo, che arrivera’ un asteroide o che ci sara’ una guerra nucleare,o peggio che in TV apparira’ Alda d’Eusanio in topless, e ancora non si fermerebbe.

La psicologia di combattimento del clan berlusconi adesso non e’ piu’ “espandersi e difendere gli interessi”, ma “difendere Silvio ad ogni costo”. Nessuna minaccia funziona.

Catastrofico errore ha commesso chi ha dichiarato che se cade il governo si paga l’ IMU: ha scoperto le proprie carte, di fronte ad un avversario che se ne fotte altamente.

Adesso vi chiederete: allora MArina Berlusconi guidera’ il PDL? La risposta e’ “NI”. Nel senso che Marina Berlusconi e’ famosa, come imprenditrice, nel fare un uso durissimo del soft power. E’ abbastanza esperta in un’arte che e’ quella di usare un potere normalmente “soft” , come una grande casa editrice, allo scopo di colpire duramente qualcuno.

Per capire cosa intendo occorre riflettere su quello che in passato ho chiamato “principio zero della politica”, ovvero “il trono e’ sempre sotto assedio”, e il principio due della politica, “i poteri segreti non sono sotto assedio”. Per arrivare al primo vero teorema , ovvero “se ne deduce che i poteri segreti finiscono sempre col prevalere su quelli pubblici perche’ hanno il vantaggio competitivo di non doversi difendere da un assedio”.
Marina Berlusconi NON scendera’ in politica con la propria faccia. In un paese che soffre di una giustizia schizofrenica, di un fisco aberrante e di uno stato vessatorio, solo uno stupido rinuncerebbe ad un martire come simbolo. Roma aveva come simbolo l’ aquila, un simbolo piuttosto aggressivo, ma e’ stato soppiantato da un povero malato di mente(1) torturato ed inchiodato ad una croce: morale, la vittima ha un potere politico superiore al carnefice.

D’altro canto, “il potere e’ sempre sotto assedio” come affermazione mostra tutti i limiti della leadership di Berlusconi: sebbene abbia goduto di un potere immenso, e quasi ineguagliato nella storia del paese, Berlusconi e’ riuscito ad esercitarne sotto forma di comando solo una piccolissima frazione. Questo e’ stato dovuto a quell’assedio che costringe OGNI potere ad investire molto del proprio tempo in attivita’ difensive.

Beppe Grillo, pero’, ha insegnato al paese una cosa: e’ possibile, anche in politica, scindere nettamente la leadership dalla gerarchia materiale. Beppe Grillo non si candida, cosi’ non e’ persona pubblica, Beppe Grillo comanda un partito senza che abbia un capo ufficiale, eppure questo non diminuisce il suo potere, anzi lo rafforza.

Marina Berlusconi non scendera’ MAI ufficialmente in politica: Ferrara lo spera o lo considera certo, ma questo spiega come mai Marina diriga Mondadori mentre Ferrara piagnucola se non riceve denaro pubblico per un giornale che ha meno diffusione di questo blog.
Tuttavia, Marina Berlusconi dirigera’ il PDL. Il padre rimarra’ li’ a sottoporsi a tutte le condanne (2), ponendo di volta in volta l’attenzione a quando perseguitato sia, e Marina decidera’ la strategia, al preciso intento di difendere il padre e di gestire l’assedio al potere.

La stampa e tutti gli altri poteri continueranno ad avversare Silvio Berlusconi, e se Marina dice “io non entro in politica” non ci sara’ nessuno che osera’ contraddirla. Mondadori dispone di una discreta “armata” di giornalisti pronti a farsi i cazzi di ogni politico, piu’ uno sciame di free-lance pronti a fare ogni cosa per essere assunti. In piu’, ha il “soft power” di pubblicare taaaaanta gente che normalmente pasteggia dalle parti dell’opposizione, e che normalmente non riuscirebbe a farsi pubblicare ne’ su Espresso ne’ da Feltrinelli o Zanichelli.
Un “soft power” del genere e’ molto piu’ di quanto un avversario qualsiasi possa permettersi. Sinora il messaggio e’ stato appunto quello del “soft power”: se il figlio di Berlusconi e’ stato condannato per le intercettazioni di Consorte “abbiamo una banca”, di Mondadori sapete solo che quando c’e’ qualcosa di compromettente contro un leader della sinistra, la prima cosa che si fa e’ provare a venderla li’. Capite benone che tipo di “soft power” abbia Marina: ha sottomano quel sottobosco di giornalisti che sanno tutti i vizi e le abitudini di ogni politico.  E ne ha TANTI. E ha dimostrato che, anche non scatenando i suoi, tanti ambiziosi freelancer bussano alla sua porta con notizie interessanti. Una dimostrazione di soft power e’ arrivata col giudice Esposito, anche se Marina non si e’ mostrata apertamente. Ha inoltre un altro “soft power”, ovvero migliaia e migliaia di piccole case e piccole imprese editoriali che Mondadori ha come fornitore o subfornitore, le quali sono condizionabili con una certa facilita’.

Credo quindi che il potere rimarra’ sdoppiato. Apparentemente rimarra’ Silvio a guidare il PDL. Ma non appena l’assedio diventa troppo aspro, interviene lei alle riunioni e protegge il padre, contando su una intimita’ della cerchia familiare cui non possono ambire i compagni di viaggio politico di Berlusconi. Avrete un clan Berlusconi, caratterizzato da una figura di frontend che e’ Silvio, e da una figura di backend che e’ Marina.

Questo significa che alle elezioni si potrebbe andare anche prima: nella logica motivazionale di Marina, unire europee e politiche significa che molti nel PDL potrebbero avere un piano B. E quindi combattere molto “rilassati” , visto che male che vada si va in Europa. Ma se si va alle politiche con la prospettiva che si deve vincere, perche’ se si perde Marina ti caccia e poi alle europee mandano chi ha vinto (o i suoi parenti), probabilmente il partito diventa piu’ motivato. E’ cosi’ che ragiona da manager, non vedo perche’ dovrebbe cambiare ragionamento da donna di politica.
Questo in futuro significa una cosa:

  • Il clan Berlusconi continua a gestire il PDL. La figura di leader crocifisso la fara’ Silvio, le vere decisioni e il day by day lo fara’ Marina. Silvio sara’ il finto potere sotto assedio, Marina il vero potere impossibile da assediare sinche’ non entra ufficialmente in politica.
  • Questo significa che nessun livello di escalation li spaventera’ piu’. Si paghera’ IMU se il governo cade? Si paghi. Daremo la colpa ad altri, il problema e’ colpire il nemico. Occorre pensare ad un PDL che non ha paura di colpire l’avversario.
  • Inizieranno davvero a risultare offensivi verso gli avversari, ove “offensivi” intendo il senso militare del termine: un attacco che non lascia sopravvivere chi lo subisce.
Cosa intendo per colpire piu’ duro, e come si fa? Basta avere qualche testa fine tra i politici.

Voi penserete che sia impossibile combattere una casta di privilegiati come i magistrati, perche’ sono intoccabili, ma dimenticate sempre una cosa: i privilegi possono diventare eccessivi. Sembra paradossale, ma posso farvi un esempio, il “beamte” tedesco. Si trattta di una figura voluta al tempo della Prussia all’interno di un’idea di militarizzazione dello stato, poi abbandonata , e poi ripresa dopo la seconda guerra mondiale perche’ troppi funzionari pubblici erano stati costretti alle dimissioni al tempo del nascente partito nazista.

Ora, come gli statali italiani i beamter non possono venire licenziati. Ma questo privilegio e’ stato ingigantito in misura enorme: non possono nemmeno licenziarsi: possono CHIEDERE le dimissioni, le quali possono venire accettate o meno. Non e’ quindi possibile costringerne uno alle dimissioni attraverso minaccia o pressioni, perche’ esse verrebbero rifiutate.

Questo secondo voi dovrebbe creare una casta di privilegiati ancora piu’ forte, ma quando il privilegio e’ TROPPO, ovvero quando un privilegio vi viene dato “anche se non lo volete”, questa sopraffazione della vostra volonta’ presenta un prezzo. Che non potete liberarvi della disciplina dello stato. Per farvi un esempio, Di Pietro ad un certo punto si dimise dalla magistratura. Temeva che alcune inchieste (piu’ o meno montate ad arte) fossero capaci di danneggiare la procura di Milano e avessero anche risvolti disciplinari.

Ma se a Di Pietro fosse stato PROIBITO di dimettersi, cosa sarebbe successo? Che la Procura di Milano avrebbe dovuto sbarazzarsi di lui, spingendo al suo trasferimento. Allo stesso modo, il beamte non puo’ essere licenziato ne’ puo’ licenziarsi, ma puo’ essergli richiesto il servizio ovunque si richieda. Ma non puo’ dare le dimissioni se trasferito, quindi se uno e’ un Bundesbeamter, e lo portano in pomerania citeriore, ci deve andare o puo’ essere punito.

Con questo esempio (3) voglio dire una cosa, ovvero che si possono ACCRESCERE apparentemente i privilegi di qualcuno sino a portarli ad un punto tale in cui diventano controproducenti. Se una persona volesse prendere sotto controllo i magistrati basterebbe semplicemente decidere che non possono dimettersi neanche se vogliono (dicendo che si vogliono evitare pressioni malavitose) e che la loro carriera e’ fissa sin dalla loro assunzione in modo da evitare protagonismi. In tal caso, non essendoci piu’ alcun premio, l’unico pericolo e’ la sanzione disciplinare che frena la carriera e l’unico modo di far carriera prima degli altri e’ falciarli denunciandone qualche malefatta. Un apparente privilegio potrebbe facilmente trasformarsi in una catena al piede.

Avendo delle teste fini a fare delle leggi, e’ possibile AUMENTARE i privilegi dei giudici, in un modo specifico che tappa loro la bocca.

Insomma, colpire una categoria e ridurla a lavorare allineata e coperta non significa semplicemente combattere i suoi privilegi: puo’ consistere anche nel dargliene TROPPI. E’ possibile ridurre la magistratura a fare il proprio lavoro introducendo una classe di pubblici ufficiali che:

  1. Non si possano dimettere. (come i militari)
  2. Abbiano la carriera e la retribuzione nel tempo fissate da contratto, sin dal primo giorno, ed immutabili, non soggette a trattative successive, sindacali o altro.
  3. La loro condizione possa SOLO peggiorare in caso di sanzioni disciplinari o di sanzioni dalle autorita’ europee.
  4. Essendo in servizio, possa essere trasferito ove serve.
Da quel momento, il magistrato non ha piu’ interesse a fare la grande inchiesta che sta sui giornali: la sua carriera e’ decisa sin dall’inizio. Non gli conviene la fuga di notizie, perche’ essendo un illecito, qualcuno potrebbe sgamarlo per sabotare la sua carriera. Non gli conviene avere processi pendenti perche’ in caso di ricorso alla corte europea verrebbe punito. Gli rimane solo da fare il proprio lavoro.

E questo come? AUMENTANDO la sua intoccabilita’, rendendo ancora piu’ “fisso” il suo posto da dipendente pubblico, rendendolo ANCORA piu’ illicenziabile.
Tornando a bomba, quindi, se per caso si VOLESSE davvero uscire dall’enpasse giuridica, i mezzi per una classe politica ci sono eccome. Esistono molti modi (questo e’ quello tedesco, ce ne sara’ uno francese, uno svedese, uno inglese, etc ) per ridurre i dipendenti pubblici a pezzi di un sistema che deve funzionare come vuole il governo.
Sinora non e’ stato fatto perche’ questo scontro tra Silvio e magistrati serviva ANCHE a Silvio per radicalizzare lo scontro, serviva al PD ma anche al PDL, serviva un poco a tutti, e quindi tutti volevano che andasse avanti. Adesso che e’ arrivata una persona nella mischia – e si vede che e’ arrivata – si combatte per dare veri cazzotti e per far sputare veri denti all’avversario.

In questo caso, la differenza si notera’ e molto.

In soldoni significa che Silvio potrebbe far cadere prima il governo, al solo scopo di andare subito alle elezioni, devastando il congresso del PD, non lasciando abbastanza tempo a Grillo, e poi potrebbero proporre i seggi delle europee come “premio” a chi e’ rimasto o a chi si e’ battuto bene.
E in sostanta significa che il PDL non mira solo a far cadere il governo, ma anche il Presidente della Repubblica. Cosa per la quale troverebbe uno strano appoggio da Grillo.
Uriel
(1) Beh, quando uno pensa di ricevere proposte di lavoro da Satana in persona e  di essere figlio di Dio per mezzo di un angelo, non e’ che la diagnosi sia difficile, eh. Se poi pensi di essere il “re dei re” mentre un mediocre burocrate romano di provincia ti fa torturare e uccidere, e non  sospetti nulla, ecco, dovete riconoscere che tanto sveglio il ragazzo non fosse.

(2) Davvero trascorrere 11 mesi in una residenza piu’ grande del Vaticano, circondato da servitori e bellissime mignotte e’ una punizione? ….. are you fucking kidding me, or what? Posso capire Salusti che e’ chiuso un una casa con la Santanche’. Ok, questo e’ orribile. Ma onestamente 11 mesi agli arresti domiciliari se vi chiamate Berlusconi sono molto piu’ di quanto molti italiani considerano “sontuosa vacanza”.

(3) In realta’ esistono molti tipi di beamter e diversi inquadramenti: http://de.wikipedia.org/wiki/Beamter_%28Deutschland%29 e la cosa e’ piu’ complessa di cosi’. Il vantaggio per lo stato in realta’ e’ che sia la carriera che la retribuzione sono fissate all’inizio del contratto e non possono cambiare per tutta la vita, svincolandoli da trattative sindacali , da carrierismi, da lotte per la promozione, in cambio di maggiore accesso al credito. L’unica cosa che puo’ cambiare questo e’ una sanzione disciplinare, ovvero la loro vita professionale puo’ SOLO cambiare in peggio se fanno una cazzata e qualche collega li sgama. Per questo, si ottiene una classe di burocrati che eseguono alla lettera ogni cosa, ma lo fanno in maniera efficiente per paura di punizioni se qualcun altro fa notare la loro inefficienza, senza colpi di testa, che tanto non frutterebbero nulla.