E il decreto Zan e’ morto.

E il decreto Zan e' morto.

E il decreto Zan e' morto.

Mentre ci occupavamo della catastrofica incompetenza della regione Lazio nel gestire i suoi sistemi IT (ora pare che abbiano indovinato password e username della VPN di un amministratore: peccato che le credenziali siano TRE, cioe’ password, username e CHIAVE, oppure non era una VPN ma un semplice tunnel IP in chiaro) , in sordina e’ successo qualcosa del quale neppure Repubblica, che sembrava taaaaanto di sinistra e interessata, ci sta informando. Si vergognano di quanto fanno schifo.

Il decreto Zan e’ morto. Ieri, cioe’ il 3 agosto , e’ successo questo:

E il decreto Zan e' morto.

Ovviamente la notizia non viene data da tutti (ma solo da La Stampa, e solo dietro paywall in modo da limitare la diffusione a quattro gatti )  , ma alla fine Renzi e il PD sono riusciti, giocando di sponda, a non far approvare la legge.

Perche’ questo?

Il PD e’ un partito di democristiani con qualche compagine di farlocchi “di sinistra”. M5S ormai e’ la scialuppa che il PD ha lanciato a quel che resta del vecchio partito di Grillo (una pila di fascisti), e che tiene famiglia.

La verita’ e’ che il PD ha ancora quella frangia dalemiana che si oppone al progresso perche’ lo considera un “pericoloso balzo in avanti”, perche’ crede nel “riformismo”, parola che non significa assolutamente nulla.

Per capirci, Massimo d’Alema e’ entrato nel PCI semplicemente perche’ la corrente cossighiana della DC lo considerava troppo di destra e non lo hanno voluto. Ha imparato col tempo a recitare la parte di quello di sinistra, presupposto che ha anche inventato una serie di stratagemmi per impedire a se’ stesso di fare cose di sinistra.

Quindi neanche il PD voleva la legge, anche se deve fingere di volerla per tenere i propri elettori. Che fa quindi?

Fa quello che ha sempre fatto: paga una delle sue costole sporgenti (in questo caso Renzi) per giocare di sponda. In questo modo (molto dalemiano) , il PD finge di volere la legge, di aver fatto tutto il possibile, ma si sa, quel malandrino di Renzi ha ritardato tutto. Il PD invece la legge la voleva.

Sia chiaro, Renzi e’ un altro democristiano. Viene dall’ Agesci (quelli che hanno il marchio “Boy Scout” in Italia) che e’ un ramo d’azienda della Chiesa Cattolica SpA. Quindi e’ un democristiano, dicevo. Quindi non voleva alcuna legge Zan: del resto e’ andato in Arabia Saudita a parlare di “rinascimento”: un paese che i gay li ammazza. Vedete voi quanto gliene frega del decreto Zan. Ovviamente non avra’ alcun problema di coscienza per quello che ha fatto.

Di conseguenza, adesso il ddl Zan e’ morto. Ma lo ha fatto in silenzio, perche’ tutti erano troppo occupati a festeggiare medaglie (in sport cui nessuno ha mai dato peso) e a discutere (me compreso) delle evidenti, catastrofiche mancanze nella sicurezza perimetrale della regione Lazio.

Un interessante trucco da prestigiatori, cui la stampa italiana (essendo posseduta in gran parte dagli Elkann e complice di questa operazione , ha partecipato. Persino Salvini non se ne sta vantando in TV, in modo da far passare inosservata la cosa.

Ho gia’ spiegato in passato per quale motivo le questioni GLBT debbano restare aperte in eterno, e colgo l’occasione per reiterarlo:

https://keinpfusch.net/sul-decreto-zan/

Il problema e’ , molto semplicemente, che senza le questioni GLBT destra e sinistra NON sono distiguibili. E’ l’unica battaglia della sinistra, ed e’ anche quella che per automatismo fa scattare in piedi la destra. E’ abbastanza piccola come battaglia da sembrare innocua, ma abbastanza visibile da convincere tutti che la differenza tra destra e sinistra sia grande.

Bene.

Non e’ cosi’.

E la vicenda del ddl Zan e’ la prova provata.

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