E anche “Avatar” e’ visto.

Dunque, essendo io un appassionato di fantascienza, ho visto Avatar. Ovviamente non sono cosi’ carognoso da dirvi delle cose in piu’ rispetto a quelle che si dicono, per cui volevo darvi il mio giudizio. Anzi, no, sono molto carognoso e quindi vi diro’ delle cose che non si dicono. Innanzitutto: ho lavorato per qualche tempo per la prima azienda al mondo a fare dei veri effetti speciali al calcolatore. Vi posso dire che effettivamente qui ci hanno dato dentro, e di brutto. Se apprezzate questo genere di cose  , vedetelo.  E vedetelo anche se non le apprezzate, perche’ il film e’ bello e il suo grande difetto e’ apprezzabile solo ai grandi fruitori di fantascienza, il che esclude quasi tutti quelli che si sono pronunciati sui media mainstream.

Dunque, iniziamo con il toglierci subito il dente. C’e’ in giro la vulgata , che vuole essere una posa “colta”, la quale sostiene che Avatar avrebbe una trama scontata , per nulla originale, e infarcita di sbrocchesimo politico, di americanismi, di banalita’ newage.

Perfetto.Poiche’ le persone che parlano cosi’ si sono sciroppate

    1. Tutta la saga di Star Wars, la cui trama e’ di originalita’ inaudita: il male dell’Impero contro i Ribelli della democrazia.
    1. Apocalipse Now, che come sappiamo non aveva nulla a che fare col dibattito politico riguardo ad una certa guerra combattuta dai marziani in vietnam.
    1. I cavalieri Jedi e la societa’ para-Newyorkese di Star Trek.

Sfido i signori che vanno in giro a cianciare della scontatezza della trama del film a dire lo stesso di Star Wars, di Apocalypse now, e del 99% dei film che hanno visto negli ultimi 25 anni. Come se Il Corvo non avesse una trama scontata, poi. Come se Casalinghe Disperate e Sex in the City mostrassero la civilta’ di Atlantide. Come se avessimo visto qualcosa di nuovo o di originale negli ultimi 20 anni.
C’e’ poi tutta una cricca di personaggi che si affanna a parlare della credibilita’ della fauna e della flora del pianeta, e di tutto cio’ che si vede. Aha. Indubbiamente, era credibile un grosso carnivoro a forma di orso antropomorfo dentro le caverne di ghiaccio di un pianeta in perenne glaciazione. Il quale orso mangiava un qualche erbivoro da cavalcare, evoluto in un luogo ove non c’e’ erba. Per non parlare della plausibilita’  di Godzilla.
Poi c’e’ la gente che ce l’ha con gli indigeni newage, e magari si sono sciroppati tranquillamente i Jedi senza fiatare, per non parlare della mistica protogiudaica di Matrix con Zion e tutto quanto.
Sono tutte palle, semplicemente e’ un film fatto da un regista che conosce il proprio mestiere, il quale regista aveva tutti i soldi che servono per fare della fantascienza spettacolare. Tutto qui.
Una volta zittiti col Napalm, cioe’ come meritano, questo branco di sbroccotronici da riporto , passiamo al sodo. Come film, il film c’e’. Si tratta di un film che appartiene alla famiglia della fantascienza d’avventura, e l’avventura c’e’ tutta. C’e’ pure una storia d’amore , con tanto di fuitina e di “ormai e’ fatta, cara mamma”, che poi e’ anche un poco “indovina chi viene a cena”.
Se volete vedere un bel film, insomma, vedetelo. Lasciate stare gli sbroccotronici della fantascienza cyberpunk-intellettual-segaiola , che impazziranno puntualmente per il prossimo pre-post-bis-top-quel di Star Wars per assistere al solito bene che trionfa sul solito male, e guardate piuttosto un insolito , molto colorato e spettacolare bene che trionfa sul solito male.
Adesso passiamo al discorso che vale per tutti gli altri: i lettori pesanti di fantascienza. Per noi ci sono cose belle e cose brutte.
La cosa bella e’ che quella roba li’ manda affanculo il cyberpunk. E’ un sonorissimo vaffanculissimo al cyberpunk, cioe’ a quella tendenza della fantascienza che ha permesso a gente come Evangelisti di scrivere di fantascienza senza mai scrivere fantascienza, menzionando qualche astronave qui e la’ e degli improbabili psitroni senza una teoria scientifica para-plausibile come si conviene , permettendogli di infilare della merda in stile Toni Neri in un genere che non c’entra una cippa secca.
Ecco, in Avatar  no. Qui si parla proprio di sinapsi , e se non sai che cazzo sia una sinapsi non sai DAVVERO come funzioni il pianeta Pandora, e si parla di dieci alla dodici alberi connessi come se niente fosse, e se tu “eri negato per la matematica” e non sai confrontare il numero col numero di neuroni del tuo cervello allora non capisci che cosa sia la divinita’ locale. Insomma, e’ di quel tipo di fantascienza che appassiona tutti quelli che considerano la fantascienza una letteratura fantastica che parla di scienza, e non una letteratura fantastica qualsiasi purche’ ci sia qualcosa di poco ralistico, come capita invece quando si parla di quella merda che e’ diventato  il cyberpunk.
Voglio dire, se una letteratura fantastica parla di scienza, occorre che si parli di scienza coi termini della scienza, e quindi il film sara’ una scrittura reticente piu’ comprensibile a chi ha un background scientifico e meno a chi non ce l’ha. Cosi’, chi non ha un background scientifico non capira’ le allusioni agli alberi collegati attraverso le radici e pensera’ che quella dai  Navi sia una religione riferita ad un essere metafisico.  Tutti quelli che sanno cosa sia una rete neurale, invece, la penseranno diversamente, e non parleranno , come fanno alcuni critici , di “Natura che si ribella”. Ah , ah , ah , la “natura” non c’entra un cazzo, Ewya e’ un essere assolutamente materiale e senziente : basta vedere il film per capirlo.
Questa necessita’ di descrivere una nuova scienza o qualcosa di scientificamente para-plausibile valeva un tempo per quasi tutta la fantascienza: quando chi scrive menziona uno “spazio tachionico”(1), c’e’ comunque la percezione che si tratti di qualcosa ove si possa superare la velocita’ della luce. Chi non ha mai sentito parlare di tachioni e non conosce la loro caratteristica di nascere a velocita’ superiori a quella della luce (o giu’ di li’) non percepisce la relazione tra le cose.
Insomma, la fantascienza deve rimanere una letteratura fantastica che parla di un mondo cambiato da piu’ scienza. Il cyberpunk, raccontando troppo spesso di situazioni insolite ma non ideando un mondo (e di una societa’) modificato dal progresso scientifico (viaggi spaziali compresi) e’ stato una deviazione interessante all’inizio (quando lo facevano i grandi) e poi insopportabile.
E fin qui i pro. Andiamo ai contro. Siamo lettori difantascienza, e notiamo subito la storia della vegetazione sinaptica. Fin qui, benissimo. Abbiamo letto Frank Herbert, e sappiamo quanto l’ecologia di un pianeta sia fondamentale nella storia, non appena diventa un elemento fondamentale. Abbiamo letto degli Chtorr, e sappiamo che madre natura e’ una puttana, e piu’ e’ vecchia piu’ e’ puttana.
Cosi’, ci aspettavamo che l’ecologia non fosse solo uno spettacolo, ma anche un attore piu’ importante. Cioe’, l’idea di un ecosistema che rinuncia al darwinismo e alla competizione puo’ essere interessante, ma allora andrebbe sviluppato meglio: cosi’ com’e’ ci sono le premesse per un incrocio tra “Titano”  di John Varley e “Il pianeta Femmina” di E.C.Tubb.(2) Solo che in questi due romanzi la presenza di un’entita’ intelligente di portata planetaria e’ portata avanti sino alle sue conseguenze piu’ estreme.
Nelle ecologie di Dune, per esempio, il deserto ed i vermi sono presenze incredibilimente potenti, e non semplicemente uno scenario spettacolare, lo stesso Asimov quando ha ideato Gaia (un’idea simile) gli ha dato un ruolo abbastanza importante , anche se piuttosto misterioso.In ogni caso, una qualche forma di intelligenza o di regolamento su scala ecologica deve in qualche modo dettare le regole della storia.
Quello che manca nella storia, insomma , e’ quello che si aspettano i cultori della fantascienza, ovvero di veder sviluppata l’idea di base, o perlomeno di vederne gli effetti tangibili e permeanti. E’ come se fossimo in quei giochi ove uno scrive un capitolo e poi lascia ad altri il compito di scrivere gli altri.
Allora io scrivo il primo capitolo dove descrivo l’ecologia di Pandora, e ci metto un’idea “pesante”. Gli altri che seguono NON si occupano di fantascienza, non notano quindi l’idea (che per il cultori della fantascienza e’ pesante)  e aggiungono un pochino di robin hood e un pochino di Braveheart. Insomma, l’unico difetto che vedo in quel film e’ quello di non essere un vero e proprio film di fantascienza, ma un film di avventura basato su un’idea fantascientifica interessante, che pero’ non viene portata avanti abbastanza.
Nel complesso, quindi, direi che il film sia da vedere, senza la pretesa di fare i critici intellettual-politicizzati; tanto il dibattito alla fine non c’e’ e non si tratta decisamente di un film d’essai .
Se siete dediti alla fantascienza, guardatelo ugualmente: non ha la profondita’ che si vorrebbe, ma dopottutto non e’ un libro, e il cultore di fantascienza sa bene che la fantascienza e’ un genere che  puo’ essere profondo solo nella sua forma scritta.
Uriel
(1)Colin Kapp, e altri.
(2) Se avessi scritto un film del genere, Jake si sarebbe innamorato della divinita’ o la divinita’ si sarebbe presa una cotta per lui , e non della figlia di un capotribu’.