Donne dududu: anoressia intellettuale.

Questo post inizia, si , con un bel bagno di cazzi miei. In questi giorni sto ricevendo una proposta di lavoro che come sede di lavoro ha “home office”, e quindi e’ balenata  l’idea di tornare in Italia lavorando per una telco neozelandese.(1) Di per se’ la cosa e’ interessante, cosi’ e’ partita una riflessione profonda sul se e sul perche’ rimanere o tornare. E la risposta e’ che rimarrei comunque: per mia figlia, per Lady Uriel, perche’ la condizione della donna in Italia e’ troppo miserabile intellettualmente per poterci vivere.   E no, Berlusconi non c’entra.

Indirettamente , si tratta del motivo per cui sono venuto via: un lavoro, e anche bello, ce l’avevo gia’, ma il problema non sta sempre nella panza. Ci sono cose che non puoi tollerare per tua figlia, e per certi versi anche per tua moglie.

Il primo punto e’ che su questo punto l’Italia e’ cosi’ indietro che anche quelli che sono “avanti” appaiono obsoleti. Cioe’, se tu hai un ritardo medio di 40 anni, ed i progressisti del tuo paese sono comunque piu’ avanti degli altri di 20, nel migliore dei casi sei ancora piu’ indietro di 20. Certo, meglio -20 che -40, ma pur sempre un bel segno meno.

Cosi’, ogni dibattito sulla condizione femminile in Italia si ferma ad uno stadio obsoleto in cui si discute se lavorino , e non se siano libere di lavorare o meno. Si dice che con Berlusconi sono troppo nude, senza discutere se una sia libera di essere come gli pare (nuda o meno) o no. Si dice che il corpo delle donne sia usato male sulla stampa, senza chiedersi se una donna sia libera o meno di apparire nuda su un giornale o no. Tutto quello che ci si chiede e’ se sia meglio un obbligo od un divieto.

Ma questa discussione stessa e’ obsoleta, perche’ nel momento in cui qualcuno si riunisce a decidere come debbano e come non debbano essere le donne, domanda alla quale la risposta moderna (l’unica possibile)  e’ “un pochino come cazzo piace a loro” , siamo ancora nella condizione in cui qualcuno dice alle donne come dovrebbero essere. Il che da solo testimonia che qualcuno si sente ancora nel diritto di decidere cosa sia giusto e cosa no per una donna.

Se qualcuno pretende di decidere se le donne debbano o meno seguire il modello berlusconiano, il problema non e’ il modello berlusconiano, e’ che qualcuno pretende di decidere se le donne debbano seguirlo o meno. E si sente nel diritto di farlo.

Il semplice fatto che esista una discussione di pochi su come dovrebbero essere tante donne mostra come ci sia ancora una sorta di patria potesta’, ovvero come qualcuno si ritenga ancora nel diritto di dibattere sulla vita altrui. Se una donna , o tutte le donne, decidono domani da adulte di diventare uno stereotipo berlusconiano, il problema non sta nello stereotipo berlusconiano, ma sulla loro liberta’: se hanno scelto liberamente , possono farlo.
Questa cosa che le donne possano scegliere liberamente qualcosa (mettere il chador o meno, per dire. I francesi si sono accorti di aver fatto una legge che decide come si devono vestire le donne francesi?) su cui non si e’ d’accordo da’ molto fastidio anche nei paesi che si credono avanzati, ove magari non obbligano la gente a portare il chador, ma lo proibiscono, e non si rendono conto che l’obbligo ed il divieto violano la stessa liberta’.

Ma neanche questo e’ il vero problema. Il problema della miserabile condizione femminile in Italia e’ semplicemente legato al fatto che le donne in Italia iniziano a pensare dopo i 50-60 anni. Tranne rarissime eccezioni, che non si sposano perche’ per i maschi poi diventano una specie di aliene.

La donna italiana attraversa tre fasi, forse tre e mezza.

  • Nella gioventu’, il suo unico scopo e’ essere bella e superare il confronto con le altre ragazze. Fine. Alla voce “interessi &hobby” in un CV scriverebbero “tutto quel che serve per essere piu’ figa”. Niente di piu’. Bambanano di essere piu’ “mature” dei loro coetanei maschi, ma se le osservo ci vedo delle iinutili bambole di carne che si sforzano di imitare la Barbie e passano il tempo a linciarsi a parole a vicenda. Oppure, nel caso di quelle che cercano di essere “intelligenti”, alla Barbie si sostituisce un qualche altro stereotipo altrettanto noioso e deforme, che va dalla fricchettona alla brava ragazza di chiesa, e il risultato e’ un essere che solo l’eccesso di ormoni dell’adolescenza puo’ considerare attraente.
  • Tutto questo dura sino al matrimonio, ovvero al primo figlio. Li’ una specie di ebete che sa tutto sul fard e su qualche gruppo musicale passa da Donna (condizione miserabilissima di totale piattezza intellettuale) a Donna+, ovvero per la prima volta la donna italiana prova l’ebbrezza di essere una persona. Questa sensazione di ebbrezza e’ cosi’ forte da causare la sindrome di Superman: aprono negozi, si danno al rafting, solo il cielo e’ il limite di una Mamma. L’effetto “Pacman che mangia la fragolina” dura 5-6 anni, quando l’autostima torna a zero e si va col secondo figlio  o con la piattezza totale.
  • Finalmente arriva la menopausa, i figli sono fuori dalle palle, e le donne diventano persone. Verso i 50/60 la donna italiana diventa interessante, ovvero una persona con cui puoi parlare dieci minuti senza sognare di discutere con un armadio a muro per avere risposte logiche, e inizia a sviluppare degli interessi. In quel momento, scoprono che gli piace l’Opera.O il tennis. O i viaggi. O la fotografia. E leggono. E quando ci parli di un argomento ti tornano indietro delle risposte che hanno, incredibile a dirsi, dei contenuti. Sullo stesso argomento! Incredibile. Se vuoi parlare con un essere umano e non con un bidone di stereotipi e risposte degne di Siri(2), devi parlare con donne che abbiano piu’ di 50-60 anni.
Si, esiste una minoranza che non segue queste regole. In generale, passano la prima parte della loro esistenza a schivare idioti, perche’ i maschi non sono messi tanto meglio , nella seconda fase i maschi sono messi meglio perche’ il tasso di testosterone e’ calato, ma loro sono incapaci di concepire niente come “sono una mamma, non una stupida donna” (col risultato che molti uomini scappano a cercare una sbarbina che almeno vi parlera’ del loro cantante preferito e non solo di scarpine) e solo ad una certa eta’ le donne intelligenti iniziano a trovare qualcuno di intelligente con cui parlare.

Ora, a me non frega molto delle colpe. Adesso forse nascera’ una diatriba sul fatto che e’ colpa di Berlusconi o no. Ma personalmente me ne fotto: se nei CV delle donne ci scrivo “interessi & hobby” , il 75% dei CV di donne riporta si e no “musica e uscire con gli amici”. Qualche volta. Di solito la voce nei CV femminili non figura nemmeno, e solo di rado figura in quelli italiani.

La verita’ e’ che in Italia c’e’ una vera e propria morte intellettuale. Non una morte culturale, o una morte civile. Una morte intellettuale. La stragrande maggioranza degli italiani non fa niente che non sia lavorare e mangiare. Interessi? Hobbies? Qualsiasi stracazzo di cosa cui pensare dopo il lavoro? No, niente.

Oltre al lavoro e alla casa, uomini e donne pensano a quanto ascoltano in TV. L’italiano svolge la propria vita fra tre mondi: ufficio, casa, telegiornale. Le donne, che lavorano molto meno, hanno “casa, telegiornale”. Se almeno al lavoro l’uomo riesce a scambiare qualche -dico qualche – contenuto esogeno perche’ magari ha il collega vegano che gli parla di dieta, o il collega complottista che gli parla di scie chimiche, la donna ha tre fasi: “scuola + TV”, “casa + TV”, ‘finalmente qualche interesse + TV”.  L’uomo ha tre fasi: “scuola + sport/figa + TV”. “casa + ufficio + TV”, “malinconia + casa + TV”.

La morte di qualsiasi cosa stia tra le orecchie.

Polli da batteria.  In italia non sta morendo l’economia , o la cultura, o il senso nazionale, o il senso civico, o qualsiasi altra cosa. Sta morendo l’intelletto. E’ piu’ divertente parlare con Siri: si impara molto di piu’. E se considerate che NON possiedo un iPhone, e’ tutto dire.

E se questo fenomeno e’ gia’ fortissimo per gli uomini, che sono dei mongospastici per il 60% dei casi, la donna passa un’adolescenza intellettualmente cosi’ miserabile  e priva di stimoli che quando finalmente rimane gravida si sente promossa antropologicamente, quasi al ruolo di persona. “Sgravo ergo sum”.
Parlavo con la nuova giovane segretaria della mia azienda. In Italia sarebbe immediatamente nella categoria “sono cosi’ gnocca che non mi serve essere nient’altro”. Ha come hobby la modellistica in legno (3) e i Lego Technik. Un’altra colega frequenta un club di cultura greca, e sta studiando i balli tradizionali greci.

Ricordo la mia segretaria in Italia. Quella meno bella era sposata e quindi era sposata. Che altro c’e’ da dire? Forse che una donna sposata con figli puo’ essere qualcosa d’altro?  La figa aveva un solo hobby. Aperitivo e locali, shopping per ballare. Una barbie che meritava solo di saltare in aria su un campo minato afgano.
Se almeno il lavoro salva il maschio italiano dandogli un paio di argomenti in piu’ di cui parlare, la donna spesso non lavora e muore ancora peggio.

La situazione sta migliorando? Si, qualcosa sta migliorando. COn mia grande sorpresa, lo sport e’ approdato tra gli hobby femminili. Oddio, non e’ che uno desideri per forza la falegnameria, ma almeno vedere il rugby che si diffonde fa piacere. Ma e’ ancora pochissimo.

L’emancipazione femminile non e’ credibile, in Italia.

Non so se avete presente un gruppo di pulcini in una scatola. Immaginate di chiudere un gruppo di pulcini in una scatola di cartone rovesciata. Staranno dentro , e sono nella condizione delle tanto compiante donne oppresse. Ma se poi togliete la scatola, i pulcini iniziano a correre in tutte le direzioni. Questa e’ la liberta’.

Adesso immaginate di togliere la scatola e che i pulcini rimangano chiusi nello stesso quadrato di prima. Fermi. Immobili. A fare le stesse cose di prima. Nello stessospazio compresso di prima.Non essendoci VOGLIA di liberta’, essa non viene usata. La scatola e’ DENTRO i pulcini.

Cosa sta succedendo? Sta succedendo che la scatola di cartone e’ DENTRO di loro. Avete dato loro tutta la liberta’ togliendo il cartone. Ma questa liberta’ e’ impossibile da godere se non c’e’ appetito per la liberta’.

Non so per quale motivo, ma l’Italia e’ entrata in uno stato che definirei “anoressia intellettuale”, una specie di malattia per cui la persona non ha piu’ fame di stimoli intellettuali. Non legge, non fa altro che guardare i telegiornali, non ha hobbies, non fa niente che non sia lavorare , mangiare, dormire, e per le ferie partecipare al gigantesco barbecue di chiappe collettivo su qualche spiaggia.
Tutto quello che fanno le donne “intelligenti” in Italia e’ semplicemente recitare la parte delle donne intelligenti, con risposte programmate e prevedibili, tipo Siri sotto LSD, con una militanza politica cosi’ vuota di idee che una conversazione e’ uno spreco di tempo, e intellettualmente si tratta solo di un’altra scatola.

Le donne italiane si sentono superiori a quelle che  portano il chador, ma almeno la donna che porta il chador puo’ scegliere quale indossare tra quelli che ha nell’ armadio: la donna italiana non sa nemmeno di indossare un chador sul cervello, sotto la pelle, e in una discussione ha cosi’ pochi argomenti che no, non vale la pena. Non imparerete niente che non abbiate mai sentito dire prima.

Noia. Noia. Noia. Noia. La piu’ mostruosa noia da morte intellettuale della storia. L’italia e’ un paese noioso di gente noiosa, specialmente le donne, almeno sotto i 50/60.

Cosi’ si ripropone lo schema: sono venuto via per “salvare” dalla morte celebrale due donne, di cui una ancora bambina, e no, nella scelta non tornerei.

Qualcuno deve uscire prima dall’anoressia intellettuale. Qualcuno deve iniziare ad avere di nuovo fame di novita’. Fame di cose mai viste, mai fatte, mai provate, mai dette.

Un tempo gli italiani erano famosi per la loro curiosita’, l’intraprendenza, la vitalita’: oggi sembra di parlare con una segreteria telefonica. Dov’e’ la voglia di vivere? Oh, certo: discoteca e uscire e ubriacarsi. Questo e’ trasgredire, e se non trasgredisci cosi’ non vivi, perche’ vivere e’ trasgredire e trasgredire e’ vivere e avere hobby e’ da uomini e comunque e’ da ricchi e comunque non ho tempo.

E comunque sei fottutamente MORTA, questo e’ il punto. Il tempo, se non te lo riservi non lo troverai mai.

Cosi’ si, se non esce da questo coma vegetativo, la popolazione italiana e’ intellettualmente interessante quanto un campo di cavoli: per avere 50-60 partecipanti dal QI umano su questo blog ho dovuto raggiungere i 220.000 visitatori. Con percentuali simili, vivere in un posto simile e’ interessante e stimolante quanto giocare a Bowling nel ruolo del birillo.

“SI tira avanti”, e’ la locuzione per indicare questo stato di noia cronica priva di stimoli intellettuali. Un modo elegante per dire che si aspetta la morte, e se almeno alcuni uomini fanno lavori che li portano ad incontrare qualche novita’ o qualche stimolo interessante, le donne iniziano a togliersi il chador dal cervello attorno ai 50-60 anni.

Far crescere una figlia cosi’ significa condannarla ad una condizione intellettualmente subumana per i primi 50-60 anni, per poi – forse –  vederla sbocciare a 50-60.

No, mi spiace.

Se anche ho la possibilita’, rimango qui.

Con rabbia, si. Mi infastidisce. Non mi piace. Mi fa INCAZZARE vedere una nazione ridotta ad un cumulo di piagnucolanti fantocci che aspettano la morte a tavola accusando qualche straniero (USA, CIna ed ora Germania) di approfittare della loro rancorosa sonnolenza.

Ma purtroppo, quei diecimila facinorosi coi quali vorrei tornare non li trovo.

Forse non ne sono ancora emigrati abbastanza, di incazzati. O forse anche loro si chiedono quale sia il contenuto epico di una carica di cavalleria , quando la fai in un campo di cavolfiori. Per salvare i cavolfiori.
Io ancora ci spero, anche se  non ci credo.

E no, non mi tirate fuori la solita “statistica che dimostra che”. So scrivere numeri anche meglio di cosi’, fregarmi non e’ cosi’ semplice.

Uriel

(1) No, pagavano troppo poco. Mi perdoni Barnard che da Casalecchio sa tutto della Germania, ma qui guadagno molto di piu’. Oops.

(2) Il software di risposte automatiche montato sui cellulari Apple. Conversa meglio del 75% delle donne italiane.

(3) Ok, mi sfugge la bellezza di riunirsi in un club del Dremel per discutere sul modo migliore di usare la betulla per fare una statuetta di legno, e il motivo di comprare giornali come http://www.hallo-frau.de/heimwerken/kreative-dekoideen/do-it-yourself-selbstgebasteltes-liegt-im-trend.html ma la tendenza sembra in crescita. E un articolo fisso sulla falegnameria su un giornale femminile non te lo aspetti.