Della masturbazione morale.

Il blog che combatte la saccenza con l’onniscenza®.

Come mi aspettavo (quanto siete BANALI!) gli ammaestratori di criceti -che si sono sentiti offesi dal mio precedente articolo– hanno diramato ai loro criceti la loro preziosa risposta. Prevedibilissima, peraltro, risposta che mi hanno ripetuto -sempre uguale: il criceto non sa nemmeno copiare!- nei commenti. Non ho bisogno delle prove per sapere che tutte le risposte sono state generate dall’ammaestratore di criceti: mi basta la logica. Non ho bisogno di prove dove basta la logica. Adesso quindi vi rispondo, per insegnarvi un dotto proverbio bolognese: “la merda piu’ la mescoli e piu’ puzza”, ed il suo significato. Anzi, ne approfitto per introdurre in rete un nuovo meme: “masturbazione morale”.

La tesi piu’ diffusa sarebbe che si’, i Santori, i Travagli, i Saviani (uso il plurale perche’ ognuno di loro e’ capostipite di una generazione di pseudogiornalisti) scrivono un articolo su una sentenza togliendo il 99.999% della sentenza stessa, ma QUESTO e’ necessario, dal momento che nessuno dei lettori e’ un giurista.

Questa obiezione ha una falla logica catastrofica: ne’ Santoro, ne’ Travaglio, ne’ Saviano sono giuristi. Cosi’, se diciamo

X non e’ un giurista => X ha bisogno di altri , non ci vuole molto a capire che “altri” devono essere giuristi.

La vostra risposta sara’ che pur non essendo giuristi essi fanno un sacco di presenze ai processi, tra il pubblico. Ma anche questa dura poco: molti giornalisti che fanno informazione medica NON sono abilitati ad operare in ospedale, molti giornalisti che si occupano di sport hanno il fisico di Maurizio Mosca , e cosi’ via. Il fatto che uno segua dei processi come giornalista significa assai poco: o sei un giurista o non lo sei.

Quindi mi spiace, ma se volete il riassunto di una sentenza di 10.000 pagine fatta da un giurista, vi basta seguire il processo: alla fine, i giudici si alzano e pronunciano la sentenza in forma sintetica. Tizio e’ colpevole DI e viene condannato A. E’ una forma sintetica ED e’ pronunciata da un giurista.

Determinato chiaramente l’errore di metodo, andiamo nel merito. Ho visto che molti ossessionati da Berlusconi sono venuti qui a parlare dei suoi processi, e hanno detto che e’ necessario capire che alcune leggi erano “ad personam”.

Beh, mi spiace, ma ho brutte notizie per voi: nell’ordinamento italiano NON ESISTONO, per definizione, leggi “ad personam”. Lo so, i giornalisti (che non sono giuristi) hanno inventato questa categoria. Del resto, sui giornali si parla anche di BAbbo Natale: questo non significa che esista.

Per vostra sfortuna, non ci vuole un giurista per sapere che in italia, una legge che entra nell’ordinamento e’ per forza di cose -astratta e generale-. Credo lo sappiano anche gli studenti di giurisprudenza. Lo sanno persino su wikipedia:  http://it.wikipedia.org/wiki/Atto_normativo

Quindi no: checche’ ne pensino i giornalisti, in Italia NON esiste NESSUNA legge “ad personam”. Neanche una. Per definizione. E questo e’ chiaro, dal momento che di tutte le riforme della giustizia volute da Silvio probabilmente hanno goduto ANCHE altri.

Allora, siccome siete prevedibilissimi, la vostra risposta sara’ che se una legge  beneficia ANCHE chi la fa, sebbene benefici anche altri, allora e’ una legge -ad personam-.

Cosi’, immagino la povera Paola Concia, che spesso e’ relatrice di leggi contro la discriminazione contro i gay, dei quali beneficia ANCHE lei medesima essendo gay:  si tratta dunque, secondo la vostra definizione, di leggi ad personam? Dobbiamo proibire ai gay di essere relatori di leggi che li riguardano, o di votarle?

E adesso buttiamola nel tempo. Io che non faccio il pescivendolo faccio una legge che beneficia i pescivendoli. Poi, DOMANI faccio il pescivendolo. Allora che succede? Ne beneficio io. Ma quando la feci non pensavo di fare il pescivendolo. O forse si’?

Cosi’, la vostra definizione di leggi “ad personam” e’ una pura invenzione.

Detto questo , un altro motivo per il quale volete leggere i dettagli dei processi -che non capite- e’ che volete capire se per caso uno sia stato assolto o prescritto. Ora, a me spiace, ma nel fare questa distinzione -che i tecnici amano, ma voi non siete tecnici- o andate nel senso tecnico del termine, e allora siete giuristi o ve lo sognate, oppure la differenza NON esiste.

Secondo la costituzione italiana, -che dovrei dimenticare perche’ non mi riguarda piu’, suppongo-  CHIUNQUE non sia condannato e’ innocente.

La differenza tra prescritto e “assolto” e’ irrilevante: la costituzione italiana parla chiaro: essa recita all’articolo 27, comma 2 che “l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”.

Quindi mi spiace: niente condanna definitiva, niente colpevolezza.

Qui adesso si scatenera’ il putiferio : ma allora che cosa ho gridato quando dicevo “prescrizione non e’ assoluzione?”. Se siete giuristi , probabilmente una distinzione tecnica. Se non lo siete, UNA SOLENNE MINCHIATA.  La prescrizione preserva la NON COLPEVOLEZZA. 

Quindi siamo in un loop, nel quale quando se vi si dice di ascoltare la sentenza dite che la mancata condanna sia dovuta a leggi -ad personam- che non esistono per definizione nell’ordinamento italiano essendo TUTTE le leggi stese in maniera astratta e generale,( http://it.wikipedia.org/wiki/Atto_normativo ),  possono esistere SENTENZE ad personam, possono esistere PROCESSI ad personam ( http://it.wikipedia.org/wiki/Provvedimento ) ma non possono esistere LEGGI ad personam.

Ma , dicevo, quando dite che dovete scendere nel merito per capire se si siano usate leggi ad personam, o se ci sia stata assoluzione o prescrizione, nel secondo dei casi secondo voi -sbaglio enorme- si sarebbe preservata la colpevolezza.

Ma, mi spiace, in Italia NON SI PRESERVA la colpevolezza, ma l’innocenza.

Ma andiamo oltre: se anche leggeste il processo, dovreste sapere che lo scopo del processo e’ la sentenza. Se la sentenza e’ di prescrizione o di assoluzione, il fatto che nel dibattito emergano prove che secondo voi SAREBBERO sufficienti non significa nulla: sfortunatamente per voi, i processi avvengono secondo le leggi che CI SONO, e non secondo quelle CHE VORRESTE.

Leggere un processo usando le leggi CHE VORRESTE anziche’ quelle che CI SONO significa leggere un processo nella maniera sbagliata: magari vorreste le leggi , che so io, francesi? Bene: ma un processo italiano nel diritto francese NON HA NEMMENO SENSO.

Cosi’, con vostra buona pace, l’ UNICO MODO di leggere un processo e’ di accettare come ASSIOMA il diritto che C’E’ in quel momento.

Adesso andiamo ancora di piu’ nel merito, perche’ so anche quali saranno le vostre prossime obiezioni: “ma rimane il fatto che io non posso leggere 100.000 pagine di una sentenza per farmi un’idea”.

Questa affermazione, da sola, contiene diversi ENORMI errori logici. Andiamo per ordine.

  • Non sai/non vuoi leggere una sentenza per esteso. Quindi, non sapresti farti un’idea della cosa nemmeno se la leggessi tutta. Quindi, scegli di farti un’idea leggendone solo uno o due dettagli. Geniale. In che modo si dimostri che un individuo incapace di eseguire un’operazione chirurgica perche’ manca di 27 esami universitari e tre anni di pratica possa ottenere lo stesso risultato semplicemente usando un coltello svizzero ad occhi bendati e’ tutto da dimostrare. Ho brutte notizie per voi: se non riuscite a far qualcosa CON TUTTI I MEZZI CHE SERVONO, a marrior ragione non potrete farlo AVENDONE SOLO ALCUNI. E si, per farvi un’idea informata le informazioni sono mezzi: se togliete 9.999 pagine su 10.000, avete perso quasi tutti i mezzi. In che modo questa perdita vi aiuti, lo sapete solo voi.
  • Il secondo errore e’ che non avete MAI dimostrato che Travaglio, Santoro , Saviano possano fare quel che voi non sapete fare. “Io non so praticare un’operazione chirurgica, ma il mio vicino di casa che e’ fratello di un medico lo sapra’ fare” e’ un’affermazione idiota. Travaglio, Santoro, Saviano sanno leggere una sentenza tanto quanto voi. Travaglio e’ laureato in storia, Santoro in filosofia, Saviano in filosofia. Sanno leggere una sentenza quanto chiunque altro che non sia un giurista. E no, aver bazzicato aule di tribunale non fa di loro dei giuristi: conosco una donna delle pulizie che bazzica le aule anche piu’ di loro, e non capisce niente di sentenze quanto loro.
  • Non devi leggere le 100.000 pagine di un processo o di una sentenza per farti un’idea. I giudici pronunciano la sentenza in maniera sintetica alla fine del processo, e poi depositano le motivazioni in seguito. Quindi non hai alcun bisogno di leggerle tutte: se vuoi un riassunto fatto da un giurista, basta ascoltare la sentenza in forma breve.
  • Puoi farti un’idea? Ovvero, e’ possibile davvero che in materie squisitamente tecniche sia possibile -senza formazione- avere un’idea. E’ sicuramente possibile, ma quanto e’ BUONA tale idea? Io lo so: incontro ogni giorno persone che vogliono fare “i piemme” senza capire un cazzo di informatica. Anche loro la pensano come voi: qualcuno mi spieghera’ le cose con un powerpoint. In pratica, qualcuno ci fa un disegnino perche’ noi capiamo solo le figure. Ed e’ questo che fanno i Saviani, i Santori ed i Travagli: vi fanno un disegnino perche’ siete troppo incompetenti. Adesso, pero’, chiediamoci: qual’e’ il VALORE dell’idea che vi siete fatti, da incompetenti che hanno solo visto un disegnino,( peraltro fatto loro da altri incompetenti)?
  • Infine, la domanda ancora piu’ ficcante: DOVRESTE farvi un’idea? Voglio dire, prendiamo l’uso dei laser nella chirurgia maxillofacciale. Avete un’idea in proposito? Eppure e’ una cosa che riguarda la sanita italiana, riguarda (spero di no) forse anche voi. Allora, siete contro o a favore? La risposta e’ che la domanda e’ troppo tecnica. Non piu’ di un processo di 100.000 pagine, direi. O forse siete favorevoli. O forse contrari. Frega qualcosa a qualcuno? La vostra opinione da’ qualche valore? Migliora il mondo quello che il mio barbiere pensa dei laser nella chirurgia maxillofacciale? Migliora il mondo quello che i non tecnici pensano di argomenti tecnici? No. A me non frega un cazzo di quel che pensate voi del SIGTRAN http://en.wikipedia.org/wiki/SIGTRAN . Non frega un cazzo alle telco, e neanche alle aziende di telefoni, di che cosa pensi l’uomo della strada del SIGTRAN. Averne un’opinione non serve a nulla, e onestamente non cambia nulla. E’ tempo sprecato: piomba nell’irrilevanza.
Cosi’, tutto quello che i Santori, i Travagli e i Saviani fanno e’ essere le persone sbagliate (oggi con quei titoli accademici -lauree in storia e filosofia- si finisce dritti al call center, con un contratto precario. E’ il progresso, darling . Si chiama meritocrazia) , e usando un metodo sbagliato -perche’ togliere informazioni NON fornisce piu’ mezzi per la comprensione – per ottenere un risultato sbagliato e come se non bastasse completamente inutile, nonche’ irrilevante.
Qui andiamo finalmente al concetto: la masturbazione morale.

Cosi’ come la masturbazione consiste nel SIMULARE l’atto sessuale senza che ve ne siano le premesse, le condizioni e le conseguenze, ma masturbazione morale consiste nel SIMULARE una legge morale senza che ve ne siano le premesse, le condizioni e le conseguenze.

Le premesse NON ci sono perche’ voi stessi ammettete di NON essere in gredo di leggere la sentenza. E per reagire vi affidate ad altre persone che sono in grado quanto voi. E la soluzione che ne esce e’ che pretendete di capire di piu’ leggendone parti sempre piu’ piccole, a patto che degli incompetenti scelgano quali parti. Cioe’, se da un lato siete incompetenti e non sapete leggere una sentenza, la vostra reazione e’ di non leggerla nemmeno se non in microscopica parte. Geniale.

Non ci sono le condizioni perche’ il metodo che usate non vi permette di leggere la sentenza, ma vi ILLUDE di averlo fatto. Come quando chiudete gli occhi per toccarvi. Non c’e’ nessuno con voi. E il fatto di aver chiuso gli occhi non ha cancellato la solitudine: vi permette di illudervi del contrario. Ma non di piu’. Allo stesso modo, nella masturbazione morale vi illudete di essere dei giudici. Mentre con la masturbazione sessuale siete superdotati , siete i migliori amatori del mondo, con la masturbazione morale siete giudici , siete la piu’ giusta giuria del mondo. Sinche’ non riaprite gli occhi e prendete in mano il cleenex.

Infine, non ci sono le coseguenze. Come nella masturbazione sessuale raggiungete l’orgasmo senza che questo influisca su alcun partner, nella masturbazione morale emettete sentenze che NON AVRANNO MAI EFFETTI. Potete sognare un pompino quanto volete, ma mentre vi masturbate non c’e’ nessuno ad ingoiare. E potete sognare una sentenza di condanna quanto volete, ma alla fine del VOSTRO processo non c’e’ nessun poliziotto che porti in galera l’imputato.

La masturbazione morale ha gli stessi pregi e difetti di quella sessuale.

Sicuramente tra i pregi c’e’ l’abbandono della realta’ verso una immaginazione che -se fosse reale- sarebbe migliore. Ma tra i difetti spicca un semplice fatto: siete da soli in una stanza e tutto quello che sognate NON E’ VERO.

La prima cosa che non capite dei SOGNI che vi vendono i Saviani, i Santori ed i Travagli e’ che , sopra ogni cosa, il FALSO piu’ esaltante e’ che NESSUNA DELLE VOSTRE OPINIONI, nessuna delle opinioni che vi fate leggendo quei libri, ha valore di verita’. Cosi’ come non c’era nessuno splendido partner nella vostra stanza mentre vi masturbavate.

La maggiore falsita’ in tutto il processo di lettura dei Saviani, i Santori ed i Travagli non sta nel fatto che possiate o meno farvi un’opinione. La falsita’ che vi propinano e’ che l’opinione che vi farete abbia qualche rilevanza, qualche valore, qualche potere.

Potete sognare sentenze quanto volete, ma non sono le sentenze che sognate a fare la differenza.

Cosi’ come potete sognare Pamela Anderson o Keanu Reeves senza che cambi niente mentre vi masturbate sessualmente, quando praticate masturbazione morale probabilmente provate piacere (e’ tipico della masturbazione) , ma questo NON SIGNIFICA CHE SIA ACCADUTO QUEL CHE AVETE SOGNATO.

E’ semplicemente masturbazione morale: l’atto di simulare , allo scopo di provare piacere, il raggiungimento di un atto morale in realta’ MAI AVVENUTO.

Come la masturbazione sessuale produce, se e’ l’unica fonte di piacere sessuale, una certa frustrazione, anche la masturbazione morale produce frustrazione. Ed e’ per questo che siete cosi’ incazzati: siete frustrati. Ma questo e’ ovvio: vi masturbate troppo, e come tutti quelli che passano il tempo a masturbarsi senza mai scopare davvero, siete frustrati, rabbiosi, delusi, stanchi. Ovvio: dopo la masturbazione e’ sempre cosi’.

Cosi’, signori, vengo all’ultima obiezione che avete fatto allo scorso articolo: la pornografia. La pornografia serve alla masturbazione. Serve a fornire un input quasi-oggettivo in mancanza di un input oggettivo. La pornografia e’ fonte di ispirazione per i sogni che si fanno masturbandosi.

Allora, se le fotografie pornografiche sono propedeutiche  alla masturbazione sessuale, adesso ditemi: qual’e’ il loro analogo riguardo alla masturbazione morale?

Perche’ forse, e neanche tanto forse, quello che legge molta pornografia qui non sono io.

Ma questa non ve la spiego: o la capite, o non potete capirla. E no, non ve la possono spiegare, neanche coi disegnini. State sognando credendo di vedere qualcosa, solo perche’ qualcuno ci mette le didascalie.tumblr_lz2rjyBnFL1qdkjypo1_500

Uriel