Contatto con la realta’, parte II.

Tenere un blog , in ultima analisi, ti regala un pochino di dimestichezza con alcuni meccanismi che prima avresti considerato impensabili. Per anni, tanto per dire, ho cercato di liberarmi dai farlocchi. Oh, ho fatto di tutto. Ho insultato loro, ho insultato i loro ideali, li ho presi per il culo, li ho dileggiati, ho preso la difesa d’ufficio del loro Grande Satana, ho parlato male delle loro madri. Niente, cancellavo 90-100 messagi di idioti al giorno. Due giorni fa, per puro caso, mi e’ venuto da scrivere un post sul bluetooth e sul loro cellulare preferito. Incredibile: da due giorni snobbano questo blog!

Questo lascia capire molte cose. Alcune le sapevo gia’: sapevo bene che l’uomo moderno occidentale si identifica con il proprio stile di vita. Ma io quello stile di vita l’ho insultato, dileggiato, insieme ai loro ideali, a piu’ non posso. Ma quando, in quale preciso istante hanno iniziato a trovare questo blog insopportabile, tanto da smettere col solito bombardamento di minchiate?

QUANDO HO OFFESO IL LORO CELLULARE PREFERITO

Mi hanno scritto persone che hanno discusso pacatamente della mia idea di bombardare Napoli per eliminare la camorra. Mi hanno scritto persone che erano disposte a discutere la nuclearizzazione immediata di Teheran. Mi hanno scritto persone che sono sempre state disposte ad ammettere che si’, se voti PD qualche storia d’amore , passione e sesso PORCO col mio cane l’avrai avuta.Queste persone dicono che adesso ho passato il segno. Si’, perche’ nuclearizzare Teheran e’ un conto, bombardare Napoli anche, della storia d’amore col mio cane possiamo parlarne, ma l’iPhone no. Quello non si tocca. Se vivessi a Teheran mi sentirei offeso, a dire il vero.(Il mio cane invece non si e’ pronunciato.)

Questo e’ veramente incredibile, perche’ sembra che il farlocco sia andato oltre le mie peggiori supposizioni: quando ho scritto che con gli anni ‘80 l’uomo occidentale supera la propria crisi di identita’ identificandosi col proprio stile di vita, per stile  di vita intendevo qualcosa di olistico, cioe’ un concetto da prendere tutto insieme. Intendevo quello che Yossarian chiama “essere cuministi”, cioe’ la somma di alimentazione modaiola, idee modaiole, politica modaiola. Avevo, per un qualche motivo, conservato abbastanza fiducia nell’umanita’ da non abbassarli a tanto.

Invece, sembra che siamo andati ben oltre: scrivo che bisognerebbe nuclearizzare l’ IRAN? Se ne discute. Scrivo che vorrei un pogrom al giorno per combattere la mafia? Ma perdiana, si apra una trattativa: prima o dopo pranzo? Scrivo che sono dei fessi, che si sono fatti crollare un governo da soli(1), li chiamo radicalchic di merda, li paragono alla pompadour? Ma prego: piu’ di 100 risposte al post, e 900 cancellate per superati limiti di farloccheria.

Finche’, ho osato troppo: ho offeso il loro cellulare. Cioe’, gli puoi calpestare i valori. Gli puoi calpestare la dignita’. Puoi insultarli. Puoi trattarli come delle merde. Puoi millantare rapporti sessuali estremi con le loro nonne. E torneranno a leggere il tuo blog e a commentare. Ma non osare, sai, offendere il loro cellulare. Allora hai superato un limite. Un limite invalicabile, come una foresta di otto milioni di baionette cellulari sulla linea che i marinai NON chiamano bagnasciuga.

Cosi’, dovro’ affinare la mia teoria: con gli anni ottanta, in occidente,  l’uomo di destra supera la propria crisi di identita’ e si identifica con il proprio stile di vita. Quello di sinistra si differenzia, perche’ supera la propria crisi di identita’ identificandosi con le pose che si spara. Cellulare compreso.

Comunque, sono felicissimo: una consistente torma di farlocchi, che non sono mai riuscito a schiodarmi di dosso per anni ed anni, ha improvvisamente deciso che scrivo troppe cazzate e non vale la pena seguirmi. Non quando ho scritto che le Foibe erano un atto di giustizia cosmica. Non quando ho scritto che bisognava sterminare i mussulmani uno ad uno. Non quando ho detto che a sinistra sono un branco di subumani decerebrati.

QUANDO HO OFFESO IL LORO CELLULARE PREFERITO!

Cosi’, approfitto della prima calma da cinque anni a questa parte per scrivere quel che penso su un argomento alquanto comune, ovvero le vicende di Roman Polanski. Ovviamente continuero’ ad insultare il cellulare preferito dei farlocchi, cosa che li tiene lontani.(2)

Andiamo al contatto con la realta: Roman Polanski portato a casa propria una ragazza di 13 anni che aveva conosciuto ad un festino orgiastico, le ha dato degli alcoolici per stordirla, l’ha scaraventata dentro una vasca da bagno, l’ha violentata mentre gridava di smettere, e poi ha finito la cosa sodomizzandola fino all’eiaculazione , nonostante lei gridasse e si divincolasse.

Questo e’ il fatto. Uno stupro come tanti (purtroppo), odioso per la giovane eta’ della vittima e per il fatto che Polanski non ha problemi a trovare fans adoranti ed aspiranti attricette che gli aprano le gambe volentieri.

E non e’ che ci siano dubbi, nel senso che la storia e’ nota, al punto che in passato si era tentato un patteggiamento risarcitorio. Si SA che Polanski abbia fatto questa cosa.

Cosi’, essendo Polanski un cittadino qualsiasi di fronte alla legge, mi aspetto che venga catturato, estradato, giudicato secondo la legge del suo paese, e che paghi secondo tale legge. Legge che, sia chiaro, non prevede la pena di morte per tale crimine, ne’ la richiede per Polanski nel caso specifico, nel qual caso si potrebbero sollevare obiezioni. Polanski rischia un secolo di carcere, pena simbolica che serve principalmente ad evitare che patteggiamenti e benefici rimettano in liberta’ il colpevole.

In qualsiasi processo della storia ci sono innocentisti e colpevolisti, a volte persino nei casi in cui la colpevolezza o l’innocenza siano certe. Specialmente nei processi eccellenti.

La cosa buffa della stessa commedia, quando avviene in Italia, e’ che queste fazioni sono cosi’ incoerenti da sfociare nel ridicolo. Il Corriere mi pubblica un articolo nel quale si dice che si, lo stupro e’ un reato, ma ci sono diversi gradi di reato, e poi, insomma, Polanski e’ Polanski, mica un cazzone qualsiasi.

Chi scrive l’articolo e’ firmatario della petizione (suppongo questa sia la definizione) con la quale si chiede insistentemente da mesi se la Noemi fosse minorenne o meno quando lo succhiava al cavaliere. Allora, c’e’ qualcosa che non funziona. Gli stessi che cavillano su “diciotto anni e un giorno” piuttosto che “diciotto anni meno un giorno” , nel caso di Polanski sembrano dimenticare che il problema e’ una TREDICENNE. Oh, ma sembrava piu’ vecchia, eh.

Allo stesso modo, non si capisce per quale motivo una persona che commette un crimine debba avere diritto a tutti i discrimini del mondo, per il fatto di essere Polanski. Il farlocco che scrive sul Corriere, bernard Henry Levy, giustifica la cosa nei modi piu’ assurdi.

Cito testualmente l’articolo del corriere: “E il voler mescolare tutto, farci credere che uno stupro sia un crimine della stessa natura di quello, per esempio, di cui fu vittima Sharon Tate, la moglie di Polanski sventrata qualche anno prima, quand’era incinta di otto mesi; correre il rischio — perché è proprio di questo che si tratta— che Roman Polanski debba raggiungere Charles Manson nel penitenziario da cui quest’ultimo, fin dal 1˚gennaio 2010, avrà la possibilità legale di chiedere di uscire, è un’offesa alla ragione.”

Ecco le illuminate ragioni del nostro intellettuale: poiche’ un tizio che ha commesso un crimine diverso e ancora piu’ mostruoso ha pagato le proprie colpe nello stesso carcere, ALLORA mettere Polanski in quel carcere significa voler mescolare i crimini e dar loro la stessa gravita’. Non saprei come dipingere questa teoria: se dicessi che e’ stupida, avrei qui tutti i farlocchi a difenderla, quindi diro’ la cosa che li disgusta di piu: e’ un discorso piu’ che stupido, assurdo, illogico. In una parola, e’ un discorso “iPhone”, dove per “iPhone” intendo un neologismo atto ad indicare tutto cio’ che e’ sbagliato e stupido, una nuova categoria della stupidita’. L’ iPhone  inteso come nuova e piu’ assoluta categoria dell’imbecillita’, della sbagliatezza e della farloccaggine.(2)

Secondo questo discorso iPhone, se mettiamo uno che ha ammazzato 10 persone in carcere, diciamo un Brusca che scioglieva i bambini nell’acido, non possiamo poi mettere nello stesso carcere qualcuno che ha commesso un reato minore., diciamo un solo omicidio passionale.  Secondo questo “intelletttuale”, scontare la pena nello stesso carcere significa eguagliare la gravita’ dei reati. Un discorso stupido. Un discorso illogico. Un discorso completamente infondato e cosi’ idiota che l’unica parola che puo’ descriverlo e’ il nuovo paradigma di apple: iPhone. Nessun termine precedente puo’ bastare. Anche perche’, possiamo farlo contento e sbattere Polanski in un carcere diverso, eh. Non e’ che negli USA manchino carceri.

La seconda “motivazione” del nostro intellettuale e’ la seguente: Questa vicenda è tanto più insensata in quanto la principale interessata ha scelto di perdonare, di voltare pagina e, se possibile, di dimenticare. «Lasciatemi tranquilla!— supplica ogni volta che la Giustizia Spettacolo ricomincia a puntare i suoi obbiettivi su quel brandello del suo passato —, lasciatemi tranquilla e dimenticate, già che ci siete, quest’uomo che io, la sua vittima, ritengo abbia pagato già abbastanza». Invece no. Ecco i difensori dei diritti delle vittime che meglio della vittima sanno quello che essa vuole e sente. Ecco coloro che passerebbero volentieri sul corpo della vittima piuttosto che abbandonare la preda e rinunciare alla delicata ebbrezza del punire. È vergognoso.

Ancora peggio. La giustizia come volonta’ e richiesta delle vittime. Secondo Levy, siamo nella situazione dell’ IRAN e di alcuni diritti tribali, ove spetta alle vittime chiedere o meno vendetta. In pratica, la legge secondo Levy sarebbe solo lo strumento attraverso il quale la vittima si vendica. Se la vittima non intende vendicarsi, allora la legge deve fare un passo indietro. Anche questa idea e’ palesemente iPhone, nella misura in cui e’ stupida, superata, catastroficamente sbagliata e  facilmente attaccabile. Se la vittima fosse morta, per esempio? E se la vittima venisse minacciata? In che modo saremmo certi del “perdono”? Il perdono e’, in definitiva, un’opinione. E il codice penale NON serve a dare vendetta alle vittime, ma a punire i reati.

3. Quando la vittima si ritira, non spetta alla società, cioè al giudice, agire in giustizia? Probabilmente sì. Da uno stretto punto di vista giudiziario, è in effetti un diritto della società. Ma non sarà né la prima né l’ultima volta che lo stretto punto di vista giudiziario verrà meno sia alle esigenze della compassione sia a quelle dell’intelligenza.

Fantastico. E che cosa sarebbero, “intelligenza” e “compassione”? Opinioni. Dunque, il nostro intellettuale chiede che se la vittima si ritira allora automaticamente scatti la grazia per i criminali. Dice che “probabilmente” la giustizia deve agire anche se la vittima non vuole. La procedura penale come scelta arbitraria della vittima. E dice, il farlocco,  che tale vendetta sarebbe “un diritto della societa’”: ancora una volta, la legge e’ vista come il diritto di qualcuno a vendicarsi, e se tale qualcuno (societa’ o vittima che sia) rinuncia a tale diritto, allora niente libbra di carne per la folla inferocita.

Solo che… appunto, non avrei avuto occasione di tenere simile discorso, perché non sarebbe stato arrestato. Il suo dossier sarebbe stato interrato da anni. E non si sarebbe trovato un giudice, alla vigilia di un’elezione (infatti i giudici americani sono eletti del popolo, come i sindaci e gli sceriffi) disposto a decidere questo arresto mediatizzato. La celebrità non protegge Roman Polanski, anzi gli nuoce. E se in tale vicenda esiste una logica del «due pesi e due misure», è proprio questa logica che fa di Polanski un simbolo, e non un soggetto da portare in giudizio, e che farebbe, della sua eventuale comparizione davanti al giudice, un «gran caos» politico-catodico più che un processo equo.

Interessante. Interessante perche’ alche il falso in bilancio, l’abusivismo edilizio, la corruzione e la concussione sono fenomeni vastamente impuniti in Italia. Non si capisce, per dire, come mai Berlusconi paghi per abusi edilizi quando migliaia di persone non lo fanno. Non si capisce perche’ migliaia di falsi in bilancio finiscano in fallimenti pilotati , inculando creditori, e invece Berlusconi venga perseguito. Il nostro Levy dice che si tratta di magistrati affamati di gloria e di notorieta’, ma e’ la stessa scusa che usa Berlusconi. Perche’ Polanski si’ e Berlusconi no? Levy dice che nessun processo possa essere equo se un regista cinematografico viene processato, perche’ e’ sotto i riflettori.  Accidenti. E se viene processato un presidente del consiglio, allora? Curioso come nessuno faccia caso a questo ragionamento che non solo e’ intrisecamente iPhone , ma rischia di andare oltre , verso nuovi paradigmi di stupidita’ che devono ancora finire in commercio.(ma sono stati annunciati, sia chiaro).

Ecco la perla finale del nostro Levy :

Alla base di questa storia c’è il profumo di giustizia popolare che si spande tutt’intorno e trasforma commentatori, blogger e cittadini in altrettanti giudici sottomessi al grande tribunale dell’Opinione pubblica: gli uni soppesano il crimine; gli altri il castigo. Delle due l’una, signori giustizieri. O Polanski era il mostro che voi dite, e allora non bisognava dargli premi Oscar o premi César; bisognava boicottare i suoi film e denunciarlo alle autorità ogni volta che, con la famiglia, andava a trascorrere le vacanze nella sua casa in Svizzera. Oppure non avete mai trovato nulla da ridire sulla sua presenza annunciata su tutti i tappeti rossi di tutti i festival del mondo; e, come me, percepite la formidabile ipocrisia di quel giudice, affamato di gloria, che un bel mattino si sveglia per consegnarlo, come un trofeo, alla vendetta di elettori eccitati. In tal caso, bisogna pregare, come fa la sua vittima, affinché sia finalmente lasciato in pace.

In pratica, siccome nessuno ha mai sputato in faccia a Polanski, adesso la legge si deve fermare. Voglio dire: avete guardato i suoi film? Allora e’ innocente. Vi sono piaciuti? Allora non paga per un reato. Non avete fatto un picchetto davanti alla mostra del cinema contro Polanski? Beh, allora che cazzo pretendete, che adesso paghi per un crimine che ha commesso? Non avete lasciato l’aula quando vinceva un premio? Eh, ma allora gli avete dato il permesso di stuprare tredicenni, e’ evidente.

Non riesco a classificare queste cazzate. Idee secondo le quali una persona non sia piu’ perseguibile perche’ avete guardato i suoi film sono assurde. Lo stesso i-Phone non basta a rappresentare questa nuova ed inaudita categoria della farloccaggine, eppure si tratta della parola piu’ potente che io abbia a disposizione per descrivere la stupidita’. A questo punto, posso solo confidare nel futuro, e sperare che la parola venga col tempo. Nel frattempo, per spiegarvi quanto sia stupido questo discorso, e quanto introduca una nuova  inaudita categoria di stupidita’, non ho ancora la parola adatta. La semplice parola iPhone non e’ sufficiente.

Posso pero’ farvi un disegnino:

Faccio un disegnino. La parola verra’.

La parola poi ce la diranno quelli del marketing.

Uriel

(1) Beh, questo e’ un fatto.

(2)Steve, non te ne avere. Se tu non avessi i clienti che hai, qualcuno dei tuoi prodotti lo avrei anche comprato.Avevo persino un Apple Newton 2100, prima che venissi tu. Ma non posso venire confuso con questa gente, capisci?

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