Che fare? Ricominciare dai fondamentali. Della politica.(Parte I)

Un utente mi chiede di scrivere che cosa si dovrebbe fare per uscire da questa situazione di stallo economico e dai disastri commessi dalle deliranti teorie nate dalle scuole economiche anglosassoni. Fornisce un’interpretazione diversa dalla mia del mio medesimo pensiero, pensando che il default sarebbe utile come “ricatto” alla Germania , la quale a suo dire comanderebbe la BCE, che invece e’ piu’ sotto un controllo incrociato made in Francia+benelux. T

anto per essere chiari, un’istituzione finanziaria come la BCE e’ lontana anni luce da qualsiasi cosa sia manifattura, e quindi lontana anni luce da qualsiasi paese che sia basato sul settore manufatturiero. Non e’ un caso se la sua sede sia in Germania: trattasi di un contentino dato ai tedeschi, e di un’abile dissimulazione per non far capire quali siano i poteri finanziari forti in Europa. E sono tutti nella zona che un tempo veniva chiamata “benelux” , con l’aggiunta della Francia.

Basta guardare la mappa delle perdite piu’ maestose avute con il credit crunch, del resto, per capirlo: i paesi piu’ colpiti dal credit crunch (e non dalle sue conseguenze sui mercati) sono quelli del benelux e le banche francesi. I tedeschi hanno perso molto, ma nel campo del real estate , cioe’ dell’immobiliare. Sono stati colpiti inoltre nella misura in cui il credit crunch ha ridotto i flussi economici , compresi quelli verso i paesi dell’est.
Inoltre, pagano una scellerata politica merkeliana di farsi nemici dei leader forti e trattare coi leader deboli: il risultato e’ una Germania piu’ isolata, retta da una cancelliera di ferro che inorgoglisce il suo partito e impoverisce la popolazione. Nello scontro con Putin la Merkel ha perso su tutti i fronti. Non e’ riuscita a stabilizzare il mercato energetico ad oriente, e come se non bastasse ha ottenuto una serie di dazi alla frontiera in risposta alla sua geniale idea di proporre in sede UE l’emarginazione delle esportazioni energetiche russe. Geniale. Ma dipende da un’idiota democristiana al potere, non certo dal credit crunch.
Insomma, i tedeschi della BCE controllano pochissimo. Non e’ un caso se finora i presidenti siano stati francesi e olandesi: di certo una nazione orientata al manufatturiero non ha possibilita’ di infilare tanti dei suoi uomini in BCE; tantopiu’ che se fosse governata da un tedesco, avendo sede in Germania, apparirebbe come una banca tedesca che domina l’europa. Quindi non vi illudete: avendo sede in Germania, e’ molto lontana dalla Germania. Sono paradossi della politica: il potere e’ sempre sotto assedio, tranne il potere poco visibile. E se hai la sede in Germania, il potere francese e fiammingo e’ poco visibile.
In ogni caso, quello non e’ il mio pensiero. Penso che bisognerebbe dichiarare default sul debito pubblico per diversi motivi: innanzitutto per toglierlo dalle spalle dei nostri figli, e secondo per farlo ricadere sulle spalle della generazione che lo ha fatto, e che oggi si sta godendo la pacchia. Loro lo hanno fatto, loro lo paghino. Terzo, per farlo pagare a tutti quegli “advisors” che non hai posto freni al governo italiano, trattando il paese come una mucca da mungere: vuole essere munta di piu’? Chissenefrega se fara’ male alla sua salute, collochiamo i suoi titoli comunque.
Spiacente, ma un advisor serio dovrebbe anche spiegare al cliente che una simile operazione (arrivare oltre il 70% del PIL di debito)  produce piu’ guai che vantaggi, ed evitare l’operazione. Quindi penso che dichiarare default, oltre che salutare per l’economia del paese (non abbiamo i problemi dell’ Argentina) sarebbe una bella restituzione di favori ai signori advisors, compresa Lehman Brothers (tanto per capire chi fossero gli “onesti” che ci “consigliavano” di collocare titoli di stato, e come farlo).
Ma queste sono solo operazioni che conseguono ad una specifica visione delle cose, che e’ opposta e distantissima dal delirio delle scuole americane dell’ultima generazione. Mi riferisco al fatto che una nazione tutto sommato storicamente e culturalmente giovane come gli USA puo’ pensare che non vi siano regole, che non esista alcuna fisica delle cose, nessuna legge immutabile con cui fare i conti quando si fanno strategie.
Il risultato di questo scollamento dai fondamentali della politica(1)e’ che hanno partorito delle ideologie politiche ed economiche che non stanno in piedi se non sostenute da investimenti abnormi e da un uso scimmiesco della forza militare. Leggi il De bello civico e capisci perche’ nessuno odiera’ mai abbastanza gli inglesi per non aver represso nel sangue la rivoluzione americana ed averli tenuti sotto i piedi: quella gente non doveva avere nessun potere.
In ogni caso, le scuole USA hanno partorito delle ideologie economiche e politiche che sono distanti anni luce dai fondamentali della politica e dell’economia. Hanno costruito una serie di astrazioni che hanno poi esportato in tutto il mondo(2) , ottenendo i disastri attuali. Disastri dovuti al fatto che stiamo operando nel tentativo pazzesco di contraddire dei fondamentali della storia politica, cosa che pagheremo e stiamo gia’ pagando.
Quali sono questi fondamentali? Possiamo vederli.
Dunque, che cos’e’ uno stato? Quando un’ente organizzativo si puo’ chiamare stato? Deve rispettare  quattro condizioni, le cosiddette quattro leve.

    1. Leva fiscale. Sei uno stato se riscuoti le tasse su un definito territorio, e fornisci servizi nello stesso territorio.
    2. Leva militare. Sei uno stato se puoi arruolare soldati in un dato territorio, allo scopo di difenderlo.
    3. Leva valutaria. Sei uno stato se stampi la moneta che si usa in un dato territorio.
    4. Leva giuridica. Sei uno stato se definisci le leggi effettivamente in vigore in un dato territorio.

Perche’ si parli di “nazione” o di “stato nazionale” devono essere valide queste quattro condizioni. Alcuni maestri della fuffa hanno deciso, col piglio di certi stilisti di moda , che queste leggi dell’universo siano fuori moda, e che “oggi le cose sono diverse”. Hanno pero’ portato prove di questo? Perche’ se diciamo “oggi”, stiamo parlando di una condizione valida in tutto il pianeta. Dunque: stiamo vedendo altre zone del mondo fare come la UE? No.
Dunque, la prima cosa da fare e’ darci un taglio con queste cazzate da congresso di filosofi,e riportare l’ Italia nelle condizioni di essere uno stato nazionale. I passaggi sono quattro.

    1. Abolire quella norma costituzionale del cazzo, impostaci come nazione perdente in una guerra che OGGI non ha piu’ senso considerare attuale, che ci costringe a considerare i trattati internazionali come se fossero leggi costituzionali, e quindi superiori al Parlamento stesso. Il parlamento e’ un organo sovrano di un popolo sovrano, e se vuole abrogare un trattato internazionale deve poterlo fare, sia esso l’uscita dalla UE, dalla NATO, o il concordato col Vaticano che dir si voglia.
    2. Ritornare alla Lira, o come la si vorra’ chiamare. Uno stato sovrano non deve dipendere da nessuno quando prende decisioni sulla propria moneta, sulla propria economia e sulla propria finanza. Sistema creditizio compreso. Non ha senso che al sud ci siano condizioni di credito diverse rispetto al nord di quasi il 2% sugli interessi e del doppio sulle garanzie, e il governo non possa intervenire per decreto per stabilizzare le cose. In questo modo stiamo perdendo il sud. Il governo dovrebbe imporre condizioni minime di credito alle imprese per tutto il paese, pena il carcere.Ma la BCE risponde che il mercato regola meglio. Il che e’ falso, quindi si dovrebbe mandare a fare in culo l’ Euro: quando hai una banca di riferimento che non fa quello che ti serve, te ne fai una che ti ascolti e basta.
    3. Uscire dalla NATO. Ok, quasi un secolo fa si e’ persa una guerra. Volete menarla ancora per molto? Facciamo invece che il fascismo e’ una roba che sta nell’armadio del nonno e nel cervello dei tifosi di calcio, e noi possiamo mettere di nuovo gli aerei dell’aviazione sulle navi, anziche’ inventarci l’aviazione di marina per un trattato del 1946. E cosi’ via, ci riprendiamo la sovranita’, riportiamo il San Marco ad essere una Brigata e non un reggimento, riportiamo gli Alpini ad essere delle vere divisioni e non delle brigate, e cosi’ via. E ricostruiamo il secondo ed il terzo comando di mare, e pazienza se nella ex jugoslavia qualcuno trova piu’ stretto l’ Adriatico. Dopodiche’, ci si riprende il mediterraneo, come e’ sempre stato dopo la distruzione di Cartagine. Certamente a quel punto gli anglosassoni agiterebbero il medio oriente per evitare che il mar mediterraneo colleghi l’asia anche ad africa ed Europa, ma quando misuri i Maro’ in brigate e piazzi due navi da sbarco di fronte a Beirut, tanta gente comincia a ragionare. Non e’ possibile tollerare che l’area piu’ importante del mediterraneo, quella che sbocca verso l’asia, sia in mano a quella continua rissa tra fessi barbuti, di cui meta’ agitati dagli USA e l’altra meta’ agitati dall’ Iran al preciso scopo di non lasciar costruire rotte commerciali verso oriente.
    4. Una volta chiarito che in Italia le leggi le fa lo stato e non enti bizantini quali “il parlamento europeo”,  ” i visagisti di Satana”, “la commissione europea”, “casalinghe anali in calore”, “ONU”, e altre minchiate sbroccotroniche piu’ o meno autorevoli, si puo’ iniziare a riprendere la sovranita’ di alcune aree del paese. Punto primo: la galera va somministrata a decenni, e non in “anni”. “Anni” di galera deve scomparire dal codice: se fai qualcosa di abbastanza grave da muovere i birri, stai dentro almeno dieci anni. Secondo: il recupero dei delinquenti va bene, ma DOPO la pena. Terzo: i reati in associazione vanno puniti con l’ergastolo. Posso pensare che tu “abbia sbagliato” nel fare qualcosa se eri da solo, non consigliato e in preda al destino cinico e baro. Se pero’ ti sei anche organizzato per delinquere con altri, allora ti si butta in una cella e si aspetta che muori di vecchiaia.

Mi direte: ma tutto questo cosa c’entra con la crisi? C’entra perche’ per uscirne innanzitutto bisogna essere stati sovrani, e attualmente tra UE, ONU, Visagisti di Satana, WTO, Casalinghe anali in calore e altre entita’ pseudodivine (3)  non siamo un paese sovrano.Non possiamo pensare di avere una strategia se non possiamo attuarla perche’ la sovranita’ e’ altrui.
Ho volutamente espresso i punti cui sopra in maniera forte perche’ volevo “essere tenuto” a spiegarli uno ad uno in seguito.
Partiamo dal primo punto: il parlamento e’ sovrano. E’ chiaro che chiunque deve sapere che in Italia le leggi le fa un parlamento eletto dal popolo. Si tratta di una legge molto banale della politica: il legislatore e’ unico. Perche’ anche definendo una gerarchia di legislatori, rimangono da risolvere tutti i possibili conflitti e le possibili incomprensioni, e specialmente le diverse filosofie del diritto. Qui non si tratta di questioni sostanziali,ma meramente tecniche: ogni volta che una direttiva europea deve essere applicata in Italia, bisogna convertirla in legge “traducendo” il significato originario nella forma della filosofia del diritto italiana, adattandola agli enti e alle istituzioni: il risultato di questo e’ che una legge “magari buona”  fatta in sede europea diviene una scadentissima legge del parlamento italiano.
Per non parlare del problema politico: se un parlamento europeo “popolare” emette qualche pezzo di diritto , e un parlamento locale fortemente socialista si appresta a trasformarlo in una legge locale, il risultato sara’ lo stravolgimento della legge, che da “buona legge popolare” diventa una “pessima legge socialista”, o l’esatto contrario: un parlamento ue socialista emettera’ una legge che verra’ presa in mano da un parlamento locale berlusconiano, econvertita con una serie di clausole, commi ed emendamenti che ne fanno a pezzi non tanto il senso, ma il risultato finale.
Certo, poi viene giudicato se la conversione in legge rispetti i presupposti, ma se io ti dico di andare in cassazione se sei povero e vieni licenziato (e la direttiva diceva che licenziare una persona indigente va giudicato caso per caso nelle sedi giuridiche  adeguate)  la realta’ e’ che un avvocato cassazionista (4) ti costa troppo , proprio perche’ sei povero. Teoricamente ho convertito alla lettera la direttiva, nei fatti l’ho “sterilizzata”, cioe’ resa inoperante.

Il legislatore e’ unico, con la sola eccezione degli imperi, ove c’e’ un imperatore e sotto di se’ ha i re locali. L’ UE e’ un impero? No. Bene, quindi o non c’e’ un parlamento europeo, o non c’e’ quello italiano. Siccome ogni paese ha bisogno di un parlamento, e’ chiaro che quello in eccesso e’ il parlamento europeo.

Il secondo punto e’ l’uscita dall’ Euro. Innanzitutto perche’ il mandato della BCE e’ insufficiente: esso da’ alla BCE il mandato di agire contro l’inflazione, ma non quello di agire per la ripresa economica.  Questa funzione e’ rimandata ai paesi della UE, che pero’ non hanno strumenti per farlo, avendo perso la sovranita’ finanziaria. Vuoi svalutare? Non puoi. Vuoi fare debito? Non puoi.
Si dice in giro che l’ Euro ci abbia “salvati”, e che esso avrebbe dato chissa’ quali “vantaggi di sistema”. Bene. Me ne sapete mostrare uno, nei numeri? Un solo settore dell’economia, della produzione, che abbiano guadagnato dall’euro? No. Non ce ne sono. Abbiamo dei “segni piu’”, abbiamo dei numeri? No. I numeri dicono il contrario, il declino inizia proprio con lo SME. Guarda caso.
L’unica cosa con cui giustifichiamo l’entrata nell’ Euro e’ la diceria secondo la quale l’ Euro ci avrebbe “salvati”. Chi lo dice? Lo dicono Ciampi, Prodi e Amato. Ecco, rendetevene conto. Amato, scampato alla distruzione del Partito Socialista, grande ammiratore di quel Craxi che inizio’ a fare debito, che mi spiega che bisogna entrare nella UE perche’ , secondo quanto racconta lui, un’asta di titoli di stato rischio’ di andare deserta. Innanzitutto, lo dice lui. Le regole di mercato del resto sono chiare: se l’asta va deserta, cambia le condizioni: offri piu’ resa, e forse non va deserta. In pratica, Amato dice che grazie alla sua incompetenza un’asta di Bot e’ quasi andata deserta, e anziche’ dimettersi ritorandosi ad Hammamet anche lui ,bisognava entrare nell’ Euro.
Cioe’: anziche’ tornare indietro al consiglio dei ministri dicendo “ehi, questi tot miliardi di euro non riusciamoa farceli prestare, senza venire spellati cambiate la finanziaria e tagliate i costi”, che cosa  fa? Dice : entriamo nell’ Euro, cosi’ possiamo fare altro debito, tanto lo pagano i nipoti, chissenefotte di quei giovani bastardi?
Lo stesso dice Ciampi, uno dei “tecnici” che assistette alla costruzione di quella meraviglia di un ente pubblico che si chiama Bankitalia, e che la vicenda di Fazio ci ha mostrato in tutto il suo splendore.
L’ultimo, Prodi, e’ quello che dopo aver guidato tra fischi e lazzi la commissione europea(5), ha fallito due volte nella titanica impresa di presiedere un governo per piu’ di due anni. Un genio, insomma. Con un CV che comprende svariati enti parapubblici dal destino piu’ che triste,  una legge sui fallimenti che l’ EU (sic!) ci ha costretti ad abrogare perche’ palesemente mirata all’assistenzialismo, nonche’ il manager  responsabile delle privatizzazioni peggio riuscite della storia.
Forti di questi cavalieri dell’apocalisse, come possiamo dubitare che senza l’ Euro saremmo andati in malora? Del resto, non essendoci vantaggi materiali evidenti, l’unico espediente che si possa trovare e’ tirar fuori un ipotetico disastro, che ha solo Amato, Prodi e Ciampi come testimoni (guarda caso) , disastro che sarebbe successo (nel delirio dei tre) se non avessimo fatto quello che …. quei tre hanno deciso di fare.
Ed e’ qui il punto di antiscientificita’ dell’entrata dell’ italia nella zona dell’ Euro: essa si giustifica esclusivamente con la testimonianza di coloro che l’hanno voluta, sponsorizzata e realizzata: una teoria fatta di delirio ed allucinazioni secondo la quale se il ministero delle finanze non riesce a vendere i Bot anziche’ dimettersi e/o fare sostanziosi tagli al bilancio, propone di entrare nella UE, realizzando di fatto (nel loro delirio finanziario) il primo caso nella storia di “fidejussione internazionale di debito pubblico per via valutaria”.
Dico che si tratti di una politica basata sul delirio perche’ i propugnatori di tale idea non sanno spiegare per quale malefico motivo il fatto di cambiare moneta renderebbe piu’ appetibile il tuo debito pubblico: se chi compra i bot non ha fiducia che tu possa pagare la resa e restituire i soldi, che e’una valutazione STRUTTURALE, per quale motivo pagarli in euro o pagarli in lire avrebbe fatto differenza?

Essere legati al dollaro ha impedito il default argentino, forse? E perche’ essere legati all’ Euro avrebbe dovuto fermare l’ipotetico default italiano? Lo sanno solo loro.

Cioe’, io ho un negozio, vengo a chiederti un prestito in lire e tu me lo neghi perche’ non pensi che io abbia il fatturato per pagarti. Poi te lo vengo a chiedere in euro, e tu me lo concedi , come se adesso fosse certo che possa pagarti, solo perche’ si presume che io lo faccia con una moneta diversa.
Nessuno dei sostenitori di questa delirante teoria,  secondo la quale cambiando moneta i propri titoli del tesoro diventano piu’ appetibili , sa giustificarla. Cosi’ come, al di fuori della banda dei tre, nessun altro e’ testimone del fatto che “senza euro saremmo andati in default”, o che “gia’ faticavamo a vendere i BOT”: certo che faticavano.

Ma questa e’ la misura del loro fallimento come governanti, non una ragione per prendere decisioni ancora piu’ pesanti, come entrare nell’ Euro.

In definitiva, dall’introduzione dell’Euro non si e’ visto alcun vantaggio dell’operazione. Chi la giustifica inventa di sana pianta, (o giu’ di li’ ) che sotto il proprio governo l’italia stava andando al disastro e che per evitare il disastro era indispensabile entrarci. Nessuno dubita, per qualche strano motivo, della parola di quei tre , e tutti credono ciecamente alla storia del default inevitabile. Ma anche credendoci, si traggono le conclusioni sbagliate. Nessuno deduce quanto sarebbe logico dedurne e cioe’ che se col loro governo si stava andando in default sarebbe stato meglio che si dimettessero. Ma anche ammettendo che sia vero che sotto lo scellerato governo di quei tre l’ Italia stava andando in Default, e che per qualche motivo misterioso questo non fosse un buon motivo per toglierli dal governo, nessuno ha ancora dimostrato che cambiare moneta dia valore al debito pubblico:

cari signori, ripeto:  l’ Argentina e’ andata in default nonostante la moneta fosse dollarizzata.Perche’ legarsi all’ Euro avrebbe dovuto impedire il default italiano, secondo voi?

La verita’ e’ che non c’e’ alcuna ragione: cosi’ come l’Argentina e’ andata in default nonostante fosse dollarizzata, (anzi, questo ha accresciuto la dimensione del disastro), l’ Italia poteva andarci dopo essersi eurizzata.
Conclusione: non c’era alcun motivo per entrare nell’Euro, non ci ha dato alcun vantaggio, e per giustificare questa operazione bisogna inventare una storia del default inevitabile, aggiungere una stravagante teoria secondo la quale ancorarsi ad un’altra moneta salverebbe dal default (andatelo a dire a chi aveva buoni argentini) , e decidere che se un governo sfiora il default anziche’ cadere debba prendere decisioni ancora piu’ grosse. Fate voi.
Degli ultimi due punti parlo in un altro post, senno’ diventa un post enorme.
Uriel
(1)Roba che scriveva gia’ Machiavelli, per dire. Leggete il Principe e l’Arte della Guerra, e capirete dove gli USA hanno sbagliato in Iraq e Afghanistan. Morale se un politico di mezza tacca italiano del rinascimento avesse guidato gli USA del 2001, avrebbero finito con Iraq e Afghanistan in sei mesi: tutti gli sbagli degli USA vi sono elencati con lucidita’ impressionante. Sembra quasi che gli americani abbiano letto Machiavelli e abbiano deciso di fare tutto il contrario.

(2) Forse non lo sapete, ma i semi dell’ UE sono nati dalla volonta’ americana di stabilizzare il mercato del carbone e dell’acciaio, in modo che in assenza di tensioni per le materie prime fosse piu’ semplice tenere stabile il continente.

(3) La costruzione di questi enti superstatali non e’ altro che il tentativo di sostituire l’incoronazione del Re da parte del Papa, cosa che nelle intenzioni sottoponeva il Re ad una volonta’ ed a un giudizio di ordine superiore. Quando si invoca l’ ONU o la UE come “diritto internazionale” non si sta facendo altro che evocare Dio come giudice del Re. Solo che oggi siamo moderni e usiamo parole diverse. Beh, almeno con le parole di prima funzionava bene.

(4) In Italia per ricorrere in cassazione un avvocato deve avere alcuni requisiti, come l’eta’ (se non ricordo male 60anni) ed altri.

(5)Gli articoli sul “buon inglese di Prodi” sui giornali socialisti tedeschi non sono stati sbandierati quanto le “bocciature dell’ FMI” da certa stampa. Beh, fuori dall’ Italia il buon Prodi era tutto tranne che amato e rispettato. Se mi parlate di Monti ok, ma Prodi ci ha sempre fatto la figura del cioccolataio, in Europa. Solo che non ce lo dicevano.