Censure e proteste.

Vedere una ministra fascista che si lamenta perche' la censurano e' divertente, almeno quanto vederli parlare del Rave NOVA Festival rovinato da Hamas dopo aver punito i Rave Party come il NOVA con sei anni di carcere. Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere.

La risposta e' molto vicina alle parole di una fumettista catanese, che ha spiegato che si parla di censura quando arriva dall'alto, mentre se e' una folla “dal basso” a farti tacere, si parla di “protesta”.

Ci siamo quasi, ma non del tutto. Perche' la parola “alto” non spiega moltissimo, non e' precisa e non e' specifica. Si parla di censura quando l'ordine di tacere viene intimato dall' AUTORITA'. Non da un generico “alto”.

Ed e' importante perche', in un paese ove non si fanno mai i nomi , dire che e' censura quella che arriva dall'autorita' dice anche la cosa che non si vuole dire: che la colpa e' dell'autorita'.

In questo modo, sono pronto a sottoscrivere “fumettibrutti”, o Yole Signorelli (se ho capito bene).

la differenza tra censura e protesta e' che la censura arriva dall'autorita', la protesta no.

la ministra, essendo parte dell'autorita', non puo' parlare di censura.


Chiarito questo, c'e' un secondo punto che stupisce : la Roccella parla continuamente di quanto fosse bello il femminismo negli anni '70, quando tutto profumava di liberta' e autodeterminazione, e nessuno si sognava (a detta sua) di zittire l'autorita'.

Ora, non vorrei fare il pignolo, ma la possibilita' che negli anni '70, in piena contestazione, un politico fascista, o anche solo cattolico , potesse prendere la parola dentro l'universita', discutendo di un tema simile, erano semplicemente ZERO.

Ma non solo non l'avrebbero fatta parlare: non avrebbe potuto nemmeno avvicinarsi all'aula dell'evento: il giorno prima l'edificio sarebbe stato occupato e di tenere l'evento non si sarebbe parlato proprio.

E anche chiamando la celere, e anche se la celere fosse stata in grado di sgombrare l'edificio in tempo, le condizioni dello stabile avrebbero poi impedito l'evento. E se anche avesse ripiegato su un altro posto, la pioggia di pomodori (e ci vado ancora piano) avrebbe interrotto subito l'evento.

non so di quali anni 70 e di quale femminismo parli la Roccella, forse era quello che succedeva dentro la sede del Vaticano. Nel resto del paese, una come lei avrebbe avuto ZERO possibilita' di aprire bocca senza causare un tumulto. Le e' andata anche bene.

se la Roccella ricorda un femminismo tollerante, ed in generale una sinistra radicale tollerante o viveva su un pianeta diverso, o si drogava pesantemente, o racconta balle.


Non dovrei spiegare alla stampa cosa fare, ma a questi livelli sarebbe bene che qualcuno lo dicesse: di che materia umana e' fatto questo governo?

Se io scrivo, come ho scritto, che con 1100 morti sul lavoro posso chiamare “Banda di assassini” gli uomini di Confindustria, per dirne una , sto scegliendo un nemico tra i piu' forti. Confindustria muove soldi e voti.

Se io dico che il caro affitti e' dovuto ad un gruppo di maiali senza coscienza che ha comprato migliaia di case e le tiene sfitte, per far aumentare il valore, ho scelto un nemico forte. Le star del Real Estate muovono soldi e voti. E fedeli.

Posso dire, quindi, che nello scrivere scelgo i miei nemici tra i piu' forti.

Ma con chi si sta battendo questo governo? Quali nemici ha scelto? E tra chi?

Li ha scelti tra le ragazze madri , tra i 28 adolescenti che vogliono cambiare sesso, tra i transessuali e i gay sposati, tra le coppie che non possono avere figli, e altri che sono gruppi cosi' piccoli e poveri da non avere forza.

E questa mancanza di nerbo si nota da come si inchinano di fronte a “lobbies” tutto sommato MOLTO piu' deboli di Confindustria o del Real Estate, come tassisti e balneari.

Posso dire una cosa.

Se avete l'abitudine di scegliere i vostri nemici tra i piu' forti, questa destra sembra fatta di personaggi che li scelgono sempre tra i piu' deboli. Un'umanita' che sembra composta di quella materia che esce dal culo.

Un'umanita' che e' molto facile, se non doveroso, disprezzare.

Uriel Fanelli


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