C’e’ un fisico che dice…

C'e' un fisico che dice...

C'e' un fisico che dice...

Di tanto in tanto ci si trova, discutendo, col solito tizio che “e’ un fisico dell’universita’ di X e dice Y”. La cosa molto interessante di questi “fisici che pubblicano libri in edicola” e’ che vengono letti come se i fisici o gli scienziati fossero sacerdoti.

Questo e’ dovuto anche ad un atteggiamento della stampa. Per esempio si continua a dire che sul cambiamento climatico il 97% degli scienziati concorda, e per questo pensiamo sia vero. In pratica, e’ come se il cambiamento climatico , come teoria, fosse il prodotto di un referendum tra fisici.

Le cose non stanno proprio cosi’, nel senso che il problema sono i dati. Non e’ il 97% degli scienziati a concordare. Quando si inizio’ con IPCC a studiare questo fenomeno, i dati erano pochi e disorganizzati, e i computer non erano abbastanza potenti da produrre simulazioni decenti. I modelli matematici erano primitivi. Per questa ragione, lo scetticismo iniziale non era del tutto infondato.

Poi , coi satelliti artificiali cominciarono ad arrivare dati migliori, e diversi supercomputer cominciarono a far girare i modelli climatici. Ce ne erano tanti, se ne salvarono pochi. Uso ancora il plurale perche’ ce ne sono molti. Ma sempre meno di prima.

Tutti i modelli presi in considerazione oggi “spiegano” il 97% dei DATI raccolti. Non il 97% degli scienziati. Il 97% dei dati. Tuttavia i modelli sono molti, alcuni estremi e pessimistici, altri meno estremi e piu’ ottimistici. Di solito alle masse la stampa fornisce i piu’ impressionanti, perche’ si vendono piu’ copie. Non dico che quelli piu’ ottimistici siano acqua fresca o che valga la pena ignorare il fenomeno. Dico che ce ne sono di piu’ terrificanti e meno terrificanti.

Detto questo, il concetto e’ semplice: la “scienza” non e’ un referendum tra scienziati, ovvero la fisica non e’ l’opinione di un fisico, e specialmente l’opinione di un fisico non e’ sempre fisica.

Esistono quindi delle procedure. Se un fisico produce un paper per una rivista specializzata e il paper riceve peer review, e quanto dice corrisponde ai dati raccolti, allora parliamo di fisica.

Se un fisico pensa che Kim Kardashian sia migliore di Elettra Lamborghini, e ci scrive un libro di grande successo nelle edicole, quel che dice NON e’ fisica. Anche se e’ l’opinione di un fisico.

Bene. Questo processo di “distillazione dei fatti a partire dai dati” , ha pro e contro. Il pro e’ che per un certo periodo esistono molte teorie da confrontare. Il contro e’ che ad un certo punto ne rimane solo una. Perche’ sembro scambiare i pro coi contro?

Perche’ quando ci sono molte teorie ci sono molti scienziati coinvolti. Quando c’e’ un vincitore e’ coinvolto un gruppo solo, o quasi. Insomma, c’e’ il bosone di Higgs, non “il bosone di [lista di tutti gli scienziati che avevano fornito soluzioni alternative tra cui Higgs].”

Quindi, come capite l’idea che “il 97% degli scienziati la pensano cosi'” e’ semplicemente una fesseria inventata dalla stampa. Che vale, sia chiaro, anche sul virus COVID e i “virologi”: essendo materia nuova, il COVID-19 e’ ancora nella fase in cui possono esistere MOLTE teorie sul suo comportamento futuro.

Quindi si, TUTTI gli scienziati in questo momento possono pubblicare cose apparentemente contrastanti, essere ugualmente scienziati, e solo alla fine della pandemia potremmo avere consenso sulla teoria che coincide coi dati raccolti in pandemia.

Detto questo, vorrei parlare di un fisico spagnolo che sta abborbando il web con considerazioni “termodinamiche” sul futuro dell’economia, del pianeta e della fica (alla fica non e’ ancora arrivato) .  Non farei il nome perche’ non ne vale la pena.

Innanzitutto, nessuno dei suoi libri e’ una pubblicazione scientifica. Non hanno avuto peer review perche’ non sono pubblicazioni scientifiche.  Non sono pubblicazioni scientifiche perche’ non ne hanno alcuna caratteristica. Tantomeno ce l’hanno i suoi scritti. Bene. Quindi, chiunque puo’ contestarlo sul piano logico. L’autorevolezza accademica c’entra poco. Per esempio, Zichichi dice di credere in Dio, entita’ che violerebbe quasi tutti i principi della termodinamica come li conosciamo. Ma non essendo libri di fisica o pubblicazioni, bensi’ libri commerciali, potete contestare gli argomenti di Zichichi anche se non siete fisici.

Detto questo, andiamo al dunque.

Usare la termodinamica classica e Carnot per discutere di economia e di ecologia e’ pericoloso. Per prima cosa, la termodinamica e’ una brutta bestia. Cosa intendo dire?

Intendo dire che se parliamo di termodinamica, non dovremmo parlare di “riciclaggio”: in termodinamica , dentro un sistema adiabatico non puoi portare le cose indietro nel tempo, cioe’ in uno stato precedente. Serve energia per farlo, ma non puoi farla entrare, se e’ adiabatico. Perche’ conosciamo la termodinamica ma parliamo di riciclaggio come strategia green? Perche’ tutte le altre alternative sono peggiori. Ma non in senso termodinamico: in senso economico, ecologico, logistico, ed altri. Ma in senso termodinamico, il riciclaggio e’ brutto.

Questo esempio serve a capire una cosa: la termodinamica e’ una materia puttana. Applicata su grandi sistemi potete farle dire quel che volete, basta pagare. Affermare che l’economia non possa crescere all’infinito perche’ la termodinamica lo vieta e’, per esempio, del tutto idiota.

La termodinamica , come tutta la fisica, risente di tutta una serie di strutture intellettuali che sono necessarie. Per esempio, il teorema dimensionale Pi.  Il teorema dimensionale pi sarebbe quello che alle elementari era “non puoi sommare mele e pere”, e poi diventa “non puoi sommare metri e secondi”.

L’economia non risente di questa cosa. Potete pagare cinquanta euro di energia elettrica e cinquanta euro per un chilo di qualcosa, e poi dire che in totale avete pagato cento euro. In fisica, sommare grammi e joule viene visto male.

Se fate una teoria che somma metri e joule,  joule e grammi, metri e grammi, e via cosi’, le altre teorie non le accettano. Si tirano di lato e cominciano a dire “ma queste teorie non sono come noi”, “aiutiamole a casa loro”, “vanno rimpatriate immediatamente”, eccetera.

Ma il problema e’ anche che l’economia non risente tanto di verifiche sperimentali, e non deve essere coerente: se paragono Kim KArdashan con una mucca, sperimentalmente noto subito che la mucca ha tette piu’ grandi e produce piu’ latte. A rigore di esperimenti scientifici, le tette di una mucca valgono molto piu’ di quelle di Kim Kardashan: ma se chiedete alla sua societa’ di assicurazioni, scoprite che in economia le cose non stanno cosi’.  Stessa cosa se parliamo di Elettra Lamborghini e la paragoniamo ad un maiale: in termini sperimentali, con un maiale farete molto piu’ prosciutto. Tuttavia, i glutei di Elettra Lamborghini sono considerati piu’ preziosi rispetto a quelli di un maiale. Bizzarro.

Cosa significa questo? Significa che tirar fuori la termodinamica, o la fisica, per fare previsioni economiche non serve a nulla. Non tanto perche’ l’economia sia “complessa”, e’ semplicemente perche’ NON esiste come scienza sperimentale. L’economia e’ una forma di narrativa che non corrisponde necessariamente alla realta’. Certo, usa la matematica per procedere, ma il fatto che io possa calcolare il peso specifico di Babbo Natale non significa che Babbo Natale esiste. Neanche l’economia esiste: come nel caso di Babbo Natale, a volte ci comportiamo come se esistesse.

Prendere quindi una scienza sperimentale e usarla per farci previsioni economiche non ha senso.

La seconda cosa che mi lascia perplesso del modo di ragionare di questo fisico e’ la quantita’ gigantesca di assunzioni arbitrarie e di casi limite che usa per argomentare. Uno dei suoi argomenti preferiti e’ lo sforzo che dobbiamo fare per catturare TUTTA l’energia solare. E’ vero, sarebbe uno sforzo immane. Ma non ci serve tutta, ce ne serve solo una piccola frazione. Forse usare, nel caso in cui si riesca, energia da fusione nucleare “calda” implicherebbe uno sforzo inferiore?

Ed e’ questo il punto del mio discorso: quei libri non sono “fisica”.  Sono le opinioni sull’universo, la vita e  la fica, di un fisico. (non ha pubblicato ancora libri sulla fica, quindi daro’ per scontato che non abbia ancora studiato l’argomento). Il fatto che quello sia un fisico, non significa nulla: osservo che usa i termini tipici della fisica, ma dall’altro lato osservo che queste cose che dice sui libri non le ha mai pubblicate sulle riviste di fisica.

Quindi, posso semplicemente perdere tempo a smentirle come “fisica”, oppure capire che si tratta di libri… di opinioni.

Per cui fatemi un piacere: se volete dirmi che “un fisico pensa che”  , o “un virologo pensa che”, non inviatemi il link alla sua intervista o al suo libro. Inviatemi il link alla pubblicazione ove dice la tal cosa.

Perche’ anche Shy Love, la pornostar, ha due lauree in economia , due master, ed e’ certificata come commercialista fiscalista. T.j.-Hart, altra pornostar, ha TRE lauree, fra sociologia, psicologia e arte, piu’ una certificazione come pedagogista. Annie Sprinkler, altra pornostar, ha un Phd, e trovate la dissertazione (sociologia dell’arte) qui: https://anniesprinkle.org/media/dissertation.pdf Selena Silver ha una laurea in biologia marina, Gen Padova in Biochimica, A.J. Bailey in antropologia, Mika Tan in biochimica (si, anche lei), Tera Patrick – BS in Biology, Anikka Albrite ha un PHD in Chimica Molecolare.

Se cominciamo a dire “un esperto nel settore ha detto”, potremmo avere delle sorprese, e potrei tirare fuori degli esperti del settore che manco vi immaginate.

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