Caudillismi.

Prima o poi, nella vita di un uomo, arriva un momento. Un momento unico. Il momento delle scelte. Un momento molto particolare. Il momento in cui vi trovate chiusi dentro una Prinz insieme al sindaco di San Marino,  Lady Oscar in calore e il prostetnico Vogon Jeltz. Detto questo per amor di nutria,(1) posso scrivere quel che penso dell’ incedere sicuro di Monti. Come al solito, vivendo a Duesseldorf non posso far altro che aggiungere qualcosa alle agenzie, ma devo dire che questa formula ultimamente sembra essere molto apprezzata. Cosi’, lo faccio.

Per prima cosa vorrei far notare un piccolo particolare. Alcuni mi stanno chiedendo per quale motivo i giornali siano cosi’ supini a Monti, e la risposta e’ abbastanza evidente: qualcuno ha parlato, tra le liberalizzazioni, del mestiere di giornalista? No? Strano. Vi dice qualcosa o siete fessi?

Non ci vuole molto a capire che con la mannaia che gira tra le categorie da liberalizzare, i salvati saranno tra i primi ad appoggiare chi li salva. Se Monti avesse eliminato ordine e federazione, probabilmente adesso la situazione sarebbe diversa.

Possiamo sperare che, per mantenere l’onesta’ intellettuale e poter almeno sperare di avere una stampa abbastanza critica, che si parli anche di liberalizzare il mestiere di giornalista? Travaglio non ha nulla da obiettare a riguardo, o fa il suo dovere di iscritto e si guarda bene la mangiatoia?

Per quanto riguarda il programma di Monti, avevo gia’ previsto le sue mosse quando scrissi “Yawn” , e tutto va come previsto. Come prevedibile per chiunque avesse letto qualcosa del periodo storico dei “Tecnocrati”  di Francisco Franco, cui questo governo evidentemente si ispira.

Detto questo, ci sono alcune considerazioni da fare. I taxisti. Allora, la loro ragione e’ che hanno comprato 200.000 euro di licenza a testa, e ora a detta loro fanno la fame. C’e’ qualcosa che non mi torna. Per esempio:

Che genere di IDIOTA paga 200.000 euro per il diritto di fare la fame , orari di merda e un lavoro nel traffico … a vita?

La risposta non e’ cosi’ banale: ci sono due possibilita’. La prima e’ che si tratti di un lavoro estremamente ben remunerato, il che e’ possibile se consideriamo che la categoria ha , per cosi’ dire, una certa invisibilita’ fiscale. Tuttavia, viene da chiedersi come mai , se c’e’ davvero molto mercato, soffrano cosi’ tanto della concorrenza. E’ vero che si tratta di un problema di concorrenza, ma e’ anche vero che il mercato dei taxi gode di molta elasticita’.

Cosi’, proviamo ad avanzare una seconda ipotesi: e che altro potrebbero fare?

Qui veniamo al punto cardine dell’urgenza di liberalizzare alcune professioni. Tendenzialmente, non credo proprio che le professioni liberalizzate possano dare un 1% di PIL in piu’ al paese (16 miliardi di euro di PIL?) , tantomeno i fantasmagorici 10/11% che Monti vaneggiava in qualche intervista.(160 miliardi? Da dove?)

PErche’ allora e’ una priorita’? I mercati non credo proprio si lascino gabbare da questa cosmetica: non sono certo tassisti e avvocati che possono produrre sviluppo: si tratta di categorie che vivono SE c’e’ sviluppo, ma non essendo produttori, essi rappresentano semmai una spesa per chi effettivamente produce.

Cosi’ perche’ allora e’ cosi’ urgente liberalizzare?

E’ urgente liberalizzare per via degli incollocabili. Gli incollocabili sono frutto di una sequenza di catastrofiche riforme della scuola, che hanno trasformato un ordinamento tutto sommato buono (quello di Gentile) in un mostro di incompetenza farlocca, nella quale si formano delle neotenie incapaci di rispondere a due domande semplici domande da colloquio, piu’ o meno offuscate: perche’ hai scelto la nostra azienda, che cosa puoi fare per noi, puoi farlo anche meglio di cosi’?(2)

E dico incapaci di rispondere perche’ a scuola non hanno imparato assolutamente un cavolo di niente. Sanno un sacco di cose, anche se sono disordinate in una destrutturazione logica che rende le loro conoscenze inutili quanto una biblioteca senza un catalogo dei libri e senza disposizione alfabetica, ma non sanno fare nulla.

Il problema non e’ “che governo c’e’”. Il problema di questi giovani e’ che non troverebbero un posto di lavoro neanche quando ci fosse al potere il Dio Saturno in persona. E li si vede anche qui: arrivano, tentano dei colloqui per i giganteschi lavori che credono di meritare, poi vengono mazzolati brutalmente, infine si ritrovano a fare i camerieri in pizzerie oppure a fare i magazzinieri.(ma non i magazzinieri in magazzini hi-tech come quelli di Amazon, parlo di gente che scarica pallet prima della pausa kebap insieme ai colleghi turchi).

Sia chiaro: NESSUN governo, per quanto bravo, puo’ trovare lavoro a queste persone. Sono macerie di un sistema scolastico nel quale gli studenti hanno subito anche 3 riforme in un solo CV scolastico, e che quindi si sono trovati con un insegnamento incoerente, non pianificato e come se non bastasse gestito mediamente da incompetenti. Gli stessi professori NON vengono dal mondo del lavoro, del resto, quindi non possiamo aspettarci niente che non sia un modello di apprendimento burocratico. Utile quanto le tette in  una campionessa di culturismo.

Questa generazione e’ -e sara’- la spina nel fianco del paese nei prossimi 40 anni.  Che cosa fargli fare? Questo e’ il problema, e l’unica soluzione e’ quella di aprire loro le strade tradizionali del lavoro per-persone-scenza-scelta. Si tratta cioe’ di aprire loro delle strade che non richiedano competenze specifiche, o richiedano le classiche lauree pezzo-di-carta, normalmente lauree umanistiche.

Si tratta cioe’ di aumentare il numero di tassisti, piccoli negozianti, commessi di supermercato, forza lavoro bruta, laureati in sovrannumero,  che senza specifiche competenza hanno poche scelte oltre a quelle dei lavori “da sistemazione senza pretese” .

Cosi’, ecco la ragione per la quale il tassista paga 200.000 euro per poter fare un lavoro che qui e’ riservato alla classe piu’ infima degli immigrati, ovvero un gradino sopra l’ hartzfunflich. (dal nome della legge che oggi disciplina i sussidi ai disoccupati in Germania, Hartz V) . La ragione e’ semplice: basta saper guidare l’auto. Cosi’ come per mandare avanti un negozio di vestiti basta poco piu’ di un corso per cassiere, e cosi’ via.

Queste liberalizzazioni dei mestieri di fatto non sono altroche questo: un disperato tentativo di risolvere un problema che affligge il paese, ovvero il desolante disastro di una scuola che non e’ capace di formare praticamente nulla di interessante per le aziende.

E cosi’ ci riallacciamo col discorso dei tassisti: perche’ qualcuno paga 200.000 euro per una vita di merda? Per la semplice ragione che l’unica cosa che sa fare e’ guidare l’auto, cosa che per tutti gli altri esseri umani del paese e’ attivita’ quotidiana di nessun merito.

Il problema pero’ e’ che queste professioni, ad ogni livello, sono gia’ da anni il ricettacolo di questa categoria di persone; le categorie che si proteggono, oggi, lo fanno perche’ si tratta di lavori a bassissimo valore aggiunto. Per stare in una farmacia di oggi basta leggere un poco di stampa specializzata, e la laurea in farmacia e’ un orpello che serve solo a comprare il diritto di stare dentro un recinto chiuso. Lo stesso dicasi per gli avvocati: o vi piace davvero il vostro lavoro, o passerete la vita a mandare la stessa identica lettera ad una compagnia di assicurazioni, per far avere lo stesso risarcimento ai soliti incidentati. Per carita’, qualcuno dovra’ pur farlo, ma davvero serviva una laurea ? Non sarebbe meglio – o almeno sufficiente-  un istituto superiore ad indirizzo giuridico/amministrativo?

Qunque, c’e’ un punto: e’ esistito per generazioni un percorso professionale capace di assorbire persone a bassa competenza : la parte inferiore, cioe’ peggio retribuita,  di questi lavori e’ stata presa dagli immigrati. La parte “media” e quella “superiore”, prima occupata da italiani con qualche lira da investire per “sistemarsi” (il taxi, il piccolo negozio, etc) o da ragazzi di buona famiglia che prendono una laurea svogliata per seguire le orme del padre, si stanno ingolfando.

Si stanno ingolfando perche’ la domanda e’ cresciuta enormemente, a fronte di tutta una serie di protezioni che queste categorie avevano messo in piedi: se per fare il farmacista in Italia ormai basta un diplomato in chimica, come impedire che OGNI diplomato in chimica appena uscito dall’ ITIS possa farlo? Se bastano le due nozioni di diritto commerciale di un ragionere per fare il lavoro di molti avvocati , commercialisti, notai, come impedire che ogni ragioniere tenti di farlo? La risposta e’ semplice: si mettono blocchi all’ingresso.

Il problema di questi blocchi e’ che reggono abbastanza bene quando la massa tagliata fuori e’ essenzialmente piccola rispetto al mondo dell’economia e del mondo della politica. Ma negli ultimi anni si sono chiusi quasi tutti gli sbocchi:

  • La fine dei concorsi pubblici, o la loro enorme riduzione, ha chiuso la strada a coloro che hanno dormito per tutto il periodo scolastico pensando che alla fine , prima o poi, avrebbero vinto un concorso. La scuola, poi , subiva il peso di tutta la massa di laureati inutili che continuavano a scegliere corsi di laurea assurdi, tanto poi “c’e’ l’insegnamento”.
  • Per un certo periodo questi farlocchi si sono gettati sulle grandi aziende, sperando di trovare il nuovo posto statale. Per qualche anno ha funzionato, poi con la storia della cessione di ramo d’azienda le imprese grandi hanno imparato a farli fuori.
  • Rimanevano, per quanto striminzite, le vecchie vie: taxi, piccolo negozio, laurea presa controvoglia in una scuola devastata e poi eredita’ dell’attivita’ di papino, e poche altre.
Ma una gigantesca massa di persone che poggia sulle barriere di ingresso rappresentano un problema politico. Problema che Monti tenta disperatamente di risolvere in questo modo, ovvero togliendo le barriere. Occorreranno circa 4 anni prima che una nuova generazione di negozianti, tassisti, avvocati da lettera al condominio, pseudofarmacisti omeopati possa venire falcidiata dal darwinismo del mercato. Per questi due o tre anni, tuttavia, forse il PIL avra’ un balzo e molti saranno occupati nel tentare di farcela. Se ci mettiamo che la generazione dei privilegiati e’ in buona parte fatta da anziani, e’ possibile che questo possa mitigare il problema.

Mitigare, ma non sanare: sinche’ non si rimette a posto la scuola, continueranno ad arrivare sul mercato 400.000 inutili ogni anno.

Cosi’ non ho dubbi su quel che succedera’: che non si illudano camionisti , tassisti , farmacisti e compagnia bella. Monti DEVE procedere perche’ ha un disperato bisogno di aprire ai disastrati della scuola peggiore del mondo le porte dei lavori a bassa specializzazione. Non ha scelta: se il tasso di disoccupazione di alcuni paesi europei puo’ diminuire perche’ si tratta di lavoratori con un valore, quello italiano NON ha alcuna chance, se non aprendo (e quindi comprimendo i redditi) delle categorie sinora protette.

Presto avremo un ammassarsi di quelle categorie nel commercio e nel mondo dei trasporti, con il conseguente crollo dei redditi. E per questo occorreva togliere il costo di licenza, di tutte le licenze,e  semplificarne l’erogazione: anche aprire una partita IVA per lavorare in condizioni precarie e’ una cosa che si puo’ fare anche in condizioni di bassa scolarizzazione e di bassa specializzazione. Questo, signori, e’ il futuro proletariato italiano, fiero prodotto di una scuola fatta da insegnanti che NON hanno MAI conosciuto il mondo del lavoro: poveri, hanno sprecato a scuola anni finalizzati solo a pagare gli stipendi degli addetti alla scuola, non hanno la strutturazione culturale per capire il mondo che li circonda, e si devono affidare agli opinionisti per sapere che cosa pensano di un dato argomento.(3)

Un proletariato che a prima vista non sembra povero, poiche’ i proletari apparentemente poveri sono stati sostituiti dagli immigrati: si tratta di un proletariato di piccoli negozianti che tremano se li chiama il direttore di banca perche’ sono sotto col fido, un proletariato di tassisti che lavorano per pochi spiccioli, di pseudolaureati che riescono appena appena a portare a casa il reddito che era della colf dei loro genitori.

Il dramma di tutto questo e’ che il problema si replica: c’e’ una fila enorme di persone che si sono iscritte alle liste per la scuola a 14 anni, appena entrate alle superiori , e che oggi e’ un agguato per un posto nella scuola. Questa massa ovviamente e’ il cibo perfetto per le clientele politiche: non appena un governo decidesse di riformare la scuola e rimetterla a posto, ovvero di reintrodurre duri criteri di selezione e di rendere piu’ duri i programmi scolastici , non potrebbe fare quel che deve -ovvero richiedere ai professori almeno cinque anni di reddito e lavoro inerente alla materia,  sul mercato , PRIMA di poter fare il concorso- perche’ ci sarebbero milioni di voti da prendere per far entrare altri farlocchi.

Cosi’, ogni tentativo di riformare la scuola non fa altro che peggiorarla, dal momento che essa stessa e’ vittima del fenomeno che produce persone inutili: l’assorbimento di persone inutili in un posto di lavoro che ormai viene svolto ad un livello cosi’ basso da non richiedere alcuna conoscenza specifica.

Il giudizio a riguardo su Monti? La domanda e’: e che alternative ha? Stalin ha risolto il problema sterminando milioni di persone nei campi di lavoro e in assurde cariche-fiume dell’esercito russo contro i nazisti.  Gli americani arruolano molta di questa gente, il resto vegeta. I tedeschi la infilano nei quartieri dei sussidiati, alla periferia delle citta’, e fingono che non esistano (del resto, i sussidiati stessi passano il tempo a fingere di non esistere). I francesi li hanno rinchiusi nelle banlieues.  I cinesi li tengono nelle campagne.

Nessuna delle strategie in questione e’ applicabile in Italia. Queste persone non emigreranno mai perche’ non hanno nemmeno imparato a prendere decisioni riguardo alla propria vita. Che scelta ha il governo Monti?

E’ abbastanza prevedibile che nei prossimi anni si tentera’ di ridurre la disoccupazione giovanile comprimendo i giovani inutili in quelle fascie sociali/lavorative oggi protette, protette perche’ il rapporto tra reddito e competenze e’ cosi’ alto da necessitare uno sbarramento per evitare l’invasione.

Aspettatevi quindi una durissima battaglia contro i nuovi contratti di lavoro che ha in mente il governo: si trattera’ di fare (misura che qui in Germania scatta dopo i 10 anni) un contratto unico che preveda un risarcimento per il licenziamento, risarcimento che cresce con l’eta’ e con il numero di anni di lavoro in azienda.

Cosi’, per i giovani sara’ ancora facile essere licenziati, ma lo diventera’ sempre meno man mano che passa il tempo, mentre diventera’ possibile per l’azienda l’ estrema ratio -senza passare per il tribunale- di licenziare il fancazzista che non e’ piu’ utile: un risarcimento e via, senza contenziosi, ad un costo predicibile, con una procedura dai tempi predicibili.

Ora, le aziende grandi in Italia sono letteralmente incrostate di persone che hanno trovato un angolino buio senza fare nulla di utile, e anche questo era uno degli sbocchi degli inutili: imparare l’arte del colloquio tanto bene da “sistemarsi” con un lavoro fisso. Poi, niente sforzi per migliorare, niente sforzi per rimanere allineati con le esigenze del mercato, tutela globale dei sindacati, e ricerca di un angolino ove imboscarsi. Con il contratto unico la cuccagna finirebbe, ma c’e’ da dire che senza contratto unico le aziende si terrebbero la zavorra, che altrimenti avrebbe problemi a sistemarsi -in ogni modo-.

Di conseguenza il nuovo contratto unico finisce col completare il progetto sociale: le aziende si alleggeriscono dei farlocchi ad un prezzo ragionevole, mentre i farlocchi precipitano in una zona grigia ove possono vivacchiare da piccoli negozianti senza pretese, tassisti, gelatai, ambulanti e , se proprio hanno preso una laurea, pseudo-professionisti senza speranze.

Si’, credo che questo produrra’ altra battaglia, ma il problema di chi la conduce e’ che non la vincerebbe in nessun modo: il governo NON ha scelta. E ha un militare come ministro.

Uriel

(1) Il momento piu’ stronzo di ogni post e’ quando devo scrivere le quattro-cinque righe che stanno nell’incipit della home page. Casomai non lo aveste capito. Visto che ho scoperto che esiste l’aggrotech giapponese, ho scelto il surrealismo. Che, nel contesto , ci sta come le tette di una campionessa di culturismo: [ndr: qui giacque immagine di campionessa di culturismo ignuda dal redattore prontamente rimossa per farvi leggere il pezzo perfin dietro filtri]

(2) Se non sapete rispondere a queste tre domande, non presentatevi ad un cazzo di colloquio di lavoro. Nessuno vi dara’ MAI un lavoro per il solo e semplice fatto di avere una laurea, o il fatto di essere fichi quanto avete scritto nella presentazione. E nessuno credera’ mai ad un tizio che si presenta per un’azienda qualsiasi presa dall’elenco telefonico, nessuno credera’ mai ad un tizio che non crede di poter migliorare in futuro (mentre la concorrenza lo fa).

(3) Sono perfettamente cosciente del fatto che si tratti di uno dei motivi di successo di questo blog. Una generazione di persone dalla testa ripiena di un sapere destrutturato, menti piu’ simili ad un tacchino farcito che ad uno strumento di sopravvivenza, vengono qui per  sapere cosa pensare della tal cosa. Poco importa di quello che scrivo, purche’ abbia una struttura, esattamente la carenza di questa scuola vuota ed inutile: la mancanza di strutturazione del sapere.

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