BuffoNobel per l’economia.

BuffoNobel per l'economia.

BuffoNobel per l'economia.

Siccome il mondo ha di meglio da fare, non tutti hanno seguito la vicenda del premio Nobel per l’economia. E hanno fatto bene, dal momento che si tratta di una (ex) truffa, ovvero il premio e’ nato come truffa.

Un manipolo di banche decise di assegnare un premio agli scritti economici, intitolandolo a Nobel, senza che la vera Fondazione fosse coinvolta. Di conseguenza, la gente sentiva dire “premio Nobel per l’Economia” e pensava che fosse il vero Nobel. Una truffa, insomma.

Poi intervennero i reali svedesi, il premio fu messo sotto il controllo della Fondazione, e fu detto che “il prossimo che ci prova passa miliardi di anni a pagarci i danni”. Quindi si presume che sia l’ultima truffa del genere. Si presume. Questo per dire che se non state a dargli peso, qualche motivazione l’avete: l’etica scientifica degli economisti, che dopotutto si sono prestati per anni a questa truffa.

Ma pochi hanno letto il contenuto del paper di quest’anno. Bene. Vi faccio un riassunto. L’ultimo nobel per l’economia dice:

“Invece di fare come prima, quando tiriamo fuori una teoria economica sarebbe saggio, forse, verificare sperimentalmente se quello che dice la teoria e’ vero”.

Ora, forse voi direte che questa cosa l’aveva detta Galileo Galilei “qualche tempo prima”. Ed e’ vero.

Perche’ in effetti questo premio Nobel e’ una confessione, un’ammissione di colpevolezza, una specie di momento “wait, what?”.

In pratica hanno ammesso candidamente che sinora le teorie degli economisti erano COMPLETAMENTE CAMPATE IN ARIA.

Non deve stupire che quando poi arrivano i matematici (vedi alla voce Nash, ma anche Sen, Arrow e altri) le loro teorie cadono come le tette di Sandra Milo. Ma il punto e’ che di fatto, il nuovo paper ci dice una cosa.

“Sinora, ascoltando un econimista, tutto quello che abbiamo sentito era un oroscopo”.

Leggendo piu’ nel dettaglio, scoprite una cosa. Che quello che chiedono nel paper non e’ neanche un vero e proprio esperimento a doppio cieco.  Non si spingono a tanto.

E non e’ nemmeno un vero e proprio esperimento: se fate un esperimento sulle radiazioni elettromagnetiche provate a farlo avvenire in una situazione isolata, dove non ci sia la radio dei vicini di casa a disturbare la misura. Ma i loro “esempi” (quelli citati nel paper) non avvengono in questa situazione, e non si vede nessun tipo di ricerca in questa direzione.  Non ci provano nemmeno, insomma.

Tutto quello che rimane del “metodo sperimentale”, come descritto nel paper, e’ una qualche aneddottica: “dicevano che il reddito di cittadinanza non funzionava, invece mio cugino dice che nel suo villaggio funziona”.

Quindi, se l’intento era di dire “dovremmo cominciare a  verificare sperimentalmente le teorie economiche che scriviamo“,  in realta’ se lo transliamo al metodo scientifico moderno diventa “dovremmo stare attenti che non esista un aneddoto che ci dara’ torto, quando enunciamo una teoria“.

Ma la cosa incredibile non e’ il fatto che qualcuno, nel 2021, possa trovare conveniente il metodo sperimentale. Sono solo 400 e rotti anni di ritardo, in fondo.

Il problema e’ quello che il discorso implica:  PRIMA nello scrivere teorie ci si astraeva completamente dalla realta’. Nemmeno gli aneddoti. Parlare di aristotelismo e’ gentile.

La cosiddetta “macroeconomia” , sinora, e’ consistita in una serie di oroscopi.

Ma perche’, pur nel mondo del big data, non si prova ad azzardare di usare le enormi quantita’ di dati finanziari che abbiamo per fare addirittura un test a doppio cieco delle teorie?

Il problema e’ che le pseudoscienze in generale vedono di cattivissimo occhio i test a doppio cieco. E non solo le pseudoscienze.

Anni fa alcune facolta’ di chimica cominciarono ad insospettirsi riguardo ai Sommelier. Essi sostenevano di poter percepire qualita’ chimiche del vino che si’, esistevano, ma la stechiometria del problema non consentiva ai sensi UMANI (ovviamente un segugio molecolare puo’ percepire il “bouquet fruttato”: ha tutti i nervi e i recettori che servono): la quantita’ di sostanze era troppo esigua, e forse solo un 10% della popolazione umana aveva la possibilita’ di percepire davvero quello che i sommelier dicono di percepire.

Sinche’ non arrivarono gli statistici e cominciarono a fare dei test. E….

BuffoNobel per l'economia.
https://www.theguardian.com/lifeandstyle/2013/jun/23/wine-tasting-junk-science-analysis , https://ageconsearch.umn.edu/record/37328

E che succede se prendiamo un vino bianco e lo coloriamo di rosso? Appariranno magicamente anche tutte le caratteristiche del vino rosso? Eh… si.

BuffoNobel per l'economia.
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0093934X01924939

Come vedete, e’ possibile sostenere (sino all’arrivo dei test a doppio cieco) qualsiasi “junk science”. L’assaggio dei vini e’ una di queste: la specie umana NON HA abbastanza recettori nervosi per fare cio’ che i sommelier dicono di fare. Sicuramente in laboratorio un chimico potrebbe anche farlo, e magari un segugio molecolare sapra’ dirvi anche di piu’ , annusando un vino, ma un essere umano NON PUO’ farlo. E solo pochissime persone al mondo hanno una memoria olfattiva.

Lo stesso dicasi per il cosiddetto “senso del fashion”: il fatto che l’industria del fashion sia basata sul nulla e’ ormai provato da decine e decine di persone:

Di “competenze” del genere ne esistono molte e ne esisteranno ancora, specialmente in un periodo nel quale le competenze “solide” vengono assorbite dal mondo delle macchine.

Il problema vero e’ che le competenze in “economia” vengono spacciate per competenze robuste, come quelle per , che so io, medicina o biologia. Se prendete i “debunkari” di Twitter come esempio, ci trovate il Burioni , ma ci trovate anche Puglisi, che continua a vomitare formule esoteriche che usano i simboli della matematica sulla gente, senza che nessuna delle teorie economiche sia mai stata verificata sperimentalmente.

Ed ecco che, improvvisamente, nel mare di aristotelismi che caratterizzano la “scienza” economica, arriva qualcuno, dice che forse dovrebbero cercare dei pallidi esempi di aneddoti capaci di “smentire” le teorie, li vende come “esperimenti”, e vince il Nobel dell’ Economia, ex junk Prize.

Che dire? Che la crisi economica del 2008 aveva un bouquet fruttato.

E gli “economisti” sono solo gli astrologi di oggi. Fatevi pure fare un oroscopo da loro, ma non lamentatevi se scoprite che il vostro ascendente ha cambiato sesso ieri sera.

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