Breve processo al processo breve.

Dopo aver scritto le cose che ho scritto sulla politica, mi hanno scritto diversi tipi di insulto, tipo che io sarei un tangentista , un evasore fiscale, un pedestre (sic!)  e pure che, orrore orrore, sarei a favore del processo breve. Ora, da dipendente non posso evadere il fisco se non chiedendo ai negozianti di non farmi pagare l’IVA, (1)  le tangenti le prendo solo da Mc Laurin(2), e spesso cammino a piedi. In compenso, spero che la legge sul processo breve venga approvata.

Questo, suppongo, mi arruola nelle schiere degli adoratori di Satana. Di quelli che apprezzano il Kali Yuga con  gli scampi . Dei buchi neri supermassicci che stanno al centro della via lattea, ma che dico: sono dalla parte di quelli che si sono intascati di nascosto la materia oscura dell’universo e l’hanno messa alle isole tonga, e adesso gli scienziati hanno tutti i conti sballati e non sanno come fare, e anche a Tonga hanno tutti gli orologi che non vanno piu’ per un cazzo: sono in ritardo,  o in anticipo, o curvi verso sigma-piu’ e verso sigma-meno.

Che e’ un bel casino, perche’ se arrivate in anticipo siete dei precisini rompicoglioni, se arrivate in ritardo siete degli italiani di merda, ma se arrivate con una trasformazione di coordinate hermitiana sono cazzi acidissimi dire che cosa siete. Immagino lo strazio delle fidanzate di Tonga e tutte le scuse dei fidanzati: “ho incontrato  Chandrasekhar e ci siamo fermati a fare 5.6*10E+17 chiacchiere, e il tempo e’ passato cosi’ in fretta che non ce ne siamo accorti”. (3)

Tornando a bomba , il processo breve. Come ho detto, il mio stato di responsabilita’  da cittadinanza nasce da due cose, che sono la posizione e i risultati. Sulla posizione ho poco da scegliere, rimangono d valutare i risultati. Punto primo, Berlusconi non puo’ finire in carcere, dal momento che vista la sua eta’ la pena sarebbe sospesa, e dovrebbe stare agli arresti domiciliari senza fare una cippa, in una villa piu’ grande del Vaticano, circondato da bagascie ventenni. La certezza bellezza della pena.
Stabilito che Berusconi in galera non ci finira’ in ogni caso, e quindi eliminando il problema, rimangono gli effetti sul paese. Ci sono, da troppo tempo, e continua da troppi anni, circa dieci-quindicimila persone in carcere in attesa di processo. Poiche’ i tempi di processo sono enormi E la carcerazione preventiva viene usata come forma di tortura per estorcere la confessione, significa che stiamo violando diritti fondamentali di migliaia di persone.
Ora, vista l’eta’ di Berlusconi, il suo destino e’ un problema assai “o piccolo”. Visti numeri, pero’,  migliaia di persone in carcere prima o senza venire considerate colpevoli SONO un problema per niente “o piccolo”. Certo, nella repubblica fondata sugli sbirri che Di Pietro sogna e’ piu’ importante che la gente stia dentro che non rispettare i diriritti umani. Io invece penso che per ripristinare il diritto di migliaia di persone e il singolo caso Berlusconi, preferisco imporre che i processi abbiano tempi certi, e brevi.
Ovviamente mi si dice: “ma cos’ berlusconi rimane al governo”. La risposta e’ che , casomai non lo aveste capito, Berlusconi e’ al governo per la principale ragione di essere stato votato. Se non lo volete al governo, non votatelo: ma non potete chiedermi di continuare a violare diritti umani nel nostro paese solo perche’ voi non riuscite a toglierlo dal governo usando la politica.
Secondo voi io dovrei prendere un tizio che si e’ fatto mesi di galera senza essere colpevole ,  o uno che e’ rimasto sotto processo a pagare avvocati su avvocati per piu’ di sei anni, e dovrei dirgli: eh, va bene cosi’ perche’ noi non riusciamo a battere Berlusconi in nessun altro modo e le inchieste ci servono.
In tutta  europa, siamo completamente fuori dai limiti sulla lunghezza dei processi.
Ora, adesso devo discutere i miei obiettivi: e i miei obiettivi sono che il maggior numero possibile di persone deve godere dei propri diritti. Questo chiaramente ha un costo iniziale, cioe’ che svariati processi (gia’ troppo lunghi) salterebbero, un costo di medio termine, cioe’ che Berlusconi rimarra’ in politica per altri 4-5 anni, e un costo di lungo termine, ovvero tutti i decreti attuativi che mi serviranno per mettere il ministero in grado di svolgere in tempo i processi.
Per quanto riguarda i costi di breve termine, cioe’ l’annullamento di processi che durano in totale da piu’ di sei anni per la sentenza finale, o che hanno sforato dei termini che vanno ben oltre il godimento della giustizia come diritto, non lo ritengo nemmeno un costo. Un processo troppo lungo e’ una punizione in se’, e nessuno puo’ essere punito prima della sentenza.

I costi di medio termine, cioe’ il fatto che Berlusconi rimarra’ in politica per gli altri 4-5 anni che la sua eta’ (e la sua salute) gli consentono, non sono ascrivibili al procedimento in se’. Il corpo elettorale puo’ tranquillamente espellere Berlusconi attraverso il voto. Basta avere un’alternativa convincente. La persistenza di Berlusconi in politica e’ un fenomeno politico, non giudiziario: senza i voti necessari, Berlusconi NON puo’ stare in politica. Del resto, se vaste parti della popolazione sono persuase a votare una persona con quelle caratteristiche, beh, la mia risposta e’ che la domanda crea l’offerta.Una sentenza NON blocchera’ questo processo politico: se penso a Berlusconi come ad un elemento di una classe di equivalenza, contenente politici sotto processo o poco onesti, fermare un solo elemento di tale classe non ha risolto un problema. In teoria, ci sono fino a 60 milioni di persone che potrebbero prendere il suo posto dopo aver commesso un reato. E il fatto che forse un giudice li perseguirebbe non e’ accettabile, perche’ la questione morale e’ un problema politico, e non giudiziario: chi cita Berlinguer dovrebbe ricordarsi che Berlinguer sollevo’ la questione morale come problema POLITICO, e non giudiziario. Come tale, mi aspetto una soluzione politica, e non giudiziaria.

I costi di lungo termine sono ben lungi dall’essere quantificabili. Innanzitutto, perche’ la giustizia italiana e’ un pozzo di malcostume nel quale alcuni feudatari gestiscono le risorse come vogliono. Durante ogni inchiesta , i magistrati dispongono di un budget esattamente come vogliono, disponendo perizie a gente la cui preparazione lascia spesso a desiderare, non esiste uno standard scritturale per tali perizie (4), ne’ esistono di per se’ requisiti minimi per farli. Mi sono trovato diverse volte con dei “periti informatici” che erano Ex GdF (pensionati dopo 18 anni, 6 mesi, 1 giorno di servizio) che scrivevano “disco criptato”  ogni volta che non riuscivano a leggerlo con Windows, compresi dischetti per Macintosh. In pratica, il PM conosce qualcuno che si occupa di qualcosa e lo nomina.
Il limite di budget per le inchieste viene assegnato sulla base di criteri a dir poco esoterici, e la stessa natura delle spese e’ a dir poco misteriosa. Se viene affidato un incarico ad un’azienda, diciamo di decrittare dei contenuti. Pero’ essi sono visiibli solo, che so io, con OpenVMS. Cosi’ si provvede a fornire alla procura una macchina con OpenVMS. Benissimo: in teoria, poiche’ essa va a cespite, dovrebbe essere una voce per acquisto materiale e una per consulenza. La mia personale esperienza e’ che tutto verra’ fatturato come consulenza e un agente alla fine dell’inchiesta portera’ a casa una macchina con OpenVMS, perche’ non si puo’ inventariare non essendoci stata gara per la fornitura, o roba del genere.
Le carceri, poi, sono semplicemente dei feudi. Comanda il direttore, punto. I “progetti sociali di recupero” sono gestiti in maniera paramafiosa, le carceri femminili sono dei feudi ove vale uno Jus Primae Noctis,  il controllo e’ impossibile e le spese sono mostruose.  Ci sono persone che vengono lasciate uscire dal carcere per lavorare in una cooperativa di servizi sociali solo perche’ la cooperativa ha bisogno del personale a costo politico e attiva il sistema paramafioso di contatti col carcere. Cosi’ vi trovate il massacratore di turno assegnato ai servizi sociali, cioe’ ad una cooperativa.
Poiche’ questa mafia ingoia quantita’ di solti qualsiasi,  e aumentare il budget produrra’ solo l’effetto di consolidare la mafia stessa, il problema e’ che il costo sul lungo termine consiste nel mettere sotto controllo amministrativo sia i magistrati che i direttori di carcere. Il che significa creare un’autorita’ amministrativa cui rispondano del proprio operato, la quale possa punirli. Il che richiede una riforma seria della magistratura, che non puo’ funzionare se rimane a rispondere delle cose “solo alla legge”.
Morale della storia: imporre un accorciamento dei processi implica e richiede una futura riforma in senso amministrativo della magistratura. Questo e’ il vulnus del problema, e ridurlo a Berlusconi e’ stupido e fuorviante. I magistrati sanno bene di non poter mandare in carcere Berlusconi, e sanno bene che gli elettori di berlusconi voterebbero benissimo chiunque lui nomini come successore, il quale potrebbe produrre gli stessi problemi. (6)
Il vero problema dei magistrati, rappresentato dal partito diretto da Di Pietro e  Massimo d’Alema(5), e’ proprio questo.
Tuttavia queste sono delle considerazioni politiche che a me come cittadino non riguardano. Io enuncio che:

    1. I processi abbiano durata certa simile a quanto accade negli altri paesi europei.
    1. Sono disposto a pagare tutti i costi di breve, medio, lungo termine di questo obiettivo.

La legge sul processo breve fa questa cosa, e quindi mi va benissimo.
Non andra’ bene alla magistratura: avere tempi certi implica di per se’ una misura (per quanto forfettaria) delle performances. Il fatto che il cittadino potra’ essere risarcito se l’inchiesta verra’ annullata produrra’ anche una seconda metrica  (per quanto forfettaria) circa i costi sociali del loro cattivo operato.
Il magistrato sara’ costretto a lasciar perdere  sin dall’inizio tutte le inchieste che, per la fumosita’ delle prove e delle congetture, siano bombardabili di richieste di perizie e rinvii. E questo non e’ strano: nel mondo anglosassone il procuratore rifiuta le proposte della polizia di aprire un’inchiesta quando essa ha poche speranze di produrre un risultato utile. E mi sta benissimo: o hai le prove, o non le hai; pensare di aggirare la mancanza di prove mediante il convincimento dei giudici e’ assurdo.
Adesso mi si dira’ che Berlusconi non ha certo questo in mente quando fa la legge. Puo’ darsi. Ma io non sono Berlusconi, quindi il mio prooblema non e’ “che cosa spinga Berlusconi a farla”, ma semplicemente “che cosa spinga me ad essere a favore della legge”.  Personalmente non me ne frega niente di chi sia quello che riceve la delega di fare qualcosa; non posso aspettare di avere il governo perfetto per fare le cose, ero a favore del “giusto processo” quando lo fece la sinistra e sono a favore del processo breve oggi che lo fa la destra; avere un processo GIUSTO E BREVE e’ una cosa buona per il paese, non mi interessa ne’ chi lo mette in atto ne’ le sue motivazioni.
Anche perche’, faccio presente che Berlusconi ha mandato avanti, prolungandole, tutte le sue inchieste per decine di anni. Ha potuto farlo perche’ le sentenze arrivavano in tempi piu’ lunghi di quelli politici, e quindi prima che i giudici potessero arrivare alla sentenza e’ riuscito a pianificare il suo ingresso in politica. Indubbiamente, con questo Berlusconi la giustizia hafallito, e sarebbe meglio mollasse il colpo: anche se venisse condannato, il fatto che avvenga a piu’ di 20 anni di distanza e’ una performance cosi’ penosa che sarebbe meglio nascondere.(7)

Tuttavia, penso che nello stesso tempo il processo breve fermera’ tutti i successivi Berlusconi, nel senso che non solo moralizzera’ la societa’ (poter avere una sentenza in tempi brevi permettera’ a molti processi di essere politicamente utili) e la politica, ma non dara’ ad altri personaggi la possibilita’ di pianificare il proprio ingresso in politica nel tempo che passa prima della  sentenza. E’ vero che questa legge fa chiudere tutti i processi di Berlusconi, ma e’ anche vero che se domani si aprisse un nuovo processo, con i tempi  della nuova legge,  si arriverebbe alla sentenza prima delle prossime elezioni.

Significa che prima delle prossime elezioni DOVREMO sapere la completa verita’ sia su Mastella che su Del Turco, eccetera, cosa che considero salutare per la politica;  se e’ vero che un inquisito porta su di se’ un pregiudizio, e’ anche vero che si e’ innocenti sino a prova contraria, e il potere di tenere una persona fuori dalla politica durante un lunghissimo processo e’ un’invasione nella politica che non intendo concedere alla magistratura, perche’ equivale ad un potere di veto che la costituzione non prevede;  il principio di separazione dei poteri prevede SIA che la magistratura sia indipendente dalla politica, SIA che la politica sia indipendente dalla magistratura.
Cosi’, ritengo del tutto salutare, in termini politici, democratici e anche civili che si dia una lunghezza certa ai processi. E anche se questo desse 4-5 anni di vita politica a Berlusconi, la cosa certa e’ che in futuro difficilmente la politica arrivera’ in tempo a fermare un’inchiesta: considerando che due anni per il primo grado sono il massimo (magari si finisce prima) , che devi organizzare un partito con qualche mese di anticipo, che ci sono sei mesi di campagna elettorale, un mese per formare il governo  e votare la fiducia, piu’ la discussione in parlamento, ci sono buone chances che la sentenza arrivi prima che la politica possa farci qualcosa.
Mi spiace, ma una giustizia piu’ rapida ha effetti cosi’ benefici anche sulla politica in generale , e sulla societa’, che il prezzo da pagare nel caso Berlusconi mi sembra ragionevolissimo.
Certo, questo fa di me un adoratore di Alda d’Eusanio, un iperbolista o qualche altra cosa. Tuttavia, si da’ il caso che per me i dipietristi siano un branco di fessi con la posa della verginita’ ipocrita, quindi siamo pari.
Uriel

(1) In quel caso, il negoziante evade l’IVA sul valore aggiunto e sul corso, noi la evadiamo sul netto: il negozianze che non ti da’ lo scontrino non e’ un illecito solo del negoziante, ma anche del compratore. Per questo la Finanza multa entrambi.
(2) Non poter ridere per questa folgorante battuta e’ una tassa per chi non ha studiato abbastanza matematica. Soffrite, bastardi.
(3) E’ la scusa piu’ usata al centro della Via Lattea e in alcuni posti, in India, dove sopravvivono solo i piu’ grossi, che per questo sono piu’ attraenti.
(4) Quando favevo perizie per la procura chiesi loro un template, o almeno dei requisiti giuridici minimi, riguardanti come stendere la perizia. Per esempio, io non conoscevo la differenza che passa tra i giudici tra “atto a”, o “fatto per”: se ingenuamente tu scrivi che un software fa la tal cosa (come fai da tecnico), dall’altra parte si chiederanno se la cosa avviene circostanzialmente o se c’era una precisa volonta’ progettuale, che magari fallisce in alcune circostanze.
(5) D’Alema e’ sempre stato informato (le dichiarazioni che faceva tempestivamente alla stampa lo rendono evidente)  preventivamente di tutte le inchieste sulle escort di Berlusconi, e oggi guarda caso un giudice assai provvidenziale sta colpendo Vendola , reo di non essersi piegato al potere baffettiano. Tra parentesi, non e’ nemmeno chiaro per quale motivo Vendola , per aver nominato un americano con tutti i crismi accademici del caso, vada indagato al posto di chi gli ha trombato il candidato per metterci  uno meno competente. E’ chiaro lo scopo politico dell’inchiesta.  Ed e’ ormai lapalissiano chi guidi il partito dei magistrati ,   a meno che non crediate che la cartomante di D’Alema sia capace di prevedere le inchieste e che D’Alema porti sfiga ai suoi avversari  pugliesi quando si avvicinano alle primarie.
(6) Ho sentito parlare di Montezemolo come candidato. A prescindere da considerazioni di fattibilita’, si tratta di uno che ha le mani in pasta su un’azienda che ha il monopolio della produzione di auto in Italia , la quale ha ricevuto benefici di stato in piu’ riprese,  e che si sta buttando nel settore ferroviario. Perche’ in questo caso nessuno fa notare l’evidente  conflitto di interessi che la cosa produrrebbe?
(7) Che questo sia dovuto alle azioni di Berlusconi e’ irrilevante: non puoi giustificarti se fallisci a combattere qualcuno dicendo che anche lui stava combattendo. E’ come se un pugile dicesse “ho perso perche’ anche il mio avversario ha combattuto contro di me”. E’ ovvio che il tuo avversario combatta contro di te; il punto e’ se hai vinto o meno.

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