Bombe e armi

Vedo sui NG un gran dibattito sulla cosiddetta bomba atomica iraniana , e mi scappa un po’ da ridere. Mi scappa da ridere perche’ mi fa venire un mente un’altra, famosa, bomba atomica. Nel 1962, al premio Nobel (l’avrebbe preso dopo) Andrei Sakharov fu chiesto di costruire la piu’ potente delle armi termonucleari mai costruita. Il nome che le fu dato in occidente fu “Tsar Bomba”, cioe’ lo zar di tutte le bombe.

Saddam Hussein non era ancora nato, ma oggi sarebbe indubbiamente stata chiamata “la madre di tutte le bombe”. Essa detiene , ancora oggi, il record per il piu’ potente e distruttivo ordigno nucleare mai costruito dalla nostra specie.

La richiesta iniziale era di una potenza di 100 Mt,(megatoni) ma alcuni problemi tecnici (sul pianeta non c’e’ un posto abbastanza grande per testarla e sopravvivere al fallout nucleare, per dirne uno)  fu ridotta a  “soli”  57 megatoni,  introducendo placche di piombo anziche’ di uranio nel rivestimento del terzo stadio di materiale per la fusione radioattiva.

Questo limito’ anche il fallout nucleare, dal momento che il 97% dell’energia sprigionata proveniva da fusione nucleare e non da fissione.

Limitandola cosi’ fu anche possibile sganciarla: la bomba pesava 27 tonnellate, e quindi andava montata su un aereo. Il guaio e’ che l’aereo doveva poi allontanarsi prima che scoppiasse, ma la bomba poteva ustionare fino al terzo grado (=carbonizzare) persone fino a 100 km di distanza. All’altitudine ove fu sganciata, la temperatura media sta attorno ai -50 °C.

Cosi’, un aereo Tu-95V fu ricoperto di materiali isolanti e di specchi riflettenti per ripararlo dal calore , e la bomba fu sganciata da altissima quota, con un paracadute che ne freno’ la discesa in modo che, esplodendo a 4000 metri, desse il tempo all’aereo di fuggire ad almeno 40 km di distanza. Se la bomba fosse stata della potenza teorica raggiungibile (cambiando le lastre di piombo con lastre di uranio, che avrebbero trasformato in tritio ancora piu’ idrogeno) , nessun aereo avrebbe potuto sfuggire alla potenza della detonazione.

LA bomba fu sganciata nella baia di Mityushika, nel circolo polare. Era l’unico punto abbastanza lontano da tutto, sul posto c’era un’isola coperta di ghiaccio.

Il botto avvenne alle 11.30 del 30 ottobre 1961. Per 40 minuti nell’intero emisfero settentrionale le comunicazioni radio furono quasi impossibili. Esso produsse un terremoto del sesto grado della scala richter , la cui onda fece tre volte il giro del mondo.

La sfera di plasma generata dalla bomba, alla temperatura di 300 milioni di gradi, era larga quattro kilometri e seicento metri. Questo significa che, essendo detonata a quattromila metri di altezza, raggiunse il suolo.

L’isola aveva colline alte sino a duecento metri sul livello del mare. Dico aveva, perche’ non ce le ha piu’. La descrizione che fu fatta dell’isola DOPO l’esplosione diceva “Non si nota alcuna tratta di asperita’ o sull’isola, che sembra una pista da pattinaggio su ghiaccio. Le rocce sono fuse, ogni cosa e’ stata annientata , incenerita o fusa.”.

Il fungo atomico fu alto sessanta kilometri, largo dai trenta ai quaranta. La luce illumino’ a giorno l’area sino ai 1000 km di distanza. I Finlandia, numerose case ebbero i vetri spaccati dall’esplosione. Nonostante sia esplosa a 4000 metri, la bomba lascio’ a terra un vistoso cratere di quasi duecento metri di diametro.

Questa fu l’arma piu’ potente mai costruita dall’uomo; consideriamo che la bomba piu’ potente che gli USA abbiano mai fatto detonare aveva 15 Mt di potenza, e arrivava teoricamente a 25. Fu quel mostro a far cambiare idea a Sakharov, trasformandolo in un dissidente.

La bomba fu prodotta in UN SOLO esemplare.

Direte voi: e perche’ mai?

Il primo dei motivi e’ che mancavano, persino per la versione “piccola” a 57 megatoni, bersagli degni. Si e’ calcolato che se la bomba fosse esplosa su Londra, per dirne una, l’intera superficie urbana sarebbe stata “annichilita”, cioe’ ogni oggetto sporgente da terra vaporizzato e l’area  ridotta ad una lastra di vetro liscia come uno specchio. I Tamigi sarebbe evaporato istantaneamente per una lunghezza di 25 km, l’intero sud dell’inghilterra, galles compreso, sarebbe stato trasformato in una distesa di morti carbonizzati.  Parliamo sempre della versione “piccola”, sia chiaro, con quella grossa (100 Mt), Irlanda , Uk, Il nord della Francia e altri pezzetti di europa sarebbero finiti in fumo.

Questo poneva pero’  alcuni grossi problemi: quando Krushev annuncio’ di possedere un ordigno da 100 Mt (questa era la potenza teorica massima che la bomba poteva raggiungere) , e lascio’ intuire (senza dirlo) che potesse venire dislocata nella germania est, il paese tedesco si affretto’ a smentire di avere in casa un mostro simile.

Per una semplice ragione: se si fosse alimentata tale credenza, il primo atto di una guerra nucleare sarebbe stato un inferno di fuoco sul paese, perche’ nessuno (la Francia aveva appena completato la sua atomica) poteva permettere che un mostro simile prendesse il volo.

All’interno degli stati maggiori URSS, nessun generale chiese o accetto’  di avere in dotazione un ordigno simile, per il medesimo motivo: in caso di tensione, la NATO avrebbe lanciato su di lui e sulle sue truppe ogni possibile arma a disposizione.

Dal lato USA, i possibili bersagli utili di quest’ordigno erano solo quattro. Chicago, Los Angeles, New York e Washington. Anche gli usa ebbero immediatamente la medesima reazione: capire dove potesse trovarsi (quale generale l’aveva in arsenale) la bomba, e ridurre in briciole la zona come primo atto, a costo di usare tutto l’arsenale a disposizione.

Questo a sua volta spavento’ ancora di piu’ gli stati maggiori: chiunque avesse in arsenale un simile ordigno era condannato ad essere il bersaglio privilegiato del primo strike, un attacco isterico che non avrebbe lasciato nulla di intentato pur di distruggere l’ordigno o impedire all’aereo di decollare e volare.

E questo pose fine alla fabbricazione della Tsar Bomba: sebbene fosse l’arma piu’ potente mai costruita dall’uomo(1) essa non era un’arma. Non era cioe’ spendibile sul teatro militare, e anzi avrebbe alzato mostruosamente il livello di scontro iniziale. Con una bomba simile in arsenale, qualsiasi ipotesi di conflitto comprendeva un nemico che lanciava sull’ URSS ogni ordigno a disposizione, calzini usati compresi, pur di evitare anche la lontanissima ipotesi che una cosa simile uscisse da un silos.

In effetti, come Sakharov ammise in seguito, Krushev voleva che la bomba fosse pronta per il summit del partito comunista del 1961, per annunciarla li’. Voleva che fosse una dimostrazione di muscoli, ma era egli stesso consapevole che la cosa avrebbe avuto una storia breve.

Questo e’ il motivo per il quale non mi preoccuperei troppo che l’ Iran abbia armi nucleari: sarebbero magari armi potenti e missili a gittata lunga, con un piccolo problema: che Ahmadinejad dovrebbe cercare all’estero un generale disposto ad averla in arsenale.

E’ seriamente probabile che l’arma atomica Iraniana, se anche venisse costruita, sarebbe una one-shot bomb, fatta per acquisire prestigio o per affrontare una situazione di tensione.

Ma con una nazione come la Turchia a fianco, e Pakistan, India, Russia ed Israele dotati di armi nucleari, e’ semplicemente impensabile che l’atomica iraniana possa diventare un’arma vera e propria: il raggio di azione strategico sarebbe, peraltro, di gran lunga superiore a quello delle forze armate iraniane (2).

Secondo me, anche se l’ Iran si costruisse l’atomica, si tratterebbe di una bomba principalmente “politica”, che verrebbe prodotta in uno o due esemplari, e poi ricacciata in qualche bunker.

Anche perche’ l’Iran ha la popolazione concentrata in poche citta’ molto popolose, e la retaliation sarebbe sconveniente per prima ai persiani: l’Iran non ha interesse alcuno ad una escalation nucleare , anzi e’ tra le nazioni che hanno meno convenienza in una guerra del genere.

Come la Tsar Bomba, la Imam Bomb e’ qualcosa destinato a fare un bel botto da qualche parte, e non piu’ di questo. Ammesso che venga costruita, cioe’ ammesso che qualche generale persiano accetti di essere il bersaglio numero uno (insieme alle sue truppe) di un attacco nucleare preventivo.

Uriel

(1) Oggi si rivaluta la sua costruzione in funzione di difesa anti-asteroidi.

(2) La marina iraniana non puo’ trasportare piu’ truppe di quella italiana, per dire. Figuriamoci se puo’ assalire paesi lontani.

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